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07 aprile 2014

Chieti - Insieme di Musica Antica Fairy Consort

 L'Insieme di Musica Antica Fairy Consort, (gruppo o compagno fatato ndr.), nasce a Chieti nel 1982, per iniziativa di tre musicisti, Luca Dragani, Maurizio Garofolo e Michele de Angelis, appassionati di canto e strumenti, come il flauto dolce e il liuto. All'inizio questi musicisti si proponevano in trio, con una voce solista tenorile e due strumenti. Il filone musicale era la musica rinascimentale che è la musica classica composta in Europa nel corso del Rinascimento, approssimativamente quindi tra il Quattrocento e il Cinquecento. Il gradimento e il successo di questa musica li ha spinti ad aumentare l'organico sia vocale che strumentale: Mariusz Szymanski baritono - Paola Incani mezzosoprano - Luca Matani violino e viola -Roberto Torto flauti dolci - Marco Felicioni traversa - Jasmina Capitanio viole da gamba - Luca Marzetti violone - Walter D'Arcangelo organo - Mauro Navarri violino e controtenore. La molla che li fa stare bene insieme da tanti anni, è l'amicizia. Da tener presente che diversi musicisti, tutti diplomati in conservatorio, lavorano giornalmente come medico, dirigente, impiegato e rubano il loro tempo libero a studiare i brani per i concerti e in estate frequentano seminari musicali, per migliorare il linguaggio e l'estetica della musica, accettando anche la spesa,ma si fa per la passione alla musica. Luca Dragani ha inoltre approfondito lo studio della musica vocale seguendo i corsi di Annibale Cetrangolo, David Stantcliffe e soprattutto Jurgen Jurgens e nel suo entusiasmo e poliedricità di interessi, ha dato vita nel 1986 a un coro polifonico, la Confraternita Corale della Cintura. Risale all'anno 2000 la prima orchestra barocca da camera a Chieti,con strumenti originali, per iniziativa del suo direttore stabile Luca Dragani ,dopo aver seguito corsi di antichi strumenti a fiato del  Rinascimento come l'Oboe con Arjane van Gelderen e l'Oboe Barocco con Alfredo Bernardini e corsi di Viola da Gamba, con Roberto Gini e Maurizio Less e di Flauto Dolce con Sergio Balestracci e Stefano Bragetti. L'esigenza di un repertorio barocco, stabilmente proposto, nasce intorno al 2002, con il progetto Aurea. Un altro passaggio è stato il repertorio della Musica antica la cui esecuzione moderna si basa sull'impiego di strumenti musicali "storici" e su una ricerca musicologica che attinge direttamente alle fonti originali.


Con l'Associazione Culturale "Fairy Consort",Luca Dragani organizza da molti anni a Chieti "Musica e.."  con un repertorio di musica sacra e profana. Ho chiesto a Luca Dragani se aveva simpatie su autori e brani. La sua risposta è stata che forse, Josquin Desprez - Coeur desolez par toute nation, (cuori desolati di tutte le nazioni,unitevi...) è l'autore che gli suscita emozioni forti, che gli fanno rizzare i peli, ma anche La Déploration sur la mort de Johannes Ockeghem,sempre di Josquin des Prez Johannes Ockeghem (Saint-Ghislain, 1410 – Tours, 6 febbraio 1497) è stato un compositore fiammingo, il più rappresentativo della seconda generazione della scuola franca fiamminga. È da alcuni considerato il più importante compositore fra Guillaume Dufay e Josquin Des Prez. Per commemorare la sua morte, Josquin Des Prez compose un mottetto La déploration de la mort de Johannes Ockeghem sul testo di un poema, Nimphes des bois, di Jean Molinet, brano toccante e tuttora di una certa notorietà, nella quale sapientemente il compositore imita in alcuni passaggi lo stile compositivo del maestro scomparso, in omaggio alla sua arte. Alla notevole fama che ottenne già in vita, corrispose la non minore risonanza che ebbe la sua morte. Persino Erasmo da Rotterdam scrisse un lamento funebre per Ockeghem, successivamente musicato da Johannes Lupi.

Il Fairy Consort, nel concerto di fine anno, 30 dicembre 2013, alle ore 19 nella Chiesa di S. Domenico, nel cartellone di Musica e... hanno proposto un programma esclusivo di brani Sull'iconografia musicale e Sacro Rinascimentale in Abruzzo composti da autori abruzzesi con musiche di Lupacchino dal Vasto, Cesare Tudino da Atri, Ippolito Sabino da Lanciano, Alessandro Aglione da Spoltore e Alessandro Capece da Rieti (allora in Abruzzo), con la partecipazione di nuovi collaboratori, come il soprano Eugenia Corrieri e il baritono Christian Starinieri. L'Insieme di Musica Antica Fairy Consort è una bella realtà cittadina che offre una forma di musica che deve essere difesa e ascoltata, sia dagli appassionati che dai giovani.

Scritto da: Luciano Pellegrini

Le foto sul link: FOTO

18 dicembre 2012

Chieti -Benigni incanta gli italiani


Bravo al "giullare" Benigni che ieri sera mi ha spiegato, incollandomi al TV, i 12 principi fondamentali della costituzione italiana, facendomela "amare". Questa mattina leggendo i giornali ho scoperto che, insieme a me e mia molgle, ieri sera c'erano oltre 12,6 milioni di telespettatori (12 milioni 619 mila) su RAI 1. 'La piu' bella del mondo' è stata la serata evento, che si è giocata, tra la satira su Berlusconi e l'esegesi della Costituzione. "S'e' ripresentato, Signore pieta'. E' la sesta volta, la settima ha detto che si riposa, anche lui", è ripartito dal suo bersaglio preferito, Silvio Berlusconi. Lo show ha incantato le persone presenti e i tanti che seguivano da casa: "Volevo parlare di cose belle, ma questo dicembre ci sono state due notizie, bruttissime, catastrofiche", ironizza Benigni. "Una la sapete tutti, il 21 dicembre c'é la fine del mondo, ma non è la più brutta. Un'altra, terrificante, ci ha veramente spappolati tutti: con questa crisi, con tanti italiani che desiderano andare in pensione e non ci possono andare, c'é uno che ci potrebbe andare quando vuole e non c'é verso di mandarcelo. E s'é ripresentato". Il premio Oscar paragona il ritorno di Berlusconi "a quei sequel dei film dell'orrore: Lo Squalo 6, La mummia, Godzilla contro Bersani... Non si si sa più che fare. Qualcuno può dire che ce l'ho con lui, ma è lui che ce l'ha con noi". Dopo, per fortuna, si è passati a cose belle, all'ascolto delle sue parole, che ci hanno deliziato nell'iillustraci la Costituzione...

nonnoenio

31 gennaio 2012

Chieti - Il Molleggiato

Il molleggiato, il re degli ignoranti, sono i soprannomi di Adriano Celentano, che è nato a Milano il 6 Gennaio del 1938. Ha compito 74 anni!
Il suo titolo di studio è la



licenza elementare, pur tuttavia ha scritto un paio di libri:

Un bimbo sul leone. Con CD Audio
Rockpolitik
Il re degli ignoranti
Il paradiso è un cavallo bianco che non suda mai.

Tutta l'Italia è in attesa ansiosa di conoscere la sua risposta se parteciperà al Festival di Sanremo in programma dal 14 al 18 febbraio. Con tutti i problemi che la nazione ha, questa è la notizia più importante! Ad oggi c'è l'accordo, ma non ancora la firma per cui tutto può accadere.... Come al solito questa persona ha imposto per la sua partecipazione alcuni diktat : NO alle interruzioni pubblicitarie e SI alla libertà autoriale sui contenuti, fermo restando il rispetto della legge e del Codice Etico della Rai cui sono legati tutti i dipendenti ed i collaboratori dell’azienda”. La moglie, Claudia Mori, per “spirito di famiglia” lo spalleggia e si arrabbia perché è inaccettabile il controllo dei testi. Il compenso chiesto è di 300mila euro a puntata con un tetto massimo di 750mila euro.

E' chiaro che Adriano Celentano non parteciperà a più di tre serate perché i conti li sa fare... Quindi se partecipa a tre serate e ammesso che predica per 25 minuti a sera, per un totale di 75 minuti, guadagnerà 10mila euro a minuto anche con le pause, i tic nervosi, le frequenti amnesie! Anche Gianni Morandi, in una lunga intervista, parla proprio del ruolo del Molleggiato. "Verrà - dice - ma non so quante sere salirà sul palco dell'Ariston, se una, due o tutte, ( lo escludo ndr). Che vergogna!

Intanto i pensionati reclamano sul compenso rimarcando che “tanti pensionati non la riceverebbero neanche in tre vite“. Un vero e proprio schiaffo alla miseria. La vera colpevole è la Rai che spende cifre così alte pur di avere Celentano a Sanremo, ma impone il canone agli italiani.
La soluzione? Cancellare il canone “proprio per rendere la Rai più parsimoniosa“. La speranza è che il compenso faraonico venga poi devoluto in beneficenza.

Adriano Celentano, è travolgente, carismatico e profondamente furbo. Questo cantante con il passare degli anni si è trasformato in predicatore con lunghi monologhi. Già dal 1987, quasi 50enne, inizia a fare discorsi con lunghe interruzioni e silenzi...soffriva già di amnesia? La sua furbizia è quella di incollare al televisore milioni di persone con discorsi sconclusionati, ma che probabilmente a questa folla di pecoroni falliti, da adrenalina.

Come si può accettare una persona di cultura zero in un paese di poeti, (e non cito l'altra parola perché dopo l'incidente e la presa in giro che abbiamo subito dal pianeta intero per l'accaduto, con qualche affondo in più dalla Germania), che si permette di offendere i cittadini ed il suo bagaglio culturale. E' vero che esiste il telecomando, ma bisogna aiutare i falliti a non ascoltare, perché è imposto udire le sue stupidaggini.

C'è in me un risentimento ed una incazzatura nel constatare questa presunzione.

La domanda che mi pongo è come ha fatto a scrivere i libri... testi delle canzoni da lui scritte hanno una puerilità infantile. (molte non li scrive lui, fanno la fila per farglele ascoltare)La melodia musicale è basata su un giro armonico semplice spesso costituito da un solo accordo. D'altronde è un autodidatta che non so se conosce le note, eppure da lezioni agli italiani. E' proprio un furbo e giocando su questa folla immensa di falliti che lo ascolta riesce a chiedere tanti soldi che offendono chi in questo momento ha problemi vitali e la cronaca racconta purtroppo di alcuni suicidi.

Lo ripeto, che vergogna!

Scritto da: Luciano Pellegrini

09 gennaio 2012

Chieti - La Zampogna Funky

Mercoledì 4 gennaio, alle ore 19, all'auditorium delle Crocelle, si è effettuato il Concerto della Zampognorchestra di Chieti . La "Zampognorchestra" è formata da quattro musicisti: GIUSEPPE "SPEDINO" MOFFA, ALDO IEZZA, ANTONELLO DI MATTEO, CHRISTIAN PANICHELLA e nasce dalla voglia di sfruttare al massimo le sonorità della zampogna, uno strumento molto limitato melodicamente e armonicamente, ma nello stesso tempo senza eguali. Incuriosito ho partecipato al concerto per rendermi conto del repertorio che veniva proposto suonato dalle zampogne e ciaramelle. Alla fine del concerto sono rimasto... direi... confuso, perplesso perché la musica proposta è stata per me trasgressiva. Non ho da criticare i validissimi musicisti e professionisti che hanno offerto tutta la loro competenza e conoscenza degli strumenti, ma utilizzarli nella musica : classica – funky (originale n.d.r.) - leggera, mi ha lasciato pensieroso. La novità trasgressiva di questi semplici e nobili strumenti probabilmente deve essere digerita, trovandoci in un sistema di un pacifico e laborioso equilibrio fra tradizione e innovazione. L'auditorium delle Crocelle non l'ho mai visto così pieno, c'era un pubblico da stadio che ha applaudito i musicisti calorosamente ad ogni esecuzione. Per verificare se il mio “imbambolimento” era isolato, ho parlato con alcuni amici della altra associazione di zampognari, ACCADEMIA dei TRANSUMANTI degli ABRUZZI – ( Ac.T.A.) ) e la loro risposta non poteva che coincidere con la mia e con altre persone che frequentano concerti musicali nella città, ed anche loro sono rimasti disorientati dall'evento. E' una novità giovanile che può non essere accettata, ma parliamo brevemente della ciaramella e la zampogna. La ciaramella o pipita o oboe popolare è uno strumento musicale popolare. Diretto antenato dell'oboe, mantiene la sua forma più antica; è costruito in un unico pezzo dalla linea molto semplice, con cameratura fortemente conica ed una grossa campana che gli dà un suono molto aspro e potente, quasi da tromba. Raramente è suonata come strumento solista. Generalmente si suona assieme alla zampogna. La zampogna è uno strumento a fiato di origine pastorale ed ha poche possibilità armoniche e melodiche. La zampogna è l'unico strumento che suona in modo naturale, non c'è ferro o plastica... Si pensa che sia nata dall'accostamento di due ciaramelle alle quali nell'età dell'Impero Romano è stato aggiunta una riserva d'aria tramite un otre. Successivamente, nel Medioevo, saranno aggiunti i bordoni - (meccanismo che permette l'emissione di suoni gravi continui di accompagnamento n.d.r.). La melodia armoniosa è caratterizzata dal suono simultaneo di due canne a note fisse, che fungono da bordone, e di due canne che modulano il suono assumendo la funzione di “chanter”-(cantare che diffonde il suono n.d.r.) Non vorrei propormi come un sentimentale che non accetta le novità e la tecnologia. Questi strumenti ricordano la mia e nostra infanzia , il loro suono melodioso, calmo, riposante, avvincente, rilassante, e la presenza degli zampognari nella città annunciava il Natale e quindi il Presepe e la Natività. Nel presepe, vicino alla capanna, c'è sempre la statua dello zampognaro, ma anche nei tanti presepi viventi non manca questa figura. Voglio soffermarmi su questa strofa della poesia Le Ciaramelle di Giovanni Pascoli

suono di chiesa, suono di chiostro,
suono di casa, suono di culla,
suono di mamma, suono del nostro
dolce e passato pianger di nulla.

Giovanni Pascoli, famoso poeta, con queste quattro rime alternate, ha descritto l'umanità... con il suono! Come posso accettare la dolcezza e sonorità della zampogna e ciaramella con lo stridulo e graffiante suono imposto a questi strumenti con l'emissione di note sofferenti ed aggressive che ho ascoltato in questo concerto? L'anno scorso pubblicai un articolo sulla Competizione nella Musica dopo aver assistito ad un incontro al salotto Culturale Semprevivo dal titolo: La Zampogna: strumento antico o contemporaneo?" In quella occasione fu presentata anche la zampogna digitale. Anche in quella occasione rimasi perplesso nel vedere questo “oggettino” che pur diffondendo il suono della zampogna non aveva l' immagine dello strumento.

Scritto da:Luciano Pellegrini

22 giugno 2011

Chieti - Sabato ci sono i Subsonica

Lo Stellario ha ripreso a fare la sua funzione alla grande: tenere i nostri ragazzi in città nei fine settimana e farne arrivare di altri da ogni luogo del circondario. Sabato all'Arena della Civitella ci saranno i SUBSONICA e si prevede un pienone anche per il costo contenuto dei biglietti. Appena dopo l'uscita del loro ultimo CD intitolato EDEN, saranno Chieti e di questo se ne deve grande dare merito agli organizzatori, che hanno tenuto il prezzo sui 20 Euro più i diritti di prevendita. La presenza di questo gruppo soddisferà, col loro concerto live, i loro supporter presenti in città e di coloro che arriveranno sul colle per apprezzarli per la prima volta e applaudirli durante la loro performance canora. Datosi che l'affluenza di pubblico sarà numerosa e calda, per evitare i soliti casini, i cancelli di accesso, saranno aperti alle ore 19 e i biglietti risultano acquistabili nei punti vendita indicati su www.ondesonorefestival.it , www.ticketone.it oppure www.bookingshow.com . C'è solo d'augurarsi altre iniziative qualitativamente valide nel proseguo dell'estate teatina visto che da qualche decennio queste performance erano demandate alle citta costiere. Bravi.


nonno enio

24 dicembre 2010

Ian Anderson

Mercoledì 24 novembre. Ore 21. Sono all'ingresso del Palazzetto dello Sport, mi hanno regalato per il mio compleanno un biglietto per assistere ad un concerto di Ian Anderson. Voi mi direte ma chi è sto tizio, ma per me che compio 63 anni, è stato il mito della mia giovinezza, più che i Beatles. Il PalaResia si presenta in versione quasi teatrale, con il palco rivolto verso una tribuna, parterre e gradinate, noi spettatori, posti prenotati, siamo tutti ordinatamente seduti. E' la cornice giusta per un leader, grande cantante, compositore e flautista del celebre gruppo rock dei Jethro Tull, che fa tappa in città con una nuovissima e sofisticata band, stravolgendo ampiamente i canoni prestabiliti. Il palco è volutamente scarno: quello a cui stiamo per assistere, non è semplicemente un concerto, e non è neppure l'autocelebrazione di una vecchia, rockstar anagraficamente compromessa (63 anni, come me, suonatissimi e per il mestiere che fa, potrebbero essere tanti), ma è uno spettacolo musicale di altissimo livello. Qui stasera siamo quasi in duemila. Famiglie intere (intese come genitori, figli e nipoti!) sono quì per un "giullare" di corte particolarmente dotato, capace di entrare nella storia del rock ma di non rimanerne prigioniero, e in grado di stravolgere canoni stilistici prestabiliti. Un anfitrione brusco, questo sì, ma accogliente e sincero. La casa di Ian Anderson non è la Scozia, dove è nato, né l'Inghilterra, nazione che l'ha «adottato»: la Heimat di questo sorprendente musicista è il palco. Fra un brano e l'altro, si prodiga con maestria nella contestualizzazione del brani: atteggiamento apprezzabile, se si prende in considerazione il vasto repertorio. Anderson si presenta con il suo caratteristico look: bandana in testa, gilet su maglietta stropicciata, blue-jeans e calzatura in pelle nera. La nuova band merita una menzione: il giovane Florian Opahle, ventisette anni di chitarrismo virtuoso di matrice metallara, John O'Hara alle tastiere e all'accordeon (fisarmonica elettrificata, già nei Jethro Tull), il bassista David Goodier, ed il batterista di scuola jazz Scott Hammond. L'acustica risulta di pregio già dal primo brano: una suonata natalizia riarrangiata in chiave rock/progressive, dove trovano spazio fraseggi strumentali contraddistinti da un tecnicismo mai autocompiacente. La prima mezz'ora di concerto si muove su queste dinamiche, dove il carisma di Anderson fa da cornice ad un suono ricco e contaminato, in cui ogni componente della band trova lo spazio per esprimersi al meglio. Intorno alle 21.35, salgono sul palco i quattro musicisti di Budapest dello Sturcz Quartet (un classico quartetto d'archi da camera), che eseguono due brani dei Jethro Tull riarrangiati da O'Hara, oltre a due pezzi con l'intera band. C'è spazio anche per «Preludio in Do maggiore» di J.S. Bach, e per il celebre brano «Bourée», rivisitazione di Anderson di una composizione dello stesso Bach. Dopo un quarto d'ora di pausa, il gruppo torna sul palco assai carico, con il front-man capace di offrire al pubblico uno spettacolo da vero giullare, comprendente anche la famosissima posa «della gambetta alzata». In un repertorio vastissimo, trovano spazio due classici dei Jethro Tull, Aqualung e Locomotive breath, come brano di chiusura, durante il quale il pubblico batte il tempo con mani e piedi, coinvolto da una performance di altissimo livello, che ha unito generazioni ed epoche, annullando, per due ore abbondanti, illusori confini generazionali, geografici e musicali.Sono uscito all'aria fresca e mi sentivo un ragazzetto catapultato negli anni settanta che fischiettando allegramente si avviava verso casa.Un bel regalo per una meravigliosa serata, se vogliamo un pò diversa per un compleanno, che io ho molto apprezzata, da parte dei miei più cari amici, che contraccambierò con una bella bevuta in barba agli anni che passano e che mai più ritorneranno indietro.

17 novembre 2010

Nuovo ciclo di film


C’è l’esigenza delle persone alla riscoperta del salone cinematografico dove si proietta un buon film da gustare seduti comodamente, con buona acustica, schermo gigante, ma principalmente al centro della città.
L’associazione CIRCOLO DI CULTURA CINEMATOGRAFICA “ NUOVO SUPERCINEMA”, dal 19 novembre 2010 all'11 marzo 2011 proietterà un ciclo di 20 film, una volta a settimana, il venerdì, con tre proiezioni. L’inizio è fissato alle ore 17.30 e il termine alle ore 21.30. Può sembrare strano questo programma una sola volta a settimana, ma al posto di non fare nulla e con i costi che ci sono per gestire la sala, meglio contentarsi.

Anche il costo del biglietto è molto accessibile, 4€ il biglietto intero. La richiesta della riapertura del Supercinema e la proiezione di un buon programma di film, era già stata manifestata dalle firme raccolte dall’Associazione Chieti Nuova 3 febbraio. Ci sono promesse da parte di qualche assessore, ma la verità è che “ non ci sono i soldi”!



Luciano Pellegrini



05 novembre 2010

Statuine accoppiate


Le statuine del presepe di Berlusconi e Ruby create da un artigiano napoletano. A parte che se sono queste le statuine da presepio napoletano... allora nel presepio ci stanno bene pure i cumuli di immondizia, incendi e violenza dei dimostranti, per cui i napoletani dovrebbero vergognarsi 2 volte. Nella notte, si sono registrati 17 incendi di cumuli di rifiuti e cassonetti colmi di spazzatura. I roghi - tutti spenti senza difficoltà dai vigili del fuoco - hanno riguardato, in particolare, il centro storico della città. Oltre alla puzza, sti delinquenti, fanno respirare anche i vapori e i fumi tossici degli incendi.

21 agosto 2010

Enrico Brignano


Per lo spettacolo di fine estate, alla Civitella di Chieti, “Sono romano ma non è colpa mia” in programma martedì prossimo, 24 agosto, c'è già la dichiarazione del tutto esaurito da parte degli organizzatori. Questo annuncio ha tolto le ultime speranze alle persone che già da qualche giorno avevano scatenato un’autentica caccia per entrare in possesso dei biglietti. Quelli che non potranno assistere allo spettacolo hanno perso una grossa occasione, perchè come capitò per Benigni, successo strepitoso, anche questo ragazzo merita grande attenzione perchè è un "grande" della comicità italiana. Enrico Brignano è simpatico, spontaneo, sboccato quanto basta ed è sempre convincente. Enrico più che recitare racconta se stesso riflettendo ad alta voce, e partendo da una famiglia allargata, di nonno in nonno, arriva fino a nonno Romolo, primo re di Roma, regalando una guida comica ai misteri di Roma e dei suoi abitanti.


Io sono romano ma non è colpa mia. Quella è mia madre, che si impuntò con mio padre: «Mio figlio deve nascere nella Capitale, come minimo dev’essere capitalista». A scuola, poi, studiando la storia, presi coscienza di quale grande onore fosse essere un cittadino romano. Roma, da quello che ho capito, fu fondata senza piano regolatore, tutta abusiva, il 21 aprile del 753 a.C., da non confondersi con la D.C. che venne molto dopo per condonare tutto quello che era stato costruito abusivamente prima…