26 maggio 2016

Chieti - Oggi compie 30 anni


Trent'anni fa, il 26 maggio 1986, la Comunità Europea adotta la Bandiera Europea. Con la sua corona di dodici stelle dorate in campo azzurro, la bandiera europea rappresenta la solidarietà e l'armonia tra i popoli d'Europa ed è, per questo, il simbolo dell'Unione Europea e dell'identità dell'Europa, in generale. In varie tradizioni, il dodici è un numero simbolico che rappresenta la completezza. La bandiera europea rimarrà invariata a prescindere dai futuri aderenti all'UE.

@nonnoenio

20 maggio 2016

Chieti - E' entrato nella storia



Un grande politico oggi è entrato nella nostra storia. E' venuto a mancare Pannella un mio paesano, un teramano doc. Nessuno direbbe di lui che è stato un voltagabbana. Per lui l’importante era far vincere le sue idee. Certo non è stato un politico convenzionale: farsi arrestare per  aver fumato uno spinello in pubblico (successe nel 1975) non è da tutti. Anche la sua vita privata è stata fuori dagli schemi: «Sono legato da 40 anni alla mia compagna Mirella, ma ho avuto tre o quattro uomini che ho amato molto. E con lei non c’è stata mai nessuna gelosia».  Nessun figlio dalla moglie; ma forse più d’uno, per sua stessa ammissione, sparsi in giro per l’Italia, frutto dei suoi amori giovanili. I successi li ha costruiti con due armi: le sue parole e il suo corpo.Era lui il «signor Hood» di una canzone che gli aveva dedicato Francesco De Gregori: «con due pistole caricate a salve e un canestro pieno di parole». Con la sua ars oratoria (al limite della logorrea) ipnotizzava chi lo ascoltava. Ma era con la forza del suo corpo che lanciava le idee radicali fuori dal recinto della politica, per farle viaggiare lontano. «Invece di mostrare i muscoli mostri la tua magrezza. Guardate Gandhi. Lui però quando digiunava stava al letto, io non mi fermo un attimo», spiegò in una recente intervista al Fatto quotidiano, dalla quale traspariva anche tutto il suo narcisismo. 


@nonnoenio

13 maggio 2016

Chieti - Le unioni civili sono legge

La Camera ha confermato la fiducia al governo sul ddl sulle unioni civili con 369 voti a favore, 193 contrari e 2 astenuti. Il voto finale sul provvedimento - che non ha subito modifiche rispetto al testo approvato al Senato .Da oggi le unioni civili sono considerate «formazioni sociali» ai sensi degli articoli 2 e 3 della Carta, ma non matrimoni, e sono costituite da due persone maggiorenni dello stesso sesso, mediante dichiarazione di fronte all’ufficiale di stato civile alla presenza di due testimoni. Il regime patrimoniale ordinario dell’unione civile tra persone omosessuali consiste nella comunione dei beni, a meno che non venga stipulata una convenzione patrimoniale, fermo restando la possibilità di scegliere la separazione dei beni. Diritti e doveri della coppia sono disciplinati sulla falsariga dell’art. 143 del codice civile sul matrimonio (ad eccezione dell’obbligo di fedeltà). Oltre all’applicazione della disciplina sugli obblighi alimentari prevista dal codice civile, la costituzione dell’unione comporta che le parti acquistano gli stessi diritti e assumono i medesimi doveri. In caso di decesso di una delle parti dell’unione civile prestatore di lavoro andranno corrisposte al partner sia l’indennità dovuta dal datore di lavoro che quella relativa al trattamento di fine rapporto.

@nonnoenio

04 maggio 2016

Chieti - LA FESTA DEL MAJO


La Compagnia Tradizioni Teatine - Cumbagnije d'Ausanze Cchijetine ha ripresentato la festa del Majo, (magico), domenica primo maggio ’16, a Torrevecchia Teatina CH. La rievocazione della Festa del Majo, festa di origini antiche e pagane, vuole promuovere la continuità tra la comunità umana e il suo passato, riscoprire il legame che lega l’uomo alla natura, evidenziato da questi riti di rigenerazione e il ritorno ciclico della vita – morte –rinascita. Questo simbolismo culturale è sempre attuale, perché rappresenta le radici stesse della nostra civiltà. Infatti, la scelta del colore verde ed i vari tipi di fiori, ad iniziare dal maggiociondolo, si associano alla natura. I Romani festeggiavano i Floralia, (i giochi celebrati nell’antica Roma, risalenti al 238 a.C. per onorare la Dea Flora protettrice dei boccioli), tra il 27 aprile e il 3 maggio, versando latte e miele, come offerta, ed indossando tuniche multicolori. Anche nel Nord Europa si celebravano feste come le notti di Walpurga, il Verde Giorgio nell’Europa dell’Est ed il Majo in Italia. La società agro-pastorale dava un duplice valore a queste feste: quello simbolico che raffigura il passaggio primaverile e quello sociale che riproduce il senso della fatica nei campi, dalle origini tribali.


La festa del Majo è iniziata con il rito di propiziazione e di fecondità della natura, in un ambiente idoneo, il giardino del palazzo Valignani. Il quadro rituale, un tappeto allestito sul terreno, era composto da prodotti naturali, fondamentali per l’economia e per la concimazione, Il miele, il latte e il farro. Una sacerdotessa ha evidenziato con meditazioni, i quattro elementi magici della natura, l’acqua, il fuoco, la terra e l’aria. Il cerimoniale è stato accompagnato dal suono del DIDJERIDOO, un antico strumento a fiato il cui suono viene prodotto attraverso una imboccatura ad ancia labiale, risalente agli aborigeni australiani. E’ un pezzo di legno cavo, meglio di eucalipto, con l’aggiunta di un bocchino in cera d'api.  La lunghezza ed il diametro dello strumento musicale, determinano la nota base, la vibrazione. L’attuale strumento musicale emetteva il “fa diesis”, un suono vibrante, armonioso, meditativo. La lunghezza circa un metro e mezzo ed il diametro di circa 4 centimetri.


L’altro strumento, il Flauto ANTARA (Flauto di Pan), utilizzato negli altopiani andini del Perù, è costituito da più canne, di lunghezza diversa e legate o unite tra loro. Il suono rilassante è stato idoneo alla riconciliazione ed il rispetto della natura. Si è unito agli strumenti un coro naturale, il cinguettio gioioso degli uccelli. Il cerchio magico si è sciolto dopo il ballo della quadriglia. Il Majo, l’oggetto di culto della natura, è rappresentato da un giovane maschio che indossa un alto cappello conico, (realizzato con un’intelaiatura di canna, coperto di paglia e da mazzetti di fiori). Majo (Maggio), proviene dalla dea Maja, la madre di Mercurio che simboleggia la Terra. Anche la catena montuosa della Majella nasce dal nome della dea. Una leggenda racconta che il figlio Mercurio morì a Pennapiedimonte CH, per le molte ferite provocate durante una guerra. La dea Maja si era recata in questo paese per trovare delle erbe medicamentose che dovevano guarire il figlio. Però non le trovò perché c’era la neve e quindi Mercurio morì. Anche lei morì di crepacuore e Giove, il padre di Mercurio, per tramandare questa storia, fece fiorire una pianta con dei bellissimi fiori gialli a grappolo, il maggiociondolo, che nasce nel mese di Maggio. La rappresentazione di questa leggenda si può vedere a Pennapiedimonte CH, con la bellissima roccia che rappresenta la dea in ginocchio e con lo sguardo rivolto verso il sepolcro di Mercurio.  La scena è impreziosita dalla Valle dell’Avello

Il canto pantomimico associato al Majo è il Canto dei Mesi, (mesciarule, mascherata dei mesi). La rappresentazione scenica, con uomini e donne che hanno continuato ad adornarsi con virgulti vegetali e fiori, come i loro antenati romani, è una danza, affidata esclusivamente all'azione mimica dei partecipanti, accompagnata da musica e da voci. Ogni mese è rappresentato da un figurante che è invitato a ballare da un tredicesimo partecipante, che rappresenta l’anno. Tutti i mesi hanno dei simboli che differenziano il mese che rappresentano. Anche Il ballo del Palo di Majo ha una sua logica rappresentazione. Prevede un intreccio di nastri intorno ad un palo centrale che rappresenta un fallo fiorito, un albero, con i germogli primaverili della vegetazione che risorge. Simboleggia la congiunzione tra cielo e terra. I ballerini operano una funzione magica uguale e contraria, il legare e lo slegare serve a prevedere l’andamento della stagione, del raccolto, della vita e della fecondità delle coppie. Ultima rappresentazione, la pantomimica del Verde Giorgio. Il cerimoniale si è concluso con il rogo del fantoccio del Majo, gesto rituale che ricorda il sacrificio umano o animale finalizzato alla fertilizzazione della terra, con le sue ceneri. Il cibo magico, rituale, tradizionale, del Majo, è il " Lessagne Chietine ", una specie di minestra con NOVE ingredienti di legumi, NOVE di verdure, NOVE di erbe aromatiche. Un piatto laborioso che impegna molto tempo. Il NOVE è il numero sacro per eccellenza e rivela un valore germinativo e di speranza. Il “Lessagne Chietine” univa l’esigenza del gusto con il risparmio che anticamente era obbligatorio, vista la carenza di risorse. Per indicare questa zuppa magica ci sono quattro termini, lessame, lessagne, cutemaje e totemaje. Il prefisso “lessa” di lessame e lessagne, propone il modo di cottura ed il suffisso “maje” di cutemaje e totemaje, individua il mese di maggio.  Gli ingredienti della zuppa tipicamente “marrucina”, una zuppa di magro, che si presenta come una minestra di colore verde, sono i semi che germogliano la terra.I nove tipi di legumi sono: fagioli, ceci, farro, lenticchie, fave, piselli, cicerchia, granoturco, grano. I nove tipi di ortaggi, meglio se di campo e secondo la disponibilità del momento, sono: Bieta, cicoria, borraggine, indivia, carote, cacigni, spinaci, lattuga, zucchine. I nove odori sono: finocchietto, sedano, prezzemolo, salvia, alloro, cipolla, pipirella (è una specie di timo molto profumato, non deve mancare), maggiorana, origano. Inoltre nove peperoncini piccanti, nove spicchi di aglio, osso di prosciutto per il brodo, cotiche, olio e sale. Il significato della ripresa delle tradizioni, patrimonio indispensabile della cultura, ha valore solo se si comprende e ci si riappropria dell’universalità delle Tradizioni stesse e se il tutto viene eseguito nel rispetto del loro contenuto simbolico. In un’epoca di eliminazione dell’identità e della consapevolezza, in cui i giovani spesso sono vittime di un consumismo vuoto e di valori devastanti, è significativo ripetere e rinnovare la tradizione orale, che ha permesso alla società del passato di tramandare l’esperienza, le usanze e le conoscenze di generazione in generazione. La tradizione continua a resistere ai cambiamenti di una società frenetica e distratta, non può essere innovativa, né può essere una sagra consumistica!
Scitto da : Luciano Pellegrini  agnpell@libero.it

26 aprile 2016

Chieti - Se Roma non adempie ai suoi compiti...


Se serviva ancora una dichiarazione austriaca, chiara e netta, adesso il "venditore di pentole usate" non potrà dire di non aver sentito. Qiesti fanno ormai sul serio e se ne fottono allegramente di quello che dice Gentiloni, Renzi e company. Heinz-Christian Strache: «La responsabilità è vostra. Se Roma non adempie ai suoi compiti, saremo costretti ad agire». Per Norbert Hofer i controlli al Brennero sono inevitabili. «Non mi fanno di certo piacere, ma non abbiamo altra scelta» ha detto il leader dalla destra Fpoe, vincitore del primo turno alle presidenziali austriache. Secondo lui «i confini esterni di Schengen vanno messi in sicurezza, in questo modo potrebbero essere sospesi i provvedimenti temporanei». Nel corso di una conferenza stampa Hofer ha ribadito che «solo il 20% degli arrivi in Austria sono veri profughi che inoltre hanno attraversato Paesi sicuri».

@nonnoenio

18 aprile 2016

Chieti - Fallito il referendum sulle trivelle


Il fallimento del referendum  lascia inalterato quanto deciso dal governo con la Legge di Stabilità. I giacimenti esistenti possono andare avanti, senza limiti. Ma non è un via libera a nuove trivellazioni in mare. Archiviato il referendum sulle trivelle, con il 31,19% dei voti, la norma che regola le attività di ricerca ed estrazione di gas e petrolio in maree non viene abrogata.Tutto resta come prima. Vediamo, dunque, cosa accade ora. Il fallimento del quesito referendario riguarda solo gli impianti esistenti, entro 12 miglia dalla costa. Le piattaforme esistenti (già autorizzate) possono proseguire la loro attività, estraendo gas e petrolio senza limiti di tempo, oltre la scadenza iniziale prevista dalle concessioni e cancellata dalla norma voluta dal governo con la legge di Stabilità. Possono inoltre andare avanti tutte le attività di ricerca di idrocarburi già autorizzate. Uno degli obiettivi del referendum era rimettere un limite temporale ai giacimenti, nella speranza che, una volta scadute, le concessioni non venissero rinnovate. Ma con il fallimento del quorum le attività possono andare avanti per tutta la "durata di vita utile del giacimento". Io avrei preferito che vincesse il SI e che si sviluppasserro le energie rinnovabili, preferibilmente il fotovoltaico proveniente dal sole, che è la fonte di energia più pulita che io conosca. Basti pensare che Einstein ricevette il premio Nobel nel 1921 per la spiegazione dell’effetto fotoelettrico, fenomeno per cui una lastra metallica conduttrice colpita dalla luce produce elettricità. Oggi il progresso tecnologico consente di produrre celle con materiali capaci di catturare circa il 15% della radiazione solare, una efficienza già molto superiore a qualsiasi altro sistema indiretto oggi utilizzato. Questa forma di energia viene più precisamente chiamata "fotovoltaica", per distinguerla dal solare "termico", forma pure interessante che consente di sfruttare la radiazione solare per scaldare acqua o, opportunamente concentrata con specchi, per far espandere dei gas che fanno ruotare turbine e dinamo. Il fotovoltaico è decisamente più versatile e universale. La corrente elettrica si raccoglie direttamente dai morsetti delle celle nei luoghi di fruizione, senza parti meccaniche in rotazione, senza emissione di gas-serra, senza radiazioni nocive, con manutenzione pressoché nulla. Oggigiorno questo discorso si traduce nella possibilità che un tetto coperto di celle, di una casa di medie dimensioni, fornisce facilmente i 3 kw (circa 1 kw ogni 10 m2) di cui attualmente godiamo con l’allaccio alla rete.

@nonnoenio

08 aprile 2016

Chieti - False griffe «Made in Naples»


E' proprio vero che sti napoletani sò ricchi di idee e iniziative incredibili. Avevano messo in piedi un mercato parallelo di dimensioni enormi, in grado di competere a livello commerciale con i canali legali di rifornimento. Interrotto un giro d'affari milionario visto che in Italia il business della contraffazione è stimato in 7,5 miliardi di euro, si erano spostati all'estero. Sono finiti anche sugli scaffali dei negozi alla moda della Cina i capi di abbigliamento «made in Naples», rigorosamente falsi, ma prodotti in maniera accuratissima da una delle due organizzazioni criminali dedite alla contraffazione «d'autore» scoperte e sgominate dalla Guardia di Finanza durante l'operazione «Gran Bazar».

21 marzo 2016

Chieti - A proposito di trivelle


Uno dei mezzi che il governo, con a capo il “venditore di pentole” Renzi  ha utilizzato per boicottare il referendum sulle trivellazioni è stato quello di scorporare la sua  votazione,  dalla consultazione popolare amministrativa, evidentemente  per  rendere problematico il raggiungimento del quorum,  pur facendo spendere agli italiani diverse migliaia di euro.  Non contento del risultato, ha cercato poi subdolamente, consigliando i comuni a spendere poco,  perchè secondo lui si dovranno poi far carico di tutte le spese, pur sapendo che queste risorse comunali sono notoriamente scarse o addirittura inesistenti. Io naturalmente sono favorevole e andrò a votare per il SI e spero che come me facciano la maggior parte degli italiani.

 

14 marzo 2016

Chieti - Un incendio doloso


Sono trascorsi circa nove mesi, (il periodo che l’universo ha stabilito per generare), dall’incendio della discarica di colle Marcone, un incendio doloso avvenuto fra la notte di sabato e l’alba di domenica 28 giugno 2015 e tutto tace. Il 27 giugno si celebrerà il compleanno. All’inizio, gli ambientalisti, i cittadini, i residenti, i politici, le associazioni, gli enti, si erano affannati con incontri, manifestazioni, promesse, come quella di un deputato abruzzese che si sarebbe prodigato per presentare immediatamente una interrogazione in parlamento, al ministro competente. Tutto tace. Sono stati spesi soldi da parte dei residenti per avere notizie sulla tossicità dell’aria, del terreno, dell’acqua, con risultati abbastanza rischiosi, ma tutto tace. Avevo scritto al ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti, il quale aveva invitato le istituzioni a collaborare ed inviargli i risultati. Tutto tace. Nell’ oblio più assoluto, aspettiamo il compleanno. Intanto la discarica è ancora lì, il terreno avrà assorbito ogni ben di veleni, i residenti si sono rassegnati e tutto tace. Il pianeta terra, per quanto tempo ancora sopporterà tutte le aggressioni che il genere umano  utilizza nei suoi confronti, giornalmente? E’ catastrofismo? Chi vivrà vedrà. Intanto tutto tace!  

Scritto da: Luciano Pellegrini  agnpell@libero.it

27 febbraio 2016

Chieti - Legge Fornero e il danno continua


La vogliamo finire di continuare a spremere i lavoratori? Il potere d´acquisto continua ad essere falcidiato dall´aumento dei prezzi che è più veloce di quello dei salari, tornati ad essere fra i più bassi d´Europa. L´organizzazione del lavoro è diventata così flessibile che "di più non si può". I lavoratori italiani sono diventati "i più flessibili d´Europa". L´ha detto lo stesso Berlusconi. La maggioranza dei nostri giovani sono costretti a vivere l´insicurezza dei lavori atipici. La regola è accettare un lavoro precario o restare disoccupati. Per il loro futuro non sono in grado di progettare l´acquisto di una casa, avere famiglia e figli. Come senon bastasse secondo uno studio Censis-Unipol, il 42% dei giovani tra i 25 e 34 anni andrà in pensione intorno al 2050 con meno di 1000 euro al mese. Poi volete mettere gli sfasci della legge Fornero sulle pensioni? In principio erano solo gli esodati. La riforma Fornero, lacrime a parte, è la legge delle disparità e delle ingiustizie sociali. Tutti contro tutti: anziani contro giovani, donne contro uomini, lavoratrici del privato contro quelle del settore pubblico. E nel 2016, le differenze saranno ancora più marcate, dal momento che le donne nel lavoro autonomo dovranno lavorare ben 22 mesi in più per la pensione. Uno «scalone» che di fatto ha già spinto, chi ha potuto, alla grande fuga dal lavoro. Nata sull'onda lunga della crisi economica, addolcita dalla promessa di una spending review che avrebbe colpito tutti i privilegi, benedetta dalla Germania della Merkel e spinta dalla inesorabile legge dello «spread», la riforma Fornero, mese dopo mese, mostra invece tutte le sue crepe. E soprattutto ribadisce un principio sacrosanto: non si possono fare le riforme utilizzando le pensioni come il bancomat privilegiato per risolvere i problemi della finanza pubblica. L'errore più grosso commesso dall'ex ministro del governo Monti è stato proprio questo. Se ne è reso conto per tempo il presidente dell'Inps, Tito Boeri, che non a caso ha presentato, subito dopo la legge di Stabilità, le sue proposte per mandare in soffitta la Fornero e varare un sistema più equo. Missione fallita dal momento che Palazzo Chigi non ha trovato le coperture finanziarie necessarie. Ma il tema resta tutto sul tappeto e, quest'anno, con le regole entrate in vigore proprio il primo gennaio, diventerà sempre più pressante. È vero che, in quasi tutti i Paesi occidentali, le regole per andare in pensione sono state modificate per adeguarle all'innalzamento dell'aspettativa di vita. Ma questo non giustifica il fatto che il nostro sistema sia quello più duro a livello europeo e che i sacrifici chiesti agli italiani stiano diventando insostenibili. Oggi, insomma, occorre mettere al più presto mano alla riforma per cambiare le regole del gioco, salvaguardando i diritti di chi ha lavorato per una vita e di chi, invece, si appresta solo ora a farlo. È vero che il tema delle pensioni è già nell'agenda del premier Renzi. Ma, dopo le parole bisogna passare in fretta ai fatti per evitare che la Fornero produca ulteriori danni e, soprattutto, che penalizzi un'intera generazione di pensionati costretti a lavorare sempre di più, e di giovani che, a parità di contributi versati rispetto ai genitori, otterranno pensioni da fame. Un prezzo troppo alto per un Paese che vuole continuare a investire sulle giovani generazioni e, quindi, su se stesso.

@nonnoenio