18 ottobre 2013

Chieti - Cambiano i nomi, ma sono sempre tasse

Tasse, tasse, hanno un nome nuovo, ma sono le vecchie e "care" tasse. E, ovviamente, più alte delle precedenti. Alla faccia di chi credeva al centrodestra quando prometteva il taglio di ogni tassazione sulla casa di proprietà. Allora. L'Imu (Imposta municipale unica), introdotta da una larga maggioranza, che poi aveva deciso di cancellarla è stata sostituita adesso, dal Governo di Larghe Intese, dalla Tasi (Tassa sui servizi comunali), mentre la Tarsi (rifiuti) è stata trasformata in Tari. Cambiano i nomi ma non la sostanza. Ad aggiungere confusione, va detto che cambiano le sigle, ma anche il modo di calcolare le imposte: mentre l'Imu era una patrimoniale, ora la Tasi si pagherà anche in base ai costi stabiliti da ogni singolo comune. Due considerazioni. La prima riguarda una certa ammirazione per i funzionari e i burocrati che di continuo rilanciano sui nuovi modi di fare cassa e di chiedere soldi ai cittadini. Ma non c'erano le sentinelle anti-tasse? Forse erano troppo occupate a fare i pali per la rapina al popolo italiano. Mi raccomando sentinelle tenetevi ben strette le poltrone e i privilegi, tanto poi gli italiani vi votano comunque!Sti nuovi nomi,un modo per mascherare gli aumenti e spaventare meno la gente, soprattutto quella che già fa fatica ad arrivare a fine mese...

nonnoenio

17 ottobre 2013

Chieti - I Deep Purple


Quando si parla di un gruppo come i Deep Purple si finisce per forza di cose nella retorica di termini come leggendario e mitico, Ma per chi segue le sorti dell'hard rock si tratta di aggettivazioni dovute perché pochi gruppi come i Deep Purple hanno saputo segnare con i loro dischi, specie negli anni Settanta, i contorni di questo genere musicale. Album come "Deep Purple In Rock", "Machine Head", "Fireball" e il live "Made in Japan" sono considerati imprescindibili in una qualsiasi summa discografica hard rock. I Deep Purple hanno da poco lanciato il loro ultimo cd "Rapture Of The Deep". La formazione attuale della band comprende i tre membri storici Ian Gillan alla voce, Roger Glover al basso, Ian Paice alla batteria, oltre a Steve Morse alla chitarra e Don Airey alle tastiere, che ricordiamo già al fianco di artisti quali Rainbow, Black Sabbath e Ozzy Osbourne. Il loro ultimo Cd è un disco che sorprende per freschezza e piglio creativo. L'introduzione di "Money Talks", infatti, sembra riportarci indietro nel tempo insieme ai ghirigori sparsi qui e là dell'hammond del talentuoso Don Airey. E ancora: "Wrong Man" è un brano tipicamente à la Purple, con riff e organo a dialogare tra loro, con potenza e destrezza, accompagnati da un Gillan particolarmente ispirato che torna a provare gli acuti. E' strano, poi, come lo spirito di Blackmore ancora aleggi su questo gruppo. La title track ricorda molto le scale orientaleggianti usate dal chitarrista nei Rainbow, creando un sound progressive decisamente accattivante. Insomma, i leoni dell'hard rock sanno ancora ruggire sopratutto dal vivo.

nonnoenio

15 ottobre 2013

Chieti - Alternativa al grano


 Sabato 12 Ottobre, alle ore 17.30, si è inaugurato a Chieti il negozio/laboratorio “Alternativa al Grano”, nato per soddisfare le richieste di una clientela purtroppo sempre più ampia, quella dei celiaci, che sono intolleranti ad alcuni alimenti e che hanno difficoltà a reperire prodotti artigianali. Il parroco di San Francesco Caracciolo al Tricalle, Don Panfilo Argntieri, ha dato la benedizione, all’inaugurazione di questa nuova attività. Presenti anche il sindaco, Umberto di Primio, l’assessore al bilancio, Roberto Melideo, il consigliere di maggioranza ,Emiliano Vitale e Marisa Pagliaro, presidente regionale dell’Associazione italiana Celiachia. La celiachia (dal greco koilía = addome, ventre) è una malattia autoimmune dell'intestino tenue, che si verifica in individui di tutte le età, geneticamente predisposti. I sintomi includono diarrea cronica, ritardo della crescita nei bambini e stanchezza. Questi sintomi possono essere anche assenti, mentre ne sono stati descritti alcuni in altri organi. La celiachia è causata da una reazione alla gliadina, una prolammina (proteina del glutine) presente nel grano e da proteine ​​simili che si trovano in altri cereali comuni, quali orzo e segala. L'esposizione alla gliadina causa una reazione infiammatoria. Ciò porta ad un troncamento dei villi che rivestono l'intestino tenue, chiamata atrofia dei villi che interferisce con l'assorbimento delle sostanze nutritive, poiché i villi intestinali ne sono responsabili. La celiachia è una condizione di salute più frequente nelle donne che negli uomini e tra le cause della celiachia rientrano sia fattori ambientali sia fattori genetici, infatti, è una malattia ereditaria. L'uomo nasce con i geni della celiachia e dal momento che i geni non cambiano mai nel corso della vita, se non possiede dalla nascita i geni di predisposizione, non potrà mai avere la celiachia. Se invece ha i geni necessari, potrà manifestare l'intolleranza a qualsiasi epoca della vita. Secondo la Relazione annuale al Parlamento sulla Celiachia del 2011, a cura del Ministero della Salute, in Italia ci sono circa 540.000 celiaci, quasi 1 su 100, considerando l'intera popolazione italiana di 57 milioni di persone. Al momento, la dieta senza glutine, è l'unica terapia per la malattia celiaca, che deve essere seguita scrupolosamente per tutta la vita e questa dieta permette al celiaco di condurre una vita serena ed in salute. L'alternativa alla farina ottenuta dal grano è la composizione di farine derivate da altri cereali.



Purtroppo, anche seguendo una dieta, la qualità della vita collegata alla salute di un celiaco, può essere inferiore rispetto alle persone che non hanno questa situazione. Gli uomini tendono a manifestare un miglioramento più marcato rispetto alle donne. Alcuni presentano persistenti sintomi digestivi o dermatite erpetiforme, ulcere della bocca, osteoporosi con le fratture che ne derivano. Possono manifestarsi i sintomi indicativi di sindrome dell'intestino irritabile e vi è un aumento del livello di ansia, di fatica, di dispepsia e di dolore muscolo scheletrico. Tra gli adolescenti, si nota una sensazione di diversità, per il fatto di non poter fare le stesse cose che fanno gli altri. La celiachia è stata da poco aggiunta nell'elenco della patologia per il quale il paziente può richiedere l'esenzione per farmaci ed alimenti. I costi sociali della celiachia sono alti, ma i celiaci diagnosticati, hanno un parziale rimborso per i prodotti sostitutivi senza glutine dall’ASL, (Azienda Sanitaria Locale). I prezzi dei prodotti senza glutine sono purtroppo esagerati, per colpa di chi li produce e ne decide il costo. Pertanto, Cinzia Zappacosta, ha pensato di inaugurare, all’interno del centro artigianale Parco Brecciarola, Strada per Popoli (via Tiburtina, alle spalle del distributore Agip non lontano dallo svincolo dell’asse attrezzato Chieti-Pescara), questo laboratorio/negozio.Nel 2001 Cinzia Zappacosta decise di aprire una ditta artigianale di pasta fresca e dolci, concretizzando quello che era il suo sogno. Nel 2007 scoprì casualmente di essere celiaca e dopo di lei anche i suoi figli. Proprio dalle loro esigenze alimentari e dalla necessità di avere un prodotto fresco, in alternativa a quello a lunga conservazione, ha trasformato la sua precedente attività in quella che è l’alternativa al grano. La struttura, molto spaziosa, sarà il luogo di produzione di pane, pasta, dolci, gelati e di altre specialità alimentari da asporto, ma anche bar, caffetteria, gelateria, con una piccola enoteca. Si può fare la colazione, la pausa pranzo, si può prendere l’aperitivo e si possono festeggiare piccoli eventi. Alternativa al Grano, offre specialità alimentari realizzate con farine senza glutine e ingredienti naturali, freschissimi di alta qualità per chi, a qualunque età, deve seguire particolari regimi dietetici o ha accertato particolari intolleranze alimentari, ma non vuole rinunciare al gusto delle cose buone e genuine, preparate con l’esperienza di oltre dieci anni di attività, di Cinzia.Cinzia prepara personalmente i cibi, con passione e con cura, nella scelta di materie prime genuine. Cinzia è una donna molto determinata ed ha intenzione di aprire, a breve, un’attività di franchising in Abruzzo, con il marchio “Alternativa al Grano”.

Scritto da: Luciano Pellegrini
Le foto sono al link: Alternativa al grano

11 ottobre 2013

Chieti - Esodati e 50nni furbetti

In questi mesi si fa tanto parlare degli «esodati» come vittime di un sistema che li ha espulsi dal mondo del lavoro. Ma non per tutti è così: diciamolo per rispetto di quelli che: «sfigati del '52» debbono invece lavorare fino a sei anni di più rispetto a prima, per poter andare in pensione! Molti di loro avevano già programmato un'altra vita da pensionato imminente, con investimenti e prospettive a breve termine (viaggi, traslochi in altre nazioni, altri lavori, gestione della famiglia e dei figli, assistenza ai genitori? ecc.) ed invece, calpestati i diritti acquisiti, si sono trovati a dover lavorare per molti più anni. Ricordo che nell'estate del 2011, quando ogni giorno circolavano voci allarmanti riguardo alle pensioni, tanta gente veniva consigliata di licenziarsi per poter andare in pensione con i vecchi diritti del vecchio regime pensionistico di lì a pochi mesi o anni, «fregando» così tutti gli altri!. Molti di questi hanno fatto i furbi, licenziandosi volontariamente in anticipo, molti allettati da incentivi, come i bancari o dipendenti di altri enti, avendo garantito 4/5 anni di ferie con una rendita del 70% dello stipendio, sicuri poi di poter passare direttamente alla pensione. Ma questo non è accaduto e quindi, dopo aver approfittato di questa opportunità, ora sono disperati per gli anni scoperti e pretendono di essere messi in pensione anticipata. Sono assolutamente solidale con i cassaintegrati o i licenziati che non hanno alcuna prospettiva di lavoro e quindi hanno tutto il diritto di reclamare una soluzione a questo problema, ma con gli «esodati furbi» che hanno fatto una scelta opportunistica no!

nonnoenio

29 settembre 2013

Chieti - Diritti negati ai giovani studenti


La sentenza del Tar di Milano, che alcuni mesi fa, ha accolto il ricorso di alcuni professori e ha bocciato l'uso dell'inglese in maniera esclusiva per le lauree specialistiche e i dottorati del Politecnico è emblematica di quali sono i valori dominanti - e di conseguenza i diritti difesi - nell'Italia di oggi. Di fronte alla decisione innovativa e decisamente competitiva di una delle migliori università scientifico-tecnologiche del Paese, di introdurre dal prossimo anno, i corsi di specializzazione totalmente in lingua inglese, alcuni docenti hanno fatto ricorso al Tar per fermare la decisione del rettore. Il Tar ha dato loro ragione, tirando in ballo il regio decreto del 1933 che impone l'italiano come lingua ufficiale per l'insegnamento in tutte le università della penisola. Inoltre, ha sostenuto il tribunale amministrativo lombardo, tale decisione «incide in maniera esorbitante sulla libertà di insegnamento», perché imporrebbe ai professori di specializzazione di una laurea internazionale di conoscere l'inglese. E poi violerebbe «il diritto allo studio», costringendo gli studenti a studiare in inglese, anche gli studenti di ceto sociale più basso che non posso permettersi di viaggiare e apprendere la lingua all'estero. Passi il plauso alla sentenza da parte dell'Accademia della Crusca per cui l'italiano ha da essere difeso e promosso nel mondo (ma gli ingegneri che lavorano in Cina o nei Paesi arabi poi parlano italiano con i loro colleghi stranieri?). Ciò che più impressiona e spiega molto del perché l'Italia ha una disoccupazione giovanile che sfiora il 40% ed arriva appena 42ª nella classifica mondiale per competitività e innovazione, è che a promuovere il ricorso sia stata una parte dei professori universitari, quelli della specialistica, secondo i quali la loro libertà d'insegnamento veniva violata dall'obbligo di sapere l'inglese.E la decisione del Politecnico - a loro dire - non tutelava a sufficienza «il primato della lingua italiana sancito dalla Costituzione».

nonnoenio

23 settembre 2013

Chieti - Giovanni Chiarini



Sabato pomeriggio, 21 settembre, mi trovavo al terrazzo superiore della villa comunale di Chieti, vicino alla bellissima villa Frigerj,in stile neoclassico, che ospita il Museo Archeologico Nazionale, uno dei più importanti in Italia, sia per le collezioni di reperti dell'area abruzzese e principalmente per il Guerriero di Capestrano (VI sec.a.c.), Mi ero fermato ad ammirare dal belvedere, l’immenso panorama sulla Maiella, il Gran Sasso, la vallata del Pescara, il mare. Per tornare alla villa comunale, ho scelto di camminare sul viale che passa vicino all’ex ospedale militare, oggi chiuso, nella speranza che non venga svenduto. Ecco, che una voce mi chiama, Luciano…, Luciano. Un sobbalzo e…, non poteva che essere Giovanni Chiarini. Mi avvicino all’area dove la statua è custodita, abbandonata, avvolta in una busta di plastica e posizionata su un armadio. Come stai Giovanni, felice di sentirti? E’ trascorso quasi un anno, era l’11 ottobre del 2012 quando ci siamo visti. L’anno è volato, io sono ancora qui dentro, dimenticato. E pensare che ho dato importanza alla mia città, quando fui scelto nella primavera del 1876, avevo 27 anni,per la spedizione ai laghi equatoriali, organizzata dalla Società Geografica Italiana, nella regione dello Scioa, (Etiopia centrale, L'attuale capitale etiopa Addis Abeba è situata al centro di questa regione),

Dalla regione dello Scioa, mi spostai verso meridione, nel regno del Limu, che raggiunsi con molte difficoltà, insieme ad un altro esploratore, Antonio Cecchi, nel mese di febbraio del 1879, Presso la residenza della regina di Ghera, fummo imprigionati .Purtroppo, per gli stenti della prigionia e la malaria, cessai di vivere il 5 ottobre 1879, tra le braccia di Antonio Cecchi. Ebbi la forza di dettare all’amico questo mio pensiero: Mio caro, riferisci alla Società Geografica, che io muoio sulla breccia, per fare il mio dovere; che mi dispiace, più che morire, non poterlo compiere fino all'ultimo, fino ai Laghi Equatoriali, dove la nostra spedizione doveva giungere. Saluta tutti i signori della Società, e non dimenticare di baciare per me, la povera mamma mia. Pensare che la mia salma,nel 1884, fu restituita a Chieti, e la mia città mi rese solenni onoranze funebri. Mi avevano collocato alla Villa Comunale in un posto dignitoso…poi eccomi qua abbandonato! Purtroppo, caro Giovanni, io ho fatto tutto quello che potevo, per sensibilizzare l’amministrazione comunale, non ci sono riuscito! Ti ringrazio perché c’è un altro amico, Eugenio di Francesco, Tetè per gli amici, grande maestro di sci, che fa moltissimo per me. Sono venuto a conoscenza, perché ho la fortuna di informarmi, che giorni fa, ha inviato una lettera al sindaco, alla sovraintendenza dei beni storici artistici e ambientali, e per conoscenza alla procura, per avere mie notizie. Siete pochi a tutelare la mia causa, perché i cittadini sono indifferenti. Fanno la passeggiata, si uniscono in gruppi per parlare di cose che io reputo inutili, fanno pettegolezzi quando passa una bella donna, ma nessuno che si dà da fare in mio favore. Questa tua analisi è vera è una triste realtà. Se non ti sei informato, ti metto al corrente che, causa un “ incidente di percorso”, non mi interesserò più della cronaca cittadina. Ho sempre criticato costruttivamente, segnalando all’amministrazione comunale, situazioni critiche per la città ed i cittadini e suggerendo come risolverli, anche a costo zero! L’amministrazione tutta mi vuole bene, hanno anche risolto, per dovere di cronaca, mie diverse segnalazioni, poi…l’incidente di percorso! Sono in partenza per la Spagna ,Oviedo, nell’Asturia. Mi fermo due settimane. Sono certo che avrai apprezzato il mio reportage su questa città e la regione Asturia, dove funziona tutto. Ti prego Luciano ripensaci, se mi abbandoni resterò qui per sempre. Purtroppo Giovanni, la mia decisione è definitiva. Scriverò recensioni, reportage, mi dedicherò più alla cultura, all’ambiente, ma non temere, non ti abbandonerò. Siamo due, ma faremo di tutto per farti tornare a vedere la gente in un posto dignitoso. Ad Oviedo ci sono circa 100 statue di bronzo. Ognuna è sistemata in una piazza, con fontana, (le fontane qui sono rotonde…), panchine, aiuole. Possibile che a Chieti non si trova un posto per te?
Ti saluto ed a presto!

20 settembre 2013

Chieti - Guido Crepax e la sua Valentina


All'epoca (metà degli anni Sessanta), il fumetto ancora non era stato «sdoganato», nonostante l'impegno di alcuni - e, in primo luogo, di Oreste Del Buono e Umberto Eco - che ne avevano compreso l'importanza e l'intelligenza. E dunque, in quegli anni, la passione per i fumetti negli adulti veniva considerata, se non una sorta di «vizio», un segnale di regressione infantile. Comunque, questo era il giudizio, si trattava di un sottogenere, futile e plebeo. Fu la rivista «Linus», appunto nel 1965, a pubblicare le prime tavole di Crepax e della sua Valentina, il personaggio più noto e amato e - insieme a Bianca - il meglio riuscito. E fu il tratto di Crepax e il personaggio di quella fotografa milanese, emancipata e tenera, coraggiosa e passionale, a rappresentare - insieme a molti altri segni - un cambiamento culturale e, in qualche modo, politico, che possiamo definire (e questa volta non è una esagerazione) «epocale». Ma il ruolo di innovatore svolto da Crepax nel campo proprio delle «bande disegnate» (l'impaginazione, il montaggio cinematografico, l'esaltazione del dettaglio, la zoommata) passa in secondo piano rispetto alla funzione di rinnovamento culturale svolta dalle sue storie. Non mi riferisco, certo, ai riferimenti più propriamente politici (Crepax era trotzkista e tracce e citazioni di questa scelta si coglievano nelle sue tavole). Penso, piuttosto, all'immagine femminile e, in generale, alla concezione dell'erotismo che quelle donne e quegli uomini (laterali e appartati, ma non certo insignificanti) trasmettevano. Qui, davvero, Crepax e i suoi personaggi sono un rivelatore «segno dei tempi»: quelle donne non sono, ancora, le stereotipate figurine della caricatura femminista (e, soprattutto, antifemminista) né del successivo consumismo mondano-sessuale. Sono donne talvolta sull'orlo di una crisi di nervi, ma per inquietudine e felicità, per voglia di libertà e ansia di conoscenza e desiderio di autonomia: sono le donne delle canzoni di Ornella Vanoni e, dieci anni dopo, di Fiorella Mannoia (quelle che hanno «troppa fantasia» e che se dicono una bugia «è una mancata verità»: e se si confondono un po' «è per la voglia di capire»)....

nonnoenio

19 settembre 2013

Chieti - Minibanda dei Vigili del Fuoco

L’ANVVF - Associazione Nazionale Vigili del Fuoco del Corpo Nazionale - è una Organizzazione di volontariato che raggruppa i vigili del fuoco che hanno lasciato il servizio, in una unica grande associazione. L’associazione Nazionale propone il progetto della solidarietà civile, sociale, culturale, non ha scopi di lucro ed è apartitica. In nome della solidarietà con i cittadini e con i Vigili del Fuoco in servizio, il suo motto è: Firmissima est Inter Pares  Amicitia”, (L'amicizia è più forte tra uguali). Collabora e partecipa con l’UNICEF aderendo a tutte le sue iniziative, promosse in favore ed a protezione dei bambini. Gli iscritti in Italia sono circa 1100 volontari, impiegati per le attività sussidiarie e di supporto al Corpo Nazionale, per eventi calamitosi, ai quali bisogna aggiungere circa diecimila iscritti, (censimento anno 2012), di cui 1600 donne. A Chieti, il Presidente Antonio Carlone, il 31 marzo 2012, presso la sede dell’Associazione Provinciale, ha deliberato con il consiglio direttivo, la nascita della Banda Giovanile dei Vigili del Fuoco, con la proposta di chiamarla “MINI BANDA VIGILI DEL FUOCO”. Fra le tante idee, il Presidente CARLONE, si propone di rinforzare la cultura e la tradizione bandistica del Corpo dei Vigili del Fuoco, ovunque ne venga fatta richiesta,creare una scuola di musica, che offra gratuitamente agli associati elementi di cultura e tecniche musicali ed infine di promuovere occasioni di ascolto della musica, esecuzioni di concerti, incontri e dibattiti. La Mini Banda è composta da circa 40 ragazzi e ragazze, con età compresa dai 7 ai 17 anni. Impegnativa è la loro formazione musicale e vengono pazientemente e ottimamente seguiti nella loro preparazione, dai maestri D’URBANO Orazio e COLALONGO Walter. Effettuano le prove due volte a settimana, della durata di due ore, presso l’aula magna del comando provinciale di Chieti. Tutto questo è possibile per la collaborazione dei genitori, che accompagnano con pazienza alle prove i loro figli minorenni, in quanto la maggior parte di loro risiede nei comuni di Chieti e di Pescara. A dare prestigio alla banda è, che i ragazzi frequentano tutti il conservatorio e riescono a conciliare questa passione con lo studio. La divisa ufficiale è molto dignitosa: pantaloni e giacca blu, camicia, cravatta, scarpe nere, cappello, (quello femminile ha un altro modello), e lo stemma. Indossano anche l’abito da lavoro, che è la divisa dei vigili del fuoco. Pur essendo alle prime armi, hanno fatto diversi concerti e si sono esibiti alla televisione nazionale di Rai 3 Abruzzo, in occasione della trasmissione “ mezzogiorno in famiglia”. Il loro programma comprende già molti brani e ovviamente sono esperti di due composizioni, l’Inno di Mameli e il loro inno ufficiale nazionale (Anteprima) .


Complimenti a questi giovanissimi ragazzi che fanno cultura, impegnati a scuola e al conservatorio; nei concerti ricevono un “contentino” di 10 euro…ma sono contentissimi. E’ poco? Ma ogni ragazzo se lo è guadagnato.

Per le foto collegarsi al Link: Minibanda Vigili del Fuoco di Chieti

Scritto da: Luciano Pellegrini

11 settembre 2013

Chieti - Troppi bambini rom, troppi stranieri in classe


Troppi bambini rom, troppi stranieri in classe, meglio cambiare scuola: l'hanno pensata così  i genitori di due elementari, una nel bergamasco e l'altra nel novarese. La cronaca lo registra lo stesso giorno in cui Papa Francesco ha lanciato forte il suo appello all'accoglienza, a «non avere paura delle differenze», ad aprire i conventi chiusi per ospitare i rifugiati. Nel novarese, a Landiona, 600 abitanti, la grana è scoppiata proprio il primo giorno di scuola. I bimbi rom iscritti sono 25, ma quelli che frequentano le lezioni sono molti di meno. Gli italiani sono solo una dozzina. La decisione di ritirare i bambini è un fatto di una gravità assoluta perchè questa storia getta discredito su tutto il paese( ...ma loro dicono:" non siamo razzisti" ). Si è trovata una soluzione «salomonica», invece,  per la prima elementare di Costa Volpiano, nel bergamasco: gli alunni stranieri, esattamente 14, saranno smistati in due sezioni. I genitori dei sette italiani, infatti, quando hanno visto la composizione della classe, hanno protestato. In tutti i casi le motivazioni, almeno quelle pubblicamente espresse dei genitori, sono legate all'apprendimento scolastico che temono sia compromesso per i loro figliuoli dalla presenza di piccoli stranieri e, peggio ancora, di piccoli nomadi. A nulla valgono le rassicurazioni degli operatori scolastici, le buone esperienze già compiute, che vedono spesso i bambini marocchini o albanesi o romeni avere un interesse per la scuola, una capacità di concentrazione e di comportamenti più disciplinati in classe."Il troppo storpia", recita un vecchio detto. L'Italia con l'accoglienza senza regole a quel troppo c'è già arrivata. Per la necessaria integrarazione di coloro che ci sono già, bisognerebbe fermare i nuovi che vorrebbero arrivare. Non possiamo ospitare l'intero medio oriente. Mio nipote aveva un rom e tre stranieri in classe. Ci sono sempre stati problemi di comportamento, danni e genitori stranieri totalmente assenti. Non andavano nemmeno a fine anno a ritirare la pagella.......

nonnoenio

06 settembre 2013

Chieti - L'abolizione Imu è una fregatura


 L'abolizione dell'Imu, che viene sbandierata come una grande vittoria dal Pdl, che ne aveva fatto un cavallo di battaglia durante la sua campagna elettorale, lascia freddo l'alleato di governo del centrodestra mentre la Lega Nord ne parla senza mezzi termini definendola una bella fregatura. «Il provvedimento sull'Imu corre il rischio di essere una fregatura del governo Letta per i cittadini. Sostituendo la tassa sulla prima casa con la Service Tax per il 2014, infatti, i contribuenti rischiano di pagare di più rispetto a quando c'era l'Imu» lo afferma in una nota il responsabile Economia e Sviluppo della Lega Nord. In effetti al momento, l'unica cosa certa in questa manovra pubblicitaria del governo, è la cancellazione della prima rata dell'Imu, visto che per la seconda ancora non si conoscono le coperture. Ci auguriamo almeno che il governo, se non cade subito il prossimo mese per i fatti riguardanti Berlusconi, a ottobre non si inventi nuove tasse per trovare le risorse che ancora non ha indicato.

nonnoenio