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15 maggio 2017

Chieti - AL BLOCK HAUS



 È metà maggio, ma da MAMMA ROSA (1650 m), AL BLOCK HAUS (2050 m), c’è ancora la neve, sciabile. Ci sono piccoli tratti scoperti, ma non lamentiamoci. I crochi (la zafferano selvatico), non hanno concorrenti. Belli, folti, di un colore lilla ed il pistillo giallo



Foto e scritto: Luciano Pellegrini

03 settembre 2016

Chieti - Benvenuti a Treglio


Se questa estate andate a Treglio un comune italiano di 1.613 abitanti della provincia di Chieti , in Abruzzo, alla periferia nord di Lanciano noterete che si è arricchita di una nuova opera.  Il paese che da anni vanta la tradizione e la pratica dell’affresco,  che colora e abbellisce numerose abitazioni di centro e periferia. Quest’anno un  nuovo grande dipinto campeggia su un muro del paese e questo si va ad aggiungere ai 60 dipinti  già esistenti. L’opera è stata realizzata in questi giorni, nel corso della “Settimana internazionale dell’affresco” da 12 artisti e studenti arrivati da tutta Italia, in quella che è a tutti gli effetti una manifestazione, 
 

che unisce scuola e laboratorio, ma che è diventata anche un’attrattiva turistica del paese. Gli artisti vi si recano  per apprendere la tecnica dell’affresco, che oggigiorno va scomparendo a discapito dei writers che invece di abbellire spesso sporcano. Gli artisti qui invece hanno operato sotto la guida di esperti docenti. La Settimana dell’affresco è diventato un appuntamento di prestigio per Treglio, che, su 100 paesi dipinti in Italia, è l’unico affrescato dello stivale. «L’affresco è una nostra caratteristica», spiega il sindaco, «ed è anche un’opportunità. In 16 anni siamo riusciti a creare una Scuola internazionale dell’affresco, presieduta dal pittore Vico Calabrò e mandata avanti da esperti affreschisti cresciuti sul posto». Inoltre si è costituita l’associazione culturale “Treglio affresco”, presieduta da Antonella D’Addario, che organizza tutte le attività legate agli affreschi. Dal 12 settembre la manifestazione raddoppia con l’arrivo di un artista internazionale per questo tipo di tecnica. Intanto il Comune sta valutando la stesura di un regolamento per il modo di presentare e richiedere un affresco sulle abitazioni dei tregliesi.  

@nonnoenio

20 agosto 2015

Chieti - E se li scegliamo tutti all'estero?


L'Italia ha scelto di affidare agli stranieri la valorizzazione di alcuni dei suoi più celebrati musei pubblici. Provinciale esterofilia oppure investimento lungimirante sul patrimonio storico-artistico più vasto dell'umanità? Solo il tempo dirà. Ma intanto la scelta d'aver assegnato sette delle venti direzioni dei principali musei in Italia a professionisti provenienti dall'estero è una sfida temeraria e necessaria, oltre che il frutto di una selezione da un concorso internazionale. Ma la notizia non è che gli studiosi nominati (tre tedeschi, due austriaci, un britannico e un francese), possano avere un curriculum migliore o peggiore degli altri tredici italiani anch'essi prescelti, e quattro dei quali provenienti da importanti esperienze all'estero. Tutti, perciò, di spessore, italiani e stranieri. La novità è nel fatto che, per la prima volta, il concorso è stato aperto anche ai non dirigenti della pubblica amministrazione. E che i venti musei, finora retti quasi sempre da semplici funzionari, ora avranno un direttore di peso. Se poi l'esperimento darà buoni frutti, perché non estenderlo al governo? Forse un ministro francese agli Esteri avrebbe evitato la vergogna dei due marò sequestrati in India da tre anni e mezzo. E un ministro tedesco alla Giustizia riuscirebbe, chissà, ad applicare la certezza della pena. E uno spagnolo al Turismo magari saprebbe come farci tornare in cima per numero di visitatori. Passi pure lo straniero, se e quando ama l'Italia più degli stessi e a volte distratti italiani.


24 luglio 2015

Chieti - Contro le trivellazioni in mare

Singolare protesta di Greenpeace in tutta Italia contro la ricerca e l’estrazione di idrocarburi nei mari che circondano la penisola. Partono oggi da 23 città i pullman turistici della «Renzi PetrolTour» con destinazione, appunto, i mari del Belpaese, «petrolizzati» dal governo. Con il premier - spiega l’associazione in una nota - uomo solo al volante, «che invita gli italiani a salire a bordo per andare ad ammirare le nostre coste punteggiate di trivelle, ascoltare le esplosioni degli air gun, fotografare le piattaforme di estrazione al tramonto, farsi ammaliare dal luccichio delle chiazze di greggio a pelo d’acqua». Da Milano a Palermo, da Roma a Bari, da Genova a Napoli, i volontari di Greenpeace hanno animato le piazze italiane con grandi sagome colorate a forma di pullman, con il brand di un immaginifico tour operator: «Renzi PetrolTour». Ai passanti, i contestatori hanno distribuito un volantino simile a un depliant turistico, con cui «Renzi in persona invita gli italiani a scoprire le ‘nuove meravigliè del Mediterraneo disseminato di trivelle e trasformato in una sorta di Texas marino». Il mare «che conosciamo e amiamo, uno dei beni più preziosi per l’Italia, rischia di essere sfigurato per poche gocce di oro nero che giacciono sotto i suoi fondali: quantità marginali per i consumi del Paese ma occasione di profitto per una manciata di aziende», dichiara Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace.



Greenpeace ricorda che fra il 3 e il 12 giugno il Ministero dell’Ambiente ha autorizzato «ben undici progetti di prospezione di idrocarburi in mare con la tecnica dell’air gun. Nove di questi riguardano i mari pugliesi, ma l’area concessa ai petrolieri copre tutto l’Adriatico e parte significativa dello Ionio. Nelle settimane precedenti era stata la volta delle acque abruzzesi: grazie ai decreti già emanati, nei prossimi mesi, a pochissimi chilometri al largo della «Costa dei Trabocchi», potrebbero essere realizzati un nuovo pozzo di ricerca e fino a dieci nuovi pozzi di estrazione. 

14 luglio 2015

Chieti - I 2 PROGETTI PER ARRIVARE ALLA FELICITA'

«Ricordati di sognare sempre». Il monito è al centro di un convegno che ha proposto al pubblico con un obiettivo non da poco: "Arrivare alla felicità ". L'appuntamento si è tenuto venerdì 12, alle ore 17.30, nella Sala "Luigi Capozucco" del palazzo dè Mayo. L'iniziativa è stata promossa da Miteg (Eco-gourmet in movimento), dal centro studi Aics "Spezioli" e da Argalam (Associazione regionale dei giornalisti agro alimentari del Lazio Abruzzo e Molise). L'incontro è stato anche l'occasione per lanciare due nuove iniziative. La prima coniuga la bellezza del territorio, il paesaggio, il patrimonio artistico all'enogastronomia di qualità e far nascere in questo modo il movimento italiano del turismo ecogastronomico, «che vuole favorire la promozione di un turismo ecosostenibile», come ci spiegava Ugo lezzi, uno degli organizzatori, "aperta all'Expo Milano 2015" e con riferimento anche alla enciclica di Papa Francesco "Laudato si'", che non guasta. La seconda iniziativa, invece, lanciava il progetto di fare della villa comunale teatina un vero e proprio parco della felicità, così come illustrato dal periodico, da lui magistralmente diretto: "La Voce dei Marrucini" del mese di giugno 2015, che è stato distribuito a tutti i partecipanti il convegno, con un inserto dedicato al progetto in questione, con la cinvolgente immagine alla "Arcimboldi" di moderna ispirazione. E' stato il presidente dell' Argalam, Donato Fioriti, a moderare gli interventi, tra cui quello di Giovanni Rossi, presidente onorario di Miteg-Unaga e past presidente della federazione nazionale della stampa, di Mario D'Alessandro, presidente del Movimento per la tutela del vino cotto d'Abruzzo, di Enzo Giammarino, direttore Confesercenti Abruzzo, di Mario Serpillo, presidente nazionale Uci, di Giorgio Davini, agronomo di fiducia di Slow Food, di Francesco Stoppa, docente dell'università " Gabriele d'Annunzio" ed esperto di tradizioni popolari, di Giacomo Pace del consorzio aglio rosso di Sulmona, e di Andrea Padovani, presidente Aics Abruzzo. Le conclusioni sono state poi affidate a Efrem Tassinato, presidente nazionale del circuito Wigwam.La cosa che si notava era comunque l'assenza del sindaco Di Primio appena rieletto e quella dell'assessore alla cultura di Chieti. Nell'augurare a Ugo Iezzi il successo per la sua iniziativa a tarda sera, soddisfatti, ci siamo congedati

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25 marzo 2015

Chieti - Una classica con gli Sci di Fondo Escursionistico


Dall’Altopiano delle 5 miglia , al km 128.5, (Roccaraso AQ), località CAPANNOLA 1278 mt,  al Lago Pantaniello 1860 mt, per l'Imposto 1481mt  e Valle di Chiarano. È una classica per lo Sci di Fondo Escursionistico, (con terminologia anglosassone back country), sci con lamine, suola squamata, a tallone libero. All’occorrenza su questi sci si possono montare le pelli di foca, un accorgimento per le salite ripide, specialmente con neve gelata. Lo Sci di Fondo Escursionistico spesso si svolge su itinerari in neve fresca, al di fuori delle piste battute, godendo il silenzio ed i boschi. Per la discesa ci sono varie tecniche per il tallone libero, come la raspa… In località CAPANNOLA1278mt, c’è la carrareccia che porta all’ingresso delle Bocche di Chiarano e all’area pic nic dell’Imposto che contorna i rifugi della forestale, fornita di fontane e tavoli. Dalla  Valle di Chiarano, detta anche Montagna spaccata, perché si attraversa una strettoia obliqua di roccia…spaccata… Si arriva sotto il monte Pratello a 1700 m , ricongiungendosi con la carrareccia, che ovviamente non si vede, per la neve.  Pochi chilometri per arrivare allo stazzo ed al lago Pantaniello 1860 mt. Il lago ha origine morenica, risalente all'era glaciale. Vi sono anche numerose testimonianze dell'uomo preistorico che usava accamparsi sulle sponde del laghetto. Nelle sue acque vive il Gammarus Lacustris, piccolo crostaceo d'acqua dolce la cui origine risale all'ultima glaciazione.



La Riserva Naturale Statale Lago di Pantaniello, è stata istituita per preservare l'intera zona. Il paesaggio è unico, specialmente se si è soli, viene una certa angoscia per il silenzio tombale. Il panorama spazia sul monte Genzana, 2170 m ,il monte Godi 2011m, la Maiella con monte Amaro, 2793 m , Monte Sparvera, (m.1998), le vette del Parco Nazionale d'Abruzzo e, in lontananza, il gruppo del Gran Sasso e del Velino.

Lunghezza: 28 km a/r
Dislivello: 580 m
Tempo: 7,00 h

Le foto sono al link: Sci di Fondo

03 settembre 2014

Chieti - VADO DI FOCINA RIFUGIO RICOTTA MONTE META


Domenica 31 Agosto, causa le previsioni meteo che prevedevano cattivo tempo e temporali, ho deciso di uscire ugualmente, ma scegliendo un percorso senza pericoli, nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. L'escursione inizia da Vado di Focina (1383 mt), proseguendo per il Malepasso (1515 mt) e per Monte Meta (1784 m). Il territorio interessato è compreso fra le province di Pescara e L'Aquila. Il Voltigno, con l'immensa piana, ha vari inghiottitoi di formazione carsica. Importante la fauna, i panorami e la flora che è molto rigogliosa. Mi ha stupito vedere il croco selvatico, con il colore dei petali viola, noto anche con il nome di zafferano maggiore o falso zafferano, per la somiglianza con il Crocus Sativus, dai cui filamenti vermigli, si ricava la nota spezia giallastra. Uno dei significati attribuiti al croco è quello della passione e dell'amore sensuale ma, questo fiore, svetta ed abbellisce il manto nevoso quando è sicuro che ormai non nevicherà più. Invece, ha un'altra fioritura, a fine estate. o ha percepito che in questi giorni nevicherà? Poi, una rarità, il mirtillo rosso.


Parcheggiata la vettura al Vado di Focina, il sentiero inizia immediatamente sulla destra, visibile, il primo tratto abbastanza ripido ma è breve. Il percorso è un continuo saliscendi in una bellissima e curata faggeta, purtroppo parzialmente segnato. Si giunge così ad un terrazzo, (1515m), il Malepasso, dove bisogna fermarsi e fotografare una delle più belle viste del Gran Sasso. Si vede il Monte Bolza, caratteristico con la sua cima a forma di cappello di alpino e un po' più lontano..., il Cefalone, il Gran Sasso con le tre vette(orientale - centrale - occidentale), quindi Vado di Corno dove inizia il sentiero del centenario con il Brancastello - le Torri di Casanova - l'Infornace - il Monte Prena - Vado di Ferrucio e dirimpetto al terrazzo, quasi da poterlo toccare, il Camicia. Sono vette che vanno dai 2500 ai 2900 metri. Poi, la piana di Campo Imperatore, il piccolo Tibet d'Abruzzo. La vista spazia all'infinito e dopo aver scattate tante foto, si prosegue il cammino verso il Rifugio Ricotta, (1517 m),che si affaccia sulla piana di Campo Imperatore.


Tornando indietro, ad un bivio a 1515m, si prende una carrareccia visibile a destra, che porta alla Vallestrina, dominata e protetta dal roccioso Monte Meta (1784m). Purtroppo, non c'è sentiero per raggiungere la vetta e la salita è ripida, rocciosa e faticosa. L'erba è molto alta ed i ginepri non ti fanno calpestare il terreno. Per agevolare questa situazione, è più facile superare qualche breve passaggio di 1 grado, su roccia stabile. Insomma si arriva alla sella (1700m). Ora c'è da fare l'ultimo ripido tratto, ma i tuoni mi hanno fatto riflettere. Sono solo e sicuramente la discesa alla piana del Voltigno non sarà semplice, specialmente se non segnata. Infatti, bisogna addentrarsi in un fitto bosco e si procede per intuizione. Non si intravvedono tracce, no ometti, né bandierine ma, all'improvviso., su un tronco di un faggio. vedo un nastro di  plastica che sventola.Con attenzione, su questa infida discesa, si vedono altri nastri che fanno raggiungere una radura. Da qui non ci sono più segnali. Lo sconosciuto che con tanto altruismo ha segnato il sentiero, avrà terminato il nastro?


Si seguita a scendere, camminando un po' a destra e un po' a sinistra ma la piana, ormai, si intravvede in mezzo ai rami. Si arriva ad un faggio dove c'è una freccia e una scritta . MTB.Giusto riposo dopo 4 ore di cammino ed inizia la pioggia. Sensazione unica, il rumore "schioppettante" sulle foglie e rami secchi, il profumo del terreno bagnato, un silenzio, una pace, quasi vien voglia di dormire. Però, c'è ancora un'ora di cammino per arrivare alla vettura. Si raggiunge il Lago Sfondo, dove si dissetano le vacche e le poche pecore, perché c'è sempre l'acqua, al contrario dei tanti inghiottitoi e laghetti carsici asciutti. La tradizione paesana fantastica che questo lago non abbia fondo. da ciò il suo nome. Proseguo su una carrareccia e ormai si vede l'uscita.Non è semplice raggiungere il Monte Meta, né da NORD, piana del Voltigno, per la fitta faggeta , né da SUD, da Campo Imperatore, perché ripido e roccioso. Anche se non segnato, dal Malepasso, OVEST, invece di scendere verso il Rifugio Ricotta, conviene guadagnare la cresta che si vede ad occhio, senza difficoltà. Poi, percorrendola tutta, è molto panoramica, con lo sguardo ai due versanti,sulla Vallestrina e sulla Piana del Voltigno,si arriva alla sella e quindi la vetta. Il ritorno per lo stesso itinerario.

Difficoltà: EE con brevi passaggi di 1 grado
Dislivello +/- 600 mt
Durata complessiva 6 ore
Segnavia: parzialmente segnato (bianco-rosso)

Scritto da: Luciano Pellegrini
Le foto sono al Link: MonteMeta


07 luglio 2014

Chieti - Il turismo ... eco gastronomico

Il vignettista Passepartout, ( Gianfranco Tartaglia), nella sua vignetta ha raffigurato, concretizzato, schematizzato il nuovo modo di fare turismo…eco gastronomico. La figura con la maschera di Batman, munita di forchetta, bicchiere, tovagliolo, con l’immancabile macchina fotografica, ma anche la valigia, che corre, per visitare le montagne, le colline, il mare, i paesi e poi...mangiare. Il Lunario di Chieti, rigidamente scritto in dialetto, (uscito nel 1989, nel corso degli anni ha cambiato il titolo con "Lu Lunarjje dell'Abbruzze, Mulise e de lu Picene" e quest’anno, in occasione del 26esimo anniversario dalla prima edizione, il calendario ha allargato le province e nuovamente modificato il titolo, "Lunario del Centro Adriatico - Calendarie Astrologgiche d'Abbruzze, Mulise ,Picene e Fuggiane”), ha promosso il turismo...eco gastronomico. L’idea è nata durante la manifestazione, CHESSEMAGNE, un evento "eco gastro turistico” che si realizza nei comuni interessati, ideata dal Centro Studi AICS "Spezioli"di Chieti e in collaborazione con l’ARGA-FNSI Abruzzo -Lazio Molise. L’intento è quello di sviluppare sinergie tra il settore agricoltura ed il settore turismo, per riavvicinare l'uomo alla natura, alle tradizioni e al cibo, che sono un patrimonio tipico del nostro paese e punto di riferimento nel mondo

Scritto da Luciano Pellegrini

28 dicembre 2013

Chieti - Di Iorio : Presepi realizzati con canna vegetale


25 anni, 5 lustri, che il maestro, artista, Peppino di Iorio di Chieti, espone i suoi presepi realizzati con canna vegetale. Quest’anno, l’artista ha esposto anche a Palazzo de Mayo, importante edificio storico sul corso Marrucino. L’esposizione resterà aperta sino al 6 gennaio 2014. All’inaugurazione, il 17 dicembre, è stato presentato il libro/catalogo “Lo scettro di canna” con la collaborazione del giornalista Mario D’Alessandro


L’artista Peppino di Iorio è stato invitato ad esporre i suoi presepi, ugualmente in altre città:
 CHIETI: dal 17 dicembre 2013 al 6 gennaio 2014 per la “25a Esposizione Personale dei Presepi artistici " presso la Chiesa di San Domenico al Corso.
ROMA: dal 28 novembre 2013 al 6 gennaio 2014 per la "38a Edizione Mostra dei 100 Presepi" – Piazza del Popolo- Palazzo Bramante.
DENICE (Alessandria): dal 8 dicembre 2013 al 12 gennaio 2014, " Mostra Concorso dei Presepi Artistici" presso l'Oratorio di San Sebastiano.


LANCIANO (Chieti): dal 7 dicembre 2013 al 6 gennaio 2014 per la " XXIII Rassegna Riscopriamo il Presepe" presso l'Auditorium Diocleziano.
ASCOLI PICENO: dal 25 dicembre 2013 al 6 gennaio 2014 per il " Concorso e Mostra - Città di Ascoli”- presso la Chiesa di San Giacomo della Marca.
 GRECCIO (Rieti) dal 8 dicembre 2013 al 6 gennaio 2014, 11a Edizione " Mostra Nazionale del Presepe", centro storico.

Con la sua caparbietà, con la tecnica ormai consolidata, la collezione dei presepi aumenta ogni anno, con nuovi modelli. Senz’altro per la città è una figura di notorietà.

link alle altre realizzazioni: FOTO PRESEPI

Articolo scritto da: Luciano Pellegribi

25 ottobre 2012

La Piana del Voltigno



Villa Celiera e Carpineto della Nora sono due splenditi comuni della Provincia di Pescara che fanno parte del Parco Nazionale del Gran Sasso e monti della Laga. L’esteso ambiente offre belle passeggiate sia estive che invernali su un terreno collinoso, ma offre anche escursioni sulle cime, come la Cappucciata, 1800 m. Il Monte Cappucciata  ha un panorama a 360 gradi che va dalla Majella fino ai Monti della Laga passando per il Sirente, la piana di Campo Imperatore e la catena del Gran Sasso oltre a dominare il pianoro del Voltigno. La bellezza del pianoro del Voltigno è soprattutto nei numerosi laghetti carsici che si vanno formando con lo scioglimento delle nevi. Il più grande è il Lago Sfondo ( 1304 m ),che segna il confine tra la provincia dell'Aquila e quella di Pescara. Adiacente a Monte Cappucciata c’è il Monte Meta 1784 m , che è formato da una anticima che gli da una certa importanza... per la ripidità di raggiungere la cima. Il panorama da lassù è ugualmente bello. Nella stagione estiva, il Piano del Voltigno è utilizzato per la pratica dell'alpeggio di bovini, equini e ovini. Per questo motivo è’ stata costruita una stalla di notevoli dimensioni ed altre abitazioni per garantire un alloggio ai pastori, anche se sono privi di utenze.


Oggi i pastori e le greggi non si vedono più ed è impossibile immaginare il motivo per cui sono state realizzate tante carrarecce. Da Castel del Monte -Villa Santa Lucia – Brittoli -Villa Celiera - Carpineto della Nora partono sterrate che fra loro sono comunicanti, vuol dire che si possono raggiungere questi paesi con le vetture, i quad, le moto…Qualcuno si meraviglierà di questa mia affermazione e si domanderà: come è possibile che questi mezzi transitano in un parco Nazionale? Questa domanda me la pongo io stesso, ma non ho risposta! I prati sono stati devastati dai mezzi meccanici, l’erba si è abbassata e restano i solchi delle ruote. Esistono due fossi profondi, della larghezza di un autoveicolo, che partono da un faggio bruciato, all’inizio della carrareccia che conduce alla cima della Cappucciata, che arriva sino alla piana. Era una sterrata probabilmente usata dai trattori dei taglialegna. L’acqua ha eroso con il tempo la traccia che ora è diventata un fosso, ma parallela si nota un’altra traccia di vetture che causeranno fra poco un altro fosso. In inverno questa piana è un classico itinerario per gli sci da fondo e le ciaspole. Con fatica e buona volontà ci impegniamo a tracciare il binario che servirà per il ritorno. La sorpresa è che il più delle volte, fuori strada e quad rovinano il nostro lavoro… Meno male che il sindaco di Villa Celiera blocca la strada con una barriera di neve, così che gli stupidi non possono entrare. Domenica 21 Ottobre ero in vetta al monte Cappucciata verso le ore 12. Ecco che arriva un fuoristrada con due persone. Sì… avete capito bene… le vetture possono arrivare anche in vetta! In questi giorni nella piana si possono trovare tanti funghi e i fungaroli, certamente senza patentino per la raccolta dei funghi e noncuranti di raccoglierne al massimo 3 chili come previsto dalla legge, arrivano con la vettura, scendono, raccolgono, non fanno fatica e se ne vanno. Chi sorveglia? Poco lontano, da Villa Santa Lucia, arriva un altro fuoristrada, questa volta con la famiglia. Scendono i bambini, giocano…, il parco Nazionale è diventato un parco giochi. Come hanno visto che ci avvicinavamo, hanno fatto in fretta a salire in macchina e fuggire. Ho telefonato alla forestale che mi ha messo in contatto con la stazione di Carpineto della Nora. Dopo varie conversazioni e quindi perdita di tempo per dare le coordinate esatte, ma non ce n’era bisogno, specialmente “ai gestori della salvaguardia della montagna”, dopo un paio d’ore mi hanno avvisato che erano arrivati sul posto, ma non avevano trovato la vettura. Chiaro…troppo tempo per arrivare…! Perché il parco non installa delle sbarre vere sulle carrarecce, chiuse, senza possibilità di aggirarle, per evitare che gli stupidi fanno queste imbecillità? Perché, i forestali essendo al corrente che i funghi attraggono centinaia di persone, non li aspettano al varco? Perché nei mesi invernali, con la neve, lo spazzaneve dell’Anas pulisce la strada da Carpineto della Nora alla Piana del Voltigno, permettendo alle vetture di raggiungere la piana e divertirsi a rovinare il manto nevoso? Questi soldi buttati per aprire la strada, chi li paga? Devo fornire un’altra notizia.  C’è nella piana un agriturismo. Non ha luce elettrica, ma il gruppo elettrogeno, non ha acqua corrente, ma utilizza l’acqua dei recipienti che i gestori riempiono, non ho visto un servizio igienico, ma a cosa servirebbe… tanto c’è il bosco. Per cucinare e servire piatti caldi, sicuramente avranno tutte le autorizzazioni, anche con queste mancanze. Se i piatti, i bicchieri, le posate, non vengono lavati con l’acqua corrente, pazienza, ma la contentezza di mangiare al lume di candela o con la luce fioca, in un posto da fiaba, specialmente con la neve… può giustificare che la strada venga pulita? La speranza è che, chi deve vigilare per fare osservare l’applicazione della legge, sia presente sul territorio come abitudine. La prevenzione è la migliore cura!Le foto sul link:  FOTO PIANA DEL VOLTIGNO



Scitto da: Luciano Pellegrini


03 novembre 2011

Agriturismo IL FEUDO


La Maiella e il suo territorio da sempre sono stati rifugio di briganti, ambiente per eremiti e le grotte abitate da pastori e pecore. Pennapiedimonte con il Vallone delle Tre Grotte nella cui profondità scorre il "Torrente Avello" offre un ambiente affascinante al visitatore ed escursionista. La vallata ha la sua porta d'entrata al "Passo della Volpe", oppure dal "Ponte Avello" sulla SS. 263 sulla destra del Fiume Avella. Proseguendo nel letto del fiume ci si inoltra in una stretta e profonda gola, uno dei più bei Canyon dell'Appennino. Per accogliere gli escursionisti che vogliono visitare questo ambiente, sorge a poche centinaia di metri dal Ponte Avello un agriturismo,IL FEUDO, antica stalla del 1800. La scelta del nome dell'agriturismo, Il Feudo, penso si possa capire come derivato dal termine germanico fehu (possesso di bestiame). Il Feudo indicava un diritto, concesso da una persona più ricca e potente, in cambio di un servizio fornito in modo continuativo. Per arrivarci, superato il Ponte Avello direzione Palombaro, immediatamente sulla destra, c'è una ripida salita che dopo 100 metri arriva in un enorme terrazzo. Qui appare l'Agriturismo Il Feudo. In bella mostra sul terrazzo si notano diversi attrezzi usati anticamente nei campi. Una area recintata è stata ricavata per allevare conigli, papere, polli. Non mancano coltivazioni di aromi: rosmarino- sedano-prezzemolo-peperoncino-cicoria. L'agriturismo è una forma di turismo nella quale il turista è ospitato presso un'impresa agricola . Si offrono pasti e bevande costituiti prevalentemente da prodotti propri e da prodotti di aziende agricole della zona, con preferenza per i prodotti tipici e tradizionali .L'agriturismo è finalizzato anche alla valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale. E' fondamentale sviluppare il turismo montano , ma occorre puntare sulla crescita della ricettività. Per questo sono previsti aiuti finanziari regionali per l'attività agrituristica che possono essere realizzate esclusivamente in edifici rurali preesistenti nelle aziende agricole e non più utili alla conduzione del fondo. Con degli amici escursionisti, dopo la visita all'Abbazia di Santa Maria dell'Avella, abbiamo deciso di fermarci per il pranzo all'agriturismo Il Feudo.Siamo stati accolti con gentilezza e simpatia dal personale che lo gestisce a livello familiare.La cuoca Concetta è una autodidatta. Ha imparato tutto da “ a cucina e mammà”. Ci ha proposto un menù tradizionale contadino con ingredienti della loro azienda agricola. Ho gustato il pane con le noci, antipasti vari freddi e caldi, i maccheroni alla chitarra realizzati con l'attrezzo tradizionale, la “chitarra”, sopra la quale si adagia la sfoglia di pasta e con il mattarello, facendolo scorrere in avanti e indietro e esercitando contemporaneamente pressione, i fili della chitarra tagliano la sfoglia in maccheroni. L'attrezzo “chitarra” conferisce alla pasta uno spessore squadrato e una consistenza porosa che consente al sugo con cui verrà condita di aderire completamente, con grande soddisfazione del palato. Infatti i maccheroni sono usciti spessi, al dente e conditi al sugo di cinghiale. Come secondo, Concetta ci ha proposto le polpette di cinghiale e le Pallotte Cace e ove. Come contorno la cicorietta fresca dell'orto, lessata e ripassata in padella con aglio,olio e peperoncino. Infine i dolci... tanti e diversi, tutti fatti in casa! Non ancora il pranzo è terminato! Concetta ha voluto proporre una sequenza di liquori realizzati con ingredienti non consueti. Basilico- Genziana rossa- Ratafia - Limolivo - Prugnolo- Limoncello. Il camino acceso ha reso l'ambiente più casereccio ed autunnale e conviviale. Concetta si diverte anche a elaborare nuove ricette.
Una sua specialità è LA PASTA DI ZA MENCA. ( Zia Domenica) Gli ingredienti per il condimento sono il sugo finto di pomodoro con l'aggiunta di verdure lessate. Il formato della pasta è alla chitarra, ma con la variante di aggiungere all'impasto l'acqua. Guarnire il tutto con formaggio di capra. L'agriturismo IL FEUDO offre anche camere per la notte. Molto confortevoli con bagno privato. Quindi le persone che volessero fare escursionismo hanno come riferimento questo agriturismo, dove trascorrere giornate piene sulla bella valle e recuperare con la cena ed il riposo la stanchezza della giornata. Il costo della mezza pensione è di 45 Euro.

Si può contattare l'agriturismo sito in c.da Raiese, 42 a Pennapiedimonte CH al numero fisso:
0871/897469 – 0871/897136 cell 339.8736863-347.9443893.

Luciano Pellegrini

N.B. Le foto si possono vedere anche su:

http://picasaweb.google.com/110720412816253523394/AgriturismoIlFeudo