I nuovi progetti politici annunciati da Casini e da Alfano agitano ancora di più le acque già increspate della politica italiana. Facendo intuire come quella delle elezioni a ottobre non sia proprio un'ipotesi remota. Il PDL definisce «un'operazione virtuale» quella dei centristi. Mentre gli ex UDC non credono nella proposta che i pidiellini faranno uscire dal cassetto solo dopo le amministrative. Secondo il presidente di ItaliaFutura Cordero di Montezemolo, entrambi sarebbero solo operazioni di «marketing» visto che di «contenuti» non c'è nemmeno l'ombra. «Non è cooptando qualche tecnico», osserva, che si risolve il problema. E una bocciatura arriva anche dall'IDV: «Invertendo l'ordine degli addendi - ironizza Di Pietro - la somma non cambia» perchè non è «spostando i nomi» che si crea qualcosa di nuovo. Noi «non abbiamo bisogno di inventare nuovi partiti», rincara la dose Bossi, nè «nuovi trucchi che quando si usano vuol dire che non c'è un partito dietro». I «movimenti al centro», taglia corto il segretario PD Pierluigi Bersani, non rappresentano certo una «svolta epocale». Ma ai Democratici, afferma, «va bene» anche perchè loro, come ricorda Rosy Bindi, «l'operazione del secolo» l'hanno già fatta «e non si torna indietro». La prospettiva indicata da Casini sembra dividere poi il Terzo Polo. I finiani, infatti, di nuovo partito, a prescindere dai nomi, non ne vogliono sapere. «Noi - spiegano Fabio Granata e Carmelo Briguglio - un partito ce l'abbiamo ed è stato il primo a nascere in questa Terza Repubblica». Nè, incalza Granata, «abbiamo intenzione di salire su una sorta di predellino bis. Grazie. Abbiamo già dato». Sarebbe molto meglio, invece, precisa Briguglio, parlare di «Federazione a quattro» aperta a chi ci vorrà stare. Altrimenti, avverte, «ci incasineremo». Resta un altro grande nodo da sciogliere: quello della leadership. Chi coordinerà le varie anime pronte a confluire nella nuova creatura politica? Beppe Pisanu, lancia ufficialmente la candidatura di Casini «per superare il Pdl» in un nuovo partito a leadership collettiva. Ma tra i finiani il malumore è palpabile. Non scioglieranno mai Fli, assicurano, «nè per il diktat» di Casini, nè per «regalare a lui lo scettro del comando». Alfano, intanto, dopo l'annuncio del leader centrista, rilancia. E comunica che il nuovo soggetto politico, quello targato Pdl, non avrà bisogno di essere finanziato dalla politica («Perchè ci aiuterà chi avrà le nostre stesse idee»). Grazie, gli ribatte Pierluigi Mantini (Udc) che definisce «una burlesque» il progetto pidiellino, loro hanno «il miliardario!».
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