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27 giugno 2018

Tasse tasse, sempre tasse

Tasse, maledette tasse. Ci tocca pagarne un fottio e non sappiamo perché. Dove finiscono i nostri soldi? A quali scopi vengono usati dallo Stato? Nessuno ce lo ha mai detto. È un segreto. Infatti, benché pubblici, i bilanci non spiegano chi e quanto incassa. Si limitano a riassumere le uscite: tanto per l' istruzione, tanto per la sanità eccetera. Dati riassuntivi da cui si evincono le spese sostenute globalmente. Mancano i dettagli, l'identità di quelli che hanno intascato e per quale motivo. Un presidente della commissione, appunto, di bilancio, alcuni anni orsono mi ha confidato di non aver mai visto, dicesi mai, gli allegati della contabilità, i soli buoni per conoscere i nomi di quelli che hanno percepito i denari prelevati dalle nostre tasche. Per quale ragione non si rendono note le varie voci che prosciugano gli introiti fiscali? Il problema probabilmente è il seguente: i funzionari dei ministeri, coloro che comandano davvero ai vertici delle istituzioni, buggerando anche i politici (ignoranti quali sono), distribuiscono liquidi a chi scelgono loro, cani e porci, senza che vi sia qualcuno in grado di controllare, eventualmente tagliare o almeno correggere. Responsabili di dicastero e sottosegretari di solito sono inesperti e si fidano delle informative false fornitegli dai burocrati, e in base ad esse prendono provvedimenti ovviamente sbagliati. Cosicché il patrimonio statale viene sprecato per favorire gli amici degli amici, cioè sperperato, dissipato in iniziative che col bene comune non hanno nulla che vedere. Ecco perché le imposte versate dai cittadini (una minoranza di onesti) non bastano mai e il famigerato debito seguita ad aumentare.

18 luglio 2017

Chieti - C'è carenza di pastori


Le Figaro, sabato scorso gridava in prima pagina che quest'anno i pastori mancano all'appello e che sono stati ordinati  solo 84 sacerdoti. Non è che in Italia si navighi nell'oro si direbbe. Dal punto di vista cattolico la tendenza conferma il calo inarrestabile delle vocazioni, o meglio, delle risposte alla vocazione: visto che un credente non può pensare che Dio abbia smesso di chiamare. Ma se il rumore di fondo è troppo alto, anche una voce che viene dall’alto ha poca possibilità di essere udita. Difficile che la Chiesa cattolica possa resistere a lungo senza pensare di aprire la professione sacerdotale agli uomini sposati (come fanno i pur tradizionalisti ortodossi oltre ai protestanti) e alle donne: che, nelle Chiese riformate, sono già addirittura «vescove». Come potranno, i successori di papa Francesco, continuare a dire alle donne che si limitino a fare le catechiste o le sagrestane con il non irresistibile argomento che i dodici apostoli erano tutti maschi? Senza cavalli purosangue, in politica, nella cultura e nei territori del sacro, resta solo il piccolo trotto, il passo stanco, l’incedere di un gregge sempre più sparuto che per camminare si affida ai navigatori satellitari ma non sa più - per ribaltare la metafora di papa Francesco - che odore ha un vero pastore.Questo secondo me sarà uno dei problemi della chiesa del futuro.


18 giugno 2017

Gli italiani chiedono giustizia


I dati diffusi dal Viminale ci dicono che furti, rapine e violenze sono in calo. La cronaca dei giornali e ciò che dice la gente invece delinea una fotografia esattamente opposta. Chi ha ragione? Inutile girarci intorno: il fenomeno criminoso è in aumento ed i cittadini hanno paura. Ma spesso non denunciano gli atti di microcriminalità poiché sanno che i malfattori non faranno un giorno di galera e verranno subito liberati. Se poi va davvero male, se li troveranno ancora davanti alla porta di casa più incattiviti. Un errore, ovviamente, il subire una violenza o un sopruso senza denunciare, ma come dar torto a chi è sfiduciato dal sistema giustizia? Gli ultimi episodi avvenuti in città e provincia, le ultime rapine violente in casa, sono soltanto l’ennesimo capitolo di questo triste copione che sembra al danno aggiungere la beffa: ladri, rapinatori, persone accusate di violenze sessuali, sono individuati e subito rilasciati. Ebbene in questi giorni, complici le gesta del papà dell’ex premier (ma questo benedetto uomo, visto il ruolo del figlio, perché non si è dato una calmata? Ma questa è un’altra storia...), si sta tornando a parlare della riforma della giustizia. Ora, giustissimo affrontare il tema del ruolo dei magistrati e dei loro legami con la politica, delle fughe di notizie dalle Procure e di un sistema in cui l’avviso di garanzia equivale ad una condanna. Temi importanti, poiché hanno ricadute sul destino stesso del governo e dunque sulle riforme che dovrebbero ridare slancio al Paese. Ma intanto, ciò che preme ai cittadini è un sistema che li difenda davvero: con tempi certi nei processi e con i delinquenti che dopo aver subito la giusta e sacrosanta condanna scontino davvero la pena a loro inflitta. 

23 marzo 2017

Chieti - Forzati del lavoro e Baby pensionati


Da un eccesso all’altro. Siamo stati per anni il regno dei baby-pensionati. Stiamo diventando il Paese dove l’età della pensione si allontana sempre di più. Negli anni Ottanta erano sufficienti, per una mamma lavoratrice, 14 anni, sei mesi e un giorno per appendere al chiodo l’abito da lavoro e ricevere l’assegno dell’Inps. Oggi, per raggiungere la stessa meta, occorre sgobbare almeno fino a 65 anni e 7 mesi per le dipendenti e oltre 66 anni per le lavoratrici autonome. E, per gli uomini, il traguardo è ancora più lontano. L’unico a sorridere, naturalmente, è il presidente dell’Inps, Tito Boeri, che anno dopo anno, risparmierà un bel po’ di miliardi. Una buona notizia per i bilanci dell’istituto, che non hanno mai navigato in acque tranquille.

Il crollo dei trattamenti previdenziali registrato nel primo trimestre di quest’anno è dovuto all’effetto combinato della riforma Fornero (che ha innalzato l’età pensionabile) e dell’aumento dell’aspettativa di vita degli italiani. Ora, però, la situazione rischia di diventare sempre più pesante. Infatti, sempre secondo le proiezioni dell’Inps, senza correttivi immediati, la generazione degli anni Ottanta, proprio quella che ha visto i propri genitori lasciare il lavoro poco più che quarantenni, potrebbe essere costretta a lavorare almeno fino a 75 anni. Per un assegno che, tra l’altro, per effetto dell’entrata a pieno regime del sistema contributivo (il metodo che tiene conto solo dei contributi effettivamente versati) e della crisi economica (che ha tenuto lontano dal mercato del lavoro un’intera generazione) sarà sempre più esiguo, condannando i lavoratori a pensioni da fame. Ma non basta. L’innalzamento repentino dell’età pensionabile ha anche un’altra conseguenza non meno importante: non favorisce quel turn over generazionale necessario per assicurare un futuro lavorativo (e quindi anche previdenziale) ai giovani. Una contraddizione sottolineata dallo stesso Boeri


E che ha spinto il ministro del Welfare, Giuliano Poletti, ad aprire un tavolo con i sindacati per studiare forme di uscita più flessibili. Il confronto è appena agli inizi e deve fare i conti con la necessità di evitare un nuovo deragliamento dei conti pubblici. Ma i dati diffusi ieri lasciano chiaramente capire che il tempo a disposizione per correggere le evidenti distorsioni del sistema si sta assottigliando. Occorre agire in fretta per evitare nuove diseguaglianze fra i baby pensionati di ieri e i forzati del lavoro di oggi.

@nonnoenio

13 febbraio 2017

Chieti - Sindaci sceriffi

Più strumenti contro il degrado urbano per i sindaci. Le misure, annunciate dal ministro dell’interno Mauro Minniti e contenute nel decreto approvato dal consiglio dei ministri, daranno alcuni strumenti in più ai primi cittadini per agire contro quei comportamenti che sono particolarmente invisi ai residenti. Dai graffiti alla prostituzione ostentata, dal commercio abusivo all’accattonaggio molesto: sono molti gli aspetti che il nuovo provvedimento prende in considerazione e per i quali i sindaci avranno un maggior potere nel varare misure di contrasto. Il testo, 18 articoli, concede ai sindaci il potere di ordinanza ed è stato condiviso con l’Anci. Tante le novità introdotte, a partire dal cosiddetto Daspo urbano: i vandali che deturpano zone di pregio delle città non potranno più frequentarle per un periodo di 12 mesi.

Vengono introdotte sanzioni amministrative da 300 a 900 euro con l’allontanamento fino a 48 ore per chi leda il decoro urbano o la libera accessibilità o la fruizione di infrastrutture (ferrovie, aeroporti, stazioni), luoghi di pregio artistico, storico o interessati da flussi turistici, anche abusando di alcolici o droghe, esercitando la prostituzione «in modo ostentato», esercitando il commercio abusivo o facendo accattonaggio molesto.

E sempre nell’ottica di avere città più vivibili e pulite, il dl affida al giudice la possibilità di disporre il ripristino o la ripulitura dei luoghi o risarcimento, per chi deturpa o imbratta beni immobili o mezzi di trasporto pubblici o privati.
nonnoenio


26 maggio 2016

Chieti - Oggi compie 30 anni


Trent'anni fa, il 26 maggio 1986, la Comunità Europea adotta la Bandiera Europea. Con la sua corona di dodici stelle dorate in campo azzurro, la bandiera europea rappresenta la solidarietà e l'armonia tra i popoli d'Europa ed è, per questo, il simbolo dell'Unione Europea e dell'identità dell'Europa, in generale. In varie tradizioni, il dodici è un numero simbolico che rappresenta la completezza. La bandiera europea rimarrà invariata a prescindere dai futuri aderenti all'UE.

@nonnoenio

08 settembre 2015

Chieti - La Germania è un Paese solidale?


La Germania è un Paese solidale? Lo è stato anche con la Grecia? La solidarietà tedesca è diventata «visibile a tutti» soltanto in questi giorni se si considerala politica e la straordinaria reazione di apertura del governo e della società tedesca di fronte al dramma dei profughi. E' da lodare la capacità di Angela Merkel, «una leader che osserva molto, anche troppo, prima di agire, ma poi agisce con risolutezza», di trovare sempre «le parole giuste»: In questi giorni ha detto: "Wir schaffen es" (ce la facciamo). Questa espressione è il modo che ha per contrastare le paure della gente, è una spinta che in questi giorni funziona benissimo, in poche parole è il suo ‘yes we can’. "Non sono per una società multiculturale -continua- «dobbiamo fare di queste persone cittadini tedeschi, musulmani europei». Per contrastare il pericolo che in Germania prenda piede quella che alcuni sociologi già definiscono la «società parallela», Merkel ha deciso di dare un segnale, perché nessuno lo ha fatto. Adesso anche David Cameron si è mosso un pò. Hollande si sta impegnando di più mentre i paesi dell’Est Europa invece fanno ancora molto poco. La Germania sta superando i clichèe su se stessa: avrebbe potuto agire burocraticamente, aspettando che i formulari fossero riempiti invece, ha spalancato le porte a migliaia di persone. La sfida però sarà fare poi di questi profughi dei cittadini tedeschi. Innanzitutto dovranno imparare il tedesco, poi bisognerà trasmettere loro le capacità per inserirli nel mondo del lavoro: serve un processo di qualificazione differenziata. E dovranno far capire loro che la religione è una questione privata quindi niente Sharia.Tutto questo significa anche un enorme lavoro con molti costi, ma se dovesse riuscire alla fine sarebbe un’enorme chance per tutto il Paese. Il problema è che non lo si sa mai all’inizio con certezza... auguri Angela!


26 maggio 2015

Chieti - Multiculturalismo, modello fallito ?


Dopo la cancelliera tedesca Angela Merkel anche il primo ministro britannico la settimana scorsa ha dichiarato «fallito» il multiculturalismo, come approccio politico di fronte al fenomeno immigrazione. Il presidente francese ha subito ribattuto con lo slogan «Un islam in Francia e non un islam di Francia», dichiarando ormai superato il multiculturalismo nelle politiche degli stati europei. E alle stesse conclusioni erano giunti gli olandesi, popolo per antonomasia portato all'indifferenza multiculturale, e alla tolleranza di tutto e del contrario di tutto sotto lo stesso cielo. Per decenni in Europa si è creduto che la risposta da dare all'immigrazione e all'arrivo di milioni di stranieri, portatori di altre culture, altre religioni, altre visioni della vita, della donna, del diritto e della libertà individuale, fosse quello di accogliere dentro di sé le diversità, lasciandole diversità. Anzi, favorendo il mantenimento delle specificità, dando vita a tante comunità parallele, impermeabili l'una all'altra, dotate di un proprio codice culturale, linguistico, normativo e valoriale, diverso e «altro» da quello del Paese che li ospitava e in cui avevano deciso di vivere. Il risultato è stato quello di creare ghetti, avulsi dalla realtà circostante, incapaci di interagire e di integrarsi, ma soprattutto fabbrica di sradicati o di integralisti intolleranti, pronti ad uccidere la figlia piuttosto che assuma costumi e modi di vivere occidentali. Una riflessione su quale modello di integrazione adottare ci tocca quindi da vicino, sapendo che ormai siamo di fatto una nazione multietnica.

@nonnoenio

30 marzo 2015

Chieti - Una passeggiata ogni giorno per vivere più a lungo


Buone notizie per i pigroni di tutto il mondo! Secondo uno studio del Medical Research Council of Epidemiology, dell'Università di Cambridge, basterebbero 20 minuti di passeggiata ogni giorno per vivere più a lungo. Gli stessi esperti hanno scoperto che chi affronta quotidianamente qualche minuto di allenamento ha fino al 30% di possibilità in meno di morire prematuramente.Stiamo parlando di esercizi di bassa intensità, non di sforzi incompatibili con la vita stressante di chi lavora ogni giorno. Addirittura una breve camminata sembrerebbe essere sufficiente a evitare l'incorrere di diversi tipi di malanni. In poche parole quindi: basta muoversi un pò. Il discorso ovviamente, vale soprattutto per chi è sovrappeso.

@nonnoenio

12 marzo 2015

Chieti - Studentesse prostitute


Come Julia Roberts in «Pretty woman». Ragazze normalissime, studentesse che capita di frequentare alla lezione di sociologia o di diritto commerciale. Ma che poi, invece di andare in caffetteria o in aula studio a ricopiare gli appunti, cambiano pelle e vendono il loro corpo per pagarsi l'università o l'affitto. Questo succede anche quì da noi. Fa testo la storia di una giovane di vent'anni, che arrivata in una città, in cui il costo della vita è più alto che altrove, aveva provato a fare la cameriera per mantenersi. Ma la paga era troppo bassa e l'impegno in termini di tempo era eccessivo. Così ha deciso di cambiare «lavoro». Si incontra con studenti, ma soprattutto con adulti, anche sposati, ma stressati dalla vita quotidiana. Il guadagno? Dice solo che riesce a vivere e che esiste una sorta di tariffario in base alla prestazione richiesta. A vent'anni non hai vissuto tantissimo, ma probabilmente abbastanza da aver scelto, o essere stato costretto a scegliere, la strada da percorrere. A vent'anni capita dunque di avere già un ruolo: puoi essere, ad esempio, impiegato, studentessa, operaio, prostituta. In alcuni casi puoi essere la sommatoria di alcune di queste cose messe insieme. La prostituzione tra le studentesse è un fenomeno sociale che sembra riguardare i maggiori Paesi europei. In una recente inchiesta, il quotidiano francese Le Figaro ha rivelato che sarebbero quarantamila le ragazze tra i 19 e i 25 anni che si prostituiscono per pagarsi l'affitto e mantenersi agli studi. Ma quello francese non è un fenomeno isolato. Anche in Inghilterra la prostituzione studentesca è un'attività in forte aumento. In Italia non se ne parla, e anche nelle recenti inchieste sul fenomeno della prostituzione non si trova accenno a questa realtà, che pure esiste.

@nonnoenio

08 marzo 2015

Chieti - Monotonia Espressiva


 Questi versi a rima baciata di Mario D’Alessandro, sono rivolti ai giornalisti…

Polemiche e giornali,
accoppiata senza eguali.
Appena esce una notizia
se ne fanno una dovizia.

Sapete quel che penso?
Che va bene anche il dissenso
e c’è pur contestazione
di medesima espressione

c’è il commento negativo
altrettanto sbrigativo
e se bene ora ricordo
c’è di certo il disaccordo,

e non c’è condivisione
se non piace un’opinione!
Ma che fanno i giornalisti
detti pur professionisti?

Oramai seguon la via
delle note d’agenzia
ogni cosa che scontenta
or polemica diventa

se non c’è questa parola
la notizia non fa gola
e così in ogni cronista
quella sola è bene in vista,

come fosse un “copia e incolla”,
d’un  mestier di pastafrolla!
Ma ci sono i direttori
per correggere gli…errori?



Scritta da : Mario D’Alessandro

29 gennaio 2015

Chieti - Piaccio a tutti anche ai gay

Belen Rodriguez piace a tutti. Anche a gay e lesbiche. «Mi è capitato più volte di essere corteggiata da omosessuali» dice a Roma in conferenza stampa di «Non c’è 2 senza te», film di Massimo Cappelli in sala dal 5 febbraio distribuito da M2 Pictures in 200 copie. Il film, non a caso, racconta di un triangolo composto da lei, Laura, che fa innamorare Moreno (Fabio Troiano), gay legato da grande passione ad Alfonso (Dino Abbrescia), che scopre il suo lato etero.
Belen ha parlato anche dell’ex compagno Fabrizio Corona, al quale la Cassazione ha negato lo «sconto di pena» che gli aveva concesso, lo scorso 10 febbraio, il gip del tribunale di Milano: «Trovo che parlare di questo argomento a lui faccia davvero male. Se fossero stati tutti zitti, qualche sconto di pena forse l’avrebbe avuto». Saggia direi, con quella bocca può fare e dire ciò che vuole... come l'antica reclame del famoso dentifricio...
@nonnoenio

06 marzo 2013

Chieti - Chavez se n'è andato!



Il presidente del Venezuela, Hugo Chavez, operato nei mesi scorsi di cancro, e' morto a Caracas alle 16,25 ora locale. Lo ha annunciato in tv il vice presidente e suo delfino designato, Nicolas Maduro. La morte di Chavez ''è una tragedia storica per la nostra patria'', ha detto Maduro. Circondato dai ministri del governo "bolivariano", Maduro ha fatto ''un appello a tutti i connazionali di ogni età affinchè siano militanti della pace e della serenità della nostra patria''. ''Noi, i suoi compagni - civili e militari - raccogliamo la sua eredità, il suo progetto e le sue bandiere. Che viva Chavez!... semplicemente ridicolo, oggi quì parlano di rinascita sociale in Venezuela quando Chavez, purtroppo ha solo cubanizzato il ricco Venezuela rendendolo enormemente più povero. I venezuelani debbono sperare ora che l'incapace Maduro venga presto deposto e che in questa terra si torni a vivere. Anche in Argentina la Kirchner sta facendo disastri come pure in Equador e Bolivia dove i tiranni locali, tolgono al popolo la libertà.





   
nonnoenio

28 dicembre 2012

Chieti - Berlusconi - Lario un grande amore andato a male!



Berlusconi - Lario, un amore andato a male. Silvio Berlusconi dovrà versare alla ex moglie Veronica Lario tre milioni di euro al mese, 36 milioni in un anno, ma manterrà la proprietà della villa di Macherio e non sarà modificato l'assetto delle società che fanno capo all'ex premier. Lo rivela il Corriere della Sera. È questo l'esito della causa di separazione "non consensuale" tra i due ex coniugi sancito in una sentenza depositata nei giorni scorsi e che pone fine a una vicenda durata tre anni. I due hanno rinunciato a chiedere "l'addebito di colpa" all'altro coniuge. La sentenza, secondo il quotidiano, è stata depositata dai giudici della Nona sezione civile del Tribunale di Milano, in gran segreto, il giorno di Natale.Bel regalo al Cavaliere, non c'è che dire.Roba da matti, 100.000 euro al giorno! Che stress dover pensare come spenderli. Comunque uno schiaffo a chi come noi fatica ad arrivare a fine mese.E costui vuol tornare a governare il Paese Italia?

14 novembre 2012

Chieti - I diffamatori a mezzo stampa rischiano da oggi il carcere


A Sallustri, ieri, è andata maluccio e forse i suoi 14 mesi di carcere se li farà tutti. Lui pare che abbia detto, da strafottente qual'è: «Mi auguro che eseguano la sentenza, perchè io non ho nessuna intenzione di appartenere ad una casta. Un normale cittadino verrebbe arrestato: invito la Magistratura a non frapporre indugi».Tutto questo perchè l'Aula del Senato, con il voto segreto chiesto dalla Lega e firmato dall'Api, ha detto «sì» al carcere per i cronisti che diffamano a mezzo stampa. I voti a favore sono stati 131, 94 i contrari e 20 gli astenuti. L'ok bipartisan della Camera Alta sul ddl diffamazione fa andar sotto il governo, che aveva dato parere contrario all'emendamento del Carroccio, che prevede il «carcere fino a un anno o la multa» per chi diffama, e boccia il secondo accordo di maggioranza che era stato raggiunto sul testo la settimana scorsa. Ma, soprattutto, fa venir meno l'obiettivo principale del provvedimento: evitare il carcere al direttore de «Il Giornale» Alessandro Sallusti, com'era intento dei due relatori...

nonnoenio

08 novembre 2012

Chieti - Allarme pensioni


La Corte dei Conti avverte. «Copertura pensionistica solo per tre anni». Troppi disoccupati e tanti «precari» mettono in crisi il sistema italiano. Enti previdenziali in «rosso» e la magistratura contabile bacchetta l’istituto: «Servono correttivi e urgentemente». La cassa integrazione è in crescita a ottobre del 19,3% rispetto a settembre e del 20,6% rispetto a ottobre 2011. Pensioni più basse per tutti e rischio povertà in futuro per le fasce più deboli della popolazione (giovani e donne) che a causa del lavoro precario (e di retribuzioni basse) avranno in futuro assegni previdenziali troppo leggeri: la Corte dei Conti lancia l'allarme previdenza sottolineando che la riforma del governo Monti (ma iniziata da Maroni e Tremonti) ha sicuramente introdotto nel sistema maggiore equità con il legame più stretto tra assegno e contributi versati, ma ha abbandonato il principio dell'adeguatezza previdenziale. Il deficit patrimoniale più consistente è quello del Fondo pensioni lavoratori dipendenti nel suo complesso (117,9 miliardi di euro). «Appaiono indifferibili almeno nel breve e medio periodo, sino al pieno funzionamento del sistema contributivo - sottolinea la Corte, - misure di risanamento delle gestioni in dissesto, oltre che di quelle in forte squilibrio, tra le quali meritano segnalazione i trattamenti pensionistici degli enti disciolti e le pensioni dei dipendenti delle Ferrovie dello Stato». Nei primi 10 mesi del 2012 sono stati autorizzati 895 milioni di ore di cassa (+10,1% sul 2011) e si va verso lo sfondamento di quota un miliardo di ore all'anno.

15 ottobre 2012

Chieti - E come premio una pallottola in testa!


A tutti quei buonisti, che si augurano che in Italia, si aprino sempre più moschee  e chè si dia, poi, la possibilità, a quelli di religione mussulmana di votare, almeno per le Provinciali, ricordo che c'è una adolescente pakistana in queste ore sta lottando tra la vita e la morte, dopo essere stata colpita alla testa da colpi d'arma da fuoco da terroristi talebani protagonisti di una spedizione punitiva. La colpa "gravissima" di Malala Yousafzai, questo è il suo nome, che ha solo 14 anni, è quella di volere studiare per diventare medico e di avere rivendicato il diritto delle ragazzine pakistane all'istruzione, al pari dei maschi, contro l'oppressione di una cultura islamica talebana che controlla la Valle dello Swat - la regione del Pakistan al confine con l'Afghanistan dove vive l'adolescente - che vorrebbe le donne segregate in casa, condannate all'ignoranza, sottomesse agli uomini e coperte dal burka. Tutte condizioni ben diffuse in buona parte dell'Afghanistan, nonostante siano passati 11 anni di inutile guerra e presenza occidentale, per sconfiggere il terrorismo e portare i diritti civili, la libertà e la democrazia. Sia di riflessione questo fatto quando ci auguriamo una maggiore integrazione di questi "poveri" immigrati, "costretti", chissà perchè a scappare dal loro paese sulle carrette del mare... auguriamoci che non venga quel giorno, che colonizzati i paesi dell'occidente, non impongano pure a noi le loro usanze "tribali". Già oggi nelle nostre scuole si parla di togliere il crocifisso dalle classiche andrebbe a offendere la loro religione e poi guai a festeggiare il Santo Natale se in classe ci sono un pò di musulmani! Chissà domani !

nonnoenio

08 ottobre 2012

Chieti - Per fare politica serve essere preparati ?



La politica deve rispecchiare tutta la società, quindi "la politica non deve essere di persone solo preparatissime". È la convinzione di Nicole Minetti, che è stata intervistata da Alessio Vinci a 'Domenica Livè su Canale 5'. "Io - ha risposto sull'origine della sua carriera come consigliera regionale del Pdl in Lombardia - nasco come una giovane che si è sempre interessata di politica fin da ragazza, ero una militante nella mia città, Rimini". Alla domanda: " Si merita dunque il posto al Pirellone? "Assolutamente sì, perchè sono una giovane con tanta voglia di fare", ha risposto Minetti senza esitazione, eletta nel 2010 nella lista Formigoni. Quanto alle polemiche sui costi della politica, la consigliera del Pdl ha spiegato di guadagnare "intorno agli 8.500 euro" e che potrebbe vivere anche con la metà: "L'ho fatto in passato e lo rifarei". Io dopo averla sentita, mi limito a dire che ha perfettamente ragione e lei ci spiega, se non lo avessimo capito, perchè l'Italia, dopo anni di mal governo è finita in questa situazione catastrofica. Il tragico è chè nessuno a tutt'oggi ha ancora pensato di metterci riparo. Importante, per i politici oggigiorno è apparire belli anche se non competenti. Così Berlusca e altri hanno fatto la loro fortuna politica. Quindi come darle torto! Le persone VERAMENTE intelligenti sono anche ONESTE, perchè l'intelligenza, senza onestà, si chiama FURBIZIA e quella, ormai, abbiamo imparato a conoscerla molto bene!

nonnoenio

20 settembre 2012

Chieti - Vignette sull'Islam


 E' di questi giorni la provocazione del settimanale satirico francese Charlie Hebdo, incurante del caos e dei morti scatenatisi nel mondo islamico a causa di un film ritenuto blasfemo. Il Profeta è rappresentato nudo come Brigitte Bardot: e la Francia, a causa di ciò, teme per l'incolumità delle sue scuole e ambasciate in una ventina di paesi islamici e le terrà chiuse fra oggi e venerdì. Vietata a Parigi anche una manifestazione contro il film incriminato. I redattori della testata più politicamente scorretta di Francia sono asserragliati nel loro bunker del 20° arrondissement di Parigi, ricordando il 2006 e il 2011, quando le loro provocazioni anti-islamiche finirono per scatenare disordini e un incendio che distrusse completamente la loro redazione. Per il momento, il sito internet e l'account Facebook sono stati piratati e messi fuori uso, ma questo non ha impedito che sul web impazzasse per tutto il giorno una vera bufera di insulti da una parte e dall'altra. Il governo è imbarazzato, il primo ministro Jean Marc Ayrault ha fatto l'equilibrista, ricordando che la Francia è un paese «laico» dove vige la «libertà di espressione» ma ammettendo che qualcuno «può sentirsi ferito» dalle vignette. La strada che il premier consiglia è quella dei tribunali, e infatti Charlie Hebdo è stato già denunciato «per incitamento all'odio».

12 giugno 2012

Chieti - Le famiglie italiane tirano la cinghia


Negli ultimi dati dell'ISTAT ci sono delle tremende verità, una tra le tante è che : le famiglie italiane, oggi,  tirano la cinghia, il Paese non investe più e l'economia continua inesorabilmente ad indietreggiare. È recessione per l'Italia, che nel primo trimestre 2012 ha visto un calo del prodotto interno lordo dello 0,8% rispetto al trimestre precedente. L'Istat ha confermato poi la stima diffusa circa un mese fa, ma ha visto al ribasso sia il dato sul trend tendenziale che il dato della crescita acquisita per l'anno: in entrambi i casi si è passati da -1,3% a -1,4%. Il dato forse più preoccupante è quello del calo della spesa delle famiglie. In un anno nei bilanci sono state ridotte le uscite del 2,4% e il segno meno è davanti ad ogni tipo di acquisto. Se per i beni durevoli (l'auto, il divano o il frigorifero) si assiste ad un crollo a due cifre (-11,8% in un anno), comunque nei budget familiari si risparmia anche su medicine e alimentari, per fare un paio di esempi sui beni non durevoli che sono stati tagliati del 2,3%. Cala, anche se in misura minore (-0,2%), anche la domanda di servizi. «Senza cambiamenti nelle politiche europee e nazionali il Pil calerà quest'anno di almeno il 2%, se non oltre», avverte la Cgil chiedendo «urgentemente una svolta a partire dalla creazione di un piano straordinario per l'occupazione». Per la Cisl «è l'ultima chiamata per il governo, cui chiediamo di varare immediatamente il decreto sviluppo».. Ma il peggio forse deve arrivare: « Con le scadenze di questi mesi, tra il pagamento dell'Imu e il paventato nuovo aumento dell'Iva dal 21 al 23% e dal 10 al 12% la situazione. dicono le due associazioni, è destinata a peggiorare ulteriormente ».

nonnoenio