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22 aprile 2017

Chieti - Radiato il primo medico che dice no ai vaccini


La prima radiazione di un medico antivaccini è una svolta. Come dice il ministro per la salute Lorenzin, è una decisione che probabilmente farà “giurisprudenza”: rappresenta un precedente, di sicuro un messaggio forte e chiaro a quei pediatri che nutrono una serie di dubbi sull’opportunità di far fare dei vaccini ai bambini. Ad annunciare la radiazione è stato il presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss), Walter Ricciardi. Il dottor Roberto Gava, radiato dall'Ordine dei medici di Treviso per le sue posizioni contro i vaccini, «è stato condannato soltanto per le sue idee, idee ben fondate sull'esigenza di personalizzazione di ogni vaccinazione per prevenire i gravi pericoli e i vari danni da vaccino ai singoli pazienti, contro la vaccinazione indiscriminata di massa». Lo affermano in un post sul profilo Facebook del medico i suoi avvocati, Silvio Riondato e Giorgio Piccolotto. «In mancanza della motivazione che ritarda rispetto alla divulgata notizia sulla sanzione della radiazione inflitta al dottor Roberto Gava dall'Ordine dei medici di Treviso, la Difesa del dottor Gava - scrivono - nota che la radiazione è conforme alle attese fin dalle primissime fasi del procedimento, perché già allora il Presidente dell'Ordine Luigino Guarini ha comunicato a più persone che il procedimento contro Gava sarebbe stato un 'processo a Galileo Galilei', il quale com'è noto è stato ingiustamente e pesantemente condannato, come ora capita al dottor Gava».

@nonnoenio

25 febbraio 2017

Chieti - Maestri, errori e strafalcioni

Chi scivola sui calzini «rattopati» o viene invitato a «un’evento», chi discetta di musica e di «melodie disciendenti» o «aquista» un trolley nuovo fiammante. Il florilegio degli errori ortografici nei quali sono inciampati gli aspiranti maestri veneti nel «concorsone» avviato nel maggio scorso, coinvolgendo 175 mila candidati in tutta Italia, farebbe rivoltare Dante nella tomba. A svelare in modo impietoso quanto fallace sia la grammatica messa in campo dai futuri insegnanti è stato, dalle pagine del Corriere del Veneto, uno degli esaminatori chiamati a valutare le prove sottoposte ai giovani. Lo scritto ha bocciato nella regione al primo turno il 53% dei partecipanti, ammettendo all’orale solo 1.604 dei 3.410 candidati. Sono state sette le commissioni che si sono insediate per correggere i compiti, un lavoro durato mesi e concluso con la pubblicazione delle graduatorie. La correzione dello scritto è stata la più dolorosa, almeno per i cultori della lingua italiana, costretti a dribblare continuamente ‘orrorì grammaticali di ogni tipo. Gli stessi che vengono corretti anche ai bambini delle scuole elementari, le medesime in cui le maestre dovrebbero trasferire la cultura appresa.
nonnoenio

20 ottobre 2016

Chieti - Gli inglesi sono mai stati europei ?


Gli inglesi ormai da un pò fuori dall’Europa, tutti a meravigliarsi, ma questi signori, c'è da chiedersi, sono mai stati europei? Andando in Inghilterra è come se si è fuori dall’Europa, molto peggio che se viaggiassi in un Paese di un altro continente. Cambia propio tutto. Il cibo, la guida delle auto, la precedenza sulle strade, la misura della velocità, la misura del peso, la presa elettrica, le bevande, la conoscenza delle lingue straniere... Tutto, proprio tutto. È un altro mondo. Cambia perfino la storia, voglio dire la storia oggettiva, dell’Europa. Noi ci sediamo a tavola e mangiamo «cultura»: ogni piatto è cibo, sì, ma è anche gusto, eccitazione delle papille, storia, sapienza locale, tradizione. Mangiando, facciamo festa. Gli inglesi, mangiando, si nutrono e basta. Uno scrittore inglese racconta di un nipotino che protestava con la nonna: «Questo cibo non mi piace!», e la nonna gli dà una risposta illuminante: «Il cibo non deve piacere, deve solo nutrire». Se un inglese non mangia una volta in Italia, muore senza aver mai esercitato le sue papille gustative. Per le bevande è la stessa cosa. Quando sali nell’auto di un inglese, io l'ho fatto, sedendomi per abitudine davanti a destra. E loro a chiedermi: «Vuoi guidare?», perché quello per loro è il posto del guidatore. Agli incroci non sai mai chi ha la precedenza. Rischi sempre l’infarto. Se entri in una chiesa anglicana, gli altari sono pieni di cannoni. Loro hanno una chiesa nazionale, che si fa gloria delle glorie militari della nazione, e ha per capo il capo della nazione: il re. Loro sono un grandissimo popolo. Noi europei, a qualunque Stato apparteniamo, negli ultimi 200 anni abbiamo perduto una o più guerre, anche mondiali. Gli inglesi hanno sempre vinto contro tutti. Se noi italiani usciamo dall’Europa è perché l’Europa ci rifiuta. Gli inglesi escono dall’Europa perché loro la rifiutano. Non sono mai stati veramente europei.


05 ottobre 2016

Chieti - Quale sarà il nostro PIL nel 2017 ?


La storia non è nuova. È da almeno nove anni che l’esecutivo sbaglia a fare previsioni. Se avesse sempre indovinato, il nostro Pil dal 2007 ad oggi sarebbe cresciuto di almeno il 14% in più, il 2% all’anno. Un sogno. E per il 2017 ?  Il Def, il Documento di Economia e Finanza, prevede un rotondo 1%. Ma molti autorevoli istituti, dalla Banca d’Italia al Fmi fino all’Ufficio parlamentare del Bilancio, hanno già dichiarato il loro scetticismo e hanno previsto una crescita più contenuta, sia pure di pochi decimali. Gli ennesimi «gufi» renziani, o c’è qualcosa di più? Chi ha ragione? Partiamo da alcuni dati. L’economia mondiale, nella seconda parte dell’anno, ha ridotto i suoi ritmi di crescita. Lo scenario internazionale non promette nulla di buono e proliferano tensioni ed emergenze. Due fra tutte: ripresa del terrorismo e migranti. Non vanno meglio le cose nel Vecchio Continente. Nei prossimi mesi l’Europa sconterà l’effetto Brexit: l’uscita della Gran Bretagna dall’Ue potrebbe costare fino a mezzo punto di Pil. A farne le spese saranno soprattutto i Paesi che esportano di più verso l’Inghilterra, come l’Italia. A questo occorre poi aggiungere almeno altre due variabili negative. Finora la Bce ha sostenuto l’economia inondando i mercati con miliardi di euro. Una pioggia che nei prossimi mesi diminuirà o sparirà del tutto. Con un effetto immediato sui tassi di interesse e, quindi, sugli oneri dei Paesi più indebitati. Il riferimento all’Italia è fortemente voluto. C’è poi da affrontare l’emergenza del credito. Le banche, dopo otto anni di recessione, hanno accumulato centinaia di miliardi di sofferenze. Una situazione che rischia di ridurre fortemente i margini per gli investimenti. E, allora, come mai il governo è così ottimista?

 

23 agosto 2016

Chieti - Il posto fisso non abita più quì


Finiti i benefici degli sgravi fiscali si offrono contratti a scadenza. Con un aumento dell’apprendistato Il posto fisso non abita più qui, nemmeno in Abruzzo. Un’evidenza, per la verità, nemmeno nuovissima ma rimarcata con forza dall’ultimo rapporto dell’Osservatorio del mercato del lavoro.Vi erano stati segnali molto incoraggianti nello scorso anno che, però, alla verifica a distanza di 12 mesi non si sono confermati. Vediamo il perché: la precedente normativa, per le assunzioni effettuate entro il 31 dicembre 2015, favoriva i datori di lavoro. Come? Consentiva uno sgravio totale triennale dei contributi dovuti all’Inps. Il tutto entro un limite massimo di 8000 euro all’anno. La legge di Stabilità ha ridotto il periodo massimo di sgravi a 24 mesi e l’esonero del versamento ha subito pure una notevole sforbiciata: il 40 per cento dei contributi previdenziali sino ad un massimo di 3200 euro all’anno.Tutta questa premessa per dire che il forte calo dei benefici contributivi si è subito riverberato sulle assunzioni a contratto indeterminato.

@nonnoenio

22 aprile 2015

Chieti - Voja de lavorà saltami addosso....


Sembra una barzelletta, in una italia senza lavoro e con i giovani spesso a spasso ma l'80% di essi dice no al lavoro all'Expo. L'offerta di lavoro era chiara, piuttosto allettante e rivolta ai giovani under 29: 600 posti per un periodo di sei mesi, stipendio tra i 1.300 e i 1.500 euro netti al mese. E il posto di lavoro non era certo banale: l'Expo. A questo punto ci si potrebbe immaginare una «caccia al posto», migliaia di domande, richieste, curriculum inviati a fronte di pochi posti. Invece no, anzi: la notizia è l'esatto contrario. Otto giovani su dieci hanno rifiutato il posto. Dopo una prima fase di analisi dei curriculum il 46% dei selezionati ha rinunciato. E anche nella seconda fase, a un passo dalla firma del contratto, altri ripensamenti. Alla fine circa l'80% dei ragazzi ha detto no quando sarebbe bastato solo firmare il contratto.Chissà, forse perché il lavoro era a tempo determinato, forse perché avrebbe occupato tutta l'estate, forse perché anche sabati e domeniche sarebbero stati «persi», forse perché lo stipendio non era abbastanza elevato (si parla di oltre diecimila euro in sei mesi, tra l'altro in un posto senza dubbio affascinante come l'Expo), ma la realtà dei fatti, come riporta il Corriere di oggi, è che 8 su 10 hanno detto no.Valli a capire sti giovanotti... io durante le vacanze facevo carte false per andare a lavorare allo zuccherificio di Chieti Scalo per soli due mesi, per guadagnare qualche liretta....
@nonnoenio


11 novembre 2014

Chieti - Traffico bloccato


Un altro mezzogiorno di fuoco! Ore 12 di Giovedì 6 novembre, Via Arniense a Chieti. Traffico bloccato, autisti spazientiti, clacson impazziti. Una vettura da città… si fa per dire… Un fuoristrada SUV PICK UP della Mitsubishi, lunga appena… 4 metri , parcheggiata in via Arniense, quasi all’altezza dell’ex pescheria, che ha bloccato il traffico. Alcuni cittadini hanno giustificato il proprietario che ha parcheggiato in quel modo, perché non ci ha fatto caso! Come si può pensare di usare un “quasi camion” e parcheggiarla nel centro storico di una piccola città, dove non ci sono parcheggi e con piccole strade a senso unico? Infatti, il centro storico si è bloccato, ma grazie ai vigili, il traffico è stato fatto deviare su Via Toppi. Non finisce qui… Ore 12.30… ci risiamo! Nuovamente il traffico si blocca allo stesso punto. Infatti, una vettura ha preso il posto del Suv, vettura più piccola, ma ugualmente ingombrante. Dopo circa un quarto d’ora arriva il proprietario, meravigliato! Sembrerebbe, come hanno detto i presenti, che era un ex componente della giunta provinciale…, un ex assessore, ma non c’è la sicurezza. Quindi… meglio farsi i fatti propri e cancellare il numero di targa! Un suggerimento al sindaco per risolvere definitivamente il ripetersi del traffico bloccato sempre in questo tratto di strada. Togliere il parcheggio, “già sento le mie orecchie fischiare”, ma è l’unica soluzione.

Scritto da: Luciano Pellegrini
Le foto sono al link: Traffico Bloccato

24 settembre 2014

Chieti - Antenna travestita


In Abruzzo, cento ne pensano e altrettanto ne fanno. Ultimamente si è assistito ad un tentativo un pò bizzarro di mimetizzare la tecnologia con la natura che non piace affatto alla gente del luogo che ha intrapreso contro la Wind, la solita partita italiota di ping pong giudiziario, fra Tribunale amministrativo e Consiglio di stato. Sembra un albero di Natale, ma gli esperti assicurano che non si tratta di abete ma di cipresso. Mancano le palline e i festoni, è vero, ma da qui a dicembre c’è ancora tempo per completare l’opera. Intanto c’è la sorpresa: i rami, infatti, nascondono (si fa per dire) un’antennona per telefonini cellulari. Il mammozzo, un traliccio alto una trentina di metri, è stato piantato fra l’abbazia di San Giovanni in Venere e Fossacesia marina. Per il momento pare abbia la meglio il gestore di telefonini, ma non è detta l'ultima parola. È piuttosto maldestra l’idea di travestire da albero un traliccio di metallo, ma se dovesse passare, non si esclude che a qualcuno possa saltare in testa di mimetizzare con falsi balenotteri di plastica le trivelle petrolifere davanti ad Ortona nell'Adriatico e magari trasformare dette piattaforme, in isolotti per andarci a prendere il sole d'estate....

nonnoenio

31 luglio 2014

Chieti - Altri casini alla D'Annunzio


Da noi c'è un detto : " Mo’ te vu sta' da lu ride" (adesso non ti puoi esimere dal ridere). La Corte dei Conti ha scoperto, tramite suoi ispettori, che all'università D'Annunzio, 300 dipendenti hanno percepito dal 2001 ad oggi, indennità salariali non dovute e se ne chiede loro la restituzione. Quattordici milioni sottratti e non bruscolini signori, di IMA (indennità mensile di ateneo). Già da tempo questo salario ACCESSORIO era nell'occhio del ciclone, prova ne è che questi signori temendo la restituzione e sentendosi bruciare l’erba sotto il culo,  hanno fatto una manifestazione farsa, a inizio anno, indossando delle T-Shirt con le scritte: "Giù le mani dall'IMA”. Ma gli ispettori del ministero dell'Economia non si sono lasciati impressionare da queste cialtronerie, hanno motivato la loro azione in 130 pagine di relazione dettagliata. Il direttore generale adesso in attesa che si chiarisca la faccenda, ha bloccato da questo mese, l'erogazione del salario aggiuntivo in questione. Adesso vedremo se le regole dello stato verranno eseguite e il direttore generale le farà rispettare. Questa comunque non è la sola rogna di questa Università, che viene accusata dai media, di “ingressi” facilitati,  per avere, pare, sempre pieno il “carnè” di nuovi studenti iscritti ogni anno. Ma questa è un’altra brutta storia….

nonnoenio
 

28 giugno 2014

Chieti - Una Università di mediocri produce falliti

Chissà se Renzino lo sà? In Italia esistono due settori della vita pubblica intoccabili: l’università e la magistratura. Dalla prima ci si attende la selezione della classe dirigente di un Paese, la ricerca, l’innovazione, la spinta verso il merito e l’eccellenza. Dalla seconda una cosa semplice, quella sulla quale si fonda la democrazia: giustizia applicata con equilibrio, non a caso il simbolo è la bilancia. Ebbene, né l’università né la giustizia soddisfano questa aspirazione di noi cittadini, anzi spesso la ignorano e la calpestano. Chiunque abbia provato a rimettere a posto il cortocircuito presente nelle due istituzioni, c’è rimasto secco. L’università e la giustizia sono lo specchio di un Paese, indicano con buona attendibilità il suo stato di salute, la sua capacità di andare avanti nel club di quelli che contano, sono la catapulta per proiettarsi nel futuro. L’università italiana è un disastro corporativo, è studiata non per formare la classe dirigente, ma per sfornare laureati sulla carta che in gran parte andranno poi a fare un lavoro diverso da quello che sognavano.Uno dei paesi più industrializzati del mondo, l’Italia, ha una catena dell’alta educazione arrugginita, in gran parte inutile, incapace di dare ai giovani e alle loro famiglie una prospettiva per il futuro. Le università più forti sono inserite in un mercato globale che punta a tre obiettivi: avere i migliori studenti, i migliori docenti e i più cospicui finanziamenti per la ricerca. È questa competizione che crea l’eccellenza. Da noi, in Italia, tutto ciò non esiste. Noi abbiamo i baroni e i fuori corso uniti nella lotta, le cattedre ai parenti e le assemblee permanenti. Cari ragazzi, tenetevi pure tutto questo. Avete un destino già scritto: oggi sarete rivoluzionari per un giorno, domani avrete un’intera vita da falliti.

nonnoenio

24 aprile 2014

Chieti - Sic transit gloria mundi


Quel volto sorridente con nella mano destra un libro dal titolo «Le grandi riforme» rappresenta, del tutto involontariamente, il detto latino «Sic transit gloria mundi» ora che dovrà andare (almeno qualche ora) al centro per anziani e disabili vicino casa per espiare una condanna per frode fiscale. E quel volto sorridente di  Silvio Berlusconi, scolpito nel marmo, è l'archetipo di una politica che sembra essere finita se non altro perché l'anagrafe anche per il Cav (ex Cav) è implacabile. Tuttavia, quell'enorme scultura realizzata diversi anni fa con un masso di roccia a forma di cima proveniente dalla cava dell'altopiano di Asiago, ora giace in un anonimo piazzale della Bassa Valsugana, ai bordi della Statale 47. Un destino ben diverso da quello che si proponevano gli ideatori della mega statua: artigiani, imprenditori della Valsugana ma anche di Belluno e Vicenza. Cinquanta quintali di marmo come le migliori statue dei Ciaucescu e dei Bresnev, figli di un comunismo ormai defunto. Era il 2006 e quella statua realizzata dallo scultore Gianni Gnesotto «Geso da Campese» doveva finire all'interno della villa di Arcore vicino al mausoleo che entrerà in funzione alla dipartita di Silvio. Ma quell'effige di Silvio Berlusconi non è mai partita dalla Valsugana e l'investimento di 25 mila euro naufragato miseramente ai bordi di una strada di periferia.

nonnoenio


12 marzo 2014

Chieti- La Carfagna difende il suo datore di lavoro


Ve la ricordate la Carfagna, quella che ha militatato prima in Fi, poi nel Pdl e adesso in Fi, si quella che era più di un'amica, di un certo Bocchino, un altro di quelle mezze figure al servo di un padrone, quello per intenderci, che bazzicava nel gruppo di Fini ? Oggi esordisce dicendoci: "Per il vecchio Partito democratico Silvio Berlusconi è un'ossessione che dovrebbe essere studiata clinicamente. Che tristezza! ". Lo ha detto, naturamente su Twitter, la portavoce del gruppo Forza Italia. La brava e bella Mara Carfagna, ha commentato quanto dichiarato dall'ex segretario del Pd Pierluigi Bersani, quello che avrebbe dovuto smacchiare il giaguaro, che poi perso le elezioni stravinte, è stato messo via da Renzi. E si il "vecchiaccio", messo da parte dal partito, tenta di rientrare in gioco esternando: "Ho detto che capisco le intese e gli accordi, ma non capisco chè Berlusconi debba avere l'ultima parola. Non c'è nessuna ragione". Signori, queste sarebbero le donne che hanno fatto carriera per bravura e acume politico? Se è cosi non vale la pena fare in modo che si raggiunga la parità di genere.

nonnoenio


09 dicembre 2013

Una strana giornata a Chieti


Pura coincidenza, ma a Chieti, a mezzogiorno, spesso il traffico si blocca. Ore 12 di lunedì 9 dicembre, in via Arniense, in pieno centro storico, strada stretta ed a senso unico, un veicolo commerciale parcheggiato. L’autobus urbano n° 7 non ce la fa a passare. I minuti trascorrono, la fila delle vetture aumenta, i clacson che suonano procurando anche inquinamento acustico, l’autista non si vede. Fortunatamente che gli automobilisti, con il “fai da te”, hanno preso la via di fuga di via Toppi, altrimenti la fila chissà dove sarebbe arrivata e le imprecazioni sarebbero salite al cielo. E’ impossibile darsi una spiegazione ed entrare nella testa dell’autista che ha parcheggiato in questo modo. Il mezzo è largo, la strada è stretta, di fronte ci sono i paletti per proteggere i pedoni. L'autista ha scelto di parcheggiare e se ne è andato, senz’altro per lavoro, che però è durato circa 20 minuti. E’ tornato con aria  indifferente, senza chiedere scusa, come se gli fosse concesso, è un suo diritto, parcheggiare, assentarsi, bloccare il traffico. L'amministrazione comunale deve far rispettare l’obbligo di carico e scarico merci in orari con poco movimento, è fondamentale. Mi sono attivato a chiamare l’assessore al traffico Antonio Viola per far intervenire una pattuglia di vigili urbani. Giusta sarebbe stata una multa, così da far ragionare questo autista la prossima volta. Intanto, un’altra giornata strana, dove ognuno pensa di fare quello che vuole.

Scritto da Luciano pellegrini



29 settembre 2013

Chieti - Diritti negati ai giovani studenti


La sentenza del Tar di Milano, che alcuni mesi fa, ha accolto il ricorso di alcuni professori e ha bocciato l'uso dell'inglese in maniera esclusiva per le lauree specialistiche e i dottorati del Politecnico è emblematica di quali sono i valori dominanti - e di conseguenza i diritti difesi - nell'Italia di oggi. Di fronte alla decisione innovativa e decisamente competitiva di una delle migliori università scientifico-tecnologiche del Paese, di introdurre dal prossimo anno, i corsi di specializzazione totalmente in lingua inglese, alcuni docenti hanno fatto ricorso al Tar per fermare la decisione del rettore. Il Tar ha dato loro ragione, tirando in ballo il regio decreto del 1933 che impone l'italiano come lingua ufficiale per l'insegnamento in tutte le università della penisola. Inoltre, ha sostenuto il tribunale amministrativo lombardo, tale decisione «incide in maniera esorbitante sulla libertà di insegnamento», perché imporrebbe ai professori di specializzazione di una laurea internazionale di conoscere l'inglese. E poi violerebbe «il diritto allo studio», costringendo gli studenti a studiare in inglese, anche gli studenti di ceto sociale più basso che non posso permettersi di viaggiare e apprendere la lingua all'estero. Passi il plauso alla sentenza da parte dell'Accademia della Crusca per cui l'italiano ha da essere difeso e promosso nel mondo (ma gli ingegneri che lavorano in Cina o nei Paesi arabi poi parlano italiano con i loro colleghi stranieri?). Ciò che più impressiona e spiega molto del perché l'Italia ha una disoccupazione giovanile che sfiora il 40% ed arriva appena 42ª nella classifica mondiale per competitività e innovazione, è che a promuovere il ricorso sia stata una parte dei professori universitari, quelli della specialistica, secondo i quali la loro libertà d'insegnamento veniva violata dall'obbligo di sapere l'inglese.E la decisione del Politecnico - a loro dire - non tutelava a sufficienza «il primato della lingua italiana sancito dalla Costituzione».

nonnoenio

16 agosto 2013

Chieti - ARPA scelte a danno dei cittadini



Nuovamente una offesa verso i cittadini di Chieti da parte dell’’Arpa  Società Autolinee Regionali Pubbliche Abruzzesi (ARPA) Spa, società di tipo privatistico, sia pure a capitale interamente pubblico. Il 15 agosto, ferragosto, ha soppresso le corse per Francavilla, il cosiddetto “servizio per il mare”. Giornata, invece, che avrebbe dovuto avere più corse. Non ho trovato avvisi sulla pagina WEB né all’interno degli autobus, per la soppressione di queste corse. Bastava aggiungere nelle note, sul cartaceo e sul web…, che in questa data le corse non vengono effettuate, come è d’uso per altri gestori di servizio pubblico. Per l’ARPA questa forma di educazione non esiste. Ho cercato di telefonare al servizio movimento, ma nessuna risposta. Quindi, dopo aver aspettato invano mezz’ora l’autobus delle ore 8.00 in partenza da ChietiScalo,ho rinunciato, optando controvoglia,  a prendere l’autobus per Pescara e da qui l’autobus per Francavilla… due ore…! Il guaio è che nessuno interviene per evitare queste scelte a danno dei cittadini che pagano le tasse, le quali tasse servono per pagare gli stipendi all’ARPA.

Scritto da: Luciano Pellegrini

05 aprile 2013

Chieti - Facce da saggi


La telefonata di una finta Margherita Hack fa scivolare Valerio Onida, presidente emerito della Consulta e membro del gruppo di lavoro istituzionale nominato da Giorgio Napolitano. Indotto da la «La Zanzara» di Radio24 ad ammettere l'inutilità dei «saggi» e di un dibattito destinato solo a «coprire lo stallo politico», il pesce d'aprile ritardato a Onida piomba nel silenzio ovattato dell'Archivio storico del Quirinale, dove i dieci scelti da Giorgio Napolitano sono riuniti a discutere di riforme istituzionali e priorità economiche. Ma nelle due sale arrivano anche le parole pronunciate dal Capo dello Stato in difesa dei facilitatori: «Non credo si stia perdendo tempo», dice rispondendo indirettamente a Matteo Renzi, tornato all'attacco sul punto. Ma ai giornalisti, che gli domandano se farà nuove consultazioni, il presidente risponde sibillino: «Sapete quello che sto facendo e quello che non farò». Per molti, la conferma che non ci saranno altre consultazioni se lo stallo persisterà e che comunque Napolitano non è intenzionato a ricandidarsi. Peccato che Onida i compensi che riceverà non li considera inutili... li intascherà alla faccia nostra! Questi più che saggi sono solo vecchietti furbi. Di solito un anziano è anche smalziato e non cade in trabocchetti di questo tipo. In ogni caso una cosa è certa un' ITALIA CHE AFFOGA in una mucillaggine di leggi e ordinamenti che la paralizzano che non è in grado ne di governarsi ne di riformarsi, deve essere commissariata se vuole rimanere nel consesso europeo.

nonnoenio

17 dicembre 2012

Chieti - Sempre di più i lavori che nessuno vuole fare


«Aaa cercasi idraulico urgentemente». Prima o poi le imprese nazionali saranno davvero costrette ad affiggere questo genere di annunci per reperire questa figura professionale, per la quale le imprese artigiane mettono in conto oltre 12 mesi di ricerca. Ma difficilissimi da trovare sono anche farmacisti, sviluppatori di software, infermieri, progettisti meccanici e metalmeccanici tra le professioni high skill. Tra le professioni intermedie, le aziende lamentano difficoltà di reperimento elevate per gli addetti alla reception e gli operatori di mensa.Tra gli operai specializzati, spicca la carenza di carpentieri. E poi mancano tornitori e autisti di pullman, mentre per le imprese artigiane gli introvabilì sono i copritetti e i pavimentatori, che si aggiungono alle carenze ormai "croniche" di idraulici, parrucchieri ed estetisti. Lo segnala il Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro dimostrando che, se scovare un lavoro oggi non è impresa facile, ci sono casi in cui i lavoratori in grado di svolgerlo sono vere e proprie "primule rosse": 117 mila per la precisione quelli considerati di difficile reperimento dal totale delle imprese dell'industria e dei servizi, di cui 28.540 quelli richiesti dalle aziende artigiane.

nonnoenio

21 giugno 2012

Chieti - Sonia, meritocrazia o raccomandazione?


Si parla di meritocrazia, la disoccupazione giovanile è alle stelle, il 30%, eppure non c’è vergogna ad assumere per raccomandazione. Alla faccia delle dichiarazioni di Fini intervenuto al convegno "Giornata della meritocrazia, equità, efficienza, emergenza", alla Camera, nella sala della Lupa, il 18 Giugno. …"Per molti aspetti possiamo dire che l'obiettivo dell'impegno per la meritocrazia è quello di produrre una grande svolta culturale per l'Italia". "Il successo economico di un Paese non dipende soltanto dalle strutture materiali e organizzative della produzione industriale e della fornitura dei servizi ma anche e soprattutto dalle risorse immateriali della ricerca, dell'innovazione e della valorizzazione dei talenti", ha sottolineato. Sfacciatamente, senza peli sulla lingua, Sonia Topazio, ieri attrice di film erotici firmati da Tinto Brass e oggi capoufficio stampa dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcaonologia, INGV, ha confessato che è stata assunta grazie a una raccomandazione di un politico. 

E’ stata atleta, poi nel mondo dello spettacolo, quindi precaria giornalista come ci tiene a far conoscere. Laureata, iscritta all’ordine dei giornalisti del Lazio, ma ha fatto gli esami per diventare giornalista professionista? Non ne parla…! Caro Monti questo cattivo esempio non ti fa riflettere? Perché non dai un segnale ai tanti giovani laureati, ai ricercatori che non hanno politici che li raccomandano, per mandarla a casa? Possibile che ancora impunemente si fanno certe scelte, fregandosene di tutti? Sei a conoscenza che sempre nell’INGV, a dirigere questo Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, arriva Massimo Ghilardi, laureato in sociologia politica che ha conseguito un diploma anche all'Isef ? 

Non ritieni che sia un affronto verso tutti i ricercatori, laureati, geologi, precari che potrebbero rivestire questo ruolo con cognizione di causa? Perché non leggi i commenti degli italiani sui social network – blog - giornali?







Scritto da: Luciano pellegrini

14 aprile 2012

Chieti - Minetti come la Nilde Iotti ?

Daniela Santanchè, la siliconata, ex sottosegretaria del governo Berlusconi, nota alle cronache più per le sue intemperanze verbali che per la sua finezza politica, ha ieri paragonato l'imputata, per istigazione alla prostituzione insieme a Emilio Fede, al tribunale di Milano, Nicole Minetti alla partigiana comunista, cofondatrice della Repubblica ed ex presidente della Camera, Nilde Iotti. «La Iotti faceva benissimo politica, ma nella stanza sopra le Botteghe Oscure (ex sede del Pci, ndr) faceva dell'altro... Una compagna comunista da amante di Togliatti a presidente della Camera dimostra che le scorciatoie aiutano. Se non fosse stata l'amante del leader del PCI non credo sarebbe mai diventata presidente della Camera. Anche la Minetti non doveva diventare consigliera regionale, ma le scorciatoie c'erano ieri come ci sono oggi, forse un tempo era anche peggio». L'ardito paragone ha ovviamente fatto finire nell'occhio del ciclone la deputata del Pdl. D'accordo con lei altre tre esponenti del suo partito, le deputate Beatrice Lorenzin e Jole Santelli e la senatrice Simona Vicari. Ovviamente, una bordata di critiche è piovuta sulla Santanché da molti esponenti del Pd, dell'Idv, di Fli, della sinistra. Comunque a prescindere dalle qualità politiche, se dovessi scegliere io come amante, ma è un mio parere personale, preferirei avere nel mio letto di gran lungo la Minetti. E voi ?

nonnoenio

19 novembre 2011

Chieti - Autobus come Go Kart

Chieti, Ore 8.00 del 18 novembre 2011. Salgo sull' autobus dell'Arpa che parte da Chieti alle ore 7,50 per Pescara, alla fermata di via S.Olivieri . E' l'Autobus " lungo", cioè ha due carrozze con lo snodo in mezzo perchè a questa ora ci sono molti passeggeri. E' curioso vederlo transitare per le nostre strade specialmente fare le curve come quella del Tricalle ed i rondò. Eppure sembra un gioco guidarli. Sono un nostalgico dei mezzi pubblici e li utilizzo sempre sia per brevi che lunghi spostamenti. In essi c'è un clima di coinvolgimento e socializzazione. Questa mattina però ho notato che qualcosa non andava. L'autista guidava questo " lungo mezzo" come un go kart. Velocità alta, alle curve quasi si inclinava... Alla curva del Tricalle, l'autista ha schiacciato il freno con più forza, o perchè la curva lo aveva preso troppo veloce o per motivi di traffico. Quindi le persone in piedi hanno fatto uno sforzo per non cadere. Insomma, io ed i passeggeri eravamo un po' tesi. Prima che scendessi all'università, mi sono avvicinato all'autista e gli ho fatto notare che aveva una guida " troppo allegra", ed era meglio andare più piano, frenare meno ed accarezzare le curve. Mi ha risposto: DEVO RISPETTARE L'ORARIO-VADO A 50 KM ORARI- CI SONO APPOGGI PER NON CADERE. Infatti per alzarmi dalla sedia e scendere ho dovuto fare ACROBAZIE per non cadere. Eppure non sono vecchio e le gambe mi " tengono" ancora in piedi.
Vorrei far presente ai responsabili dell'ARPA che se un mezzo va veloce e devi frenare è ovvio che è facile cadere... La velocità di 50 KM ora in città alle otto del mattino e con il traffico caotico in questa ora penso che non si può assolutamente raggiungerla. Per cui suggerisco agli incaricati di controllare l'ansia degli autisti , far loro rispettare i passeggeri e non creare pericolo. Sarebbe utile che in Italia si progettasse una iniziativa per realizzare gli autobus come a Londra. Si potrebbe bandire un concorso con queste caratteristiche: gli autobus devono avere almeno 72 posti a sedere, su due piani , piattaforma di accesso per i disabili, ecologici. E poi come sarebbe bello che a bordo ci fosse di nuovo il bigliettaio, un' altra vecchia tradizione dei gloriosi autobus di una volta, una figura che dava consigli e sicurezza ai passeggeri.

Scritto da: Luciano Pellegrini