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16 dicembre 2017

Era cannabis anti-dolore - Assolto per le piantine


È stato assolto, perché ha agito in stato di necessità, il paziente trentino che si coltivava la cannabis in proprio utilizzando lo stupefacente per lenire dolori lancinanti, postumi permanenti di un grave incidente stradale. È una sentenza che segna un precedente importante quella pronunciata ieri pomeriggio dal giudice Enrico Borrelli. Di fatto è stata dunque accolta la tesi dell’avvocato difensore, Fabio Valcanover, che nella sua arringa aveva puntato proprio sulla «non punibilità di chi ha agito costretto dalla necessità di salvare sé od altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona, pericolo da lui non volontariamente causato, né altrimenti evitabile». Ripetuti interventi chirurgici che si erano susseguiti dopo l’incidente non avevano cancellato il dolore, divenuto  anzi insopportabile anche con la somministrazione di antidolorifici. «La quotidianità del signor (omissis) - ha scritto Valcanover nella sua articolata memoria difensiva - era stravolta dal dolore e dalle cure inefficaci e intollerabili.Dopo aver provato, con scarsi risultati, i  medicinali tradizionali, l’uomo scopriva (rivolgendosi al mercato illegale) il sollievo dato dalla cannabis che «provocava un sensibile affievolimento del dolore» (come confermato anche dai medici). Ma il costo al grammo, dai 6 ai 15 euro, era troppo elevato. Inoltre, fino all’agosto del 2016 il servizio sanitario provinciale non  forniva preparati a base di cannabis e comunque i costi della cannabis farmaceutica erano ancor più salati (dai 22 ai 36 euro al grammo). In questa situazione, stretto tra il primario bisogno di cura e l’impossibilità di ottenere la terapia in modo costante, sicuro e gratuito, il paziente  iniziava una «auto produzione domestica destinata - ha sottolineato in aula l’imputato -  puramente alla assunzione personale per uso terapeutico».  Il 6 agosto del 2016, però, i carabinieri scovarono la piantagione casalinga e sequestrarono una ventina d piante denunciando il coltivatore.

@nonnoenio

22 aprile 2017

Chieti - Radiato il primo medico che dice no ai vaccini


La prima radiazione di un medico antivaccini è una svolta. Come dice il ministro per la salute Lorenzin, è una decisione che probabilmente farà “giurisprudenza”: rappresenta un precedente, di sicuro un messaggio forte e chiaro a quei pediatri che nutrono una serie di dubbi sull’opportunità di far fare dei vaccini ai bambini. Ad annunciare la radiazione è stato il presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss), Walter Ricciardi. Il dottor Roberto Gava, radiato dall'Ordine dei medici di Treviso per le sue posizioni contro i vaccini, «è stato condannato soltanto per le sue idee, idee ben fondate sull'esigenza di personalizzazione di ogni vaccinazione per prevenire i gravi pericoli e i vari danni da vaccino ai singoli pazienti, contro la vaccinazione indiscriminata di massa». Lo affermano in un post sul profilo Facebook del medico i suoi avvocati, Silvio Riondato e Giorgio Piccolotto. «In mancanza della motivazione che ritarda rispetto alla divulgata notizia sulla sanzione della radiazione inflitta al dottor Roberto Gava dall'Ordine dei medici di Treviso, la Difesa del dottor Gava - scrivono - nota che la radiazione è conforme alle attese fin dalle primissime fasi del procedimento, perché già allora il Presidente dell'Ordine Luigino Guarini ha comunicato a più persone che il procedimento contro Gava sarebbe stato un 'processo a Galileo Galilei', il quale com'è noto è stato ingiustamente e pesantemente condannato, come ora capita al dottor Gava».

@nonnoenio

06 aprile 2017

Chieti - Defibrillatori presto obbligatori


A quasi quattro anni dalla sua promulgazione, il Decreto Legge Balduzzi, diventato legge ordinaria, che impone a società e associazioni sportive dilettantistiche di dotarsi di un defibrillatore, sta per entrare in vigore in ogni sua parte. La data fissata dal legislatore è quella dell'1 luglio 2017: da quel giorno ogni sodalizio impegnato in attività attività sportive che richiedono un significativo impegno cardiocircolatorio dovrà dotarsi di un defibrillatore semiautomatico, un apparecchio che in alcuni casi, se usato in tempi rapidi, può salvare la vita ad una persona vittima di arresto cardiocircolatorio.


31 gennaio 2017

Chieti - Canna si e canna no voi da che parte state ?


canna cannabis droga marijuanaIn merito alla legalizzazione della cannabis sul sito del Ministero della salute si ricorda, in particolare, che i derivati della cannabis «danneggiano l'apparato respiratorio e quello immunitario». Causano inoltre l'aumento del battito cardiaco e mal di testa, «influiscono sulla memoria e sulla capacità di concentrazione». L'assunzione in dosi elevate può inoltre comportare «l'insorgere di paranoie e manie di persecuzione». La legalizzazione della cannabis non è una soluzione, è un modo per abbassare la guardia sul problema, in nome di altri problemi che sono legati al sovraffollamento carcerario, a una criminalizzazione del consumatore. C'è chi chiede di depenalizzare la marijuana e chi, come il segretario del Pd, Matteo Renzi, chiede di rivedere l'equiparazione tra droghe leggere e droghe pesanti introdotta con la legge Fini-Giovanardi. Io cerco sempre di non banalizzare mai nel dire che, necessariamente, il consumo di sostanze leggere porta inevitabilmente al consumo di sostanze pesanti. Però, sicuramente, stiamo parlando di una sostanza che non produce alcun effetto positivo, ma altera le coscienze e, in qualche modo, riduce l'aspetto valoriale sotteso a uno stile di vita sano.Il dibattito si è riaperto dopo le recenti decisioni dell'Uruguay e di alcuni Stati degli Usa, che hanno legalizzato la vendita della cannabis. Io esprimo una certa cautela, non tanto nel censurare il comportamento di altri Stati, ma quanto nell'attuare una politica del genere su un nostro territorio che è totalmente diverso per cultura e per problematiche. Il costo sociale che comporterebbe un provvedimento del genere avrebbe sicuramente un effetto distruttivo ed economicamente pesante per la società.


nonnoenio

10 agosto 2016

Chieti - Cancro alla Prostata, come bruciarlo ?


Una sonda robotizzata ad altissima precisione che emette ultrasuoni in grado di aumentare la temperatura delle cellule maligne fino a «bruciare» anche i più piccoli focolai tumorali. È l’innovativa apparecchiatura di ultima generazione in funzione all’Irccs Inrca-Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico per Anziani di Ancona, con cui vengono eseguiti i primi interventi in Italia di terapia focale localizzata contro il cancro alla prostata. L’apparecchiatura Focal One è stata presentata oggi alla presenza del presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, di Giampaolo Giampaoli, Fondazione Cariverona e della direzione strategica dell’Inrca.Unica sul panorama nazionale, unisce la tecnologia a ultrasuoni focalizzati ad alta intensità Hifu - High Intensive Focused Ultrasound - impiegati nella cura di diversi tipi di carcinomi, a un sofisticato sistema di puntamento che permette di salvaguardare i tessuti sani.L’acquisto, del valore di 1 milione e 155 mila euro, è stato possibile grazie al finanziamento del ministero della salute per un importo pari a 400 mila euro, di Regione Marche e Fondazione Cariverona con 200 mila euro ciascuno.C'è d'augurarsi che ne vengano installati diversi e in più regioni d'Italia perchè questo male incomincia a preoccupare i maschietti che hanno passato i 50 e che ogni volta che vanno a fare l'analisi del sangue la prima voce che guardano è il PSA.

@nonnoenio

23 febbraio 2016

Chieti - Pane fatto in casa con lievito madre


«Buoni questi batteri. Pensi, hanno 150 anni». La conversazione, messa così, è piuttosto surreale. E difficilmente vi capiterà di sentirla mentre passeggiate per strada, fate la spesa, o siete comodamente seduti al tavolo di un ristorante. Eppure ai batteri è legata l’origine di un ingrediente indispensabile per realizzare un prodotto immancabile sulle nostre tavole: il pane. Ovviamente stiamo parlando di quello fatto in casa. Quello che veniva conservato nella madia per giorni. Quello che veniva cotto nel forno del paese. E che, per chi ama la tradizione e il benessere, è ancora oggi un cibo irrinunciabile. Alla base sta la «pasta madre» o «lievito madre». Che è appunto il frutto di una fermentazione di acqua e farina durante la quale i batteri (saccaromiceti, lattici e acetici) si «nutrono» di zuccheri e amidi e producono anidride carbonica e alcol. Cioè i due agenti della lievitazione. Che differenza c’è tra un pane convenzionale e quello realizzato con pasta madre? Il secondo è più digeribile, più soffice, ha una mollica più elastica ma, soprattutto, si conserva di più e può essere mangiato anche a distanza di una settimana senza che ci si trovi di fronte al classico «tozzo di pane secco». La pasta madre, ovviamente, può essere utilizzata anche per realizzare maritozzi, cornetti, panettoni, persino squisiti babà. Ma il vero tema è un altro. Trattandosi di batteri la loro «età» è fondamentale. Più vecchio il ceppo più sarà in grado di resistere all’influenza di agenti esterni. Per questo è fondamentale la cura della colonia che, se utilizzata con frequenza, deve essere nutrita con i cossiddetti «rinfreschi». Cioè l’aggiunto di acqua e farina che permettono ai batteri di mangiare e crescere. Trattandosi di esseri viventi la «morte» è sempre in agguato. La vostra pasta madre cambia colore diventando grigiastra? Perde l’alveolatura (i «buchi» all’interno del lievito)? La parte liquida e solida si scompongono? Nessun problema aggiungete un po’ di zucchero, del miele, un pezzo di frutta e riprenderà vita. In alternativa avvicinatela ad un cesto di frutta e la «comunicazione» di batteri farà il resto. Se poi volete conservarla per utilizzarla al momento opportuno basta liofilizzarla. Insomma è molto di più di un semplice tuffo nel passato, di una riscoperta delle nostre tradizioni, di una cura del benessere del corpo. «Pasta madre» significa riscoprire la natura nel senso più profondo del termine. E accorgersi che certi batteri non avranno un bell’aspetto, ma il sapore non è niente male.

La ricetta per 1 Kg di pane. Primo giorno 35 gr lievito/pasta madre 200 gr farina 00 150 gr acqua tiepida. Sciogliere il lievito madre e aggiungere la farina. Impastare per 10 minuti. Poi lasciare riposare per 12 ore in un contenitore di vetro. Secondo giorno Prendere l’impasto (biga) e aggiungere: 400 gr di farina 1 cucchiaio di malto o miele o zucchero di canna 225 gr di acqua tiepida facoltativi: 1 cucchiaino di sale e 1 cucchiaio di olio. Manipolare la biga lavorando sempre nello stesso senso fino a quando risulta omogenea e liscia. Quindi spezzarla e comporre una forma di circa 1 Kg. Incidere la superficie, lasciarla lievitare fino a quando non raddoppia la sua dimensione (da 3 a 5 ore). Infornare in forno preriscaldato a 200° per 30-35 minuti. Sfornare e lasciare riposare per 3-4 ore.


30 marzo 2015

Chieti - Una passeggiata ogni giorno per vivere più a lungo


Buone notizie per i pigroni di tutto il mondo! Secondo uno studio del Medical Research Council of Epidemiology, dell'Università di Cambridge, basterebbero 20 minuti di passeggiata ogni giorno per vivere più a lungo. Gli stessi esperti hanno scoperto che chi affronta quotidianamente qualche minuto di allenamento ha fino al 30% di possibilità in meno di morire prematuramente.Stiamo parlando di esercizi di bassa intensità, non di sforzi incompatibili con la vita stressante di chi lavora ogni giorno. Addirittura una breve camminata sembrerebbe essere sufficiente a evitare l'incorrere di diversi tipi di malanni. In poche parole quindi: basta muoversi un pò. Il discorso ovviamente, vale soprattutto per chi è sovrappeso.

@nonnoenio

25 marzo 2015

Chieti - Una classica con gli Sci di Fondo Escursionistico


Dall’Altopiano delle 5 miglia , al km 128.5, (Roccaraso AQ), località CAPANNOLA 1278 mt,  al Lago Pantaniello 1860 mt, per l'Imposto 1481mt  e Valle di Chiarano. È una classica per lo Sci di Fondo Escursionistico, (con terminologia anglosassone back country), sci con lamine, suola squamata, a tallone libero. All’occorrenza su questi sci si possono montare le pelli di foca, un accorgimento per le salite ripide, specialmente con neve gelata. Lo Sci di Fondo Escursionistico spesso si svolge su itinerari in neve fresca, al di fuori delle piste battute, godendo il silenzio ed i boschi. Per la discesa ci sono varie tecniche per il tallone libero, come la raspa… In località CAPANNOLA1278mt, c’è la carrareccia che porta all’ingresso delle Bocche di Chiarano e all’area pic nic dell’Imposto che contorna i rifugi della forestale, fornita di fontane e tavoli. Dalla  Valle di Chiarano, detta anche Montagna spaccata, perché si attraversa una strettoia obliqua di roccia…spaccata… Si arriva sotto il monte Pratello a 1700 m , ricongiungendosi con la carrareccia, che ovviamente non si vede, per la neve.  Pochi chilometri per arrivare allo stazzo ed al lago Pantaniello 1860 mt. Il lago ha origine morenica, risalente all'era glaciale. Vi sono anche numerose testimonianze dell'uomo preistorico che usava accamparsi sulle sponde del laghetto. Nelle sue acque vive il Gammarus Lacustris, piccolo crostaceo d'acqua dolce la cui origine risale all'ultima glaciazione.



La Riserva Naturale Statale Lago di Pantaniello, è stata istituita per preservare l'intera zona. Il paesaggio è unico, specialmente se si è soli, viene una certa angoscia per il silenzio tombale. Il panorama spazia sul monte Genzana, 2170 m ,il monte Godi 2011m, la Maiella con monte Amaro, 2793 m , Monte Sparvera, (m.1998), le vette del Parco Nazionale d'Abruzzo e, in lontananza, il gruppo del Gran Sasso e del Velino.

Lunghezza: 28 km a/r
Dislivello: 580 m
Tempo: 7,00 h

Le foto sono al link: Sci di Fondo

06 agosto 2014

Chieti - La mela fa bene al sesso


La mela è il frutto del peccato? Si, questa convinzione trova oggi un supporto scientifico. Le mele, tra le varie proprietà che hanno, aiutano anche sul piano sessuale. Il dottor Tommaso Cai,ha recentemente pubblicato su una prestigiosa rivista medica internazionale «Archives of Gynecology and Obstetrics» i risultati di un studio condotto su 738 giovani donne, abitanti nin Italia, che dimostra come l'utilizzo di mele è correlato con una migliore sessualità. Dopo il via libera al vino e alla cioccolata, dunque, promosse a pieni voti anche le mele, di qualunque provenienza purché con la buccia. Lo studio basa i suoi presupposti sul fatto che nella mela è contenuta un'importante sostanza ad azione fitoestrogenica, la florizina. Infatti, questa sostanza ha proprietà benefiche sull'organismo femminile, non solo perché rappresenta anche un potente antiossidante, ma soprattutto perché può simulare gli effetti benefici degli estrogeni. L'effetto benefico sulla sessualità femminile delle mele è dimostrato da un più alto punteggio che le giovani donne che mangiano più mele raggiungono ad un questionario internazionalmente riconosciuto (il Female Sexual Function Index) sulla sessualità. Infatti, queste donne riportano una «soddisfazione sessuale». In conclusione l'uso quotidiano della mela è associato a migliori risultati nel test in pazienti di sesso femminile sessualmente attive con un aumento sia della lubrificazione che della funzione sessuale in generale. Sebbene questi risultati debbano essere interpretati con una certa cautela, dovuta alla piccola dimensione del campione dei pazienti, si può dire al momento che l'assunzione di una mela al giorno potrebbe migliorare la qualità della vita sessuale in giovani donne sessualmente attive.

nonnoenio

15 ottobre 2013

Chieti - Alternativa al grano


 Sabato 12 Ottobre, alle ore 17.30, si è inaugurato a Chieti il negozio/laboratorio “Alternativa al Grano”, nato per soddisfare le richieste di una clientela purtroppo sempre più ampia, quella dei celiaci, che sono intolleranti ad alcuni alimenti e che hanno difficoltà a reperire prodotti artigianali. Il parroco di San Francesco Caracciolo al Tricalle, Don Panfilo Argntieri, ha dato la benedizione, all’inaugurazione di questa nuova attività. Presenti anche il sindaco, Umberto di Primio, l’assessore al bilancio, Roberto Melideo, il consigliere di maggioranza ,Emiliano Vitale e Marisa Pagliaro, presidente regionale dell’Associazione italiana Celiachia. La celiachia (dal greco koilía = addome, ventre) è una malattia autoimmune dell'intestino tenue, che si verifica in individui di tutte le età, geneticamente predisposti. I sintomi includono diarrea cronica, ritardo della crescita nei bambini e stanchezza. Questi sintomi possono essere anche assenti, mentre ne sono stati descritti alcuni in altri organi. La celiachia è causata da una reazione alla gliadina, una prolammina (proteina del glutine) presente nel grano e da proteine ​​simili che si trovano in altri cereali comuni, quali orzo e segala. L'esposizione alla gliadina causa una reazione infiammatoria. Ciò porta ad un troncamento dei villi che rivestono l'intestino tenue, chiamata atrofia dei villi che interferisce con l'assorbimento delle sostanze nutritive, poiché i villi intestinali ne sono responsabili. La celiachia è una condizione di salute più frequente nelle donne che negli uomini e tra le cause della celiachia rientrano sia fattori ambientali sia fattori genetici, infatti, è una malattia ereditaria. L'uomo nasce con i geni della celiachia e dal momento che i geni non cambiano mai nel corso della vita, se non possiede dalla nascita i geni di predisposizione, non potrà mai avere la celiachia. Se invece ha i geni necessari, potrà manifestare l'intolleranza a qualsiasi epoca della vita. Secondo la Relazione annuale al Parlamento sulla Celiachia del 2011, a cura del Ministero della Salute, in Italia ci sono circa 540.000 celiaci, quasi 1 su 100, considerando l'intera popolazione italiana di 57 milioni di persone. Al momento, la dieta senza glutine, è l'unica terapia per la malattia celiaca, che deve essere seguita scrupolosamente per tutta la vita e questa dieta permette al celiaco di condurre una vita serena ed in salute. L'alternativa alla farina ottenuta dal grano è la composizione di farine derivate da altri cereali.



Purtroppo, anche seguendo una dieta, la qualità della vita collegata alla salute di un celiaco, può essere inferiore rispetto alle persone che non hanno questa situazione. Gli uomini tendono a manifestare un miglioramento più marcato rispetto alle donne. Alcuni presentano persistenti sintomi digestivi o dermatite erpetiforme, ulcere della bocca, osteoporosi con le fratture che ne derivano. Possono manifestarsi i sintomi indicativi di sindrome dell'intestino irritabile e vi è un aumento del livello di ansia, di fatica, di dispepsia e di dolore muscolo scheletrico. Tra gli adolescenti, si nota una sensazione di diversità, per il fatto di non poter fare le stesse cose che fanno gli altri. La celiachia è stata da poco aggiunta nell'elenco della patologia per il quale il paziente può richiedere l'esenzione per farmaci ed alimenti. I costi sociali della celiachia sono alti, ma i celiaci diagnosticati, hanno un parziale rimborso per i prodotti sostitutivi senza glutine dall’ASL, (Azienda Sanitaria Locale). I prezzi dei prodotti senza glutine sono purtroppo esagerati, per colpa di chi li produce e ne decide il costo. Pertanto, Cinzia Zappacosta, ha pensato di inaugurare, all’interno del centro artigianale Parco Brecciarola, Strada per Popoli (via Tiburtina, alle spalle del distributore Agip non lontano dallo svincolo dell’asse attrezzato Chieti-Pescara), questo laboratorio/negozio.Nel 2001 Cinzia Zappacosta decise di aprire una ditta artigianale di pasta fresca e dolci, concretizzando quello che era il suo sogno. Nel 2007 scoprì casualmente di essere celiaca e dopo di lei anche i suoi figli. Proprio dalle loro esigenze alimentari e dalla necessità di avere un prodotto fresco, in alternativa a quello a lunga conservazione, ha trasformato la sua precedente attività in quella che è l’alternativa al grano. La struttura, molto spaziosa, sarà il luogo di produzione di pane, pasta, dolci, gelati e di altre specialità alimentari da asporto, ma anche bar, caffetteria, gelateria, con una piccola enoteca. Si può fare la colazione, la pausa pranzo, si può prendere l’aperitivo e si possono festeggiare piccoli eventi. Alternativa al Grano, offre specialità alimentari realizzate con farine senza glutine e ingredienti naturali, freschissimi di alta qualità per chi, a qualunque età, deve seguire particolari regimi dietetici o ha accertato particolari intolleranze alimentari, ma non vuole rinunciare al gusto delle cose buone e genuine, preparate con l’esperienza di oltre dieci anni di attività, di Cinzia.Cinzia prepara personalmente i cibi, con passione e con cura, nella scelta di materie prime genuine. Cinzia è una donna molto determinata ed ha intenzione di aprire, a breve, un’attività di franchising in Abruzzo, con il marchio “Alternativa al Grano”.

Scritto da: Luciano Pellegrini
Le foto sono al link: Alternativa al grano

01 agosto 2013

Chieti - Infermieri, merce pregiata.



Quando emigrare all’estero significa sistemarsi per la vita. Se in Italia la paralisi del mercato del lavoro sembra non avere di fronte a sé ancora via d’uscita, dalla Germania arrivano ottime possibilità d’impiego soprattutto per i neo-dottori dell’area medico-sanitaria. Se ai tempi del fascismo accordi diretti tra i due dittatori favorirono l’esportazione di operai per sostenere la macchina bellica tedesca, oggi ci sono società specializzate che si preoccupano di fare da tramite tra i futuri datori di lavoro tedeschi e i giovani candidati italiani.Secondo l’ultimo rapporto Excelsior-Unioncamere l’infermiere occupa il primo posto nella classifica delle 30 professioni di sbocco per i laureati d’Italia. E nonostante la crisi, l’area medico-sanitaria è stata quella che ha riscontrato una maggiore crescita dell’offerta netta di neo-laureati (+3,2%). Insomma il lavoro sembrerebbe non mancare. Tuttavia risulta difficoltoso trovare una collocazione stabile nel panorama professionale. Se da noi quindi i giovani infermieri vivono i primi anni di lavoro nel precariato, in Germania sono una merce così pregiata da spingere le aziende che operano nel settore sanità a reclutare infermieri in Italia, pagando loro anche i corsi di lingua che preludono all’inserimento nel mondo del lavoro. Da noi tagliano i posti di lavoro, in Germania li creano e sopratutto assumono...

nonnoenio

23 aprile 2013

Chieti - Quando curarsi può rapprentare un problema


 Gli Italiani, sempre più «in ginocchio» a causa della crisi economica, tanto che rinunciare persino a visite mediche, dentista e terapie è diventata per molti una necessità inderogabile.L'allarme arriva ora dagli stessi medici di famiglia. Gli italiani, denuncia il 65% dei camici bianchi, ormai non si curano più, e la situazione, afferma il 71,6% degli specialisti,(che si sono pertanto visti ridotti gli immensi guadagni sulle visite a pagamento nelle varie strutture sia pubbliche che private) è più grave al Sud e nelle Isole. Un Sos, quello dei medici, che conferma il recente dato emerso da un'indagine Rbm Salute-Censis: in numeri assoluti, sono circa 9 milioni i connazionali che hanno dovuto rinunciare alle cure sanitarie per motivi economici nell'ultimo anno (con il costo di una visita pari se non superiore ai 150 euro, è presto fatto il conto). Lo studio del medico di base diventa dunque luogo privilegiato per tastare le conseguenze che la crisi sta innescando anche sul fronte della salute. Ed il quadro che ne emerge non induce all'ottimismo. La crisi economica in Italia, incide sul destino della salute della popolazione e ne aumenta le diseguaglianze ed è in grado di condizionare il lavoro e la funzione dei medici. In interi settori della popolazione si assiste alla rinuncia consapevole ad accedere a prestazioni sanitarie anche quando queste sono necessarie. Il quadro che emerge, indica con chiarezza che gli effetti della crisi sono importanti, causando uno stato di stress, di insicurezza e di grande apprensione negli individui. La stessa figura del medico di base è resa più fragile dalla crisi. Tra chi rinuncia alle cure, uno su 4 ha più di 65 anni, il 61% è di sesso femminile e in 4 milioni di casi vive al Sud.In tempi di ristrettezze, altro fenomeno segnalato è quello degli anziani che, sempre più numerosi, si rivolgono a strutture per indigenti per ricevere cure gratuite a causa di una pensione che per tanti - circa 8 milioni - che non supera i 500 euro al mese.

nonnoenio

11 ottobre 2012

Chieti - Arriva l'influenza fate il vaccino !


Siete a rischio come me? Siete cardiopatici? Avete più di 65 anni? Attenti che è in arrivo l'influenza. Il virus influenzale è in continua mutazione per cui ogni anno il vaccino viene adattato e aggiornato. Possono poi esserci delle mutazione nel corso della stessa stagione e a quel punto c'è discrepanza tra i virus che costituiscono il vaccino e quelli circolanti ad attaccare l'influenza agli italiani. Più questa discrepanza è alta e meno il vaccino è efficace. Il via della campagna di vaccinazione contro l'influenza stagionale scatterà quest'anno il 15 ottobre. L'Azienda sanitaria anche quest'anno, dopo aver spiegato come viene realizzato il nuovo vaccino contro l'influenza stagionale, ha dato i numeri anche sull'efficacia. Si parla nel 70-80% dei casi quando si ha a che fare con adulti sani se i virus costituenti il vaccino sono simili ai ceppi circolanti, e nel 30-40% nelle persone anziane e nei gruppi a rischio. Tuttavia se nell'anziano il vaccino è relativamente poco efficace nell'evitare la malattia, esso è invece assai efficace nel prevenire le complicanze, anche gravi. È efficace nel 30-70% nel prevenire ospedalizzazioni e nell'80% nel prevenire i decessi.Ad essere invitati a vaccinarsi, anche quest'anno, saranno le persone con più di 64 anni, i soggetti a rischio per malattie croniche (dai 0 ai 65 anni), le donne in gravidanza (nel 2° e 3° trimestre), i medici e il personale sanitario di assistenza, i ricoverati in strutture di lungodegenza, i familiari di persone ad alto rischio e i soggetti addetti a servizi pubblici. L'obiettivo di copertura vaccinale per tutti i gruppi sarebbe del 75%, ma a quanto pare centrare l'obiettivo non sembra facile.

nonnoenio

24 maggio 2012

Chieti - Giornata nazionale del sollievo

Si rinnova l’impegno della Asl contro il dolore e la sofferenza: domenica 27 maggio, infatti, in occasione dell’undicesima “Giornata nazionale del sollievo” i medici e gli operatori delle unità operative di Terapia del dolore e cure palliative saranno nelle piazze per informare i cittadini sulle nuove possibilità terapeutiche e sui diritti dei malati affetti da dolore cronico. Chi lo vorrà, inoltre, potrà sottoporsi gratuitamente a una visita per stabilire il grado di dolore da cui è affetto e concordare con gli specialisti un percorso di cure adeguato. Gli stand informativi saranno a disposizione dei cittadini dalle 9.00 alle 18.00 a Chieti in piazza Gianbattista Vico. La manifestazione è promossa dal Ministero della Sanità in collaborazione con la conferenza delle Regioni e Province autonome, la fondazione nazionale “Gigi Ghirotti”, la Direzione politiche della salute della Regione Abruzzo e l’Agenzia sanitaria regionale.  La “Giornata del sollievo” vuole riportare l’attenzione su un problema poco conosciuto, ma che purtroppo coinvolge un numero sempre maggiore di pazienti: il dolore cronico. Negli ultimi anni sono stati fatti enormi passi avanti per garantire una buona qualità di vita ai pazienti che ne sono affetti; tuttava c’è ancora molto da fare, soprattutto per trasmettere il messaggio che il dolore non è una condizione inevitabile ma che, al contrario, può e deve essere trattato per garantire ai pazienti dignità e autonomia, senza discriminazioni e garantendo il giusto sostegno sia alla persona malata che alla sua famiglia. L’iniziativa vuole dare anche la giusta visibilità alla rete dei servizi per la cura e la terapia del dolore che la Asl ha attivato su tutto il territorio provinciale per sostenere nel miglior modo possibile i pazienti e le loro famiglie in questo particolare momento della loro vita. 

nonnoenio

09 febbraio 2012

Chieti - L'Influenza di questi giorni


Tosse, un pizzicorino alla gola, brividi, mal di testa e febbre sopra i 39. Mettetevi tranquilli, cancellate gli impegni presi almeno per i prossimi cinque giorni e controllate di avere una buona scorta di antipiretico. Tachipirina compresse da 500mg. L'influenza, che ha raggiunto o sta raggiungendo il suo picco di diffusione, ha evidentemente colpito anche voi come centinaia di altri italiani. Basta fare un giro nelle scuole per capire che il numero di casi si è moltiplicato nell'ultima settimana. E considerato anche che i piccoli sono i veri «untori» è facile pensare che poi da loro si diffonderà anche agli altri membri della famiglia. Dopo i virus intestinali e la varicella che ha fatto parecchie «vittime» tra i più piccoli, è arrivato dunque il momento di fare i conti con il più classico dei virus stagionali, l'influenza. Scoppiata quest'anno con lieve ritardo per le condizioni climatiche più miti delle prime settimane invernali, ha visto in questi giorni crescere vertiginosamente la curva epidemiologica. Io me la sono beccata e forte pure nonostante avessi fatto il vaccino antiinfluenzale a novembre in quanto facente parte della categoria a rischio: i cardiopatici. Ecco quali sono i sintomi dell'influenza: Solitamente a comparire per prima è la tosse. Poi febbre alta, intorno a i 39° che perdura di solito per almeno due giorni. Ma non è finita qui. Spesso insieme a febbre e tosse arrivano anche anche mal di testa, mal di gola e a volte mal d'orecchie e nei casi più disgraziati diarrea. Per far scomparire tutti i sintomi ci vogliono almeno cinque-sei giorni e non è detto che poi si ritorni subito in perfetta forma. Spossatezza e tosse rimangono anche per un'altra settimana. Guai pensare che con l'antibiotico si risolva tutto. In caso di infezione causata da virus, com'è l'influenza stagionale, gli antibiotici sono infatti perfettamente inutili, in quanto agiscono contro le infezioni di natura batterica. Diversamente, anche se sempre con cautela e quando la febbre supera i 38 gradi, si possono utilizzare gli antipiretici che servono appunto per abbassare la febbre.Buona fortuna, io ne sono ormai fuoiri e forse domani, dopo 9 giorni, mi rivado a fare una partitina a tennis. Se no ce la faccio mi limiterò a palleggiare...

nonnoenio

08 febbraio 2012

Chieti - Il Medico di Famiglia


Il medico di famiglia è a tutti gli effetti un componente della famiglia. Conosce tutto e più di tutto, anche le cose più segrete. Il paziente ha in lui la massima fiducia. Sa che la sua salute dipende da questa persona e gli vuole bene. Gli perdona tutto anche se per essere visitato deve fare lunghe file, pazienza! Chi è questo medico. Lavora mediamente 4 ore al giorno dal lunedì al venerdì, in totale 20 ore. Qualcuno apre lo studio anche il pomeriggio almeno tre volte a settimana, altre 6 ore. In totale lavora 26 ore a settimana. Il sabato offre la reperibilità telefonica per un paio di ore nella mattina. Ci sono comunque le visite domiciliari. Anche la associazione professionale dei medici di famiglia appartiene ad una casta. Guai se qualcuno prova ad interessarsi dei fatti loro. Infatti Il Consiglio nazionale della FIMMG, riunitosi a Roma, aveva approvato un calendario di scioperi della categoria per difendere l'autonomia dell’ENPAM, la cassa previdenziale dei camici bianchi, messa a rischio dalle misure previste nella manovra del Governo Monti. Lo sciopero era programmato dal 9 al 12 febbraio. Questione legata ai soldi che versano per la pensione... Però, causa la situazione meteorologica, i medici di famiglia hanno revocato lo sciopero,pur rimanendo in stato di agitazione. Quando guadagna un medico di famiglia? La base è di 80 euro lordi/anno per paziente e poi ci sono le indennità sulle altre attività che vengono svolte,( i dati sono del mese di marzo 2011, dovrebbero essere ancora validi in quanto non mi risulta che ci sono stati rinnovi contrattuali ndr). Con 1500 pazienti il medico di famiglia guadagna 120.000 euro lorde all'anno, con una ritenuta di acconto del 20% operata dalla ASL , al netto fanno 96mila euro, quindi 8mila euro al mese. Mica poco ...! Ma non è tutto. Ci sono inoltre le indennità! Se il medico di famiglia lavora nello studio 12 ore, percepisce altri 1200 euro lordi al mese che è molto superiore a quello di molti lavoratori. Non è ancora finito.... Ci sono 74 euro lorde al mese come indennità per usare il computer, inoltre altre indennità per le prestazioni per l’ADI, (Assistenza Domiciliare Integrata) o per le medicazioni o per i vaccini praticati in studio, le partecipazioni a Progetti obiettivo della regione o del Ministero, le schede per le ricerche sanitarie, le partecipazioni a commissioni mediche, i rimborsi per il funzionamento dello studio professionale, il pagamento per una serie di certificati, come per le attività sportive e così via. Quindi questo amico di famiglia che è sempre sorridente, ancora di più se non ti fai mai vedere, guadagna tutti questi soldi, anzi se viene a farti la visita a casa perché sei febbricitante, quasi quasi mosso a compassione e per bontà per l'ora tardi, gli fai anche qualche “regalia”. Caro ministro della salute Renato Balduzzi, essendo lei un tecnico e quindi non legato alla politica del compromesso, cosa ne pensa di deliberare un decreto legge che stabilisca un massimo di 500 pazienti per medico di famiglia? Le restanti 1000 persone le gestirebbero altri due medici. Il paziente ci guadagnerebbe? Perbacco...i medici di famiglia erogherebbero un miglior servizio e non si farebbero lunghe attese. I medici si lagnano oltremodo, perché hanno qualche impegno in più come l’Adi, (L'Assistenza Domiciliare Integrata) e quindi meno tempo da dedicare ai pazienti. Questo impegno remunerato ha un tetto e anche se superi il numero dei pazienti non puoi guadagnare di più, quindi meglio non eccedere.. L'assistito però deve far valere questo suo diritto, perché sembra che il medico se ne dimentica di fare questa visita programmata... Ha mai provato lei, ministro Balduzzi, a recarsi dal suo medico di famiglia? Le racconto quello che succede ad un assistito campione! La mattina presto va a fare la fila per prendere il numero. “Catturato” il numero si organizza la mattinata. Cioè, calcolando che una visita mediamente se va bene dura tre quarti d'ora, sbriga altre faccende per poi tornare in tempo per la visita e non perdere il posto. Si chiederà, ministro Balduzzi, il motivo per cui la visita dura tanto tempo... poverino chissà che malattia avrà! Non si spaventi, l'assistito non ha niente di grave, riesce a parlare con il medico forse 5 minuti. Ed allora...? Mentre apri la bocca per esporre il tuo malanno, arriva la prima telefonata, poi apri nuovamente la bocca ed arriva la seconda telefonata e così via sino a quando esci dallo studio. Quello che avresti desiderato fare presente al medico non lo hai fatto, però hai una ricetta, la tua e tante altre delle persone che hanno telefonato. Quasi timidamente e vergognosamente entri nella sala di attesa per depositare le ricette“ telefoniche” e vedendo gli occhi incazzati dei presenti, fai un timido sorriso alla " fracchia" alzando le spalle. Gli altri pazienti spazientiti che aspettano, faranno la stessa fine... anche loro escono con le ricette...! Se, caro ministro i pazienti scendono a 500, non le sembra che il cittadino, paziente, che paga le tasse può essere meglio trattato e curato? Concludendo, caro ministro, anche se è ancora giovane,compirà fra pochi giorni 57 anni, pensi ai tanti anziani che sono costretti a file estenuanti presso i medici di famiglia per richiedere un diritto, che è quello della salute, e prendo come esempio l' impegno che lei ha sempre avuto nella chiesa cattolica. Diminuisca il numero dei pazienti ai medici di famiglia!

Scritto da: Luciano Pellegrini

08 gennaio 2012

Chieti - Meglio la dieta o il movimento

Non sò proprio cosa si potrebbe fare nel caso di questo signore appisolato su questa sediolina azzurra, ma per quelli che vogliono rientrare nel loro peso forma dopo le recenti abbuffate si. Durante queste festività non solo mangiamo cibi spazzatura e ricchi di grassi, ma ci muoviamo poco. Molta gente fa davvero poco di movimento. Giusto mangiare frutta e verdura di stagione, la pasta, magari 70 grammi invece di 100, alternare carne bianchi al pesce, qualche volta formaggio. Secondo gli esperti durante queste feste siamo ingrassati in media di due chili, con un totale di 14.000 calorie accumulate durante pranzi e cenoni. Tra i propositi per il nuovo anno, per molti, c'è quello di smaltirli. La Befana solitamente è lo spartiacque tra gli eccessi delle vacanze e il rientro alla normalità. Considerato che quest'anno c'è di mezzo anche il weekend il regime restrittivo per molti partirà da domani.Ma questi sono i soliti consigli. La verità è che la gente dovrebbe muoversi di più, soprattutto i ragazzini che anche a scuola fanno poco e niente. Lo sappiamo tutti che a Natale e Capodanno si esagera un po', ma se poi si va a fare una sciata, una corsa o una camminata gli eccessi si bruciano. Certo che se si persevera la situazione è diversa. Ci vuole l'intelligenza di mettersi in testa di cambiare stile di vita. Prima cosa da fare per buttare giù peso è muoversi, facendo una regolare attività fisica di almeno trenta minuti al giorno. Con il freddo, anche se si è coperti, si ha un calo di peso maggiore, in quanto il nostro corpo brucia di più e quindi i risultati si vedono prima.

18 luglio 2011

Chieti - Non una stanza, ma un ambiente in cui vivere come a casa propria

In questi giorni d'estate, con le temperature che sfiorano o addirittura superano i 35° si leggono sui giornali locali e nazionali, dei consigli che vengono dati alle persone anziane: bere tanta acqua, starsene in casa nelle ore più calde o recarsi in un qualche suppermercato per sfruttare il fresco dell'aria condizionata. Questo, se gli anziani stanno bene, altrimenti si leggono anche di altre storie terribili, di individui parcheggiati come cose in corridoio nell'ospedale civile di Chieti o addirittura, persone anziane a cui è stato apparecchiato, il pranzo, su un bidone della spazzatura. A parte il fatto che il giornalista deve far roboaere la sua notizia, magari suffragandola con delle foto, per cercare di far vendere il giornale al suo editore, questi fatti spesso accadono e accade qualche volta che questi vecchietti, soli, vengano parcheggiati in geriatria o in altri ospedali regionali, essendo loro diventati, alla loro età, un peso. E' di questi giorni invece un'ottima proposta dell'IDV, per creare delle micro comunità per anziani tramite apposite leggi da far approvare in Parlamento. Voi direte: campa cavallo, sopratutto in un periodo di crisi generalizzata, che per farla rientrare si è pensato di apporre i ticket sui pronto soccorsi, penalizzando i Codici Bianchi di 25 euro cadauno. Questa proposta dicevo, consisterebbe nel creare in città delle micro comunità per anziani, sottoforma di strutture meno ospedalizzate e più residenziali con spazi comuni per la mensa, fisioterapia, assistenza sanitaria e sale per la socializzazione da destinare a queste persone sole con costi di gestione enormemente più bassi rispetto a quelli, che andrebbero a gravare sulla comunità, in un ospedale. A proporne la realizzazione è un disegno di legge presentato da Italia dei Valori: "Quante persone anziane autosufficienti, ma magari non completamente autonome vivono da sole e spesso muoiono da sole oggi?», si chiede il relatore di questa proposta. "Quante hanno una badante con la quale la convivenza è difficile, vuoi per cultura vuoi per motivi di conduzione della vita in comune o altro?». Basti pensare che oggi l'aspettativa di vita si è alzata e le tipologie di anziani che superano la soglia degli 80 anni (se n'è accorto anche il governo che allungherà l'età pensionabile in funzione dell'aspettativa di vita) è molto diversificata, pertanto non si può risolvere tutto con un contributo alle famiglie se queste scelgono di tenere in casa il proprio caro, o con un ricovero all'Ospizio». La via da seguire, sono appunto queste micro comunità: "Si potrebbe valutare se esistono edifici delle Provincie o di altri enti pubblici, da adibire a queste funzioni, dotando i sobborghi o i diversi quartieri della città di piccoli residence dove un anziano che ha vissuto in quella zona potrebbe comunque mantenere tutti i contatti sociali". Si spendono milioni di euro per edifici polifunzionali, per cui sarebbe meglio farlo per realizzare qualcosa che migliori la vita delle persone socialmente più fragili, risparmiando enormemente con i costi di un ricovero.

nonno enio

02 maggio 2011

Chieti - 1955, quando andavamo in colonia

Francavilla Marina... era questa la cittadina in cui si andava, in corriera, quelle azzurre della "Majella", al mare a respirare l'aria ricca di iodio che faceva tanto bene. Si andava in colonia intruppati e, molti, gonfi di nostalgia. La disciplina era ferrea, il bagno in mare lo si faceva per dieci minuti dopo un interminabile periodo di adattamento al clima. Le preghiere erano tante, mattina e sera. Tante erano anche le passeggiate, qualche gelato. Basta. I genitori a casa erano contenti di saperti al mare e ti attendevano bell'abbronzato. I figli degli "straricchi",invece ci andavano invece in in Millecento Fiat,quella col cambio al volante, con i genitori in una pensione magari a Jesolo. Alcuni ragazzi avrebbero preferito andare in colonia con gli amici "poveri" per poter giocare con loro sulla spiaggia. Ad organizzare le colonie erano anche e soprattutto i circoli ricreativi degli enti pubblici o delle grandi industrie o il comune tramite l'associazione ECA. Quando si partiva si piangeva, allorchè l'autobus girava la curva di Villa Obletter e si nascondeva alla vista il campanile di San Gustino, mentre si gioiva, sbottando in grida di giubilo, quando al ritorno lo si rivedeva in cima al "colle", nel punto più alto della città.

nonno enio

23 aprile 2011

Chieti - La crisi non ferma i viaggi di Pasqua


Pasqua alla porta e anche quest'anno gli italianii non rinunciano all'immancabile vacanza e al tradizionale pranzo con la famiglia. In molti sono intenzionati ad archiviare il capitolo crisi e godersi qualche giorno di completo relax tra il mare, la montagna e le città d'Europa. Le splendide isole Seychelles e le Canarie sono le mete scelte da parte dei vacanzieri amanti del sole e del mare che decidono di prendersi qualche giorno in più di pausa dal lavoro. Per chi invece approfitta del mini esodo pasquale le scelte ricadono su Londra, Istanbul e Dubai. «Le partenze sono in linea con quelle dell'anno scorso. Qualche defezione è dovuta alla crisi mediterranea ma il dato complessivo non ne ha risentito. La maggior parte delle persone sceglie una vacanza di 3 - 4 giorni. Non mancano le crociere sul Nilo e la riscoperta da parte di molti delle belle città d'arte italiane.Molto bene stanno andando anche i cosiddetti viaggi di fede come per Israele grazie ai prezzi contenuti. A preparare i bagagli e partire sono soprattutto intere famiglie e le persone di mezza età. Quest'anno i giovani hanno scelto altre alternative, le famiglie e le mete scelte sono state soprattutto l'Italia oltre alle capitali europee. I viaggi sono di pochi giorni, diverse persone hanno scelto di partire il venerdì e tornare il giorno di Pasquetta. Tra i giovani sembra che la scelta vada per una per una Pasqua a basso costo, magari all'aperto optando per la tradizionale gita fuori porta, al lago, con pranzo al sacco oppure una grigliata «fai da te». Io che non sono più giovane ho scelto, domani, di fare un giorno al lago di Levico (in questo mese sono ospite di mio figlio) e prendermi un bel pò di sole se ci sarà e fermarmi poi a mangiare con mia moglie al ristorante Valcanover un pranzo a base di pesce, dove la farà da padrone il Branzino. Spero solo che sia una bella giornata.

nonno enio