Milano, Corso Buenos Aires, una tra le vie più frequentate dello shopping milanese, nonostante sia un lungo rettilineo di negozi, senza soluzione di continuità, ha scoperto di avere delle "curve pericolose". Sono quelle di Belen Rodriguez che, in mutandine e reggiseno, campeggia ammiccante su due maxi-cartelloni pubblicitari all' angolo con via Palazzi. Ci rimarrà fino a lunedì, perchè le immagini della soubrette argentina saranno sostituite con quelle, molto probabilmente più caste, della pubblicità di un profumo. Risultato delle mobilitazione di un comitato di cittadini che nei giorni scorsi ha inviato una lettera al comandante degli agenti della Polizia locale di Zona 3 di Milano, Damiano Zampinetti, lamentando alcuni una presunta indecenza dei maxi-cartello, altri un possibile pericolo per la sicurezza stradale dal momento che parecchi automobilisti correvano il rischio di essere distratti dall'avvenenza della showgirl, causando quindi incidenti. Dopo un sopralluogo, gli agenti hanno informato gli uffici Pubblicità del Comune in relazione a una possibile violazione dell'articolo 23 del Codice della Strada. È quello che fa riferimento a cartelli che "possono ingenerare confusione con la segnaletica stradale, ovvero possono renderne difficile la comprensione o ridurne la visibilità o l'efficacia, ovvero arrecare disturbo visivo agli utenti della strada o distrarne l'attenzione con conseguente pericolo per la sicurezza della circolazione".
14 dicembre 2014
10 dicembre 2014
Chieti - Spesa low, low-cost
C’entra forse la crisi con cui tutti noi facciamo i conti o c’entra un cambiamento di mentalità che riguarda il nostro mondo contemporaneo di vivere perchè anche nello shopping di Natale si cerca la qualità low-cost. Quindi le previsioni su un Natale al ribasso, per consumi e regali, sono lì a testimoniare che non si spende come prima, ma è solo un’occasione importante per ribadire una tendenza e le aziende dovranno in futuro tenerne conto e correre in qualche modo ai ripari. Se per la moda il fashion democratico ormai come concetto e abitudine ci appartiene, così come il design; quello che oggi si fa largo è il cibo di alta qualità ma a prezzi bassi. Quindi Low Cost/High Value è la nuova tendenza globale nelle famiglie italiane.
@nonnoenio
06 dicembre 2014
Chieti - Eternit... pericolo!!!!
In via monsignor Rocco Cocchia a Chieti, il prosieguo di via Don Minzoni, a pochi metri prima di immettersi in Via Gran Sasso, sulla destra, c’è un deposito di eternit, come ben evidenziato con fogli stampati. Già questa segnalazione è stata fatta in data 19 novembre da un giornale Web, ma ad oggi niente è stato risolto. Ho parlato personalmente con il sindaco Umberto di Primio, massimo responsabile della salute dei cittadini, che si è immediatamente attivato per la segnalazione alla ASL, (Ente territoriale preposto alla sanità pubblica), ma nessuna azione avuto luogo. L’argomento eternit è da giorni illustrato a livello nazionale in riferimento alla sentenza di assoluzione dei dirigenti dell'ex stabilimento a Casale Monferrato AL, nel processo Eternit per le morti di tumore. A Chieti, una o più persone coscienti, hanno depositato l’eternit nell’area descritta. Queste persone sono a conoscenza della normativa D. Lgs 81/08 che prevede le misure necessarie per garantire la sicurezza e la salute delle persone e per la protezione dell’ambiente esterno …“il materiale di risulta contenente amianto, deve essere bagnato, deve essere coperto e confinato con teli di materiale plastico, deve essere recintato e segnalato “… Quindi tutto a posto…, ma la rimozione? Questa deve essere affidata ad una ditta autorizzata. C’è da notare che nelle vicinanze di questo deposito, gravitano una scuola elementare, un asilo, una scuola media e tante abitazioni. Sembra che è stato individuato la responsabilità di questa situazione e pur volendo comprendere un tempo tecnico, la burocrazia, c’è la possibilità di prevedere il caso di urgenza, sempre facente riferimento alla suddetta legge. Quindi, perché non ancora si procede a sanare l’ambiente?
@Luciano Pellegrini
04 dicembre 2014
Chieti - Udienza speciale del papa Francesco a tutta la FAMIGLIA PAOLINA
Udienza speciale il 27 novembre2014 alle ore 12, del papa Francesco a tutta la FAMIGLIA PAOLINA, in occasione del centenario della loro Fondazione, presso l’aula Paolo VI, in piazza del Sant’Uffizio, a Roma. Anch’io ho partecipato per motivi di parentela…, essendo mia figlia giornalista presso le Edizioni Paoline, a Milano. Don Giacomo Alberione, oggi beato, il 20 agosto del 1914, fonda la Società San Paolo ad Alba (Cuneo). Ebbe così origine, una congregazione di sacerdoti, che si impegnano nella diffusione del messaggio cristiano, utilizzando i mezzi che la tecnologia mette a disposizione dell'uomo di oggi per comunicare. Scrivere, stampare e diffondere, perché accanto alla predicazione orale del prete in parrocchia si colloca la predicazione scritta della buona stampa. I Paolini, i componenti della Società San Paolo, fondarono una casa editrice (l'attuale Edizioni San Paolo). Per ordinare la prima rotativa, andarono a Berlino e le prime mille copie di Famiglia Cristiana vennero stampate ad Alba, nella notte di Natale del 1931. La copertina è un’immagine natalizia. Questa rotativa oggi è a Milano, in Via Giotto 36, presso la PERIODICI SAN PAOLO S.r.l. Nell’attesa dell’ingresso del papa,c’è stata animazione da parte di gruppi di paolini, che si sono esibiti con canzoni, balli, letture, tutti ad alto livello...
...Alle ore 12, puntualissimo, il papa fa ingresso nell’aula Paolo VI, accolto da una ovazione di folla. Come sua abitudine ha risposto, benedetto, sorriso, sino al raggiungimento del palco. La giornata del centenario Paolino si è conclusa con la messa celebrata dal cardinale Segretario di Stato Vaticano il cardinale Pietro Parolin, nella chiesa parrocchiale di Santa Maria Regina degli Apostoli, sopra la tomba del fondatore, il beato Don Giacomo Alberione.
Scritto da: Luciano Pellegrini
Le foto al Link: Papa
26 novembre 2014
Chieti - Canone Rai + bolletta luce, scatta di un anno
Canone Rai, è dietrofront: la riforma slitta di un anno. Dalle dichiarazioni mattutine del sottosegretario allo Sviluppo economico Antonello Giacomelli, che annuncia il canone Rai nella bolletta elettrica a partire «dal gennaio 2015», alla smentita serale di Palazzo Chigi, passa quasi un’intera giornata: ore e ore in cui le polemiche montano, trasformando l’ipotesi nel rischio di un pericoloso boomerang. Sono passate le 18 quando fonti vicine al governo mettono fine alla ridda di voci: «Appare improbabile che l’ipotesi possa maturare entro questa legge di stabilità, visti i tempi tecnici troppo stretti», tuttavia è «importante e strategica la riflessione in atto per ridurre e semplificare il canone Rai». Dunque, tutto rimandato: la materia potrebbe essere oggetto di un decreto ad hoc, forse all’inizio del prossimo anno. Non c’è neppure, del resto, il via libera dell’Autorithy per l’energia, che già in passato ha espresso forti dubbi: «Operazione impropria e “difficile”», anche perché l’iniziativa «aumenterebbe la bolletta del 20%» ha detto appena due giorni fa il presidente Guido Bortoni, spiegando peraltro di non avere ricevuto alcuna convocazione dal governo.
13 novembre 2014
Chieti - È morto il soldato Tomas Young
È morto a 34 anni Tomas Young, un soldato che ha dedicato gli ultimi anni della propria vita a spargere messaggi di pace, per la pace nel mondo. La sua storia ha commosso l'america: due giorni dopo l'11 settembre, convinto dalle parole alla nazione di George W. Bush, si arruola nell'esercito. Nel 2004 viene inviato in Iraq e pochi giorni dopo il suo arrivo, mentre è disarmato su un camion, subisce l'assalto da parte di un gruppo di ribelli. Una pallottola lo colpisce alla spina dorsale e Tomas resta paralizzato dal torace in giù. Torna a Kansas City e inizia la sua attività per la pace. La sua storia ha ispirato anche un film documentario, Body of War.
11 novembre 2014
Chieti - Traffico bloccato
Un altro mezzogiorno di fuoco! Ore 12 di Giovedì 6 novembre, Via Arniense a Chieti. Traffico bloccato, autisti spazientiti, clacson impazziti. Una vettura da città… si fa per dire… Un fuoristrada SUV PICK UP della Mitsubishi, lunga appena… 4 metri , parcheggiata in via Arniense, quasi all’altezza dell’ex pescheria, che ha bloccato il traffico. Alcuni cittadini hanno giustificato il proprietario che ha parcheggiato in quel modo, perché non ci ha fatto caso! Come si può pensare di usare un “quasi camion” e parcheggiarla nel centro storico di una piccola città, dove non ci sono parcheggi e con piccole strade a senso unico? Infatti, il centro storico si è bloccato, ma grazie ai vigili, il traffico è stato fatto deviare su Via Toppi. Non finisce qui… Ore 12.30… ci risiamo! Nuovamente il traffico si blocca allo stesso punto. Infatti, una vettura ha preso il posto del Suv, vettura più piccola, ma ugualmente ingombrante. Dopo circa un quarto d’ora arriva il proprietario, meravigliato! Sembrerebbe, come hanno detto i presenti, che era un ex componente della giunta provinciale…, un ex assessore, ma non c’è la sicurezza. Quindi… meglio farsi i fatti propri e cancellare il numero di targa! Un suggerimento al sindaco per risolvere definitivamente il ripetersi del traffico bloccato sempre in questo tratto di strada. Togliere il parcheggio, “già sento le mie orecchie fischiare”, ma è l’unica soluzione.
Scritto da: Luciano Pellegrini
Le foto sono al link: Traffico Bloccato
08 novembre 2014
Chieti - I DOLCI DEI MORTI
Il laboratorio “Dolci dei Morti” di Chieti, è una rievocazione che il Laboratorio Tradizioni d’Abruzzo “Lu Ramajette”, (è un mazzolino di fiori di campo che viene regalato ad una persona, alla quale si vuole particolarmente bene e proporgli di diventare “compare” oppure “commare”), in collaborazione con il CATA, Centro Antropologico Territorio Abruzzo per il Turismo, dell'Università d'Annunzio, guidato dal professor Francesco Stoppa, con la compagnia del Crocifisso, hanno proposto alle persone.Venerdì 31 ottobre,alle ore 19, presso la sede de “Lu Ramajette”, a Chieti, si è svolto il Laboratorio che è stata anche una un'occasione per parlare di questa festa nella versione tradizionale e non consumistica di Halloween.Un’iscritta all’Associazione “Lu Ramajette”, ha iniziato la lezione per insegnare a fare i “Dolci dei Morti”, un cibo devozionale della festività di Ognissanti.Alcuni volontari hanno indossato la” parannanza”, (grembiule da cucina) e con il mattarello, hanno iniziato a preparare i “dolci dei morti”, poi infornati.Preparare questi dolci che contengono ingredienti semplici, come farina, uova, zucchero, mandorle, lievito è un’usanza diffusa in molte località della penisola.I dolci dei morti più popolari sono, le fave dei morti, le ossa dei morti e la pizza di magro.Le "fave dei morti", di forma ovoidale e schiacciata, cosparsi di zucchero a velo, hanno l'aspetto di un amaretto, ma presentano una consistenza maggiore.Le fave, come descrivono le tradizioni, sono un espediente per mettere in diretto contatto il mondo dei morti e quello dei vivi, sono considerate anche un rifugio delle anime dei morti.Ciò è spiegabile dal colore del fiore di questa pianta, bianco con macchie di nero, colore assai raro tra i vegetali.
Le "ossa di morto" sono biscotti di consistenza dura, realizzati sempre con gli stessi ingredienti. Hanno la forma allungata che assomiglia al dito di una persona.La "pizza di magro" realizzata con la farina lievitata e impastata con peperoni arrosto ed alici sotto sale.Mentre questi dolci dei morti cuocevano nel forno, il professor Francesco Stoppa ha fornito notizie su questa ricorrenza. Si racconta che le anime dei cari estinti si ripresentassero nelle loro case, alle prime ore del primo novembre, abbandonando temporaneamente l'oltretomba. Per offrire loro ristoro e per rendere omaggio durante queste visite, i parenti apparecchiavano la tavola dei morti con pasta all’uovo – coscia di pollo – zucca – vino e gassosa. E’ come se i defunti dovessero accomodarsi in compagnia dei loro parenti ancora in vita. Infatti, gli anziani, si svegliavano nelle prime ore della notte e consumavano questo cibo.Questa riflessione serve per recuperare gli usi e costumi.Un riferimento alla festa di Halloween, (tradotto significa la notte prima di Ognissanti), è doveroso. È una festività anglosassone ora diffusa in tutto il mondo. Questa festa si celebra la notte del 31 ottobre, ma ormai ha assunto un carattere consumistico, con un oscuramento progressivo dei significati originari. Caratteristica della festa è la simbologia legata al mondo della morte e dell’occulto. E’ tradizione scavare e intagliare le zucche e porvi poi una candela all'interno per utilizzarle come lanterne, così si ricordano le anime trattenute nel Purgatorio.In Abruzzo, la vigilia di Ognissanti, è legata alla tradizione della settimana di devozioni e riti collegati al culto dei morti. La zucca tradizionale, molto dura, (checocce priatorije), facile da intagliare, serve per realizzare il simbolo di questa festa.In questo giorno i bambini, vestiti con mantello, cappello e canini da vampiro, girano di casa in casa recitando la formula ricattatoria del…” dolcetto o scherzetto”?... chiedendo dolciumi o caramelle o qualche spicciolo.La parola "scherzetto”, in'inglese "trick", è una specie di minaccia al padrone di casa che potrebbe avere danni anche alla sua proprietà se non viene dato alcun dolcetto ("treat"). "Trick or treat" (dolcetto o scherzetto) in realtà significa anche "sacrificio o maledizione".Intanto, iniziate le prime “sfornature”, un profumo invade il locale e i presenti iniziano a mangiare le ossa e le fave. Per questi biscotti asciutti e duri, è obbligatorio bere un buon vino rosso Montepulciano.La pizza di magro, invece, verrà tagliata durante il percorso notturno del primo novembre, ”L’alme de le Murte”.Per tornare fra i vivi, i soci del “Lu Ramajette”, hanno offerto le linguine ai frutti di mare, ottima la cottura, conditi con sugo e pesce e guarniti con arte.La bontà di queste linguine è stato dimostrato dall’improvviso silenzio che si è instaurato appena abbiamo ricevuto i piatti e si notava con quanta cura e impegno si avvolgevano nella forchetta.Non potevano mancare le cantate, selezionate da un repertorio non facile, di coro polivocale.Nel coro polivocale domina una voce solista con tonalità molto alta. L’accompagnamento viene fatto dai presenti ed anche se non si conoscono le parole, ognuno entra come vuole, l’importante è produrre un unico accordo che se riesce, sembra un coro di professionisti.Erano canti che venivano eseguiti nella campagna, durante le varie raccolte e servivano anche come collegamento con gli altri gruppi di lavoratori.Purtroppo l‘assenza dei giovani è preoccupante. Fare i paragoni con altre nazioni, rattrista, quindi bisogna pensare come farli partecipare a queste tradizioni.
Scritto da: Luciano Pellegrini
Le foto le trovate al link: Dolci
Etichette:
abruzzo,
avvenimenti,
buona cucina,
costume
29 ottobre 2014
Chieti - IL FASCINO DEI COLORI NEI BOSCHI AUTUNNALI
Le giornate si accorciano quotidianamente. E’ metà ottobre, aspettando la neve, decido con due amici un’escursione bella, panoramica, in mezzo ai boschi, con un dislivello di 600 m . Si parte da Fonte Tettone, località Majelletta, 1654 m e percorrendo un bellissimo sentiero a mezza costa, si raggiunge lo Stazzo di Caramanico, 1747m, con il rifugio CAI Marcello Di Marco, per arrivare all’Eremo/Grotta di San Giovanni,1.227 m. Dallo Stazzo di Caramanico inizia una carrareccia che raggiunge Decontra, una frazione di Caramanico Terme PE, distante 9 chilometri. Camminare sulla carrareccia che attraversa una fitta e lunga faggeta è piacevole. Il fruscio ritmico delle foglie secche sotto le scarpe regala una rilassante emozione. Ogni tanto, un mucchio di foglie, accumulate dal vento, è come se ostacolasse il cammino, ma la gamba si fa spazio e rimuove queste foglie che cambiano posizione. L’ampio panorama ti obbliga a fermarti e osservare a sud/ovest, la valle dell’Orfento,con il visibile sentiero della Rava dell’Avellana che arriva al Ponte della Pietra, a nord il vallone di Santo Spirito con l’eremo e ad est il mare. Il Blockhaus, con i suoi 2142 m , ci protegge e si gode dall’alto questo panorama! Lo sguardo non può tralasciare lo scenario delle foglie dei faggi che assumono vari colori, con diverse tonalità.Un esploso meraviglioso di colori cromatici INDIMENTICABILI, che vanno dal marrone bruciato, al giallo, al verde, al ruggine, in conseguenza dell’altezza. A quota 1530 m c’è l’indicazione per l’eremo/grotta di san Giovanni. Mi torna in mente che ho percorso questo sentiero tanti anni fa. In genere è più frequentato il sentiero più a valle.
L’inizio del sentiero è ben segnato, si cammina bene, ma all’improvviso… si presenta una scalinata ripida realizzata sulla roccia. Provo a scendere un paio di gradini e osservo che ci sono buone maniglie dove aggrapparsi, ma temo che gli amici avranno difficoltà. Cerco di convincerli, ma prendono una sensata decisione, quella di rinunciare. Sono convinto che questo sentiero non sia alla portata di tutti, specialmente se affrontato con scarpette non idonee e se piove è pericolosissimo. Avrei dovuto essere io a consigliare a tornare indietro. Ho fatto subito questa riflessione, il CAI, (Club Alpino Italiano) è obbligato a prevenire eventuali guai e deve mettere un avviso sulla palina, all’inizio del sentiero, che ci sono difficoltà sul percorso ed è consigliabile l’altro sentiero a pochi minuti, all’altezza della catena. Molte persone vogliono visitare l’eremo che ha molta storia e ascetismo e la facilità del percorso di avvicinamento, rende marginale la sicurezza della scarpa e una preparazione alla roccia. Ritornati sulla carrareccia, arrivati alla catena, c’è un’altra palina che indica il sentiero per l’eremo, che si percorre senza problemi, anche se c’è un passaggio aereo attorno ad uno spigolo esposto sulla valle dell’Orfento. L’Eremo/Grotta di San Giovanni è ricavato su una rientranza della parete a circa 10 metri da terra. Il silenzio, la misticità del luogo, stimolano la contemplazione e mi fanno riflettere su Pietro da Morrone, papa Celestino V, che rinunciò al papato dopo 5 mesi di pontificato, il 13 dicembre del 1294. Questo uomo, all’età di 26 anni, scelse la vita di eremita e iniziò a scoprire grotte dove rifugiarsi e pregare. La mia curiosità è capire come ha fatto a individuare queste grotte, eremi, qualcuno trasformato in monastero, nascosti nelle valli della Maiella e del Morrone. Nella Valle di Santo Spirito e dell’Orfento, abbastanza vicini in linea d’aria, esistono tre eremi dove Pietro da Morrone dimorò o ristrutturò:
Nel 1246 all’Eremo di Santo Spirito – Poi ristrutturò l’eremo di sant’Onofrio all’Orfento e dal 1284 al 1293 visse per quasi 9 anni, insieme a pochi discepoli, all’Eremo/Grotta di San Giovanni. In questo eremo/grotta è pericoloso entrarci, ragion per cui Pietro da Morrone vi adattò delle assi di legno per salire e scendere senza pericolo. Oggi non esiste più la passerella e per entrare alla grotta occorre fare molta attenzione. Saliti gli scalini, bisogna sdraiarsi a terra ed avanzare strisciando sulla pancia, facendosi forza con le mani. Ci si rende conto che il corpo non appoggia tutto sullo stretto passaggio esposto. Uscire è più difficoltoso. All’interno della grotta c’è un altare, alcune celle, dei ripostigli a muro e un ingegnoso collegamento di canaletti per recuperare l’acqua piovana. Vorremmo sostare ancora in questo posto, ma la via del ritorno è lunga. Per il panino scegliamo di fermarci a Fonte Centiata dove scorre un’acqua di sorgente che è la migliore della Maiella. Ci si affaccia sul vallone di Santo Spirito e di fronte, su un’alta parete rocciosa, si distingue l’Eremo di Santo Spirito. Ad occhio non si percepisce come si può raggiungere, ma ci si arriva con la macchina. Si riprende il sentiero per Fonte Tettone. Il sole scende, i colori sono caldi, le figure si allungano, troviamo su un prato un paio di funghi, mazze di tamburo ed un prataiolo, sono enormi ma, non li raccogliamo, rispettando il divieto che è valido nel parco. Quasi alla fine del sentiero, una visione che mi rallegra, perché erano anni che non vedevo un gregge di pecore. Tante pecore e capre controllate dai cani pastori abruzzesi. Non vedo il pastore che all’improvviso appare con... "due cose" che non distinguo, penzoloni dalle mani. Lo aspetto, gli chiedo il nome, Nikolai, è della Macedonia, ha trent’anni e poggia a terra due agnellini nati da un’ora. Si reggono a mala pena in piedi, arriva subito la madre ancora con la placenta attaccata e cerca di proteggerli. Il mondo animale è fantastico, impensabile fa riflettere. Chiedo a Nikolai come si svolge la sua giornata… “Mi alzo presto ed alle cinque inizio la mungitura di un centinaio di capre. Il gregge è formato da mille pecore e capre e dieci cani. Il latte munto viene prelevato dal proprietario che lo porta a valle. Lo stazzo sta dietro l’Albergo Mammarosa, a Fonte Tettone. Al tramonto torno e mi organizzo per la notte, dopo aver fatto da mangiare ai dieci cani. Fra alcuni giorni scendo al paese, Serramonacesca PE”. Immediatamente ricordo la poesia di Gabriele D’Annunzio, “I Pastori”. … Settembre, andiamo. E’ tempo di migrare. Ora in terra d’Abruzzi i miei pastori lascian gli stazzi e vanno verso il mare… Tutto questo mentre ammiro il tramonto ed il mare.
Scritto da : Luciano Pellegrini
Le foto sul link :Escursione
23 ottobre 2014
Chieti - Visita del Coro della città polaccca di Novy Tag
In occasione di una sua gita in Polonia, mentre partecipava
ad una escursione sui Monti Tatra, il mio amico Luciano Pellegrini, ha
conosciuto una guida alpina, Stanislao, di Novy Targ e durante la sua
permanenza nella città, il Coro "Echo Gorce". Li ha sentiti cantare e
gli è venuta l’idea di invitarli a Chieti, farli ospitare da un coro cittadino,
per poi ricambiare la visita in Polonia. La presidente del Coro "Echo
Gorce", è Boguslaw Matyasik, bravissima sarta che ha confezionato gli
abiti di tutti i coristi e Il maestro del coro è l’organista Piotr Augustyn, laureatosi
presso la Pontificia Accademia di Teologia di Cracovia. Il coro si è esibito in
numerosi concerti in tutta Europa. Ha ampliato il suo repertorio musicale e ha
partecipato per animare le funzioni religiose, specialmente quelle durante le
visite di Papa Giovanni Paolo II. L’impegno del coro è quello di coltivare le
tradizioni e spesso cantano in
dialetto, per tramandare questo linguaggio alle
generazioni future. Trovandosi il coro in visita in Italia, per una
serie di concerti, si è trovato a passare anche
in Abruzzo… ma adesso vi lascio alle parole di Luciano! " ...per
accelerare i tempi del loro arrivo a Chieti, sono andato ad incontrarli a
Manoppello (PE) ,dove hanno visitato il Santuario del Volto Santo e li ho guidati
qui da noi. Ho fatto parcheggiare l’autobus al terminal, e con la scala mobile
abbiamo raggiunto la cattedrale di San Giustino, che stava chiudendo perché era
mezzogiorno, ma il parroco, Don Nerio, ci ha fatto entrare. Il coro ha cantato
alcuni brani e dopo aver visitato la cripta, siamo andati al Corso Marrucino.
Fondamentale l’interprete, Eva. Arrivati
alla chiesa di San Domenico, il coro è entrato dentro per una preghiera e
constatato che c’era una ottima acustica, hanno cantato altri brani. Però l’orario
fissato alle ore 13 per l’incontro al teatro Marrucino, con il Coro della
Cintura, (teatino) della Chiesa di Sant’Agostino, era sopraggiunto. Il Maestro
del Coro della Cintura, Cristian Starinieri, assente per motivi di lavoro, è
stato dignitosamente sostituito dal presidente, Alessio Pellegrini. Dopo i convenevoli fra i due cori, per
conoscersi, ognuno ha cantato tre brani, molto applauditi dai presenti. Al
termine dell’incontro canoro, all’ingresso del teatro, il sindaco Umberto di
Primio, ha fatto gli onori di casa, regalando alcuni libri che illustrano la
città e la sua storia. Il coro Echo Gorce ha contraccambiato il regalo, con
libri di Novy Targ. Altri regali sono stati, un cappello tradizionale dei
montanari dei monti Tatra, che fa parte della divisa del coro, fatto al
presidente Alessio Pellegriniri,ed un cesto a me, che comprendeva alcune
prelibatezze della Polonia e della regione di Novy Targ. Una bottiglia di vodka
ZUBROWKA, con il caratteristico filo di erba, proveniente dalla” Foresta di Bialowieza”,
conosciuta per la presenza del Bisonte europeo, una forma di OSCYPEK, un
formaggio di pecora affumicato e delle caramelle di miele. Ormai il clima di
amicizia era realizzato e prima dei saluti finali, fuori il teatro, i due cori
diretti da Piotr, hanno cantato, Signore delle cime. Saluti finali e la
presidente del coro, Echo Gorce, ha
invitato il coro della Cintura in Polonia, riproponendo la mia idea e chissà se
verrà accettano… “
Le foto del Coro sono al link: EchoGorce
I video sui link:
https://www.youtube.com/watch?v=bGgvX-gTEok
https://www.youtube.com/watch?v=7ZwCzF7orCs
https://www.youtube.com/watch?v=7pyaqdKboKo
https://www.youtube.com/watch?v=8TSyn2LTE38
https://www.youtube.com/watch?v=S-Nl1fESZCg
https://www.youtube.com/watch?v=WBy1zruGekE
https://www.youtube.com/watch?v=LVuXZPm4p-g
https://www.youtube.com/watch?v=b98WybgAwWE
http://youtu.be/0ScWwt66iUU
https://www.youtube.com/watch?v=rQQWy5GCb3k
http://youtu.be/qrOuMHb7jEc
https://www.youtube.com/watch?v=bGgvX-gTEok
https://www.youtube.com/watch?v=7ZwCzF7orCs
https://www.youtube.com/watch?v=7pyaqdKboKo
https://www.youtube.com/watch?v=8TSyn2LTE38
https://www.youtube.com/watch?v=S-Nl1fESZCg
https://www.youtube.com/watch?v=WBy1zruGekE
https://www.youtube.com/watch?v=LVuXZPm4p-g
https://www.youtube.com/watch?v=b98WybgAwWE
http://youtu.be/0ScWwt66iUU
https://www.youtube.com/watch?v=rQQWy5GCb3k
http://youtu.be/qrOuMHb7jEc
Iscriviti a:
Post (Atom)








