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17 luglio 2017

Chieti - Il Re è tornato


Il Re è tornato. Roger Federer ha riconquistato la sua corona. Lo svizzero ha vinto oggi la finale del singolare maschile di Wimbledon, battendo il croato Marin Cilic, "menomato" per un problema al piede sinistro. Sull'erba del centrale dell'All England Lawn Tennis Club, l'elvetico ha conquistato facilmente, per l'ottava volta, il prestigioso torneo britannico, terza prova stagionale dello Slam. Federer, attuale numero 5 del mondo e terzo favorito del seeding, si è imposto con l'inequivocabile punteggio di 6-3 6-1 6-4, in solo un'ora e 40 minuti di gioco, sullo "sfortunato" Cilic.

16 aprile 2017

Chieti - Personaggi della nostra città


Sperando che questo mio atto possa essere di stimolo per la ricostruzione di una squadra di calcio nella mia città, il Chieti con le mitiche maglie nero verdi verticali, inizio oggi una nuova sequenza di foto di personaggi che hanno avuto a che fare col calcio di un passato remoto e che hanno calcato le strade della mia citta chiamandola : "Vecchie glorie e Presidenti" incominciando dalla foto quì sopra che ritrae l'indimenticabile mediano della "Pippo Massangioli" Domenico Mancinelli



Quì sopra è ritratto il dirigente della società calcistica teatina Giustino Paparella, appassionato anche di ciclismo, insieme ad un asso del pedale:Costanzo Girardengo.
 



Quì sopra invece si può ammirare un momento storico del calcio teatino, con dirigenti e vecchie glorie. Riconoscibili il portiere Giovanni D'Urbano (terzo da sinistra), il geimetra Attilio Civitarese (ultimo in piedi) e il mediano Domenico Mancinelli (ultimo seduto)


06 aprile 2017

Chieti - Defibrillatori presto obbligatori


A quasi quattro anni dalla sua promulgazione, il Decreto Legge Balduzzi, diventato legge ordinaria, che impone a società e associazioni sportive dilettantistiche di dotarsi di un defibrillatore, sta per entrare in vigore in ogni sua parte. La data fissata dal legislatore è quella dell'1 luglio 2017: da quel giorno ogni sodalizio impegnato in attività attività sportive che richiedono un significativo impegno cardiocircolatorio dovrà dotarsi di un defibrillatore semiautomatico, un apparecchio che in alcuni casi, se usato in tempi rapidi, può salvare la vita ad una persona vittima di arresto cardiocircolatorio.


30 marzo 2015

Chieti - Una passeggiata ogni giorno per vivere più a lungo


Buone notizie per i pigroni di tutto il mondo! Secondo uno studio del Medical Research Council of Epidemiology, dell'Università di Cambridge, basterebbero 20 minuti di passeggiata ogni giorno per vivere più a lungo. Gli stessi esperti hanno scoperto che chi affronta quotidianamente qualche minuto di allenamento ha fino al 30% di possibilità in meno di morire prematuramente.Stiamo parlando di esercizi di bassa intensità, non di sforzi incompatibili con la vita stressante di chi lavora ogni giorno. Addirittura una breve camminata sembrerebbe essere sufficiente a evitare l'incorrere di diversi tipi di malanni. In poche parole quindi: basta muoversi un pò. Il discorso ovviamente, vale soprattutto per chi è sovrappeso.

@nonnoenio

21 marzo 2015

Chieti - Siamo a Bolzano per il Cycling Indoor 2015


Migliaia, da tutt'Italia, oggi al Palaresia per il Cycling Indoor. Sono a Bolzano ad accompagnare mia figlia Alessandra, che partecipa quest'anno alla sua seconda performance di Cycling Indoor quì a Bolzano. Giunta alla undicesima edizione il Cycling Indoor di Bolzano (pedalata sfrenata su bici stazionaria a tempo di musica) ed è diventata la più importante d'Europa. "EMLCE 2015". La manifestazione è composta da nove corse da 60 minuti l'una, suddivise in due giorni ed è aperta a tutti. Consente ad appassionati e non di condividere le emozioni di questo spettacolo sportivo: a disposizione 750 bike al Palaresia. Il costo di una “ride”, è di 17 euro e il tutto, tolte le spese organizzative viene devoluto ad Emergency. Si consiglia ai partecipanti una perfetta forma fisica e un adeguato allenamento in palestra,  perchè lo sforzo e la fatica nell'interpretazione dei "ride" è tantissima.

@nonnoenio

21 maggio 2012

Pescara in serie A, miracolo Zeman


Il Pescara torna in serie A. Alla penultima giornata del campionato cadetto la squadra di Zeman ha battuto la Sampdoria 3-1 in casa a Genova e ottiene la matematica certezza della promozione. L'attesa spasmodica durata 20 anni ha avuto finalmente il suo coronamento: il Pescara è per la quinta volta nella massima divisione. La festa in città era già pronta dalla mattina, con bancarelle improvvisate presenti un po' dappertutto e tifosi in maglia biancazzurra in giro per le strade a festeggiare, nonostante ieri è stata una giornata fresca con qualche accenno di pioggia. Dopo 19 anni di attesa, per il Pescara il sogno della A è diventato realtà: per i biancazzurri si tratta della quinta promozione nella massima serie, dopo quella ottenuta con Giovanni Galeone nella stagione 1991/92, seguita l'anno dopo da una nuova retrocessione. Un trionfo firmato Zeman: è il miracolo del tecnico boemo, arrivato in riva all'Adriatico fra lo scetticismo generale, e oggi osannato come il nuovo 'profeta'.So che questo a qualche mio concittadino, un pò autarchico, non andra giù, ma si deve riconoscere, senza ombra di dubbio, che quest'anno sono stati i più bravi e dall'anno prossimo tutti tiferanno per loro, perchè di nuovo, rappresenteranno tutto l'Abruzzo nell'olimpo del calcio che conta.

11 febbraio 2012

Chieti - Consegna attestati CAI



Il CAI, Club Alpino Italiano, è una associazione che celebrerà i 150 anni dalla fondazione il prossimo anno, 2013. Infatti si è costituito il 23 ottobre 1863 a Torino - anche se si può affermare che la sua fondazione ideale sia avvenuta il 12 agosto dello stesso anno, durante la celeberrima salita al Monviso ad opera di Quintino Sella. Annovera 320mila soci ed ha una struttura capillare in tutta Italia con le sezioni. Fra le varie funzioni elencate nello statuto, in particolare una è rivolta alla organizzazione ed alla gestione di corsi d’addestramento per le attività alpinistiche, sci-alpinistiche, escursionistiche, speleologiche e naturalistiche destinate a promuovere una sicura frequentazione e conoscenza della montagna. Per arrivare a questo traguardo, il CAI organizza corsi per la formazione di 22 diverse figure di titolati (istruttori, accompagnatori ed operatori), necessarie allo svolgimento delle attività in ambiente montano ed in assoluta sicurezza. Per avere questo supporto nelle attività che le sezioni svolgono, si è pensato di creare un altro personaggio, l'accompagnatore sezionale e per questo motivo il CAI Regione Abruzzo ha realizzato questa personalità, dopo che i soci hanno seguito lezioni teoriche e pratiche ed hanno superato l'esame finale. Per dare risalto a questo evento, nella assemblea regionale dei delegati che ha avuto luogo a Lanciano alla fine dell'anno 2011, presso il Polo Museale Santo Spirito con la presenza del presidente generale del CAI Umberto Martini, sono stati consegnati gli attestati ad una cinquantina di accompagnatori sezionali di escursionismo-istruttori sezionali di speleologia-istruttori sezionali di alpinismo giovanile-e centri di educazione ambientale. Tanta soddisfazione da parte di questi soci e delle sezioni anche per il successo che ha riscontrato questa promozione. Sono sicuro che questi amici nelle escursioni creeranno maggiore familiarità fra i partecipanti e saranno un punto fermo nella scelta dei sentieri e nel risolvere eventuali difficoltà.

Scritto da: Luciano Pellegrini

23 dicembre 2011

BUONE FESTE DALL'ALPINISMO GIOVANILE DI CHIETI

L'Alpinismo Giovanile promuove e svolge le attività del CAI, (Club Alpino Italiano) con i bambini e i ragazzi dagli otto ai diciassette anni ed è una delle sue attività istituzionali. L'attività di alpinismo giovanile si concretizza nell'organizzazione di escursioni in montagna e corsi specifici per i ragazzi, impostati su vari livelli di difficoltà. Il loro scopo è quello di formare i giovani, aiutarli nella loro crescita umana e fargli vivere esperienze emozionanti e divertenti, mantenendo sempre il massimo livello di sicurezza. Vivere la montagna in modo gioioso e soprattutto in sicurezza è la proposta dell'Alpinismo Giovanile del CAI che ritiene l'ambiente montano il più idoneo per realizzare esperienze formative che aiutino i ragazzi a crescere sotto il profilo tecnico, culturale, umano, spirituale, alpinistico.

Nella sezione CAI Majella di Chieti,è presente un gruppo di 25 giovani coordinati da un alpinista esperto e titolato del CAI, Luigi Massimo. Il lavoro e la responsabilità sono notevoli perché si opera in un ambiente diverso dalla città, la montagna. Questi ragazzi hanno sperimentato la montagna in inverno con sci da fondo e racchette; d'estate affrontando le ferrate su roccia; in primavera ed autunno godendo della flora e della fauna. Ho sperimentato in alcune uscite fatte con i ragazzi, la soddisfazione di stare insieme a loro. Sul sentiero, mentre cammini, lo sguardo è rivolto sempre avanti, verso la vetta e se la salita è ripida devi fermarti ogni tanto per un respiro.
Ti giri... e vedi dietro di te i giovani che seguono la guida e rispettano l'adulto. Capire che dietro c'è il ricambio e la “continuità” generazionale, è una gioia immensa. Questi giovani sono il futuro.
Il CAI ha questa ricchezza che la può vantare solo una associazione che annovera 320mila iscritti!

Quindi, al termine dell'anno, la cosa più naturale è stato di incontrarsi alla sede del CAI e mentre le diapositive delle attività svolte durante l'anno venivano proiettate, i giovani ed i genitori hanno festeggiato il Natale in un clima di familiarità ed amicizia. C'era gioia da parte di questi giovani ed alla fine ci siamo scambiati gli auguri.

Ad maiora, (verso cose più grandi ndr), cari giovani e buone feste!

Scritto da: Luciano Pellegrini

le foto, sul link

https://picasaweb.google.com/110720412816253523394/BuoneFesteAlpinismoGiovanile#


21 settembre 2011

Inter choc - Disastro a Novara


Che non ci siano più squadrette materasso in Serie A, deve essersene accorto anche Gasperini ieri sera, affrontando con la "corazzata" Inter il neopromosso Novara che ha «bagnato» il ritorno in serie A al «Silvio Piola» con una storica e meritata vittoria contro una sqadra apparsa in coma irreversibile. Peggio di così, in fatto di risultati, la Beneamata aveva fatto raramente nella sua storia. La squadra nerazzurra nel primo tempo è stata sovrastata dal Novara che, dopo aver sfiorato due volte il gol nei primissimi minuti per gli errori di J. Cesar e Chivu, ha subito un gol in chiusura di primo tempo da un suo ex boy, Meggiorini, per le solite amnesie della difesa. Con l'ingresso di Zarate l'Inter ha giocato il finale con tre punte, ma un infortunio a Ranocchia l'ha costretta in dieci. Lo stesso Ranocchia (poi espulso) ha commesso il fallo del rigore trasformato da Rigoni per il raddoppio. Tardi è arrivato il gol di Cambiasso, cui peraltro Rigoni ha subito ribattuto col terzo gol nel recupero. A questo punto, l'avventura di Gasperini al timone dell'Inter potrebbe anche essere finita. Restare con un punto dopo tre partite, con le sconfitte in Supercoppa e in Champions come corollario, non è il... massimo per un Moratti che dal momento della partenza di Mourinho e della magica serata di Madrid ha avuto molte delusioni.

nonno enio

31 agosto 2011

Usain Bolt - Suicidio o Pazzia

Suicidio, follia, assurdo. Le definizioni per la falsa partenza di Usain Bolt si sono sprecate nelle ore e nei giorni che hanno seguito l'incredibile epilogo della finale dei 100 metri dei Mondiali di Daegu. Doveva essere una gara senza storia, si è trasformata in un rincorrersi di considerazioni e analisi che hanno finito con l'oscurare anche il titolo mondiale di Blake, compagno di fatica dello stesso Bolt e a mettere nuovamente in dubbio la regola della iaaf che da un paio di stagioni non concede possibilità di errore agli sprinter sui blocchi. Attenzione sempre e comunque su Bolt, forse anche più dell'eventuale successo in un tempo normale come poteva offrire la forma del giamaicano in questo 2011. Anche l'errore si è trasformato in notizia e le copertine nonostante tutto restano sue. La nuova regola aumenta senza dubbio il rischio, ma è nota ed arcinota e per chi fa il lavoro del velocista è diventato ormai difficilissimo fare una falsa partenza, anche in gare dove la tensione è tanta. Una partenza così anticipata è poi davvero strana: non vorrei che per inseguire a tutti i costi lo show, Bolt non abbia volutamente bruciato lo starter. Troppa esperienza per cadere in un simile errore.

nonno enio

23 marzo 2011

I nuovi Paperon de Paperoni


Lunedì si aggirava per le vie di Milano, facendo shopping nelle migliori boutique della città, scortato da una decina di Body Guards il Paperone del calcio momdiale per eccellenza Lonel Messi. Pare che sul podio dei calciatori più ricchi al mondo ci sono: Lionel Messi, Cristiano Ronaldo e Wayne Rooney. Un trio fantastico di pedatori della domenica, mai così giovane in testa alla classifica dei più pagati a livello internazionale. Più poveri rispetto allo scorso anno (79,2 milioni di euro totali contro i 93,4 del 2010), ma comunque molto ben retribuiti. Secondo una ricerca effettuata dal quotidiano francese, France Football, l'attaccante del Barcellona è il giocatore che guadagna di più con la bellezza di 31 milioni di euro l'anno (tra ingaggio e sponsor). Secondo il portoghese del Real Madrid con 27,5 milioni di euro e terzo il centravanti del Manchester United con 20,7 milioni di euro ogni 365 giorni. Tra gli allenatori, podio composto da Josè Mourinho (13,5 milioni), Pep Guardiola (10,5) e, udite udite, uno dei disoccupati di lusso del calcio internazionale, Rafa Benitez. L'ex tecnico dell'Inter, infatti, percepisce la bellezza di 10,2 milioni di euro all'anno.gle li paga Moratti che traffica col petrolio e gestisce per diletto una squadra di calcio, l'INTER che fino a qualche mese fa non aveva in campo neanche un giovìcatore italiano....

22 febbraio 2011

Ho scoperto le Ciaspole !

Quest'anno ho scoperto le ciaspole. E grazie alle “racchette da neve” sto riscoprendo l’anima nascosta dell’inverno. Una scoperta tardiva a 63 anni compiuti, ma sempre molto interessante. In primo luogo perché si tratta di un modo di camminare sulla neve che apre molte possibilità ad iniziare da quelle che potremmo definire “anagrafiche”. Le ciaspole sono infatti mediamente e moderatamente indicate per tutte le età e come tali sono un invito a muoversi e a riscoprire il gusto di avventure più o meno domestiche. In secondo luogo sono un ottimo strumento per inoltrarsi con dolcezza nella natura, per osservare le impronte degli animali sulla neve, per sintonizzarsi con il silenzio degli altipiani, per parlare a bassa voce con un amico. Le ciaspole sono così diventate un fenomeno di massa che riguarda migliaia di turisti ed amanti della montagna e proprio per questo è importante scegliere itinerari sicuri e che non danneggino la selvaggina. Anche per questo in molte località si è deciso di segnalare i percorsi che si possono fare con le racchette da neve. In Svizzera ad esempio vengono marcati oltre 250 percorsi per un totale di circa 2 mila chilometri di sentieri “ciaspolabili”. Un altro fenomeno riguarda laregione dove mi trovo in vacanza, dove diverse aziende di promozione turistica hanno risposto alla “febbre da ciaspole” organizzando delle vere e proprie settimane bianche con le racchette da neve. Sabato 26 febbraio 2011, sarò impegnato in una "Ciaspolata" non competitiva, organizzata da un nostro amico sul Monte Bondone, il cui ricavato sarà interamente dedicato al rinnovo del finanziamento

di una borsa di studio di un anno per un medico ematologo presso il nuovo reparto di Ematologia dell'Ospedale S.Chiara di Trento. La camminata si svolgerà su due percorsi non impegnativi e, di lunghezza differente tra loro. La scelta del percorso preferito sarà a discrezione del partecipante a seconda della preparazione fisica e della predisposizione dello stesso. All'arrivo ed a metà percorso saranno attrezzati i ristori gestiti da volontari. Sperando che tutto si possa svolgere come da programma e completare i due percorsi della ciaspolata che saranno delineati all'interno della piana delle Viote su un tracciato privo di particolari pendenze, al fine di permette a tutti una partecipazione non impegnativa. Mi accompagneranno e mi sosterranno moralmente i miei due nipoti Riky e Simone come sempre. La quota di partecipazione é di: € 10, per tutti i partecipanti che si sono pre-iscritti entro e non oltre il 23.02.2011 oppure di € 12, per tutti i partecipanti che desiderano iscriversi in loco il giorno stesso, con € 3, in aggiunta alla quota d'iscrizione, per tutti i partecipani che lo desiderassero, potranno noleggiare le ciaspole per compiere il percorso [ il noleggio è possibile fino ad esaurimento.. .si consiglia quindi la pre-iscrizione]. Si spera di avere un gran numero di partecipanti a cui è garantito oltre al divertimento, ottimi piatti locali e bevande calde nei vari punti ristoro. BONDONAIL, ringrazia anticipatamente il gran numero di volontari che renderanno possibile questa manifestazione...

15 febbraio 2011

Tributo a Marco Pantani


Sono già trascorsi 7 anni. Era il 14 febbraio 2004 e Marco Pantani veniva trovato morto nella stanza 5D del residence Le Rose di Rimini. Il campione, il “Pirata” delle due ruote, l’ultimo italiano ad aver vinto il Tour de France nel 1998. Un successo raddoppiato, sempre nello stesso anno, con la vittoria del Giro d’Italia. Ma quel giorno di San Valentino finisce la vita del più amato protagonista del ciclismo moderno. A 34 anni, l’ebbrezza e gli onori della popolarità e subito dopo l’ascesa. Inizia tutto nel 1999, quando dopo la Tappa di Madonna di Campiglio del Giro d’Italia la sua corsa viene arrestata. Ematocrito troppo alto, bisogna accertare se si tratti di doping. Addio al Giro d’Italia, ecco la discesa di Pantani, la corsa verso il precipizio che lo porterà alla morte. Sempre meno allenamento e più nottate “brave”, i locali, la cocaina, l’isolamento e la fuga dalla famiglia, da chi lo amava, perché il dolore tende a procurare altro dolore, è un circolo vizioso e contaminatore. La depressione, l’attacco dei media, i tribunali . “Sono stato umiliato per nulla. Per quattro anni sono in tutti i tribunali, ho solo perso la mia voglia di essere come tanti altri sportivi, ma il ciclismo ha pagato e molti ragazzi hanno perso la speranza della giustizia”. L’autopsia parlerà di edema polmonare e cerebrale conseguente a un’overdose di cocaina. Ma anche di ferite al naso e al collo, come se qualcuno avesse picchiato Marco. Da quel giorno Tonina, la mamma del campione, si batterà per avere giustizia, sempre più convinta che la morte del proprio figlio abbia un colpevole. Forse Marco Pantani era un personaggio “scomodo”, troppo mediatico, troppo popolare, troppo ambizioso. Una morte ancora da chiarire in maniera definitiva, tanti i dubbi. “Gli ultimi giorni di Marco Pantani” è il titolo del graphic novel che Rizzoli Lizard publica in occasione del settimo anniversario dalla morte dell’idolo del ciclismo. Gli autori sono il trapanese Marco Rizzo, giornalista e sceneggiatore di fumetti, e Lelio Bonaccorso, insegnante presso la Scuola del Fumetto di Palermo. Una coppia creativa sempre più orientata alla narrazione per immagini di storie di grandi uomini e donne, tanto da aggiudicarsi il Premio Giancarlo Siani ed il Premio Pino Zac con “Peppino Impastato, un giullare contro la mafia”.


25 dicembre 2010

Guerino è andato all'estero !

Il tifoso Domenico, (Mimmo) di Luzio, cinquantenne, tabaccaio di Chieti, non ha perso l’abitudine a seguire la squadra del Chieti durante il campionato di calcio, anche in città lontane perché con il suo motorino, che ha battezzato “Guerino”, ha questa passione, direi avventura. Sempre con il suo motorino Liberty Piaggio 50cc. a 4 tempi percorre centinaia di chilometri in tante ore e con qualsiasi tempo. Prima di prendere iniziative parla con il suo motorino per non contrariarlo. Per lui è paragonabile ad una persona che lo accompagna per ore ed ore, partendo presto la mattina, per raggiungere lo stadio; a fine partita trascorrono amichevolmente altre ore per tornare a casa, a Chieti. C’è ormai un legame quasi filiale. Mimmo mi ha raccontato che per il freddo di questi giorni ha dovuto acquistare dei guanti. Li ha indossati, li ha fatti vedere al suo inseparabile “amico” e solo dopo aver avuto la sua approvazione li ha pagati. Per la prima volta Guerino è andato anche all'estero. Niente poco di meno che “alla Repubblica di San Marino”! Giornata importante perché la sua squadra, il Chieti, ha vinto! Per fare ciò hanno viaggiato per circa 20 ore sfidando la pioggia e il freddo. Guerino in queste giornate fredde e nevose ha preferito restare in garage Ma oggi inghirlandato e con il suo amico e padrone Mimmo, vestito da Babbo Natale, si è fatto fotografare in Piazza Malta. Si è creato un capannello di persone nel vederlo così sistemato. Mimmo non ha potuto fare a meno di cingersi il collo con la sciarpa Nero Verde del Chieti. Buone feste a tutti i tifosi!



Scritto da: Luciano Pellegrini

03 dicembre 2010

I Fanatici in Montagna

Il CAI Club Alpino Italiano è una associazione Fondata il 23 ottobre 1863 a Torino. Il Club Alpino Italiano è unalibera associazione nazionale che, come recita l’articolo 1 del suo Statuto, “ha per meta l’alpinismo in ogni sua manifestazione, la conoscenza e lo studio delle montagne, specialmente di quelle italiane, e la difesa del loro ambiente naturale”. L’Associazione è costituita da Soci riuniti liberamente in Sezioni, coordinate in raggruppamenti regionali. I Soci del CAI risultano essere circa 320.000, che partecipano alle attività di 490 Sezioni e 306 Sottosezioni appartenenti a 21 gruppi regionali di cui2 raggruppamenti provinciali (Trentino e Alto Adige). Il CAI propone: - la diffusione della frequentazione della montagna e all’organizzazione di iniziative alpinistiche, escursionistiche e speleologiche, capillarmente diffuse sul territorio nazionale • l’organizzazione e la gestione di corsi d’addestramento per le attività alpinistiche, sci-alpinistiche, escursionistiche, speleologiche, naturalistiche volti a promuovere una sicura frequentazione della montagna • la formazione di 22 diverse figure di titolati (istruttori, accompagnatori ed operatori), necessarie allo svolgimento delle attività citate • al tracciamento, alla realizzazione e alla manutenzione di sentieri, opere alpine e attrezzature alpinistiche • alla realizzazione, alla manutenzione ed alla gestione dei rifugi alpini e dei bivacchi d’alta quota di proprietà del Club Alpino Italiano e delle singole Sezioni – quantificati ad oggi in 761 strutture per un totale di 21.681 posti letto - fissandone i criteri ed i mezzi • all’organizzazione, tramite il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS), struttura operativa del CAI, di idonee iniziative tecniche per la vigilanza e la prevenzione degli infortuni nell’esercizio delle attività alpinistiche, escursionistiche e speleologiche, per il soccorso degli infortunati o dei pericolanti e per il recupero dei caduti • alla promozione di attività scientifiche e didattiche per la conoscenza di ogni aspetto dell’ambiente montano nonché di ogni iniziativa idonea alla protezione ed alla valorizzazione dell’ambiente montano nazionale, anche attraverso l’operato di organi tecnici nazionali e territoriali • alla promozione di iniziative di formazione di tipo etico-culturale, di studi dedicati alla diffusione della conoscenza dell’ambiente montano e delle sue genti nei suoi molteplici aspetti, della fotografia e della cinematografia di montagna, della conservazione della cultura alpina • all’organizzazione ed alla gestione di corsi di preparazione professionale per guida speleologica nonché di corsi di formazione professionale per esperti e rilevatori del Servizio Valanghe Italiano (SVI). L’entusiasmo del grande apporto volontaristico che lo contraddistingue nel panorama associazionistico italiano ha permesso di concretizzare nel tempo un ampio ventaglio di realizzazioni a favore della montagna e dei suoi frequentatori quali rifugi, bivacchi, sentieri, rimboschimenti, opere sociali...


Per scelte probabilmente di natura personale, alcuni soci si allontanano per creare dei pseudo gruppi. Finché restano tesserati al CAI, pur svolgendo proprie attività, si può giustificare ma non capire. Il problema è quando persone si avvicinano alla montagna senza nessuna conoscenza e formazione tecnica. Sfidano la montagna forse per qualche situazione sconosciuta, affrontano pericoli senza paura, senza ragionare e ne escono vivi. Persone che invece hanno tutte le conoscenze e preparazione, purtroppo qualche volta perdono la vita. Ho riflettuto su queste persone. Probabilmente lo fanno perché frustrate sul lavoro- in famiglia non contano niente - nella società sono sconosciuti, allora si aggrappano a qualche cosa che possa farli sentire importanti. Non ragionano, ma sfidano. Navigando sul loro web, c’è una autoesaltazione dei pochi, meno male, appartenenti.

“Siamo in sette. Bel numero! Sei lupi adulti e un cucciolo (branco piccolo e ben affiatato). C'è Madre Lupa, la saggezza e l'esperienza impersonificate, navigatore satellitare del branco. Non ha problemi ad andare in solitaria per giorni...è una lupa tosta!” C’è fanatismo nei “ nomi d’arte” che si sono dati, es.”Lupaclà” ed il loro curriculum mette in disagio chi ha veramente fatto imprese alpinistiche. Ciò che fa pena, tanta pena e fa riflettere è l’espressione triste di quel bambino. La madre probabilmente lo sta illudendo, (il pezzo forte, la mascotte del branco, cucciolo ma già esperto conquistatore delle vette!), e per sentirsi in pace con la sua coscienza lo obbliga a seguirla a fare gruppo con persone che possono essere suoi nonni, non facendogli vivere la sua età, con i suoi amici,sperando che diventi quello che non ha potuto lei raggiungere: un famoso alpinista! Quindi con una preparazione approssimata, senza conoscenza di sentieri, di territori, di roccia, con attrezzature ed abbigliamento da mercato, coinvolgono altre persone a seguirli. E ci riescono e si vantano di quello che fanno. Altra riflessione è che la maggior parte di loro, sia uomini che donne, hanno una vita familiare sbandata. Divorziati - separati – conviventi - separati in casa - sconosciuti sul lavoro - abbandonati - frustrati- andicappati - asociali - nervosi - voler apparire - incazzati - gelosi degli altri – accaparratori - anoressici- brutt i- barzellettieri- arrapati -t e la do,no me la dai…!

Psicologicamente sono da ricovero. Ho seguito con poco interesse la disavventura di persone che con un tempo da stare a casa, hanno preferito sfidare la montagna, la scorsa settimana, sul Gran Sasso.( Monte Prena) Il solito gruppo di romani, ed un paio di Chieti. Si fanno chiamare ALPINISTI…! Esistono nella città dei pseudo gruppi, che a loro volta si sono divisi in altri sub appalti di gruppi. Vanno in montagna come esperti guide alpine, pensano di essere qualcuno, ma sono persone che a me fanno pena. Ho avuto modo di conoscerli e frequentarli. Prima o poi doveva accadere qualcosa. Quello che fa rabbia è che per la loro stoltezza mettono in pericolo la vita di altri, volontari, con moglie e figli che vanno a salvarli e recuperarli. Tutto ciò per la rabbia che portano in corpo e per far vedere che sono super uomini e super donne, fregnoni ! Il CAI ha ben altro comportamento, è formato da veri uomini e donne. Hanno conoscenza e rispetto della montagna, seguono corsi e sono esperti. Posso vantarmi di essere stato un mese in Pakistan, di aver percorso il ghiacciaio del Baltoro sino al campo base del K2, nel 2004 per la ricorrenza del cinquantenario della conquista della vetta da parte della spedizione italiana. Per un mese insieme ad altri amici sono stato a contatto con la spedizione italiana del CAI che poi è salita in vetta insieme agli scoiattoli di Cortina. Ho avuto a fianco per un mese un emblema dell’alpinismo mondiale, Kurt Diemberger - alpinisti come Gnaro Mondinelli - Karl Unterkicher - Agostino da Polenza, etc ….. Ho avuto tanta fortuna da imparare tante cose, nell’amicizia, nella disponibilità, nell’ascolto, nel non emergere. Queste sono persone, no come ha raccontato una protagonista nel loro web, dispersa sul Monte Prena: Abbiamo commesso il grave errore di sottovalutare le condizioni meteo e la montagna non perdona. Mi sento terribilmente in colpa all'idea che venti persone si stiano buttando in questo inferno per venire a recuperare noi. Mi spiace se in qualche modo ho messo in pericolo la vita di tanti. Spero che questo racconto possa tornare utile a tutti quelli che come me amano la montagna. Ma cara amica che ti definisci grande alpinista, prima di partire avrai ascoltato le previsioni meteorologiche come fanno le persone coscienti. Cosa ti aspettavi di dimostrare. Io se fossi in te mi vergognerei e non uscirei più da casa. Conosco le sette persone dissidenti del vostro gruppo e mi sono sempre allontanato da quello che facevano. E “ il bimbino” che portate con voi, non vi vergognate? Penso che difficilmente ci incontreremo in montagna perchè ciò che voi fate io l’ho effettuato tante volte, non per questo ho qualche anno più di voi, ma l’ho sempre compiuto con persone normali. Siate modesti e non irresponsabili.



Scritto da : Luciano Pellegrini

01 dicembre 2010

Calciatori in sciopero

Niente accordo. Da oggi anche il calcio italiano ha il suo "martedì nero". Se il 29 ottobre 1929 è ricordato negli Stati Uniti per il crollo della Borsa che segnò l'inizio della più grave crisi economica mondiale, il 30 novembre 2010 resterà nella storia del pallone per la decisione del sindacato calciatori di fermare, per la seconda volta nella sua esistenza, il campionato di calcio di serie A nel weekend dell'11 e 12 dicembre (16/a giornata). E' fallito nel pomeriggio, infatti, l'ultimo tentativo di mediazione del presidente della Figc, Giancarlo Abete, quando il sindacato dei calciatori, dopo aver abbandonato il tavolo della trattativa senza ascoltare la sua relazione sulla bozza di sintesi dei due documenti presentati da Lega Calcio e Aic, ha annunciato ufficialmente lo strappo.

Una decisione che ha provocato l'ira del presidente del Coni, Gianni Petrucci: "Lo sciopero è un atto intimidatorio, prepotente e arrogante - ha detto -. Chi mostra i muscoli spesso denota debolezza. Quanto annunciato rappresenta la manifestazione di un'assoluta lontananza dall'attuale momento del Paese e una scarsa attenzione per le sorti del calcio italiano". Nella storia del pallone italiano c'é un solo precedente che risale a 14 anni fa: il 16 e 17 marzo 1996 i giocatori della massima serie si rifiutarono di scendere in campo per protestare contro il mancato rinnovo collettivo, oltre che per questioni legate all'entrata in vigore della Legge Bosman.


08 luglio 2010

La finale è OLANDA-SPAGNA

È Olanda-Spagna la finale del Mondiale sudafricano. Le "furie rosse" raggiungono gli orange battendo 1-0 la Germania nella semifinale di Durban. Di Puyol, al 73', la rete che spedisce i campioni d'Europa nella finalissima e la Germania alla seconda finalina consecutiva dopo quella di 4 anni fa. Vittoria meritata per gli iberici, di misura, come quella di due anni fa agli Europei del 2008. Allora fu Torres a piegare i tedeschi, oggi la rete decisiva arriva da Puyol che per la prima volta nella storia manda la Spagna in una finale Mondiale. Del Bosque esclude Torres e schiera Pedro. Nella Germania, privo dello squalificato Mueller, Loew si affida a Trochowski. Si rispettano e si temono le due squadre, ma nel primo quarto d'ora, oltre a un'invasione di campo subito controllata dal servizio di sicurezza, la Spagna va due volte vicina al gol: al 6' con Villa lanciato da Pedro, bravo Neuer a chiudergli lo specchio della porta. Al 14' Puyol spreca mandando alto di testa da 5 metri. La Germania controlla, la Spagna ci prova dalla distanza con Sergio Ramos e Xabi Alonso. Al 32' pericoloso Trochowsky con un sinistro che Casillas devia in angolo. Al 46' Sergio Ramos rischia il rigore per fermare Oezil. Primo tempo deludente. Nella ripresa un'altra Spagna, trascinata da uno scatenato Pedro. Dopo due tentativi di Xabi Alonso e uno di Villa, al 13' il talento del Barcellona impegna Neuer, sulla respinta Villa arriva appena in ritardo sul cross di Iniesta. Poi ancora un sinistro di Pedro, quindi un destro di Villa (para Neuer). Si rivede la Germania con un destro al volo di Kroos respinto da Casillas. Al 28' la Spagna passa: angolo di Xavi, imperioso stacco di testa di Puyol e palla in rete. La Germania prova a reagire, ma gli spagnoli controllano bene. Al 37' Pedro spreca un contropiede 2 contro 1 che avrebbe potuto chiudere la partita. Finisce 1-0, Olanda-Spagna la finale.


06 luglio 2010

Maradona getta la spugna

Sarà stato il più grande giocatore di tutti i tempi (almeno così dicono) ma come uomo si è sempre dimostrato piccola cosa. nonostante i giocatori tutti lo avessero pregato di restare alla guida della nazionale Argentina, lui prima di essere cacciato ha dichiarato: «Il mio ciclo con l'Argentina è finito». Maradona ha deciso che lascerà la guida della nazionale dopo l'eliminazione ai quarti di finale del Mondiale di Sudafrica 2010. Lo ha dichiarato nella notte di domenica al quotidiano «Cronica», tornando a casa, anche se la sua rinuncia al ruolo di ct non è stata ancora confermata ufficialmente. «Ho dato tutto quello che avevo ed ho detto tutto quello che dovevo dire», ha aggiunto Diego che ha parlato con l'inviato del quotidiano argentino vicino la sua casa di Ezeiza. «Adesso voglio godermi la mia famiglia», ha concluso Maradona che alla domanda su quale fosse il suo umore dopo la disfatta mondiale ha aggiunto: «non sono depresso».

25 giugno 2010

A testa bassa


Addio al Mondiale, Italia vergognosa e irriconoscibile rispetto a quella che ha vinto i mondiali nel 2006. Lippi e i suoi ragazzi (miliardari) rifanno le valigie e si preparano ad un mesto rientro in patria dove verranno accolti per quello che hanno fatto. L'Italia riesce nell'impresa di non qualificarsi in un girone facilissimo composto da Nuova Zelanda,Paraguay e Slovacchia. Ha fatto rimpiangere la nazionale di Donadoni, che perse si, ma con i campioni d'Europa, della Spagna. Due pareggi ed una sconfitta il bilancio della trasferta sudafricana. Contro la Slovacchia di Hamsik azzurri sotto nel primo tempo, poi il 2-0. Di Natale riapre la gara, ma poco dopo ecco il 3-1. Nel finale magia di Quagliarella e a tempo scaduto occasione per Pepe, ma la palla termina fuori, così come i sogni degli ex Campioni del Mondo. Lippi: «Mi prendo tutte le responsabilità. Mi spiace da morire per tutti. Pensavo avremmo fatto qualcosa di diverso. In bocca al lupo a Prandelli» e speriamo che lo lascino lavorare, perchè se è questo il materiale, per i risultati positivi, ho dei seri e forti dubbi.

21 giugno 2010

Belli solo in tribuna, i tifosi!


Dopo l'1 a 1 rimediato con la Nuova Zelanda, da una squadra italiana irriconoscibile e priva di qualsivoglia personalità calcistica, è certo che la partita con la Slovacchia dirà la parola definitiva al futuro azzurro. Questo pareggio ha pregiudicato ormai il primo posto del girone e ha confermato i problemi che erano emersi contro il Paraguay: attacco asfittico e qualche smagliatura qua e là. La Nuova Zelanda, che per vocazione avrebbe voluto recitare il ruolo di guastafeste, vi è perfettamente riuscita, irretendo la squadra di Lippi. Il tecnico azzurro non ha cambiato la formazione mandata in campo nella partita inaugurale, ma ha apportato una modifica al modulo, partendo dal 4-4-2 e cambiando nel corso della gara. Con Marchisio a sinistra (non bene) e confermando Gilardino (male) e Iaquinta (discreto) in attacco, gli azzurri hanno attaccato vanamente. E nella ripresa nemmeno Camoranesi (gran tiro nel finale), Di Natale e Pazzini hanno cambiato la partita, nella ripresa. L'unica novità (peraltro obbligata) è stata quella di Marchetti (poco impegnato) in porta. Gli oceanici hanno confermato la formazione che aveva pareggiato contro la Slovacchia, assumendo solo un atteggiamento più prudente. Adesso o si svegliano o sono a casa, non hanno più scuse...