Visualizzazione post con etichetta proteste. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta proteste. Mostra tutti i post

20 febbraio 2022

Nonostante gli aiuti, resta un caro bollette da 33,8 mld

 

 

Nonostante ieri il Governo Draghi abbia approvato una nuova misura da 6 miliardi di euro per mitigare il caro bollette, nel primo semestre di quest’anno le famiglie e le imprese dovranno comunque farsi carico di un rincaro da 33,8 miliardi di euro. A fare i conti ci ha pensato l’Ufficio studi della CGIA.Sebbene in questo primo semestre dell’anno il Governo Draghi abbia erogato ben 11 miliardi di euro per raffreddare i rincari energetici a famiglie e imprese, gli incrementi di prezzo delle bollette sono talmente importanti che il saldo da pagare rimane comunque spaventosamente elevato. Per questo, secondo l’Ufficio studi della CGIA, il Governo dovrebbe essere più incisivo, così come hanno fatto molti altri paesi europei. Spagna e Francia, ad esempio, hanno imposto dei tetti agli aumenti delle bollette per un periodo temporaneo. Polonia, Portogallo, Grecia, ed Estonia, invece, hanno previsto anche sconti o azzeramenti totali delle tariffe di rete, rinviandone nel tempo gli aumenti o ponendoli a carico del bilancio dello Stato.

21 giugno 2015

Chieti - Immigrati o Clandestini ?


L'Italia purtroppo continua ad essere invasa dagli immigrati – che arrivano e pretendono di usare il nostro territorio per andare verso i Paesi del Nord-Europa, i quali non li vogliono - e che, invece, se rimangono qui, non essendosi integrati e non avendo un lavoro, si trasformano in criminalità. Non sappiamo come uscirne, stretti fra gli interessi corporativi a utilizzare gli immigrati come manodopera a basso prezzo, imposti dalle organizzazioni cattoliche e da quelle di una sinistra affarista, e i costi che la loro stessa presenza impone a tutti. Chi ha interesse a che arrivino questi immigrati? Certamente un disastro questa invasione che stiamo vivendo che non può non essere motivato solo da interessi economici. Questi interessi debbono essere certamente diversi e molteplici e nebulosi ai più. Il loro utilizzo come mano d'opera a basso costo non credo sia possibile, ormai da noi ce n'è da vendere, la maggior parte della popolazione giovanile e non infatti è disoccupata. Forse sono gli aiuti statali all'integrazione che fanno gola a molti: agli albergatori che affittano le stanze agli immigrati, alle cooperative che accudiscono i clandestini  alla mafia, visto che tutto è pagato con soldi pubblici. A roma anno fatto dei bei soldi prima di essere scoperti. In tempi di spending review dobbiamo proprio buttare via così il nostro denaro? Renzi dopo che aver distrutto il PD, per diventarne segretario ora sta distruggendo il Paese, dopo esserne immeritatatamente diventato presidente del Consiglio. Chiede ogni giorno l'aiuto dell'Europa ma questa sembra tirare per le lunghe per poi rifiutarla. L'Inghilterra non vuole immigrati, la Francia li blocca a Ventimiglia, anzii ne rimanda anche di suoi, beccati sul territorio francese, quand'è che incominciamo a controllare seriamente chi ha le condizioni per essere accolto come rifugiato politico e chi deve essere riaccompagnato subito a casa ? Non è che a causa del buonismo italico ci stanno prendendo per i fondelli?

04 giugno 2015

Chieti - Immigrati, italiani e razzismo


Ci siamo sempre immaginati una realtà che così non è: che noi italiani siamo nella stragrande maggioranza tutt’altro che egoisti, che ci dimostriamo cordiali con le minoranze etniche, che siamo disposti ad aiutare chi è in difficoltà a prescindere dal colore della pelle e dal suo credo religioso. E giù con gli esempi, i soldati italiani benvoluti perfino quando sbarcavano per aggredire l’Albania o la Grecia, le mille vicende positive di integrazione di immigrati, le benemerite attività di decine di Onlus attive in Africa o nelle favelas sudamericane, i barconi stracarichi che si dirigono verso le nostre coste perché “voi ci accogliete bene”. La solita retorica. Continuado ad arrivare immigrati sulle nostre coste per essere ridistribuiti nei vari centri di accoglienza in Italia, gli italiani si scoprono i più razzisti d'Europa, perchè il 61% degli italiani non vorrebbe i musulmani già presenti sul territorio nazionale, contro il 56% dei polacchi e il 42% degli spagnoli. L'86% è anti-Rom. I dati del Pew Global Attitudes Survey. Chi sa perfettamente che le cose stanno diversamente e sfruttare la cosa politicamente è Matteo Salvini, che non ha avuto alcuna remora a impostare la sua ultima campagna elettorale sulla paura dei diversi, a cominciare dai Rom, e sulla difesa del molto che ci resta, concupito a suo dire dalle orde di neri e arabi che spiaggiano sulle coste siciliane: sta costruendo un innegabile successo politico sul neorazzismo italiano raddoppiando checche se ne dica il bottino di voti della Lega Nord già alle votazioni regionali svoltesi nei giorni scorsi. Personalmente, invece, ritengo urgenti interventi nazionali ed europei che agiscano sul terreno culturale ed economico per contrastare il neorazzismo dilagante, soprattutto in Italia.

@nonnoenio

29 maggio 2015

Chieti - Registi di politiche inique: Renzi e Boeri


L’Inps, il più grande ente previdenziale pubblico d’Europa affidato a Boeri sta diventando una succursale della previdenza complementare e privata, in palese conflitto d’interessi; elude qualsiasi serio contrasto al diffuso lavoro «nero» e «sommerso»; non interviene contro la spaventosa elusione contributiva delle imprese “esterovestite”, a cui concede cassa integrazione e mobilità senza alcun controllo sul loro stato economico-finanziario.


Questo perverso ed iniquo sistema di politica al servizio dei benestanti e della finanza non può essere tollerato. Il governo Renzi non ha in alcun modo scalfito gli alti livelli di disoccupazione, soprattutto femminile e giovanile, generando in compenso nuove insicurezze nei confronti degli occupati; non ha rimosso le nuove povertà, il degrado, lo stato d’indigenza di buona parte della popolazione; non ha aumentato le pensioni, anzi si sta contrapponendo alle decisioni della Corte Costituzionale sulla restituzione dei tagli attuati dal governo MONTI; ha ridotto drasticamente il sostegno ai senza reddito/lavoro, negando il reddito di cittadinanza.

@nonnoenio

11 novembre 2014

Chieti - Traffico bloccato


Un altro mezzogiorno di fuoco! Ore 12 di Giovedì 6 novembre, Via Arniense a Chieti. Traffico bloccato, autisti spazientiti, clacson impazziti. Una vettura da città… si fa per dire… Un fuoristrada SUV PICK UP della Mitsubishi, lunga appena… 4 metri , parcheggiata in via Arniense, quasi all’altezza dell’ex pescheria, che ha bloccato il traffico. Alcuni cittadini hanno giustificato il proprietario che ha parcheggiato in quel modo, perché non ci ha fatto caso! Come si può pensare di usare un “quasi camion” e parcheggiarla nel centro storico di una piccola città, dove non ci sono parcheggi e con piccole strade a senso unico? Infatti, il centro storico si è bloccato, ma grazie ai vigili, il traffico è stato fatto deviare su Via Toppi. Non finisce qui… Ore 12.30… ci risiamo! Nuovamente il traffico si blocca allo stesso punto. Infatti, una vettura ha preso il posto del Suv, vettura più piccola, ma ugualmente ingombrante. Dopo circa un quarto d’ora arriva il proprietario, meravigliato! Sembrerebbe, come hanno detto i presenti, che era un ex componente della giunta provinciale…, un ex assessore, ma non c’è la sicurezza. Quindi… meglio farsi i fatti propri e cancellare il numero di targa! Un suggerimento al sindaco per risolvere definitivamente il ripetersi del traffico bloccato sempre in questo tratto di strada. Togliere il parcheggio, “già sento le mie orecchie fischiare”, ma è l’unica soluzione.

Scritto da: Luciano Pellegrini
Le foto sono al link: Traffico Bloccato

29 settembre 2014

Chieti - Sindacati,Pd,Governo e lo sciopero nazionale

I sindacati, il Pd, il Governo e gli scioperi. In generale il sindacato dovrebbe fare il sindacato, cioè rappresentare i propri iscritti nella contrattazione e nella difesa dei diritti del lavoro, e non fare politica. Purtroppo per anni il sindacato, a cominciare dalla Cgil, ha abusato del suo ruolo per assumersi arbitrariamente una dimensione politica che non gli spetta, cioè quella di controparte dei governi e di lobby di pressione sul parlamento. Così in più di una occasione non sono state le Camere elette dal popolo a sfiduciare i governi, ma i sindacati con uno sciopero generale, riducendo il parlamento a cinghia di trasmissione dei sindacati. In questi giorni, in cui è stato proclamato l'ennesimo sciopero politico nazionale, per bocciare il governo Renzi e il suo Job Act. Azione che dovrebbe compiere il parlamento, eventualmente, non il sindacato. Proclamare uno sciopero nazionale, come fa la Camusso, per invocare la crescita del Paese, poi, è una contraddizione di termini. La crescita ci può essere non astenendosi dal lavoro ma, eventualmente, lavorando di più. E non si capisce perché le imprese, già in difficoltà, dovrebbero venire aiutate a creare lavoro proclamando lo sciopero. Un governo che certamente poteva fare meglio, di più e con più risorse a favore del taglio del costo del lavoro e della ripresa occupazionale.Uno sciopero, quindi, quello proclamato da sindacati, sostanzialmente inutile. O forse peggio, dannoso, per i lavoratori, per le imprese e per la crescita. Intanto il premier, appena ritornato dagli USA contrattacca, lui ha chiari in mente i suoi prossimi obiettivi, a partire dalla riforma dello Statuto dei lavoratori. "È stato pensato 44 anni fa", ricorda. Abbastanza perché sia ora di metterci mano e di eliminare l'articolo 18 che "in fin dei conti non difende quasi nessuno". Renzi intanto prende di petto l'art.18 e dichiara di non voler cedere ai poteri forti...  Ma di quali poteri forti parla, non sono questi i poteri forti, questi contro cui stà legiferando, sono solo dei poveracci che cercano di sbattersi ogni giorno per poter lavorare in un' Italia in cui il lavoro è diventato un'avventura. Mi piacerebbe invece che affrontasse con lo stesso zelo altri problemi che ci affliggono da anni:  i costi della PA, la questione delle tasse, la questione giustizia, la questione scuola, la questione comuni/province/regioni, … Non ultimo le questioni lasciate aperte dal professor  Monti su liberalizzazioni, quali taxi, farmacie e notai, così, tanto per far vedere che lui ha più palle dei governabti che l'hanno preceduto.

nonnoenio

04 agosto 2014

Chieti - Chi ha paura di cambiare ?


La marcia sul Quirinale dei parlamentari e gli 8.000 emendamenti presentati in aula per affossare la riforma del Senato, sono l'emblema di un Paese, abbarbicato nella difesa dei privilegi di pochi a scapito dei più, nel timore di una cosa soltanto: il cambiamento. È questo il male profondo che affligge l'Italia oggi: la paura di cambiare. Piuttosto si preferisce la paralisi. L'incancrenirsi dei problemi. O addirittura, come nel caso di Alitalia, il fallimento della trattativa, cullando il retropensiero che poi sia lo Stato ancora una volta a metter mano al portafogli. Da oltre 30 anni, si discute del superamento del bicameralismo paritario. Fin dai tempi della Costituente ci si interrogò se aveva senso prevedere due assemblee parlamentari per fare la stessa cosa, con l'unico risultato di rallentare i lavori e rimandare le decisioni. Da decenni tutti, politici in testa, ripetono che la presenza di due camere uguali che si rimpallano l'un l'altra i testi legislativi, costituisce una delle cause principali per cui non si fanno le riforme: si parla, si parla e non si arriva mai al dunque. Ora che, finalmente, si prova a modificare un meccanismo bloccato, a dare centralità ad una camera elettiva, eliminando l'elezione diretta di un inutile doppione istituzionale, ecco che si scatena il finimondo. Ma da parte di chi? Dei diretti interessati, i senatori. Dietro il caos parlamentare delle ultime settimane, le ridicole quotidiane grida al «golpe» da parte di chi, come Grillo, la democrazia non l'applica nemmeno al suo movimento intruppato dentro un autoritarismo militare, c'è solo una ragione: la paura di perdere potere, o di dover cedere la poltrona. Sono 315 i senatori che non avrebbero più carica elettiva. Ma soprattutto attorno a loro gravitano centinaia e centinaia di interessati agitatori di presunto golpismo. Solo gli addetti al Senato (uscieri, stenografi, funzionari, ecc.) sono quasi mille, e tutti con stipendi da favola. La prospettiva di una camera ridotta nelle funzioni, sta dando loro la testa. Si difendono le lungaggini dei politicanti di Roma, più o meno ladrona. Si inventano colpi di stato, e presunti attacchi piduisti alla democrazia. L'importante è non cambiare. Fino allo sprofondamento finale. Ma allora sarà troppo tardi. Anche per cambiare.

nonnoenio


22 maggio 2014

Chieti - Una pseudo boscaglia nel centro storico in città

Può capitare, ma non è una regola, che in pieno centro storico, all’interno dell’ex Convento di Santa Maria in San Pietro ed ex Caserma “ Adelchi Pierantoni”, già Distretto Militare, ci sia una pseudo boscaglia. Succede a Chieti. Questo edificio è stato ceduto al comune, da parte del demanio militare da tantissimi anni. L’edificio si trova nello storico quartiere trivigliano a Santa Maria ed ospita decine di associazioni. Le associazioni con i soldi propri hanno manutentato i locali che loro occupano, l’amministrazione ha un ritorno economico, l’affitto. All’interno di questo edificio esiste un terreno che potrebbe essere utilizzato, ma per il pericolo di crollo di alcuni locali ormai senza tetto, meglio non addentrarsi. Questo terreno è diventato una boscaglia non accessibile, per un degrado ambientale e gravita su dei condomini. Le persone che si affacciano vedono questo stato di abbandono pericoloso per l’igiene, focolaio di insetti, topi, certamente qualche serpe, speriamo non pericoloso. I gatti che avevano scelto questo posto come loro residenza, lo hanno abbandonato, perché anche per loro c’è la difficoltà a muoversi.


Con difficoltà, districandomi fra ortiche, arbusti, avvallamento del terreno, rifiuti, con molta attenzione, sono riuscito a scattare alcune foto... Ci sono anche due bei esemplari di ippocastano che avrebbero bisogno di una potatura, guai abbatterli. Gli anni volano, ma niente è cambiato anzi peggiora mensilmente. Un COMUNICATO STAMPA del 24 settembre 2008 ha relazionato su una riunione con gli Assessori Walter De Cesare e Mirta Sciocchetti ed i rappresentanti del FAI e dell’Archeoclub, Marco Pretaroli e Gregorio Di Luzio, dove si decise di non cambiare la destinazione d’uso dell’unico polmone verde del quartiere, perché si voleva estendere il parcheggio sulla superficie che lo copre. L‘idea era quella di realizzare un giardino pensile pubblico attrezzato per il ripristino dell’area verde abbattuta, dove esisteva un orto con diverse specie di alberi, per la costruzione del parcheggio auto di 250 posti. Il progettista del parcheggio aveva previsto una scalinata che avrebbe dovuto fare arrivare i cittadini a questo giardino, partendo dal parcheggio. Purtroppo 



non ha pensato che anche i disabili hanno lo stesso diritto, quindi ci deve essere anche un ascensore, ma non c’è. La scalinata termina in un casotto che si affaccia su questa superficie. Ora la porta è aperta…, sono entrato, ma il fetore e la sporcizia mi hanno fatto rinunciare a perlustrare. Chi deve pensare a bonificare questo terreno? Certamente no i cittadini che pagano le tasse, ora molto lievitate. L’amministrazione comunale risponde con, il solito “piagnisteo” che… non ci sono soldi, eppure basterebbe far lavorare i dipendenti del comune che hanno mezzi, sono preparati, non affogano di lavoro. I dirigenti lo devono programmare il lavoro, perché è nella loro mansione. Quindi non esistono scusanti, non bisogna più “asciugarsi gli occhi” per il troppo pianto!Devo arrendermi? Sono dieci anni che cerco di sensibilizzare le varie amministrazioni che si sono avvicendate a governare la città, con segnalazioni anche all’ufficio di igiene che dopo sopralluogo ha invitato loro ad intervenire per bonificare il terreno, ma senza successo, (Prot. N. 1625 del 25 maggio 2004 - Prot.1534 del 22 maggio 2006).Qualcuno mi ha suggerito questa soluzione. Però voglio ancora provare a far ragionare gli amministratori compressi dalla burocrazia! Vediamo…

Scritto da Luciano Pellegrini
Le foto al link: Caserma Pierantoni

21 agosto 2013

Chieti - Ministro, dove mettiamo tutti questi immigrati ?



In appena un meso sono arrivati in Italia circa 20 mila immigrati a bordo di barconi fatiscenti e il numero non accenna a diminuire. Adesso il problema è cosa fare di questa "marea" di profughi ? Non accennano a placarsi da nord a sud le proteste di immigrati ospitati nei Centri identificazione ed espulsione e nei Centri di accoglienza richiedenti asilo sparsi per l'Italia. E al tempo stesso proseguono a ritmo incessante gli sbarchi di nuovi migranti in fuga dalle guerre e dalla fame dei loro Paesi di origine. Anche ieri, almeno in 600 sono giunti sulle coste siciliane provenienti dai Paesi del nord Africa. Dopo la chiusura del Cie di Isola Capo Rizzuto, nel crotonese, avvenuta giorni fa dopo una rivolta scoppiata in seguito alla morte di un cittadino marocchino, ieri è stato il Cie di Gradisca ad essere protagonista, con l'evasione di sei immigrati. Altri 200, invece, sono fuggiti da una struttura nell'agrigentino, subito dopo essere sbarcati da unità della guardia costiera e della guardia di finanza che li avevano soccorsi a sud di Porto Empedocle.In Calabria, dove prosegue la visita del ministro per l'integrazione Cecile Kyenge, una trentina di ospiti del Cara di Isola Capo Rizzuto, attiguo al Cie chiuso, hanno occupato per circa due ore la statale 106 protestando contro il sovraffollamento della struttura e per chiedere il rispetto dei loro diritti.E con le proteste continuano le prese di posizioni contro i Cie. Una situazione che non sfugge al ministro Kyange che ieri a Riace, ha sottolineato come «la terra non ci appartiene ma è di tutti», aggiungendo che sul problema dei Cie «è importante aprire con il Viminale, che si occupa di queste situazioni, un fronte di discussione». Di pari passo continuano le critiche e gli attacchi al ministro da parte di esponenti della Lega Nord. Il governatore del Veneto Luca Zaia ha bollato come «propaganda» le dichiarazioni della Kyenge sulla modifica della legge Bossi-Fini...

@enio

24 maggio 2013

Chieti - Che bella l'auto di lusso con targa estera


Fateci caso, hanno la targa bulgara, rumena, ceca, tedesca o di altri Paesi europei, ma in realtà sono automobili di lusso che circolano sempre in Italia pagando, però, tasse e assicurazione all'estero. Si tratta di un fenomeno cresciuto via via negli ultimi anni ed è difficile da fotografare nelle sue dimensioni reali, anche se c'è l'impressione di un aumento delle vetture straniere di alta gamma in circolazione. Pare che chi usufruisce di un’auto intestata ad una società di leasing straniera, può godere di una targa estera, che solitamente è tedesca o svizzera, e quindi evita tranquillamente di pagare eventuali multe. Molti sono i vantaggi per i possessori di simili autovetture: ci sono anche polizze assicurative e tasse di circolazione più economiche; la gestione dei sinistri compresa nel prezzo; l'anonimato garantito grazie al registro automobilistico non pubblico; il rinnovo o risoluzione dal contratto senza oneri; l'inesigibilità delle sanzioni relative a controlli automatici, come autovelox e tutor, perché non riconosciute in vari Paesi europei, dove è richiesta anche l'immagine frontale del veicolo (il conducente deve essere identificabile).Questa sembra essere una storia vecchia che va avanti da almeno 6/7 anni. Solo che i furbetti italiani e non, sono sempre in aumento. Questa è l'Europa delle banche, delle banane, delle truffe e dei furbetti. Pensare che abbiamo anche pagato salato per entrare in questo circo e abbiamo pure pagato per avere l'euro.

nonnoenio

10 aprile 2013

Chieti - M5S, occupato il Parlamento


Il M5S porta avanti la sua battaglia di ritorno alla centralità del Parlamento e chiede a gran voce che le commissioni vengano messe in grado di lavorare: dopo giorni e giorni di richieste  cadute nel vuoto i 5 Stelle decidono di passare alle azioni eclatanti. Ieri, in segno di protesta, hanno occupato le aule parlamentari: a fine seduta deputati senatori «grillini» sono restati nell'emiciclo fino a mezzanotte ed un minuto. Giovedì mattina la protesta si ripeterà nelle aule delle Commissioni che i 5 Stelle hanno deciso di autoconvocare. Saranno lì, per iniziare a lavorare sui testi delle proposte con una sorta di «commissioni ombra» che diano l'esatta misura del tempo che si sta perdendo invece di fare cose importanti per il paese. Tra queste, per i cinquestelle, non c'è la legge elettorale: però il M5S si è ugualmente messo al lavoro per elaborare una sua proposta che preveda il divieto del doppio mandato, le preferenze, i casi di ineleggibilità e incandidabilità perchè dicono: «Ci sono cose più urgenti da fare» e mettono in cima alle priorità il reddito di cittadinanza e indicano la strada seguita sui debiti della Pa, come esempio di percorso virtuoso da imitare nei prossimi mesi per «lavorare per il bene del Paese». Di certo le elezioni non aiuterebbero, lo considerano una sciagura perchè il suo costo che graverebbe sul bilancio dello Stato.

nonnoenio

16 novembre 2012

Chieti - A Giulià, scialla...


A Otto e mezzo, programma che va in onda su La7, condotto da  Lilli Gruber, che chiede a Giuliano Amato, se pensa di ridursi una pensione di oltre 15 mila euro netti al mese, spropositatamente alta, rispetto a qualsiasi pensione di un comune mortale oggi in Italia; Amato risponde: «Non capisco la domanda». Lui da quell'orecchio non ci sente ed è convinto di esserseli meritati tutti quegli euri che mensilmente gli vengono accreditati . Queste affermazioni stanno facendo il giro della Rete rendendo "felici" un fottio di persone. Portando queste ed altre pensioni d'oro, ad un tetto massimo di 5000 euro (e non mi sembra poco), il risparmio che se ne otterrebbe, sarebbe di 7 miliardi di euro annui, quasi quanto una manovra economica di qualche anno fa. Amato... lo abbiamo ancora tra i piedi insieme a tanta gente come lui! Vi ricordo, per rinfrescarvi la memoria, che nel 1992 costui dispose un prelievo coatto di 111.000 lire dai conti correnti delle aziende per ripianare i buchi provocati anche dal suo partito il PSI. Almeno stattene a casa e non andare in TV a prenderci per i fondelli... che schifo

nonnoenio

05 novembre 2012

Chieti - SPROVINCIALIZZATO INGIUSTAMENTE, CERCA ASILO IN ASCOLI PICENO E SUCCESSIVAMENTE IN LAPPONIA

 IO SOTTOSCRITTO MARRUCINO PICENO DOC, SPROVINCIALIZZATO INGIUSTAMENTE, CHIEDO AL SIGNOR PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI MARIO  MONTI (CI PUO’ DIRE DI QUALE PROVINCIA IN DEROGA E’?) CHE LA PORZIUNCOLA TEATINA DI CASA MIA VENGA TRASFERITA, IPSO FACTO, IN BASE AD UNA INTERPRETAZIONE ULTERIORE E CITERIORE (AUM-AUM) DEL COMMA MASTELLIANO DELLA LEGGE DI RIORDINO DELLE PROVINCE, CHE GIUDICARE INUTILE E PROVOCATORIO E’ SUPERFLUO E NON DEGNO DI UN BOCCONIANO PER DI PIU’ TECNICO, PROVVISORIAMENTE IN ALTRO TERRITORIO CHE GUARDA A NORD E NON A EST (LEGGI PORTO DI PESCARA). IL TUTTO MOTIVATO DA PROFONDISSIME RAGIONI STORICHE ED AFFETTIVE, LEGATE A MIO NONNO UGO MANCINELLI, NATIVO DI ASCOLI PICENO E DISCENDENTE DI UN FAMOSO GUERRIERO DEL CENTRO ADRIATICO, CON CAPPELLONE, IL CUI MONUMENTO SI TROVA PRESSO IL MUSEO  ARCHEOLOGICO NAZIONALE DELLA SCIPPATA CITTA' DI CHIETI, DA CHI SEMBRA IGNORARE STORIA E GEOGRAFIA ITALICA E ABRUZZESE. .


 CHIEDO, PERTANTO, CHE VENGA EMANATO UN DECRETO, AD PERSONAM, SENZA EMENDAMENTI MASTELLIANI, DEROGHE MONTANE, VALUTAZIONI DI INUTILI COMMISSIONI DI AUTONOMIE LOCALI ORMAI ANNULLATE, COME DIMOSTRATO DALLO ZERO ASSOLUTO DELLA REGIONE ABRUZZO NEL SUO CONSIGLIO DEMOCRATICAMENTE ELETTO, MA IN NOME DELLE CASTE CANCELLATO DALLE SUE FUNZIONI, PER UNA RIPROVINCIALIZZAZIONE SPAZIALE, VISTA LA COLLOCAZIONE IN PERFETTO ALLINEAMENTO COLLINARE DELLA MIA ABITAZIONE, CONFINANTE CON IL CIELO D'ITALIA, IN ASCOLI PICENO. FACCIO PRESENTE CHE, IN CASO DI DINIEGO GOVERNATIVO, SARO' COSTRETTO AD AGIRE  MEA SPONTE, NON SENZA L'AIUTO EXTRASENSORIALE DI MIO NONNO DI CONCERTO CON UNA CERTA SIGNORINA DI NOME SIBILLA, AL FINE DI SPROVINCINCIALIZZARMI DEFINITIVAMENTE DA TUTTI I RIORDINI ED INCIUCI ITALICI VARI, ANCORA PIU' A NORD, DOVE PIU' NORD NON SI PUO', PER L'APPUNTO  IL POLO NORD, PER DIVENTARE CONCITTADINO, IN LAPPONIA, 


DI BABBO NATALE CERTAMENTE MENO BISOGNOSO DI REVISIONI DI SPESE PAGATE DAI CITTADINI DEL BEL (?) PAESE, GIA’ CARICATI DA MONTI DI TASSE A VANTAGGIO DEGLI IMPUNITI EVASORI FISCALI.




FACCIO ALTRESI' PRESENTE CHE IL MIO EVENTUALE CAMBIO DI DIMORA NON SIGNIFICA, PERO', RINUNCIA ALLA BATTAGLIA PER CHIETI PROVINCIA NEL RISPETTO DEI REQUISITI DALLO STESSO GOVERNO TECNICAMENTE INDICATI. ANZI.


Scritto da:       UGO IEZZI   TECNICO PATAFISICO NON BOCCONIANO