24 aprile 2014

Chieti - Sic transit gloria mundi


Quel volto sorridente con nella mano destra un libro dal titolo «Le grandi riforme» rappresenta, del tutto involontariamente, il detto latino «Sic transit gloria mundi» ora che dovrà andare (almeno qualche ora) al centro per anziani e disabili vicino casa per espiare una condanna per frode fiscale. E quel volto sorridente di  Silvio Berlusconi, scolpito nel marmo, è l'archetipo di una politica che sembra essere finita se non altro perché l'anagrafe anche per il Cav (ex Cav) è implacabile. Tuttavia, quell'enorme scultura realizzata diversi anni fa con un masso di roccia a forma di cima proveniente dalla cava dell'altopiano di Asiago, ora giace in un anonimo piazzale della Bassa Valsugana, ai bordi della Statale 47. Un destino ben diverso da quello che si proponevano gli ideatori della mega statua: artigiani, imprenditori della Valsugana ma anche di Belluno e Vicenza. Cinquanta quintali di marmo come le migliori statue dei Ciaucescu e dei Bresnev, figli di un comunismo ormai defunto. Era il 2006 e quella statua realizzata dallo scultore Gianni Gnesotto «Geso da Campese» doveva finire all'interno della villa di Arcore vicino al mausoleo che entrerà in funzione alla dipartita di Silvio. Ma quell'effige di Silvio Berlusconi non è mai partita dalla Valsugana e l'investimento di 25 mila euro naufragato miseramente ai bordi di una strada di periferia.

nonnoenio


15 aprile 2014

Chieti . Tranquilli ci pensa Renzi


Il fardello del debito pubblico italiano si fa sempre più pesante. Tanto che a febbraio ha toccato un nuovo massimo storico, superando addirittura i 2.100 miliardi di euro. Per l'esattezza, il debito è arrivato ormai alla quota record di 2.107,2 miliardi di euro con un aumento di 17 miliardi e mezzo rispetto a gennaio. Le entrate, invece, hanno messo a segno solo un lieve incremento rispetto a un anno prima. La Banca d'Italia come ogni mese misura nel dettaglio, nel supplemento al Bollettino statistico, le principali voci del bilancio dello Stato. Per febbraio, scorporando il debito pubblico, i tecnici di Via Nazionale rilevano che l'incremento riflette per 10,7 miliardi il fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche e per 6,8 miliardi l'aumento delle disponibilità liquide del Tesoro (pari a fine febbraio a 64,8 miliardi, 49,6 a febbraio del 2013). L'emissione di titoli sopra la pari ha operato invece in senso opposto per 0,1 miliardi. Con riferimento poi alla ripartizione per sottosettori, il debito delle Amministrazioni centrali è aumentato di 19,0 miliardi, quello delle Amministrazioni locali è diminuito. Niente paura comunque ci pensa Renzi: basterà operare qualche ulteriore trattenuta sulle pensioni, sugli assegni d'invalidità e di accompagnamento, sulle tasse sui rifiuti e magari una piccola patrimoniale... Ci penserà lui sempre un modo elegante ed indolore a risollevare l'economia...

nonnoenio

10 aprile 2014

Chieti - Le incisioni rupestri a Civitaluparella (CH)

Il CAI – Club Alpino Italiano, di Lanciano, CH, domenica 6 Aprile, ha organizzato una bella escursione culturale, proponendo la visita alle incisioni rupestri di Civitalupaella CH. Civitaluparella è un comune della provincia di Chieti con 350 abitanti, ad un’altezza di 903 m sul livello del mare, situata in una zona spettacolare del Medio Sangro. La cittadina conserva i suoi tratti urbanistici originali, con vie anguste e antiche costruzioni in pietra locale. Il nome Civitaluparella deriva da due testimonianze. La prima è Civitas, appellativo usato in età medievale per le località in cui era esistito un nucleo abitativo romano, anche se di piccola entità, mentre la seconda testimonianza si ritiene essere Luparius (o Luparus), derivante dalla parola tardo-latina luparius, cioè “cacciatore di lupi”.


 Nel territorio comunale sono stati scoperti incisioni rupestri che attestano la presenza di insediamenti nella zona già dalla preistoria. Abbiamo iniziato l’escursione con la visita alle Pastine o Parete Manzi. Nel febbraio 2006 su una parete di roccia leggermente sporgente in fuori, furono individuate dal prof. Aurelio Manzi, una figura umana e almeno tre figure geometriche, dipinte in rosso, e inoltre due segni cruciformi martellinati con incisioni rupestri risalenti alla fine dell’età del bronzo. Il luogo si configura come un possibile posto di culto preistorico. L’aspetto più interessante del contesto è costituito dal fatto che, proprio in corrispondenza dell’estremità del masso interessata dalle incisioni, nella parete contigua, sono incise due croci e vi è un tratto di parete che è fortemente levigato. Si pensa che la superficie del masso, accostato alla parete,di una larghezza e lunghezza corrispondenti alla misura di una persona media, fosse usata come banco o “letto” per persone che, singolarmente, vi si dovevano distendere sopra; tale operazione, ripetuta moltissime volte, deve aver provocato la levigatura del masso.


Questo sito che si configura come un possibile luogo di culto preistorico, ha la caratteristica che questa seduta magico - religiosa, potesse coinvolgere il sonno terapeutico.  Manutenzione.  Percorrendo un sentiero ben curato e con un intenso profumo di aglio selvatico e menta, siamo arrivati alla Grotta di Cicco,in località Pennarossa, dove nella primavera del 2008, il signor Antonino Di Cicco ha scoperto vari disegni e dipinti incisi su una lunga parete di roccia, a circa 750 m sul livello del mare. C’è da restare emozionati nel vedere le incisioni di uomini a cavallo e in piedi , animali, croci e un ostensorio . Ci sono anche una serie di date (1771, 1801 o 1804, 1811, 1818, 1822, 1839 ) e un nome inciso in lettere maiuscole.


Riprendiamo il cammino per raggiungere Civitaluparella, l’ultimo tratto è ripido, ma si intravvedono le case.Sul sentiero ci sono tanti asparagi e zone con le piante di assenzio o artemisia, di colore verde argentato e da un sapore estremamente amaro. A Civitaluparella ci fermiamo presso l’edificio scolastico, dove cuochi volontari ci fanno trovare un dignitoso pranzo caldo a base di sagne e fagioli, salsiccia arrosto, insalata con aggiunta di erbe di bosco, frutta e vari dolci “caserecci” innaffiato da ottimo vino. Non poteva mancare il du botte che ha accompagnato canti e balli.



 Prima di ripartire, una visita al museo del medio sangro, gestito da una associazione locale, Calliope, è obbligatorio. All’ingresso del museo c’è la statua in bronzo di Calliope, Musa  della poesia nella mitologia greca. Infine, la visita ai ruderi del castello Caldora che svetta sulla parte più alta del paese.Lo sguardo corre lontano con la vista di decine di paesi, molto piccoli, che sembrano in pianura, ma sono tutti costruiti in media collina e montagna. Un paesaggio a perdita d’occhio.

Sceitto da: Luciano Pellegrini

Le foto dell'escursione sono sul link: FOTO

07 aprile 2014

Chieti - Appalti truccati pure in Lombardia


Ci lamentiamo sempre per gli appalti truccati e subappaltati a ditte in odore di mafia Nella ricostruzione post terremoto quì ad Aquila, ma non devono stare allegri, su neanche i miei ex concittadini lombardi. Quì anche c'erano appalti truccati in modo da essere aggiudicati sistematicamente a «una ristretta cerchia di professionisti», in spregio alle  procedure previste dalla legge, ai principi di trasparenza e ai criteri del minor aggravio di spesa per gli enti pubblici. C'è questo alla base del sistema di illeciti che ha decapitato i vertici di «Infrastrutture Lombarde», la controllata della Regione Lombardia per la realizzazione di opere come ospedali, scuole ma anche il nuovo Pirellone, incaricata anche di conferire consulenze e assistenze legali stragiudiziali e assistenza tecnica-amministrativa per lavori legati a Expo, con investimenti previsti per 11 miliardi.Gli uomini del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Milano hanno portato in carcere tal Rognoni, il direttore generale di Infrastrutture Lombarde e amministratore della partecipata Costruzioni autostrade Lombarde e il capo dell'ufficio gare e appalti: Pierpaolo Perez. Ai domiciliari invece sono finiti Maurizio Malandra, direttore amministrativo della società regionale, gli avvocati Carmen Leo, Fabrizio Magrì, Sergio De Sio, Giorgia Romitelli  e un ingegnere Salvatore Primerano. Le richieste di custodia cautelare sono state firmate dal gip Andrea Ghinetti, su richiesta del procuratore aggiunto Alfredo Robledo e dei pm Paola Pirotta e Antonio D'Alessio. Il giudice, inoltre, ha anche ordinato l'interdizione da attività direttive e dalla professione di ingegnere per nove persone, tra cui De Donno ai vertici della G-Risk (settore sicurezza), l'ex ufficiale del Ros tra i protagonisti della cosiddetta trattativa Stato-Mafia, nominato dall'ex presidente Formigoni «membro del Comitato per la legalità e trasparenza delle procedure regionali dell'Expo». Le accuse per tutti, a vario titolo, vanno dall'associazione per delinquere alla truffa, dalla turbativa d'asta al falso. Se questa è l'Italia che cambia, stiamo freschi... tutti votati ad arricchirsi... e chi se ne frega!Per fortuna che c'è la magistratura a riportare tutti con i piedi sulla terra.

nonnoenio

Chieti - Insieme di Musica Antica Fairy Consort

 L'Insieme di Musica Antica Fairy Consort, (gruppo o compagno fatato ndr.), nasce a Chieti nel 1982, per iniziativa di tre musicisti, Luca Dragani, Maurizio Garofolo e Michele de Angelis, appassionati di canto e strumenti, come il flauto dolce e il liuto. All'inizio questi musicisti si proponevano in trio, con una voce solista tenorile e due strumenti. Il filone musicale era la musica rinascimentale che è la musica classica composta in Europa nel corso del Rinascimento, approssimativamente quindi tra il Quattrocento e il Cinquecento. Il gradimento e il successo di questa musica li ha spinti ad aumentare l'organico sia vocale che strumentale: Mariusz Szymanski baritono - Paola Incani mezzosoprano - Luca Matani violino e viola -Roberto Torto flauti dolci - Marco Felicioni traversa - Jasmina Capitanio viole da gamba - Luca Marzetti violone - Walter D'Arcangelo organo - Mauro Navarri violino e controtenore. La molla che li fa stare bene insieme da tanti anni, è l'amicizia. Da tener presente che diversi musicisti, tutti diplomati in conservatorio, lavorano giornalmente come medico, dirigente, impiegato e rubano il loro tempo libero a studiare i brani per i concerti e in estate frequentano seminari musicali, per migliorare il linguaggio e l'estetica della musica, accettando anche la spesa,ma si fa per la passione alla musica. Luca Dragani ha inoltre approfondito lo studio della musica vocale seguendo i corsi di Annibale Cetrangolo, David Stantcliffe e soprattutto Jurgen Jurgens e nel suo entusiasmo e poliedricità di interessi, ha dato vita nel 1986 a un coro polifonico, la Confraternita Corale della Cintura. Risale all'anno 2000 la prima orchestra barocca da camera a Chieti,con strumenti originali, per iniziativa del suo direttore stabile Luca Dragani ,dopo aver seguito corsi di antichi strumenti a fiato del  Rinascimento come l'Oboe con Arjane van Gelderen e l'Oboe Barocco con Alfredo Bernardini e corsi di Viola da Gamba, con Roberto Gini e Maurizio Less e di Flauto Dolce con Sergio Balestracci e Stefano Bragetti. L'esigenza di un repertorio barocco, stabilmente proposto, nasce intorno al 2002, con il progetto Aurea. Un altro passaggio è stato il repertorio della Musica antica la cui esecuzione moderna si basa sull'impiego di strumenti musicali "storici" e su una ricerca musicologica che attinge direttamente alle fonti originali.


Con l'Associazione Culturale "Fairy Consort",Luca Dragani organizza da molti anni a Chieti "Musica e.."  con un repertorio di musica sacra e profana. Ho chiesto a Luca Dragani se aveva simpatie su autori e brani. La sua risposta è stata che forse, Josquin Desprez - Coeur desolez par toute nation, (cuori desolati di tutte le nazioni,unitevi...) è l'autore che gli suscita emozioni forti, che gli fanno rizzare i peli, ma anche La Déploration sur la mort de Johannes Ockeghem,sempre di Josquin des Prez Johannes Ockeghem (Saint-Ghislain, 1410 – Tours, 6 febbraio 1497) è stato un compositore fiammingo, il più rappresentativo della seconda generazione della scuola franca fiamminga. È da alcuni considerato il più importante compositore fra Guillaume Dufay e Josquin Des Prez. Per commemorare la sua morte, Josquin Des Prez compose un mottetto La déploration de la mort de Johannes Ockeghem sul testo di un poema, Nimphes des bois, di Jean Molinet, brano toccante e tuttora di una certa notorietà, nella quale sapientemente il compositore imita in alcuni passaggi lo stile compositivo del maestro scomparso, in omaggio alla sua arte. Alla notevole fama che ottenne già in vita, corrispose la non minore risonanza che ebbe la sua morte. Persino Erasmo da Rotterdam scrisse un lamento funebre per Ockeghem, successivamente musicato da Johannes Lupi.

Il Fairy Consort, nel concerto di fine anno, 30 dicembre 2013, alle ore 19 nella Chiesa di S. Domenico, nel cartellone di Musica e... hanno proposto un programma esclusivo di brani Sull'iconografia musicale e Sacro Rinascimentale in Abruzzo composti da autori abruzzesi con musiche di Lupacchino dal Vasto, Cesare Tudino da Atri, Ippolito Sabino da Lanciano, Alessandro Aglione da Spoltore e Alessandro Capece da Rieti (allora in Abruzzo), con la partecipazione di nuovi collaboratori, come il soprano Eugenia Corrieri e il baritono Christian Starinieri. L'Insieme di Musica Antica Fairy Consort è una bella realtà cittadina che offre una forma di musica che deve essere difesa e ascoltata, sia dagli appassionati che dai giovani.

Scritto da: Luciano Pellegrini

Le foto sul link: FOTO

04 aprile 2014

Chieti - Recuperiamo le tradizioni


 Nell’ambito del Progetto “Recuperiamo le Tradizioni” per riportare alla luce una ritualità di grande valore che pochissimi ricordano e molti non conoscono, con la collaborazione del professor Francesco Stoppa, direttore del C.A.T.A.(Centro Antropologico Territoriale Abruzzo),è stato programmato a Chieti il Ciclo di feste Calendariali che parte da Sant’ Antonio Abate, il 17 gennaio e prosegue con il Carnevale, le Bambole Volanti ( Mezza Quaresima), i Canti della Passione, la Festa del Maio. Domenica 30 marzo, alle ore 18.00, in corso Marrucino,Centro Storico della città, a cura delle Associazioni Lu Ramajett e Camminando Insieme si è svolto la festa “Seghe a lu mezze la vecchije”. Questa festa che ormai è diventata una consuetudine in Città, è una sorta di rottura della Quaresima e al tempo stesso una ripresa del Carnevale e un’anticipazione della Pasqua. La Quaresima segna i giorni che passano dalla fine del Carnevale alla Pasqua. Questo è un periodo nel quale i Cristiani dovrebbero astenersi dai cibi “grassi” per ricordare i quaranta giorni di digiuno di Cristo. Tuttavia il cibo della Quaresima non è solo legato alla penitenza e all'astensione dalla carne, ma anche alla propiziazione.

     
Questo comportamento rituale indica la preparazione ad un passaggio che avviene in questo periodo equinoziale che segna il finire dell'inverno e l'arrivo della primavera. Il culmine della Quaresima è la "spezzatura" della stessa (IV domenica) che è ricordato sia dalla chiesa cristiana (Laetare detta domenica della gioia), sia dalle tradizioni popolari di radice pagana, tramite la festa di “Sega la Vecchia a mmèzza Quaresime, se tajje ‘mmezze la vècchie”. Questa Vecchia è una pupa di pane o biscotto, la quale ha sette piedi o sette piume e sette lingue, le quali vengono risaltate una per una, prima di spezzare in due la pupa e distribuirla a familiari e amici. Spesso reca una rocca per filare o un canestro in testa pieno di pesci. Questi pesci che nel mondo tradizionale erano marinate alla scapece, aringhe affumicate, o sarde salate e baccalà o stocco consumati con cime di rapa, e pizza di randinje, bastardoni fritti. Tanto è vero che nella iconografia medievale la “Quaresima” è rappresentata come una vecchia rinsecchita che brandisce un’arringa essiccata. Questa aringa, in realtà un tempo un cibo prezioso e saporito, rappresenta la continuità della vita, cosi come nella simbologia cristiana. D'altra parte anche attraverso il fuso della “vecchie” che fila la lana della nostra esistenza, associamo il concetto che non c’è vita senza morte, e non c’è morte senza rinascita. ( F.Stoppa) 



Oltre alla magia del numero sette, sette cibi di magro che rappresentano la penitenza purificatoria legata alle sette settimane che coprono la quaresima, sette è il numero magico che aumenta la potenza dell'azione magica, al pesce che simbolizza la dea Madre, alle forbici per tosare la lana delle pecore,questa festa è un ricordo delle feste romane legate alle Moire, divinità che avevano il compito di ricordare all’uomo che il suo destino è nelle mani di una entità fuori dal suo controllo.Considerato che nella tradizione e anche nelle antiche religioni, l’equilibrio tra gli elementi della natura è la cosa più importante, alla pupa dea-madre si affianca il cavallo che rappresenta la parte maschile. In realtà queste pupe e questi cavalli sono immagini, o almeno hanno la stessa logica, delle primordiali divinità Ctonie maschili e femminili, addette al governo dei fenomeni naturali, della fertilità e del raccolto. Le bambole volanti, hanno il compito di fertilizzare i luoghi su cui volano. Per questo vengono appese a cordicelle legate alle canne che i partecipanti alla festa si divertono a far volare. Al termine della sfilata, in piazza G.B.Vico, le associazioni hanno dedicato al pubblico presente alcune danze accompagnate dal suono di tre du botte. Dopo la “spezzatura” della pupa, i presenti hanno potuto gustare anche un buon vino.

Scitto da: Luciano Pellegrini

Le foto le trovate al link: FOTO

27 marzo 2014

Chieti - Riflessioni sulle elezioni di maggio


Cinque anni fa, alle ultime Europee, la Lega superò il 10 per cento, facendo la spesa nel bacino elettorale del Pdl; lo stesso accadde a sinistra, con l’Italia dei valori all’8 per cento e il Pd in picchiata rispetto alle Politiche di un anno prima. Quelli non furono voti sull’Europa: non si parlava ancora di Portogallo e di Irlanda, né di Mes e di modifiche più rigorose al Patto di stabilità; la crisi economica non mordeva ancora ai livelli attuali, né si coglieva in Bruxelles un capro espiatorio per spiegare le difficoltà di ripresa dell'Italia. Questa volta, rispetto a cinque anni fa, c’è un’ulteriore variabile da tenere in considerazione: quella degli antieuro, in testa (o quasi) nei sondaggi di mezza Europa. Antieuro è una categoria che comprende vari opposti (sull’immigrazione, ad esempio, proprio ieri la Lega ha ribadito la propria incompatibilità con i Cinquestelle), ma che attinge a un bacino comune piuttosto ampio: la maggioranza degli italiani - confermano tutti i sondaggi - è quanto meno scettica verso Bruxelles, e quelli che difendono con convinzione le attuali politiche di rigore raggiungono a stento la doppia cifra percentuale. È evidente, dunque, che le elezioni si vinceranno solo mettendo l’accento sulle critiche, promettendo cambiamenti e annunciando ai propri elettori prese di posizione non ripetibili in un Consiglio Ue, dove invece i patti sottoscritti sono ben noti. Da qui al 2015, anno in cui avverrà la prima valutazione della Commissione sulla conformità dell’Italia alla regola del debito, ogni disinvoltura pare da escludere: dovremo infatti dimostrare di avere corretto il saldo di bilancio, e questo aggiustamento strutturale dovrà comunque garantire al resto della Ue che il cammino verso il benchmark del debito è quello giusto. Poi si può condire il piatto come si vuole (dicendo, ad esempio, che «non lo facciamo perché ce lo chiede la Germania, ma perché ce lo chiedono i nostri figli»), ma gli ingredienti sono quelli, e il presidente del Consiglio li conosce bene: tanto è vero che - sia nei viaggi in Europa, sia in alcuni appuntamenti pubblici in Italia - ha sempre garantito che il rispetto degli impegni non verrà messo in discussione. Quando parla ai partner europei Renzi mostra affidabilità, quando si rivolge alla platea italiana accentua l’insofferenza, ma il risultato non cambia di molto: nonostante la campagna elettorale in corso, e nonostante il prevedibile boom delle forze antieuro, il capo del governo ha una sola via da percorrere, tanto faticosa quanto impopolare. Se riuscirà a dire la verità agli italiani senza perdere voti, tanto di cappello.

nonnoenio

21 marzo 2014

Chieti - Ecco il nuovo che avanza!


Mentre il Governo si accinge a ridurre nuovamente la spesa pensionistica che si aggira sui 270 miliardi all'anno, ed è pronto a far pagare ancora una volta agli stessi l'aumento di 85 euro nelle tasche dei lavoratori, nella speranza che poi questi si spendano, come fanno con le tredicesime, i mille euro in un baleno, ecco il nuovo che avanza! La procura di Firenze ha aperto un fascicolo conoscitivo, per ora senza ipotesi di reato né indagati, sull'affitto di un appartamento a Firenze. Non una casa qualunque, ma quella in cui per tre anni avrebbe vissuto Matteo Renzi. Dove sta il problema? Nel fatto che dal 14 marzo 2011 al 22 gennaio 2014 a pagare l'affitto dell'allora sindaco di Firenze sarebbe stato un suo caro amico, l'imprenditore Marco Carrai, a cui il Comune guidato da Renzi avrebbe assicurato nel contempo tanti incarichi.In Italia ormai questa è normale routine. Farebbe più notizia se una notizia ci illustrasse l'onestà dei politici!Chissà se oggi Renzie ( novello Fonzi) ha tweettato qualcosa al riguardo...
nonnoenio

12 marzo 2014

Chieti- La Carfagna difende il suo datore di lavoro


Ve la ricordate la Carfagna, quella che ha militatato prima in Fi, poi nel Pdl e adesso in Fi, si quella che era più di un'amica, di un certo Bocchino, un altro di quelle mezze figure al servo di un padrone, quello per intenderci, che bazzicava nel gruppo di Fini ? Oggi esordisce dicendoci: "Per il vecchio Partito democratico Silvio Berlusconi è un'ossessione che dovrebbe essere studiata clinicamente. Che tristezza! ". Lo ha detto, naturamente su Twitter, la portavoce del gruppo Forza Italia. La brava e bella Mara Carfagna, ha commentato quanto dichiarato dall'ex segretario del Pd Pierluigi Bersani, quello che avrebbe dovuto smacchiare il giaguaro, che poi perso le elezioni stravinte, è stato messo via da Renzi. E si il "vecchiaccio", messo da parte dal partito, tenta di rientrare in gioco esternando: "Ho detto che capisco le intese e gli accordi, ma non capisco chè Berlusconi debba avere l'ultima parola. Non c'è nessuna ragione". Signori, queste sarebbero le donne che hanno fatto carriera per bravura e acume politico? Se è cosi non vale la pena fare in modo che si raggiunga la parità di genere.

nonnoenio


02 marzo 2014

Chieti - Accattoni di professione


Il buon cuore dei teatini, anche se con dei distinguo, si lascia intenerire e a chi allunga una mano per chiedere la carità non nega qualche spicciolo. Quella del mendicante all'angolo delle strade è una scena che, si ripete a più riprese nell'arco di una giornata. Alla fine, facendo i conti della serva, gli euro che finiscono in saccoccia sono diversi, in pratica uno stipendio medio e, rincarano i cinici criticoni, assolutamente esentasse. Buon per loro, vien da pensare: in fin dei conti sono persone che non riescono a sbarcare il lunario e con la crisi che morde trovarsi un'occupazione diventa sempre più arduo. Peccato, però, che la maggior parte di questi accattoni il lavoro l'abbia trovato, eccome. Si tratta infatti di squadre oltremodo organizzate che battono la città, è proprio il caso di dirlo, palmo a palmo per racimolare denaro che poi, alla sera, consegnano al capo banda, una sorta di amministratore unico che, dopo la conta, ridistribuisce i compensi ai lavoranti. Qualcuno lo chiama «racket dell'elemosina» e le voci della strada ne confermano l'esistenza, per altro nota alle forze dell'ordine. Questa gente, come detto, si muove perfettamente organizzata e si suddivide la città, ospedale, piazze e vie del centro storico, stazione dei treni, sobborghi, grandi supermercati, edicole, bar e negozi. Luoghi, in altre parole, dove chi esce spicci in tasca ne ha sempre, non fosse altro che il resto appena ricevuto alla cassa.

nonnoenio