Tasse, maledette tasse. Ci tocca pagarne un fottio e non sappiamo perché. Dove finiscono i nostri soldi? A quali scopi vengono usati dallo Stato? Nessuno ce lo ha mai detto. È un segreto. Infatti, benché pubblici, i bilanci non spiegano chi e quanto incassa. Si limitano a riassumere le uscite: tanto per l' istruzione, tanto per la sanità eccetera. Dati riassuntivi da cui si evincono le spese sostenute globalmente. Mancano i dettagli, l'identità di quelli che hanno intascato e per quale motivo. Un presidente della commissione, appunto, di bilancio, alcuni anni orsono mi ha confidato di non aver mai visto, dicesi mai, gli allegati della contabilità, i soli buoni per conoscere i nomi di quelli che hanno percepito i denari prelevati dalle nostre tasche. Per quale ragione non si rendono note le varie voci che prosciugano gli introiti fiscali? Il problema probabilmente è il seguente: i funzionari dei ministeri, coloro che comandano davvero ai vertici delle istituzioni, buggerando anche i politici (ignoranti quali sono), distribuiscono liquidi a chi scelgono loro, cani e porci, senza che vi sia qualcuno in grado di controllare, eventualmente tagliare o almeno correggere. Responsabili di dicastero e sottosegretari di solito sono inesperti e si fidano delle informative false fornitegli dai burocrati, e in base ad esse prendono provvedimenti ovviamente sbagliati. Cosicché il patrimonio statale viene sprecato per favorire gli amici degli amici, cioè sperperato, dissipato in iniziative che col bene comune non hanno nulla che vedere. Ecco perché le imposte versate dai cittadini (una minoranza di onesti) non bastano mai e il famigerato debito seguita ad aumentare.
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27 giugno 2018
03 maggio 2015
Chieti - La Fornero bocciata
Governo a caccia di 5-6 miliardi di euro, dopo la sentenza della Corte costituzionale che ha bocciato il blocco della rivalutazione delle pensioni superiori a tre volte il minimo (circa 1.500 euro lordi al mese) introdotto dalla riforma Fornero per il 2012 e il 2013. Sono in molti a indicare nel tesoretto da 1,6 miliardi di euro, trovato dal governo nelle pieghe del Def, una prima possibile soluzione. «I soldi vanno restituiti e possiamo dire addio al tesoretto», dice il presidente della Commissione Lavoro della Camera, Damiano, chiedendo al Governo di aprire un tavolo sul tema della previdenza per «non doverlo affrontare un pezzo alla volta».Il «buco» però rischia di essere anche più grande: secondo lo Spi-Cgil, i risparmi per le casse dello Stato derivanti da questa norma sono stati di circa 8 miliardi di euro in due anni. E salgono a 9,7 miliardi di euro, in quattro anni, con lo stop alla rivalutazione deciso dal governo Letta.
@nonnoenio
26 novembre 2014
Chieti - Canone Rai + bolletta luce, scatta di un anno
Canone Rai, è dietrofront: la riforma slitta di un anno. Dalle dichiarazioni mattutine del sottosegretario allo Sviluppo economico Antonello Giacomelli, che annuncia il canone Rai nella bolletta elettrica a partire «dal gennaio 2015», alla smentita serale di Palazzo Chigi, passa quasi un’intera giornata: ore e ore in cui le polemiche montano, trasformando l’ipotesi nel rischio di un pericoloso boomerang. Sono passate le 18 quando fonti vicine al governo mettono fine alla ridda di voci: «Appare improbabile che l’ipotesi possa maturare entro questa legge di stabilità, visti i tempi tecnici troppo stretti», tuttavia è «importante e strategica la riflessione in atto per ridurre e semplificare il canone Rai». Dunque, tutto rimandato: la materia potrebbe essere oggetto di un decreto ad hoc, forse all’inizio del prossimo anno. Non c’è neppure, del resto, il via libera dell’Autorithy per l’energia, che già in passato ha espresso forti dubbi: «Operazione impropria e “difficile”», anche perché l’iniziativa «aumenterebbe la bolletta del 20%» ha detto appena due giorni fa il presidente Guido Bortoni, spiegando peraltro di non avere ricevuto alcuna convocazione dal governo.
06 novembre 2013
Chieti - Nessuna riduzione sulle spese militari in Italia
Nel Giorno dell'Unità nazionale e delle Forze armate, il presidente della Repubblica rivolge un monito a chi auspica un disimpegno dei militari italiani dai vari teatri operativi «fuori area» e a chi chiede il taglio dei costi degli armamenti, per destinare altrove le risorse: «non possiamo indulgere a semplicismi e propagandismi che circolano in materia di spesa militare e di dotazioni indispensabili per le nostre forze armate», che in un mondo sempre più «complesso» e esposto a «rischi e minacce», «svolgono un ruolo di crescente importanza per il futuro del Paese», afferma Napolitano... La memoria dei "vecchietti" è sempre rivolta al passato , loro non hanno futuro... L'Italia ha l 'innata capacita di cacciarsi nei casini e non ricavarne nulla anzi spesso è solita perderci alla grande a cominciare dalla guerra in Abissinia con la PRIMA ACCISA RIMASTA ancora oggi e poi guerre perse un po deppertutto in Grecia Albania e poi Libia cacciati dalla sera alla mattina e poi le vicende attuali di Libia - Egitto ci mancava solo la Siria e magari CON un accisa in piu. Ma facciamola finita e cerchiamo di diventare un paese serio. L'unica guerra che l'italia potrebbe e dovrebbe fare è quella seria alle mafie, al lavoro nero, alle sciatterie, alle inefficienze e alle ruberie colossali dentro lo Stato stesso, ma se ne guardano bene e i motivi sono ovvi essendo lo Stato di fatto, occupato da loro, il primo a dissanguarci con nuove tasse.
nonnoenio
18 ottobre 2013
Chieti - Cambiano i nomi, ma sono sempre tasse
Tasse, tasse, hanno un nome nuovo, ma sono le vecchie e "care" tasse. E, ovviamente, più alte delle precedenti. Alla faccia di chi credeva al centrodestra quando prometteva il taglio di ogni tassazione sulla casa di proprietà. Allora. L'Imu (Imposta municipale unica), introdotta da una larga maggioranza, che poi aveva deciso di cancellarla è stata sostituita adesso, dal Governo di Larghe Intese, dalla Tasi (Tassa sui servizi comunali), mentre la Tarsi (rifiuti) è stata trasformata in Tari. Cambiano i nomi ma non la sostanza. Ad aggiungere confusione, va detto che cambiano le sigle, ma anche il modo di calcolare le imposte: mentre l'Imu era una patrimoniale, ora la Tasi si pagherà anche in base ai costi stabiliti da ogni singolo comune. Due considerazioni. La prima riguarda una certa ammirazione per i funzionari e i burocrati che di continuo rilanciano sui nuovi modi di fare cassa e di chiedere soldi ai cittadini. Ma non c'erano le sentinelle anti-tasse? Forse erano troppo occupate a fare i pali per la rapina al popolo italiano. Mi raccomando sentinelle tenetevi ben strette le poltrone e i privilegi, tanto poi gli italiani vi votano comunque!Sti nuovi nomi,un modo per mascherare gli aumenti e spaventare meno la gente, soprattutto quella che già fa fatica ad arrivare a fine mese...
nonnoenio
06 settembre 2013
Chieti - L'abolizione Imu è una fregatura
L'abolizione dell'Imu, che viene sbandierata come una grande vittoria dal Pdl, che ne aveva fatto un cavallo di battaglia durante la sua campagna elettorale, lascia freddo l'alleato di governo del centrodestra mentre la Lega Nord ne parla senza mezzi termini definendola una bella fregatura. «Il provvedimento sull'Imu corre il rischio di essere una fregatura del governo Letta per i cittadini. Sostituendo la tassa sulla prima casa con la Service Tax per il 2014, infatti, i contribuenti rischiano di pagare di più rispetto a quando c'era l'Imu» lo afferma in una nota il responsabile Economia e Sviluppo della Lega Nord. In effetti al momento, l'unica cosa certa in questa manovra pubblicitaria del governo, è la cancellazione della prima rata dell'Imu, visto che per la seconda ancora non si conoscono le coperture. Ci auguriamo almeno che il governo, se non cade subito il prossimo mese per i fatti riguardanti Berlusconi, a ottobre non si inventi nuove tasse per trovare le risorse che ancora non ha indicato.
nonnoenio
28 giugno 2013
Chieti - Aumento iva rimandato, aumento dei bolli no
Le marche da bollo diventano più costose: quella da 1,81 euro passa a 2, quella da 14,62 sale fino a 16. La novità è valida da ieri ed è giustificata dalla necessità di trovare le risorse necessarie a consentire la prosecuzione degli interventi di ricostruzione nell'Abruzzo post terremoto. Mentre i tabaccai sono già attrezzati per produrre le nuove marche, ma anche per integrare quelle vecchie, i consumatori denunciano il ripetersi di un sistema che grava sempre sugli utenti finali e Confedilizia evidenzia che l'aumento riguarderà anche tutti i documenti connessi ad affitti, pure quelli per le vacanze. Dilettanti al Governo, che non hanno un progetto chiaro su come gestire la cosa pubblica. Si rinvia l'Iva e subito dopo si aumentano i bolli, tra le altre cose con un decreto passato "sotto traccia", quasi di nascosto. Per i tabaccai nessun problema: non c'è «magazzino» perché il sistema di emissione stampa le marche al momento ed è stato predisposto anche per produrre le eventuali integrazioni. Chi ha già comprato vecchie marche, dunque, può acquistare ulteriori valori per 19 centesimi o per 1 euro e 38.
nonnoenio
02 aprile 2013
Chieti - Vogliamo un fisco dal volto umano
Gli italiani hanno pagato l’Imu e dimostrato serietà di
fronte a un Fisco la cui architettura seria non è. Le sirene che incitavano
alla rivolta fiscale hanno perso le squame, la coda e la faccia al cospetto dei
cittadini che hanno aperto il portafoglio in un periodo di crisi. Sanno che con
gli avventurieri non si va da nessuna parte. Alcuni amici liberali usano la
parola «sudditi» per questo fenomeno di «obbedienza» che invece io considero
virtuoso, un punto di partenza sul quale ragionare per rifare la macchina
fiscale e cambiare il rapporto tra cittadino e Stato. Il problema
dell’eccessiva tassazione, dello sbilanciamento a favore dell’Erario, è noto a
tutti. Bisogna cominciare a far rispettare lo Statuto del contribuente e
mettere il Parlamento di fronte al fatto che bisogna arrivare a un sistema
tributario semplificato per le persone fisiche e le imprese, con norme certe e
sanzioni efficaci per i furbi che non pagano le tasse. I principi di
democraticità e trasparenza del sistema contenuti nello Statuto sono
palesemente violati, la chiarezza e la trasparenza delle norme disattesa, la
tutela della buona fede del contribuente e molti altri sacrosanti principi
della legge sono calpestati da una selva di norme, deroghe e poteri
straordinari che rendono il cittadino un soggetto in balìa di
un’amministrazione sempre più kafkiana. I nostri politici, oggi, sono tutti impegnati a
tenere in vita i loro partiti, scontrandosi sui “saggi” nominati da Napoletano,
fregandosene delle promesse fatte in campagna elettorale e fra pochi mesi ci
sarà un’altra scarica di imposte per gli italiani da far tremare i polsi: acconto sull’IMU,
aumento dell’IVA e introduzione della nuova Tassa sulla Spazzatura. Le cose
nonostante il voto di febbraio, invece di migliorare sembrano volgere al
peggio.
21 gennaio 2013
Chieti - Redditometro, il Fisco tranquillizza i pensionati
Lo strumento di “autodiagnosi fiscale” ha poco a che vedere con l’idea originaria partorita dal professore Francesco Forte, il quale, dalle colonne del Foglio spiega che il “suo” redditometro serviva a garantire solo in casi eclatanti un accertamento suppletivo nel rispetto della privacy del cittadino. Il redditometro d Monti (& Visco) invece è da intenderrsi come un arma totalitaria della Grande Inquisizione Tributaria di cui tutti debbono invece temere. Si dovrà compilare un modulo e raccontare quali e quante spese abbiamo sostenuto nell'anno, per vestiario, regali, viaggi, abbonamenti vari, escort, viaggi e mangime per il gatto, stando ben attenti a non mentire (o a non scordarci la tracolla Louis Vuitton, acquistata magari dal marocchino) perché lo spread tra le spese sostenute e il reddito dichiarato è cruciale. Insomma ti inchioda alle tue responsabilità. Semaforo verde: sei coerente (ovvero salvo, almeno per ora). Semaforo rosso: sei incoerente, in altre parole sei fottuto per sempre perché toccherà a te (e non al fisco) dimostrare di non aver evaso. L’inversione dell’onere probatorio è soltanto l’ultima delle abdicazioni di uno Stato liberale in nome della Santa Fedeltà Fiscale. Siccome siamo sotto elezioni, nessuno sembra riconoscersi nella paternità di detto inghippo solo italiano e tutti si affrettano ad apportare correzioni, almeno a parole, per imbonirsi gli eventuali elettori. "I pensionati, titolari della sola pensione, non saranno mai selezionati dal nuovo redditometro che é uno strumento" per "individuare i finti poveri e l'evasione 'spudorata', ossia quella ritenuta maggiormente deplorevole dal comune sentire", si affretta a dichiarare l'odiata Agenzia delle entrate che fornisce "chiarimenti relativi ad alcune notizie di stampa". E' ovvio, sottolineano le Entrate, "che l'azione sarà efficace se diretta a individuare casi eclatanti e non di leggeri scostamenti tra reddito dichiarato e quello speso". Fu così anche per l'IMU dove tutti pagarono e zitti e mosca, perchè pare che di fedeltà allo Stato a volte si muore, come sostiene qualcuno. Ma di fisco, di questo fisco esoso, vessatorio e invasivo, noi siamo da tempo già morti.
30 maggio 2012
Chieti - Ci riaumentano la Benzina e il Gas
Non si fa in tempo a protestare che la benzina ha un costo per litro esorbitante in Italia che i "signori" del governo, dopo aver approvato un decreto legge, prima di questo terremoto, che eliminava qualsiasi contributo statale ai terremotati per la ricostruzione dell'abitazione se questa non era stata assicurata contro il terremoto che ci risiamo! C'è subito un aumento delle accise sui carburanti, benzina e gasolio, (di 2 centesimi dicono) deciso dal consiglio dei ministri per far fronte all'emergenza terremoto dovrebbe scattare immediatamente, dalla mezzanotte di oggi mercoledi 30 maggio 2012. Saremo ancora noi a dover ricostruire con i nostri soldi augurandoci che non facciano la fine che hanno fatto ad Aquila, dove 7 miliardi cash ( a sentire quello che va dicendo l'attuale sindaco Cialente) sono bloccati e inutilizzati per la ricostruzione, ogni ditta che si accinge a fare i lavori, viene bloccata in odore di mafia da qualche giudice e le macerie sono ancora tutte la dopo anni di immobilismo e le case sono state solo puntellate. Di questo passo però le accise sui carburanti saranno il doppio del valore del costo del petrolio. Per legge queste accise dovrebbero avere una durata massima, invece in Italia non è così e ci ritroviamo nel 2012 a pagare accise introdotte nel 1935, guerra in Etiopia, c'è ancora l'accise sulla guerra d'abissinia, sul terremoto del Belice, su quello del Friuli e su quello dell' Irpinia... senza che nessun parlamentare nè di destra nè di sinistra e nè di centro dica o faccia qualcosa per toglierle, Ad aumentare le accise questi governi ci pensano subito e a toglierle che se ne dimenticano...... come vedete, cambiano i governi, i bei discorsi dei politici o dei tecnici, cambiano le loro facce, ma al peggio non c'è mai fine!!!!
nonno enio
29 maggio 2012
Chieti - Bollette, quanto ci costate?
Le bollette della luce sono in Italia "tra le più care d'Europa". È quanto sostiene la Federconsumatori, che evidenzia come in Francia, ad esempio, il costo di 100 kWh di energia elettrica, incluse le tasse, sia pari a ben il 32% in meno rispetto all'Italia e in Inghilterra il 24% in meno. Scenario simile per il gas: in Francia si paga il 26% in meno rispetto all'Italia e in Inghilterra ben il 41% in meno. Per far diminuire il costo dell'energia, sostiene l'associazione, "è necessario fare una sana pulizia delle bollette depurandole di tutti gli oneri, contributi e tasse che hanno un discutibile legame con i beni acquistati. Si deve ricominciare da subito riducendo l'Iva al 10% per il metano ed al 5% per l'elettricità (cioè ai livelli con cui vengono tassati in Inghilterra)". Secondo Federconsumatori, "per l'elettricità occorre rivedere il meccanismo dei finanziamenti alle fonti rinnovabili, attualmente caricati nelle bollette delle famiglie. Bisognerà comunque continuare ad incentivare tali fonti, ma a carico della fiscalità generale".
28 aprile 2012
Evadere le tasse è diventato uno sport nazionale
Altro che minacciarli con gli spot sui principali canali televisivi, altro che farsi intimorire dalle urla di Napolitano, gli italiani è risaputo: evadono le tasse da sempre e cercano di evaderle appena possono. La GDF cerca in tutti i modi di recuperare il "mal tolto" al fisco e noi lì a sperare che questi soldi vengano poi reinvestiti nell'azienda Italia, in modo che ne possano beneficiare tutti. Fino ad oggi tutti questi soldi recuperati, sono stati ingoiati dall'immenso debito pubblico, che invece di decrescere continua ad aumentare inesorabilmente. C'è il bar di la Thuile, rinomata località sciistica della Val d'Aosta, che in cinque anni ha nascosto 350 mila euro di redditi e la pasticceria di Reggio Calabria apprezzata in tutta la città, che in soli 2 anni ha «dimenticato» di dichiarare 400 mila euro; c'è l'albergo di Grado che si è guardato bene dal dichiarare i 500 mila euro di ricavi dopo il «tutto esaurito» delle ultime stagioni e c'è il fotografo di Venezia che, tra uno scatto e l'altro ai matrimoni, ha nascosto allo Stato incassi per 200 mila euro. Mentre la politica rinnova al presidente del consiglio, Mario Monti, l'invito ad alleggerire la pressione fiscale, i dati della guardia di finanza sulla lotta all'evasione fiscale nel primo trimestre dell'anno ricordano, se ce ne fosse ancora bisogno, che l'Italia dei furbetti è, purtroppo, sempre viva. E non fa distinzioni tra nord e sud, continuando imperterrita a infischiarsene dei controlli. I dati sono impietosi: dall'inizio dell'anno i finanzieri hanno scoperto oltre duemila evasori totali, che hanno nascosto al fisco redditi per 6 miliardi di euro. Vuol dire che ogni giorno 50 milioni vengono sottratti alle casse dello Stato. A questi bisogna aggiungere altri 650 milioni di Iva non pagata, cioè altri 5,4 milioni ogni giorno dall'inizio dell'anno. Una voragine senza fondo per i conti pubblici già dissestati, che finisce per gravare sulle spalle dei contribuenti onesti. Ma i numeri dicono anche un'altra cosa, pure questa tutt'altro che rassicurante: «nessuna categoria è potenzialmente da escludere». Oggi evadono un pò tutti.
nonnoenio
09 gennaio 2012
Chieti - Lo scontrino prego

Non solo a Cortina, ma anche da noi il Codacons ha lanciato la campagna "Lo scontrino, prego!", invitando tutti i cittadini italiani a pretenderne l'emissione dopo ogni acquisto. Il Codacons invita anche a segnalare gli esercizi commerciali che, "nel tentativo di evadere le tasse, non lo emettono automaticamente". Ci sono sempre i furbetti che fanno finta di dimenticare di batterlo. Pretendiamolo perchè anche loro devono pagare le tasse come facciamo tutti noi da sempre. In un paese orientale hanno trovato un sistema originale, affinchè tutti lo pretendano con forza, hanno abbinato lo scontrino a dei numeri della lotteria che vengono estratti giornalmente, un pò come il nostro super enalotto e gli introiti si sono subito visti aumentare. A tale scopo l'associazione accetta la segnalazione dei cittadini di quei negozi, bar, ristoranti e altri esercizi che a partire da domani ometteranno di rilasciare l'apposito scontrino alla cassa
04 settembre 2011
Non pagate la TASSA sui cellulari
Lo sapevate che in Italia esiste una tassa governativa sui telefoni cellulari con canone in abbonamento, che però è stata «implicitamente abolita», ma per qualcuno non ancora abolita, e che per questo vi potrebbe arrivare a casa una ingiunzione di pagamento che va da qualche decina a un paio di centinaia di euro, con picchi di 189 euro per privati e 480 per contratti business? È quello che sta succedendo a molti italiani in questi giorni: «Siamo tempestati di richieste di informazione perché è arrivata una raffica di ingiunzioni dell'Agenzia delle Entrate. Ma noi lo ribadiamo: è una tassa non dovuta, che comunque non deve pagare il titolare del telefono, ma casomai il gestore o il rivenditore» tuona il responsabile di Federconsumatori. La faccenda comunque è controversa: gli utenti di telefonia cellulare titolari di un contratto di abbonamento sono tenuti a pagare un balzello mensile di importo fisso, pari a 5,16 euro per i privati e 12,91 euro per le imprese (anche individuali; quest'ultima è deducibile all'80%). La tassa fu introdotta nel 1995 per colpire i consumi legati ad uno status symbol: all'epoca, infatti, il telefono cellulare era considerato un bene volutuario, al pari di un'auto di lusso o uno yacht.
nonno enio
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