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02 giugno 2016

Chieti - Un pò di giustizia



Confermata la condanna a 16 anni di reclusione per il naufragio della Concordia a Francesco Schettino, l'ex comandante della nave. Lo ha deciso la Corte d'Appello di Firenze. C'è da ricordare che l'ex comandante della nave Francesco Schettino, sceso dalla nave dopo il disastro, venne fermato a terra poche ore dopo il naufragio sull'isola. Fu portato in carcere. Scarcerato, da allora è impegnato a far valere una sua verità che - in base ai riscontri tecnici emersi nel tempo - gli fanno attribuire colpe importanti agli ufficiali che si trovarono in plancia di comando quella sera, che secondo lui non lo avvisarono per tempo della rotta verso l'isola, e al timoniere indonesiano che per incomprensioni linguistiche equivocò l'ultimo ordine decisivo, dato da Schettino in inglese, virando dalla parte opposta al necessario.Una bella faccia tosta non c'è che dire.

@nonnoenio

14 marzo 2016

Chieti - Un incendio doloso


Sono trascorsi circa nove mesi, (il periodo che l’universo ha stabilito per generare), dall’incendio della discarica di colle Marcone, un incendio doloso avvenuto fra la notte di sabato e l’alba di domenica 28 giugno 2015 e tutto tace. Il 27 giugno si celebrerà il compleanno. All’inizio, gli ambientalisti, i cittadini, i residenti, i politici, le associazioni, gli enti, si erano affannati con incontri, manifestazioni, promesse, come quella di un deputato abruzzese che si sarebbe prodigato per presentare immediatamente una interrogazione in parlamento, al ministro competente. Tutto tace. Sono stati spesi soldi da parte dei residenti per avere notizie sulla tossicità dell’aria, del terreno, dell’acqua, con risultati abbastanza rischiosi, ma tutto tace. Avevo scritto al ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti, il quale aveva invitato le istituzioni a collaborare ed inviargli i risultati. Tutto tace. Nell’ oblio più assoluto, aspettiamo il compleanno. Intanto la discarica è ancora lì, il terreno avrà assorbito ogni ben di veleni, i residenti si sono rassegnati e tutto tace. Il pianeta terra, per quanto tempo ancora sopporterà tutte le aggressioni che il genere umano  utilizza nei suoi confronti, giornalmente? E’ catastrofismo? Chi vivrà vedrà. Intanto tutto tace!  

Scritto da: Luciano Pellegrini  agnpell@libero.it

19 luglio 2012

Catastrofe in Val di Stava


Oggi ricorre l'anniversario della catastrofe in Val di Stava che fu il più grave disastro al mondo dovuto al crollo di discariche a servizio di miniere e, con 268 morti e ingenti distruzioni. Rimane a tutt'oggi una delle più gravi catastrofi industriali e ambientali mai verificatesi, seconda in Italia solo al disastro del Vajont. Alle ore 12 e 22 minuti e 55 secondi del 19 luglio 1985, crollano due bacini di decantazione dei rifiuti semi-fluidi della miniera di fluorite di Prestavèl, nella Val di Fiemme. La massa fangosa inizia la sua corsa distruttiva con un tremendo boato e investe dopo pochi secondi il sottostante abitato della frazione di Stava e poco dopo quello del paese di Tesero. I 180.000 metri cubi di materiale fuoriuscito trascinano via con sé 53 case, 3 alberghi, 6 capannoni, 8 ponti, centinaia di alberi e fa 268 vittime, tra le quali molti turisti rientrati per il pranzo. Dei 10 condannati giudicati colpevoli, dopo 7 anni di processi, dei reati di disastro colposo e omicidio colposo plurimo, nessuno ha mai scontato la pena detentiva. Purtroppo anche questa è Italia !

nonnoenio