24 novembre 2022

1953 la prima elementare


 

Il primo ottobre del 1953, alla scuola della Madonna degli Angeli è suonata la campanella del mio primo giorno di scuola. Quell'anno io frequentai la prima elementare. Il mio primo giorno di scuola è indelebile nella mia mente, tra i ricordi che ho dell'infanzia è quello che mi fa più tenerezza. Quel giorno avevo paura e un misto di agitazione, curiosità e tristezza. Ricordo tutti i preparativi; ero vestito con un grembiule fino al ginocchio di colore nero e un fiocco blu sopra un gran colletto bianco e in mano una cartella marrone che odorava di cuoio e cartone. Ero così contento di imparare a leggere che credevo, dentro di me, che in un giorno, il primo, per magia avrei imparato a capire quegli elementari scarabocchi che tutti leggevano. La maestra appena entrati in classe, senza neppure fare l'appello ci disse di fare un bel disegno libero. Un disegno libero cosa vuol dire? Libero? Forse la maestra voleva un disegno che sapesse volare, oddio io non lo so fare, oppure un disegno senza catene... ma come si fa? Non so farlo neanche con le catene, figuriamoci senza. Guardo i miei compagni di scuola, di cui non ricordo più i nomi, ma che fanno? Un fiore? un cane? Un gatto? Ora ho capito! E' un disegno a scelta... l'emozione era tanta da non capire quello che la maestra diceva. Finalmente ora potevo disegnare e mi ricordo il mio primo disegno, un pupazzo stilizzato con i capelli rossi e un bel grembiule nero, era proprio il mio compagno di banco. Deluso, al trillo della campanella uscii dall'aula, una corsa fino da mia madre che mi aspettava sul portone della scuola e un urlo di liberazione per dirle: "Mamma guarda che non mi hanno insegnato a leggere"..." Ricordo lei che con un sorriso mi rispose: "Stai tranquillo figliolo, vedrai che nei prossimi giorni lo faranno". Restai da ottobre alla fine di marzo a casa della zia Anna alla Madonna degli Angeli, ritornando a casa solo la domenica, perchè la strada per arrivare a scuola, dalla Madonna della Vittoria, era tanta e mia madre non poteva accompagnarmi tutti i giorni. Tutto questo succedeva tanti anni fa quando la scuola iniziava ogni anno il primo ottobre, e per tutti era una certezza, adesso ogni anno la data è diversa, forse perché viviamo in un mondo troppo volubile e quindi anche la scuola si è adeguata.

2 commenti:

  1. Allora era bello andare a scuola, oggi invece un po’ meno: pigiama party alla scuola materna, tre lingue in prima elementare, corsi di arti circensi, musica, gare di sci, la media del nove. Ai bambini, oggi, viene chiesto di essere sempre più intelligenti, dotati, abili e capaci. Troppo desiderare, troppo avere, troppo sapere, troppe soglie buie varcate in anticipo, con corpo fragile, senza corazza e senza la spada giusta. E' più facile vantarsi della luce dell'intelligenza del proprio figlio piuttosto che della zona d'ombra dove si muove la consapevolezza. E così i bambini oggigiorno si trovano prima o poi ad imbattersi nell'indifferenza, nella delusione e nel fallimento senza strumenti per poterli affrontare.

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  2. NOI nella periferia romana invece, grembiule blu e fiocco bianco. il nero credo si indossasse solo in quinta epoi il nero nnda a capitale ricordava troppo i freddi inverni passati

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