12 settembre 2014

Chieti - La VOCE ha fatto rumore



Dopo 15 anni, il chiosco della benzina in largo Barbella, a Chieti, il cui titolare è l’ACI, è stato rimosso. Può darsi che il periodo estivo e feriale, ha fatto passare inosservato questa vicenda. Immediatamente le vetture hanno occupato questo spazio dove era  il  “monumento”, che non esiste più. Per la cronaca, era il mese di marzo, quando l’ACI rese noto che a giorni sarebbe stato rimosso il chiosco, occorreva solo l’autorizzazione da parte del SUAP - Sportello Unico delle Attività Produttive. Sono trascorsi 5 mesi…, dalla notizia, ma alla fine, meglio tardi che mai, alla faccia della burocrazia, il chiosco è stato rimosso. Nei 15 anni, diversi articoli sono stati scritti, ma probabilmente, l’articolo pubblicato sul giornale “ la Voce dei Marrucini” del mese di aprile… “ La Voce …” è stata ascoltata, ha fatto rumore…!

Il sindaco di Chieti Umberto di Primio, nella campagna elettorale a marzo del 2010, presentatosi come candidato a sindaco, aveva assicurato il suo interessamento, in caso di vittoria, nel suo programma degli impegni, per rimuovere i chioschi della benzina non usati più in città ed i serbatoi interrati. Invece, i serbatoi interrati di questo chiosco, come altri, non sono stati rimossi. A parole ci sono state rassicurazioni che certamente… i serbatoi sono stati posti in sicurezza, con lo svuotamento del liquido, l’aspirazione dei gas, la sabbiatura, il rivestimento, ma il controllo al terreno che copriva l’impianto, compreso il sottosuolo, è stato fatto? La risposta ci sarà?

 
Luciano Pellegrini  agnpell@libero.it

06 settembre 2014

Chieti - Giustizia è fatta


Era ora che anche il giudice del lavoro incominciasse a usare la testa nelle sentenze che dovrebbero risolvere le diatribe tra lavoratore e datore di lavoro respingendo il ricorso di un dipendente di una società di materiale edile dell’area di Chieti. Le sue assenze a “macchia di leopardo” e agganciate ai giorni di malattia giustificano un licenziamento legittimo. La Cassazione ha stabilito che le "assenze tattiche" possono far perdere il posto, anche se non si supera il numero di giornate consentite di allontanamento dal lavoro. Lo ha deciso la Cassazione, come riporta Repubblica.it, respingendo il ricorso di un dipendente di una società di materiale edile della provincia di Chieti che con le sue numerose assenze per malattia, a «macchia di leopardo» e agganciate ai giorni di riposo, aveva fornito «una prestazione non sufficiente e proficuamente utilizzabile dall'azienda». Per i giudici è legittimo il licenziamento del lavoratore assenteista anche se il numero di assenze non supera il periodo di “comporto”, cioè la somma dei giorni di malattia consentiti. Ora si aspetta che si applichi lo stesso metro di giudizio a quegli impiegati statali che compaiono ogni tanto sui vari servizi giornalistici in TV, che arrivano sul posto di lavoro, timbrano e poi escono per andare a prendere il caffè e sopratutto per quelli che timbrano, passando il badge anche per i colleghi in quel momento assenti. Allora potremo diremo  tutti alleluia!!!!!!!!!!!

nonnoenio

Chieti - Orecchiette con pancetta, wurstel,cipolla bianca, zucchina e rughetta



In questo piatto, c'è il verde della rughetta, il rosso della pancetta, wurstel e pomodoro, per completare i colori della bandiera italiana, manca il bianco, subito accontentati..., zucchina e cipolla.

INGREDIENTI X 4 persone

50 grammi pancetta
50 gammir wurstel
Una zucchina 100 grammi
Una cipolla 100 grammi
Pomodoro fresco o in bottiglia 300 grammi
Un mazzetto di rughetta 100 GR
olio 4 cucchiai
parmigiano
sale q.b.
350 gr di orecchiette
Tempo 30 min
Difficoltà facile

Preparazione

Scaldare la pancetta in un tegame antiaderente per sciogliere il grasso, aggiungere l'olio, i wurstel, la zucchina e la cipolla affettata. Far appassire, unire il pomodoro,il sale, coprire e far cuocere a fiamma bassa per circa 20 minuti.

Contemporaneamente sbollentare la rughetta in acqua calda ,dopo averla lavata.

Portare ad ebollizione una pentola di acqua, aggiungere il sale e le orecchiette.
Scolare le orecchiette al dente e metterle nel tegame contenente il condimento appena preparato, insieme alla rughetta, mescolare, farla cuocere lentamente e lasciarla insaporire.

Trasferite la pasta su un piatto di portata e cospargere con abbondante parmigiano... e se piace, il peperoncino piccante.

Accompagnare con vino Cerasuolo d'Abruzzo.

Scritto da: Luciano Pellegrini
Le foto sono al link: Piatto del giorno

03 settembre 2014

Chieti - VADO DI FOCINA RIFUGIO RICOTTA MONTE META


Domenica 31 Agosto, causa le previsioni meteo che prevedevano cattivo tempo e temporali, ho deciso di uscire ugualmente, ma scegliendo un percorso senza pericoli, nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. L'escursione inizia da Vado di Focina (1383 mt), proseguendo per il Malepasso (1515 mt) e per Monte Meta (1784 m). Il territorio interessato è compreso fra le province di Pescara e L'Aquila. Il Voltigno, con l'immensa piana, ha vari inghiottitoi di formazione carsica. Importante la fauna, i panorami e la flora che è molto rigogliosa. Mi ha stupito vedere il croco selvatico, con il colore dei petali viola, noto anche con il nome di zafferano maggiore o falso zafferano, per la somiglianza con il Crocus Sativus, dai cui filamenti vermigli, si ricava la nota spezia giallastra. Uno dei significati attribuiti al croco è quello della passione e dell'amore sensuale ma, questo fiore, svetta ed abbellisce il manto nevoso quando è sicuro che ormai non nevicherà più. Invece, ha un'altra fioritura, a fine estate. o ha percepito che in questi giorni nevicherà? Poi, una rarità, il mirtillo rosso.


Parcheggiata la vettura al Vado di Focina, il sentiero inizia immediatamente sulla destra, visibile, il primo tratto abbastanza ripido ma è breve. Il percorso è un continuo saliscendi in una bellissima e curata faggeta, purtroppo parzialmente segnato. Si giunge così ad un terrazzo, (1515m), il Malepasso, dove bisogna fermarsi e fotografare una delle più belle viste del Gran Sasso. Si vede il Monte Bolza, caratteristico con la sua cima a forma di cappello di alpino e un po' più lontano..., il Cefalone, il Gran Sasso con le tre vette(orientale - centrale - occidentale), quindi Vado di Corno dove inizia il sentiero del centenario con il Brancastello - le Torri di Casanova - l'Infornace - il Monte Prena - Vado di Ferrucio e dirimpetto al terrazzo, quasi da poterlo toccare, il Camicia. Sono vette che vanno dai 2500 ai 2900 metri. Poi, la piana di Campo Imperatore, il piccolo Tibet d'Abruzzo. La vista spazia all'infinito e dopo aver scattate tante foto, si prosegue il cammino verso il Rifugio Ricotta, (1517 m),che si affaccia sulla piana di Campo Imperatore.


Tornando indietro, ad un bivio a 1515m, si prende una carrareccia visibile a destra, che porta alla Vallestrina, dominata e protetta dal roccioso Monte Meta (1784m). Purtroppo, non c'è sentiero per raggiungere la vetta e la salita è ripida, rocciosa e faticosa. L'erba è molto alta ed i ginepri non ti fanno calpestare il terreno. Per agevolare questa situazione, è più facile superare qualche breve passaggio di 1 grado, su roccia stabile. Insomma si arriva alla sella (1700m). Ora c'è da fare l'ultimo ripido tratto, ma i tuoni mi hanno fatto riflettere. Sono solo e sicuramente la discesa alla piana del Voltigno non sarà semplice, specialmente se non segnata. Infatti, bisogna addentrarsi in un fitto bosco e si procede per intuizione. Non si intravvedono tracce, no ometti, né bandierine ma, all'improvviso., su un tronco di un faggio. vedo un nastro di  plastica che sventola.Con attenzione, su questa infida discesa, si vedono altri nastri che fanno raggiungere una radura. Da qui non ci sono più segnali. Lo sconosciuto che con tanto altruismo ha segnato il sentiero, avrà terminato il nastro?


Si seguita a scendere, camminando un po' a destra e un po' a sinistra ma la piana, ormai, si intravvede in mezzo ai rami. Si arriva ad un faggio dove c'è una freccia e una scritta . MTB.Giusto riposo dopo 4 ore di cammino ed inizia la pioggia. Sensazione unica, il rumore "schioppettante" sulle foglie e rami secchi, il profumo del terreno bagnato, un silenzio, una pace, quasi vien voglia di dormire. Però, c'è ancora un'ora di cammino per arrivare alla vettura. Si raggiunge il Lago Sfondo, dove si dissetano le vacche e le poche pecore, perché c'è sempre l'acqua, al contrario dei tanti inghiottitoi e laghetti carsici asciutti. La tradizione paesana fantastica che questo lago non abbia fondo. da ciò il suo nome. Proseguo su una carrareccia e ormai si vede l'uscita.Non è semplice raggiungere il Monte Meta, né da NORD, piana del Voltigno, per la fitta faggeta , né da SUD, da Campo Imperatore, perché ripido e roccioso. Anche se non segnato, dal Malepasso, OVEST, invece di scendere verso il Rifugio Ricotta, conviene guadagnare la cresta che si vede ad occhio, senza difficoltà. Poi, percorrendola tutta, è molto panoramica, con lo sguardo ai due versanti,sulla Vallestrina e sulla Piana del Voltigno,si arriva alla sella e quindi la vetta. Il ritorno per lo stesso itinerario.

Difficoltà: EE con brevi passaggi di 1 grado
Dislivello +/- 600 mt
Durata complessiva 6 ore
Segnavia: parzialmente segnato (bianco-rosso)

Scritto da: Luciano Pellegrini
Le foto sono al Link: MonteMeta


22 agosto 2014

Chieti - I COMMERCIANTI DI SERIE B


Non potevano mancare le lamentele per l’evento del “Chietinstrada Buskers Festival”svoltosi a Chieti dal 14 al 16 agosto. Chi hanno reclamato? Tutti i commercianti del centro storico compreso fra il quartiere Trivigliano e Porta Pescara. Questi due quartieri si trovano alla fine del corso Marrucino, dove si è svolto l’evento. Quindi, in itinere. I commercianti di questo centro storico,molto frequentato dalla movida dei giovani, con caratteristici locali, pagano le tasse e vorrebbero avere le stesse occasioni, dignità e rispetto dei loro colleghi.Mi hanno sottolineato che hanno investito soldi per prenotare i tavoli e riempire il frigo di viveri. Invece, al contrario di quanto dichiarato in conferenza stampa dal Presidente dell’Associazione “Chietinstrada”, nonché Consigliere Comunale, Giovanni Di Paolo, che si augurava affinché i negozianti fossero pronti all’accoglienza delle migliaia di visitatori e dei gruppi sempre più numerosi di turisti provenenti dall’Europa, sono stati dimenticati. Le cifre delle presenze all’evento, che ha avuto inizio nel 2006 con 25mila persone, con una crescita vertiginosa sino a toccare 170mila persone nel 2011, ha avuto successivamente un calo nel 2013 a 100mila persone.

Quest’anno, nessuno si è preso il grattacapo di dare “i numeri”… ma persone se ne sono viste poche, anche per ciò che si è offerto con i pochi soldi a disposizione. Funamboli, giocolieri e poca musica di qualità. Poi, c’è stato anche lo sbarramento al POZZO, piazza Valignani, dove si sta realizzando una fontana brutta e contestata dai cittadini. Fra alcuni mesi si voterà per l’elezione del sindaco e c’è da giurare che questa categoria di lavoratori, non dimenticherà questo ed altre ingiustizie subite.

Scritto da : Luciano Pellegrini  agnpell@libero.it

12 agosto 2014

Chieti - Il Riformista


Il riformista


L’italian Costituzione,
un model di perfezione,
che da tutti fu esaltata,
or dev’esser riformata.
E si cambiano le norme
col debito ognor più enorme.
Va il Governo al voto sotto,

Renzi esclama: “Me ne fotto”,
ed aggiunge, poi, di botto:
“Resto qui fino al Diciotto,
mentre intanto giro il mondo
con il volto mio…giocondo”.

Tra corrotti e corruzioni
torna in campo Berlusconi,
che ai  “servizi” già associato,
vuole essere consultato,
per poter rivendicare,
d’esser buono a governare.

Non si parla di lavoro,
ogni posto è a peso d’oro,
in un mondo di evasori,
con le tasse son dolori,
così chi cent’euro incassa,
la metà paga di tassa.

I consumi sono in calo
e nessun si dà allo scialo,
pur poco chiaro è una cosa:
ci son poveri ormai a iosa,
ma quello che  più rincresce,
che di ricchi il gruppo cresce.

Nell’Italia ormai si sa
che qualcosa più non va!
Le Banche per loschi fini
sono piene di quattrini.
Han passato ogni misura,
Danno soldi solo a usura,
ed il popolo italiano,
stenderà tra un po’ la mano,
e così tira a campà
come fanno i “vu cumprà”. (m.d.)

 
Mario D’Alessandro, giornalista e poeta dialettale, in odor di vacanze del Governo, ha voluto regalarci qualche” versaccio” sulla nostra situazione del bel paese.  Agosto 2014

11 agosto 2014

Chieti - FINALMENTE L'ACQUA

 Dopo otto anni, l’acqua finalmente scorre. Ai contadini di Piazza Malta, a Chieti,area assegnata giornalmente al mercato ortofruttifero, par non vero! Hanno aperto il rubinetto, increduli, ma l’acqua esce ed è fresca. Ora, con il caldo terribile, per loro che iniziano a lavorare alle cinque del mattino sino a mezzogiorno, hanno la gioia di rinfrescare il viso, lavarsi le mani, bere, inumidire gli ortaggi. Perché per un lavoro di pochi euro si è voluto penalizzare questa categoria di lavoratori, la maggior parte anziana, senza risolvere il problema per tanti anni?


 La risposta che l’amministrazione mi ha dato è “la burocrazia”! Non ho meriti, ho solo fatto il mio dovere di cittadino, criticare, scrivere, informare, suggerire soluzioni. Ora i contadini ringraziano il sindaco, Umberto di Primio, che mi aveva assicurato che a breve l’acqua, almeno da un rubinetto, sarebbe sgorgata.

La notizia non l’ho resa pubblica,ho voluto prendermi tempo, per non fare la brutta figura come per la statua di Giovanni Chiarini, depositata nella polvere in una stanza buia e che da tanti anni, a parole, dovrebbe trovar miglior dignità. Sta ancora lì… ad aspettare! Però contentiamoci, fra le urgenze, l’acqua indubbiamente è al primo posto!




Luciano Pellegrini  agnpell@libero.it

06 agosto 2014

Chieti - La mela fa bene al sesso


La mela è il frutto del peccato? Si, questa convinzione trova oggi un supporto scientifico. Le mele, tra le varie proprietà che hanno, aiutano anche sul piano sessuale. Il dottor Tommaso Cai,ha recentemente pubblicato su una prestigiosa rivista medica internazionale «Archives of Gynecology and Obstetrics» i risultati di un studio condotto su 738 giovani donne, abitanti nin Italia, che dimostra come l'utilizzo di mele è correlato con una migliore sessualità. Dopo il via libera al vino e alla cioccolata, dunque, promosse a pieni voti anche le mele, di qualunque provenienza purché con la buccia. Lo studio basa i suoi presupposti sul fatto che nella mela è contenuta un'importante sostanza ad azione fitoestrogenica, la florizina. Infatti, questa sostanza ha proprietà benefiche sull'organismo femminile, non solo perché rappresenta anche un potente antiossidante, ma soprattutto perché può simulare gli effetti benefici degli estrogeni. L'effetto benefico sulla sessualità femminile delle mele è dimostrato da un più alto punteggio che le giovani donne che mangiano più mele raggiungono ad un questionario internazionalmente riconosciuto (il Female Sexual Function Index) sulla sessualità. Infatti, queste donne riportano una «soddisfazione sessuale». In conclusione l'uso quotidiano della mela è associato a migliori risultati nel test in pazienti di sesso femminile sessualmente attive con un aumento sia della lubrificazione che della funzione sessuale in generale. Sebbene questi risultati debbano essere interpretati con una certa cautela, dovuta alla piccola dimensione del campione dei pazienti, si può dire al momento che l'assunzione di una mela al giorno potrebbe migliorare la qualità della vita sessuale in giovani donne sessualmente attive.

nonnoenio

04 agosto 2014

Chieti - Chi ha paura di cambiare ?


La marcia sul Quirinale dei parlamentari e gli 8.000 emendamenti presentati in aula per affossare la riforma del Senato, sono l'emblema di un Paese, abbarbicato nella difesa dei privilegi di pochi a scapito dei più, nel timore di una cosa soltanto: il cambiamento. È questo il male profondo che affligge l'Italia oggi: la paura di cambiare. Piuttosto si preferisce la paralisi. L'incancrenirsi dei problemi. O addirittura, come nel caso di Alitalia, il fallimento della trattativa, cullando il retropensiero che poi sia lo Stato ancora una volta a metter mano al portafogli. Da oltre 30 anni, si discute del superamento del bicameralismo paritario. Fin dai tempi della Costituente ci si interrogò se aveva senso prevedere due assemblee parlamentari per fare la stessa cosa, con l'unico risultato di rallentare i lavori e rimandare le decisioni. Da decenni tutti, politici in testa, ripetono che la presenza di due camere uguali che si rimpallano l'un l'altra i testi legislativi, costituisce una delle cause principali per cui non si fanno le riforme: si parla, si parla e non si arriva mai al dunque. Ora che, finalmente, si prova a modificare un meccanismo bloccato, a dare centralità ad una camera elettiva, eliminando l'elezione diretta di un inutile doppione istituzionale, ecco che si scatena il finimondo. Ma da parte di chi? Dei diretti interessati, i senatori. Dietro il caos parlamentare delle ultime settimane, le ridicole quotidiane grida al «golpe» da parte di chi, come Grillo, la democrazia non l'applica nemmeno al suo movimento intruppato dentro un autoritarismo militare, c'è solo una ragione: la paura di perdere potere, o di dover cedere la poltrona. Sono 315 i senatori che non avrebbero più carica elettiva. Ma soprattutto attorno a loro gravitano centinaia e centinaia di interessati agitatori di presunto golpismo. Solo gli addetti al Senato (uscieri, stenografi, funzionari, ecc.) sono quasi mille, e tutti con stipendi da favola. La prospettiva di una camera ridotta nelle funzioni, sta dando loro la testa. Si difendono le lungaggini dei politicanti di Roma, più o meno ladrona. Si inventano colpi di stato, e presunti attacchi piduisti alla democrazia. L'importante è non cambiare. Fino allo sprofondamento finale. Ma allora sarà troppo tardi. Anche per cambiare.

nonnoenio


31 luglio 2014

Chieti - Altri casini alla D'Annunzio


Da noi c'è un detto : " Mo’ te vu sta' da lu ride" (adesso non ti puoi esimere dal ridere). La Corte dei Conti ha scoperto, tramite suoi ispettori, che all'università D'Annunzio, 300 dipendenti hanno percepito dal 2001 ad oggi, indennità salariali non dovute e se ne chiede loro la restituzione. Quattordici milioni sottratti e non bruscolini signori, di IMA (indennità mensile di ateneo). Già da tempo questo salario ACCESSORIO era nell'occhio del ciclone, prova ne è che questi signori temendo la restituzione e sentendosi bruciare l’erba sotto il culo,  hanno fatto una manifestazione farsa, a inizio anno, indossando delle T-Shirt con le scritte: "Giù le mani dall'IMA”. Ma gli ispettori del ministero dell'Economia non si sono lasciati impressionare da queste cialtronerie, hanno motivato la loro azione in 130 pagine di relazione dettagliata. Il direttore generale adesso in attesa che si chiarisca la faccenda, ha bloccato da questo mese, l'erogazione del salario aggiuntivo in questione. Adesso vedremo se le regole dello stato verranno eseguite e il direttore generale le farà rispettare. Questa comunque non è la sola rogna di questa Università, che viene accusata dai media, di “ingressi” facilitati,  per avere, pare, sempre pieno il “carnè” di nuovi studenti iscritti ogni anno. Ma questa è un’altra brutta storia….

nonnoenio