28 dicembre 2013

Chieti - Di Iorio : Presepi realizzati con canna vegetale


25 anni, 5 lustri, che il maestro, artista, Peppino di Iorio di Chieti, espone i suoi presepi realizzati con canna vegetale. Quest’anno, l’artista ha esposto anche a Palazzo de Mayo, importante edificio storico sul corso Marrucino. L’esposizione resterà aperta sino al 6 gennaio 2014. All’inaugurazione, il 17 dicembre, è stato presentato il libro/catalogo “Lo scettro di canna” con la collaborazione del giornalista Mario D’Alessandro


L’artista Peppino di Iorio è stato invitato ad esporre i suoi presepi, ugualmente in altre città:
 CHIETI: dal 17 dicembre 2013 al 6 gennaio 2014 per la “25a Esposizione Personale dei Presepi artistici " presso la Chiesa di San Domenico al Corso.
ROMA: dal 28 novembre 2013 al 6 gennaio 2014 per la "38a Edizione Mostra dei 100 Presepi" – Piazza del Popolo- Palazzo Bramante.
DENICE (Alessandria): dal 8 dicembre 2013 al 12 gennaio 2014, " Mostra Concorso dei Presepi Artistici" presso l'Oratorio di San Sebastiano.


LANCIANO (Chieti): dal 7 dicembre 2013 al 6 gennaio 2014 per la " XXIII Rassegna Riscopriamo il Presepe" presso l'Auditorium Diocleziano.
ASCOLI PICENO: dal 25 dicembre 2013 al 6 gennaio 2014 per il " Concorso e Mostra - Città di Ascoli”- presso la Chiesa di San Giacomo della Marca.
 GRECCIO (Rieti) dal 8 dicembre 2013 al 6 gennaio 2014, 11a Edizione " Mostra Nazionale del Presepe", centro storico.

Con la sua caparbietà, con la tecnica ormai consolidata, la collezione dei presepi aumenta ogni anno, con nuovi modelli. Senz’altro per la città è una figura di notorietà.

link alle altre realizzazioni: FOTO PRESEPI

Articolo scritto da: Luciano Pellegribi

20 dicembre 2013

Chieti - Slot, quando è il governo a spacciare

Slot machine, scoppia un polverone dopo il via libera in Senato a una norma che penalizza gli enti locali impegnati a mitigare gli effetti sociali del gioco d'azzardo e in particolare delle slot machine. L'emendamento (inserito nella conversione del decreto «Salva Roma») del Nuovo centro destra prevede decurtazioni dei trasferimenti dallo Stato a Comuni e Regioni che applicano norme a salvaguardia dei soggetti deboli (distanze minime da scuole e altri centri di aggregazione eccetera). L'emendamento alfaniano richiama la diminuzione di introiti all'erario provocata da disposizioni territoriali che inaspriscono la regolamentazione nazionale. Perciò gli enti locali saranno cinicamente chiamati a «rimborsare» lo Stato. Ma cosa abbiamo, caro Alfano, lo stato biscaziere che spaccia macchinette sul territorio e che poi deve curare i malati di slot, che punisce chi cerca di combattere con i pochi mezzi a sua disposizione una piaga sociale come il gioco d'azzardo legalizzato?  MA SIAMO FUORI DI TESTA? E' questo è il nuovo PD?  E' questo il  Nuovo Centro Desta? Ma per favore, andate tutti a lavorare "lazzaroni che no siete altro" e soprattuttto VERGOGNATEVI! Ma questi che installano le slot, non sono quelli che sponsorizzavano Letta? Perchè gli hanno fatto uno sconto (!) sulle tasse pagare allo Stato(2,7miliardi) ridotti solo a pagare pochi milion? Bloccate tutte le licenze, finchè non  pagano i miliardi dovuti. Basta giochi d'azzardo legalizzati in Italia. Non lasciano aprire questi casinò, per finanziare quelli del PD che hanno anche il monopolio delle sale BINGO! Il voto ha visto 140 senatori votare a favore e 128 contrari: oltre a tutte le opposizioni, si sono dissociati quattro esponenti Pd, fra i quali Laura Puppato. Ora il decreto, che scade il 30 dicembre, è atteso in aula a Montecitorio, dove ieri peraltro è saltato l'accordo fra i capigruppo per chiudere il calendario dei lavori entro lunedì. Non si esclude una riapertura della Camera fra Natale e Capodanno, anche perché l'esecutivo ha molta fretta di approvare un altro provvedimento criticato dalle opposizioni e dai dissidenti nel Pd: il ddl Delrio «svuota Province».

nonnoenio

19 dicembre 2013

Chieti - La natura riconquista i suoi spazi


C’è un limite a tutto. L’ambiente maltrattato si sta prendendo delle rivincite, fa vedere che se vuole, riconquista il maltolto con tempeste, trombe di aria,inondazioni, maree e allagamenti, ma anche con i cambiamenti climatici e conseguente rischio idrogeologico. L’antropizzazione che è l’opera di trasformazione dell'ambiente naturale attuata dall’uomo per soddisfare le proprie esigenze, va spesso a scapito dell'equilibrio ecologico. Un esempio è l'antropizzazione dell'atmosfera che è dovuta a tutti i gas nocivi che vengono sprigionati in essa e che hanno portato a molti cambiamenti. Quali sono questi gas? L’effetto serra di cui se ne parla spesso ed a sproposito. L’effetto serra viene prodotto dall'azione di molti gas, immessi in quantità crescente nell'atmosfera: metano, petrolio, ossido d'azoto, anidride carbonica, anidride solforosa e biossido di azoto. Questi gas provengono dai processi di combustione che avvengono nelle industrie, negli impianti di riscaldamento e nei trasporti, modificando la struttura chimico-fisica. Ha contribuito all’aumento dell’effetto serra, come se non bastasse, la progressiva deforestazione subita da alcune vaste aree del Pianeta. L’effetto serra, provoca anche la " desertificazione " di vasti territori delle regioni equatoriali e tropicali, e nel caso dovesse accentuarsi il surriscaldamento, il rischio di un possibile futuro innalzamento del livello del mare, a causa dello scioglimento dei ghiacci polari, con effetti quindi catastrofici, è possibile.


Però, gli effetti positivi dell’aumento dell’anidride carbonica nell’atmosfera, sono indispensabile per la vita e per la fotosintesi delle piante e degli animali. Il buco nell'ozono è un assottigliamento marcato dello strato di ozono in alta quota. L'Ozono è un gas essenziale al mantenimento della vita sulla Terra.Lo strato di ozono  funge da filtro per le radiazioni ultraviolette. Le radiazioni UV-B possiedono un effetto sterilizzante per moltissime forme di vita e sono dannose per la pelle, avendo la capacità di innescare la formazione di melanomi e altri tumori e per gli occhi. Le radiazioni UV-B,possono causare una parziale inibizione della fotosintesi delle piante, con conseguente rischio di abbassamento delle capacità di alimentarsi da parte di tutto l'ecosistema, diminuzione dei raccolti compresa, e distruggere frazioni importanti del fitoplancton che è alla base della catena alimentare marina. L'assottigliamento dello strato di ozono sopra le regioni polari aumenta di anno in anno. Le Piogge acide. L'immissione di taluni gas in atmosfera, come l'anidride carbonica e gli ossidi di zolfo, possono innescare il processo di acidificazione, con conseguente ricaduta al suolo di particelle acide con le precipitazioni di piogge, neve, grandine, nebbie, rugiade.


Le piogge acide hanno effetti corrosivi e accelerano il decadimento dei materiali da costruzione,degli edifici, delle statue e delle sculture oltre alla salute pubblica. Per tutte queste cause allarmanti,la salvaguardia dell'ambiente è un valore fondamentale nell'interesse delle generazioni future! Voglio focalizzare in particolare un evento, l’alluvione del 2 dicembre fra la riviera sud di Pescara e Francavilla, Viale Alcione. Ho percorso a piedi il tratto di mare dal fiume Alento sino al fiume Pescara.

La sabbia l’ho trovata terrosa, la foce del fiume Alento e diversi stabilimenti erano sommersi da detriti di rami, canne, alberi, tronchi, scheletri di frigorifero e migliaia di bottiglie di plastica. E’ come se l’acqua avesse rimosso luoghi di raccolta di rifiuti, specialmente di plastica. Per tutta la lunghezza del tragitto, I titolari degli stabilimenti balneari, per bonificare la loro concessione, hanno raccolto la spazzatura e creato cumuli, per poi smaltirla... I fiumi “malati” hanno inquinano il mare. Le spiagge, sono state devastate dalla furia del mare, arrivato a riva senza difficoltà, senza ostacoli. Nel tratto compreso tra Fosso Vallelunga e il confine con Francavilla al Mare, sono state realizzate diverse opere di difesa per attenuare il fenomeno erosivo, del tipo scogliere frangiflutti e scogli a pettine,oltre a posizionare sulla riva grossi massi per evitare l'avanzamento dell'acqua. Lo stabilimento così protetto, non ha più la vista del mare, che è racchiuso come una piscina o palude in questo complesso di rocce, con ristagno dell’acqua che emanerà cattivo odore e creerà alghe nella stagione estiva. Il torrente Vallelunga però è ugualmente straripato. Intanto, si seguita a costruire sulla sabbia con tanto di autorizzazione. E’ ovvio che la natura riconquisti i suoi spazi!

Scritto da: Luciano Pellegrini
Le foto al link: Alluvione a Pescara
 


12 dicembre 2013

Chieti - In Italia la protesta ormai dilaga


Dilaga, da qualche giorno, la protesta in tutta Italia. Oggi ci sono stati scontri all'Università 'La Sapienza', mentre siamo al quarto giorno delle manifestazioni dei forconi. Proteste che si aggiungono a quelle dei giorni scorsi dei No Tav, e contro il degrado ambientale nella Terra dei Fuochi. Gli studenti de La Sapienza che stanno manifestando contro la Conferenza Nazionale sulla Green Economy, hanno sfondato le transenne che li separavano dall'Aula Magna dove si svolge l'incontro. Hanno lanciato bombe carta. Le forze dell'ordine difendono l'ingresso a cui i manifestanti sono arrivati. C'è il rischio di una "deriva ribellistica" genericamente indirizzata contro istituzioni nazionali ed europee a cui non farebbero mancare il proprio sostengo organizzazioni antagoniste. Lo ha detto il ministro dell'Interno Angelino Alfano, nell'informativa alla Camera sulla protesta dei forconi. La gente e i politici non l'hanno ancora capita è sempre più incazzata col Governo che non governa e con l'Europa che ci tartassa. Le manifestazioni, nei prossimi giorni, rischiano di aumentare e molte più città potrebbero trovarsi a dover fronteggiare questo fenomeno e le istituzioni a essere messe sempre più in difficoltà. Ormai la misura è colma e bisognerebbe fare in fretta le riforme.

nonnoenio

09 dicembre 2013

Una strana giornata a Chieti


Pura coincidenza, ma a Chieti, a mezzogiorno, spesso il traffico si blocca. Ore 12 di lunedì 9 dicembre, in via Arniense, in pieno centro storico, strada stretta ed a senso unico, un veicolo commerciale parcheggiato. L’autobus urbano n° 7 non ce la fa a passare. I minuti trascorrono, la fila delle vetture aumenta, i clacson che suonano procurando anche inquinamento acustico, l’autista non si vede. Fortunatamente che gli automobilisti, con il “fai da te”, hanno preso la via di fuga di via Toppi, altrimenti la fila chissà dove sarebbe arrivata e le imprecazioni sarebbero salite al cielo. E’ impossibile darsi una spiegazione ed entrare nella testa dell’autista che ha parcheggiato in questo modo. Il mezzo è largo, la strada è stretta, di fronte ci sono i paletti per proteggere i pedoni. L'autista ha scelto di parcheggiare e se ne è andato, senz’altro per lavoro, che però è durato circa 20 minuti. E’ tornato con aria  indifferente, senza chiedere scusa, come se gli fosse concesso, è un suo diritto, parcheggiare, assentarsi, bloccare il traffico. L'amministrazione comunale deve far rispettare l’obbligo di carico e scarico merci in orari con poco movimento, è fondamentale. Mi sono attivato a chiamare l’assessore al traffico Antonio Viola per far intervenire una pattuglia di vigili urbani. Giusta sarebbe stata una multa, così da far ragionare questo autista la prossima volta. Intanto, un’altra giornata strana, dove ognuno pensa di fare quello che vuole.

Scritto da Luciano pellegrini



04 dicembre 2013

Chieti - Il 4 dicembre 1993 moriva Frank Zappa


 

Vent'anni fa, il 4 dicembre 1993, moriva Frank Zappa, ucciso da un cancro pochi giorni prima del suo 53/o compleanno, che sarebbe caduto il 21 dicembre. Frank era nato a Baltimora, nel Maryland, il padre era un emigrato siciliano. La sua vicenda è uno straordinario mix di cultura, umorismo, furia iconoclasta, maniacale precisione (i suoi vertiginosi unisono erano un incubo per i musicisti), virtuosismo strumentale, genio compositivo, fiuto infallibile nello scegliere i componenti della sua band

29 novembre 2013

Chieti - Inizia la strage dei clochard


Ogni inverno si porta via la vita di molti senzatetto, privi di qualunque protezione e assistenza. Sono almeno 100 in Italia i morti di freddo dal 1995 al 2013, a cui vanno aggiunti quelli deceduti per cause connesse alla mancanza di un tetto, come le esalazioni e gli incendi causati da bracieri difettosi, la mancanza di cure sanitarie, la malnutrizione. Quest'anno, il triste conteggio è già ricominciato. Quattro i morti, tutti stranieri, nel giro di due notti: martedì un clochard maghrebino di circa 40 anni è deceduto a Napoli, nei pressi di Palazzo San Giacomo, sede del Comune. L'uomo, con problemi di salute e di alcol, è stato trovato senza vita sotto i portici di via San Giacomo. Lo chiamavano Samuel, ma forse il suo nome era un altro. Pare avesse problemi cardio-circolatori, che sicuramente il freddo pungente di questi giorni non ha alleviato.

"...Voi che vivete sicuri nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera il cibo caldo e visi amici: Considerate se questo è un uomo..
"
[Primo Levi]

nonnoenio

22 novembre 2013

Chieti - Quando uno sciopero generale è inutile, anzi dannoso


In generale il sindacato dovrebbe fare il sindacato, cioè rappresentare i propri iscritti nella contrattazione e nella difesa dei diritti del lavoro, e non fare politica. Purtroppo per anni il sindacato, a cominciare dalla Cgil, ha abusato del suo ruolo per assumersi arbitrariamente una dimensione politica che non gli spetta, cioè quella di controparte dei governi e di lobby di pressione sul parlamento. Così in più di una occasione non sono state le Camere elette dal popolo a sfiduciare i governi, ma i sindacati con uno sciopero generale, riducendo il parlamento a cinghia di trasmissione dei sindacati.Per fortuna quei tempi sono in buona parte finiti, e i governi rispondono del loro operato al parlamento e agli elettori, non agli iscritti di questo o quel sindacato, e alle loro rappresentanze confederali. Ogni tanto, però, la tentazione di tornare a rivestire i panni di lobby politica torna presente nel sindacato. Come in questi giorni in cui è stato fatto l'ennesimo sciopero politico nazionale, per bocciare il governo Letta e la manovra finanziaria. Azione che deve compiere il parlamento, eventualmente, non il sindacato. Proclamare e fare uno sciopero nazionale per invocare la crescita del Paese, poi, è una contraddizione di termini. La crescita ci può essere non astenendosi dal lavoro ma, eventualmente, lavorando di più. E non si capisce perché le imprese, già in difficoltà, dovrebbero venire aiutate a creare lavoro proclamando uno sciopero. In realtà si tratta di una risposta politica ad un governo che non ha raccolto tutte le rivendicazioni di una parte, quella sindacale. Un governo che certamente poteva fare meglio, di più e con più risorse a favore del taglio del costo del lavoro e della ripresa, ma con gli attuali vincoli di deficit e di bilancio ha potuto mettere in campo solo 10,6 miliardi di euro in tre anni per abbassare il maledetto cuneo fiscale, e ha operato una riduzione delle tasse pari a 5 miliardi di euro per i ceti meno abbienti. Uno sciopero, quindi, sostanzialmente è inutile, anzi dannoso, per i lavoratori, per le imprese e per la crescita dell'Italia.

nonnoenio

18 novembre 2013

Chieti - Letta, tante belle parole e pochi fatti


 L'appetito vien mangiando, recita un vecchio adagio. Pare faccia al caso nostro. Come interpretare diversamente il dibattito in corso, tra manovre economiche annunciate, proposte, ritirate e poi ancora rilanciate, per essere nuovamente ridiscusse e ripresentate? Talvolta mi sorge il dubbio, credo non infondato, che contrariamente a quanto si afferma, dietro il gran trambusto di parole si nasconda un vuoto di pensiero, di visione. Difficile sottrarsi alla sensazione che ci sia chi ci marcia, speculando cinicamente su questioni che richiederebbero ben altra levatura di pensiero e di proposta, se non altro per rispetto verso quanti la crisi la stanno già pagando e per coloro che la pagheranno cara anche nel prossimo futuro. Il cittadino comune non può che rimanere disorientato, sconcertato, di fronte a tanto bailamme. Si ciancia di miliardi da recuperare quasi fossero bruscolini; di debito pubblico da ripianare, come di cosa piovuta improvvisamente dall'alto. E a chi ha fatto lealmente, sempre e soltanto il proprio dovere, non si fornisce alcuna spiegazione, che chiarisca il perché dell'attule situazione. Da giorni ormai siamo bombardati da un unico messaggio: la crisi c'è, è profonda, bisogna stre entro il 3% altrimenti rischiamo il baratro, dobbiamo agire rapidamente e con interventi strutturali in grado di traghettarci... verso dove? A questa domanda pare non esserci risposta. O per lo meno io non riesco a coglerla. I vari, provvedimenti che la mattina sono presentati dal nostro ministro dell'economia, il pomeriggio vengono modificati perchè la UE ce li boccia, per poi essere nuovamente cambiati la sera. Mi pare siano tutti dello stesso segno: fare cassa in modo rapido e sostanzioso. Quasi che l'unico problema risieda nella necessità di dare risposte convincenti ai mercati, alle istituzioni internazionali, ma senza alcun riferimento alla vita concreta delle persone: ai bisogni, alle necessità della gente. Quello che più mi fa arrabbiare, sono i sermoni di quanti, da pulpiti edificati sul tornaconto personale, pontificano di bene comune. Sappiamo bene quanto questo argomento non goda per niente di una definizione condivisa. E allora come uscirne? Forse iniziando con l'ammettere, con onestà e apertamente, che gli interessi in gioco sono davvero tanti, e che ogni parte cerca di tirare acqua al proprio mulino. Sarebbe già un passo avanti notevole. Contribuirebbe, forse, ad aiutare i più sprovveduti ad aprire un po' più gli occhi, a farsi un'idea più realistica dei giochi di potere in atto, rendendosi più autonomi nel giudizio, anche rispetto alle forze politiche alle quali eventualmente si è dato il proprio consenso, magari rinunciando a restar svegli e critici qel tanto da permettere di rimanere cittadini sovrani, anziché semplici sudditi. Verso la politica in generale, a quanto affermano i vari sondaggi d'opinione, i cittadini italiani nutrono sempre meno fiducia; immagino non sempre a torto.

nonnoenio
 

08 novembre 2013

Chieti - Lui ha le palle d'acciaio



Cosa pensano di me in Europa? «Che ho le palle d'acciaio», dice Enrico Letta in un'intervista all'Irish Time, almeno stando alla traduzione letterale dell'espressione usata dal quotidiano: «balls of steel». Il messaggio è chiaro: aver mandato in minoranza Silvio Berlusconi nel voto sulla fiducia al governo un mese fa, gli ha fatto guadagnare parecchi punti nelle cancellerie europee. Tanto che, nonostante le continue turbolenze interne, Letta si dice determinato ad andare avanti.Questo ieri, oggi in Italia, si è affrettato a smentire la traduzione "letterale" del suo pensiero. Da chi avrà preso?    

nonnoenio