14 marzo 2016
Chieti - Un incendio doloso
30 maggio 2014
Chieti - PINI E CIPRESSI ABBATTUTI A CHIETI SCALO
03 maggio 2013
Chieti - Nuclerae, se ne riparla !
20 marzo 2013
Chieti - Gli ecoincentivi sono già esauriti
03 agosto 2012
Chieti - Dare a Cesare quel che è di Cesare
07 dicembre 2011
Chieti - Il tema delle fogne
Il buon Luciano, sempre attento alle cose che capitano nella nostra regione, in questi giorni è insolitamente prolifico di segnalazioni e in un suo post mi segnala: "..Dalle foto puoi vedere come è ridoto IL MARE A FRANCAVILLA E PESCARA! in questi giorni, quando nessuno si cura delle nostre spiagge, Giorni fa, nella mia abituale passeggiata sull'arenile da Francavilla a Pescara, non ho potuto non riflettere, impressionarmi e fotografare il mare inquinato da chiazze gialle, schiumose e maleodoranti. Per le persone addette ai controlli è una cosa normale visto che d'inverno, evitano di effettuare controlli e parecchie fognature scaricano a mare il loro liquame. E' il sintomo che il nostro pianeta sta morendo. Il blocco del traffico non serve a niente. Occorrono più controlli... e che questi vengano fatti seriamente".Io ero già a conoscenza di questo fenomeno e mi ripromettevo di parlarne fra non molto. Purtroppo noi siamo già stati avvertiti diverse volte dall'Europa, che sa come vanno le cose quì con le immondizie (il caso eclatante di Napoli ha fatto varie volte quest'anno il giro del mondo) e le fognature nostrane. A rischio ci sono la salute delle persone e l'integrità dell'habitat marino del belpaese. Nel nostro Paese sono almeno 143 le città che non sono ancora collegate ad un impianto fognario adeguato,(a Montesilvano, dove palazzoni alti nove piani, costruiti a pochi metri dalla battigia, ci sono ancora i pozzi neri e d'estate è uno spasso il camminamento serale) e sono prive di impianti per il trattamento secondario o non hanno la capacità di gestire le variazioni stagionali di carico delle acque reflue. Sulle acque reflue siamo fuorilegge da 13 anni ed è indegno che il settimo Paese più industrializzato al mondo debba aspettare l’ultimatum dell’Europa per adeguarsi alla normativa. Secondo l’associazione ambientalista è in gioco la qualità della vita degli italiani e dell’ambiente e per questo va attivata una task force tra governo, enti locali e i gestori del servizio idrico per realizzare subito gli interventi più urgenti. In caso contrario l’Italia spenderà inutilmente in multe il denaro che potrebbe utilizzare per realizzare gli impianti di trattamento. E in una situazione, come quella attuale, dove si raccattano anche gli euri, per il salvataggio della "baracca Italia" ditemi voi come faremmo. La stagione balneare è alle porte e come dimostra da 25 anni l’esperienza di Goletta Verde la mancata depurazione è la principale responsabile dell’inquinamento lungo la costa. Questa estate se n'è avuta ampia dimostrazione, tappando gli scoli a mare, quando di fronte ad Ortona è scoppiata una di queste fognature, riversando decine e cecine di metri cubi d'acqua di fogna nel mare Adriatico, terrorizzando i bagnanti per settimane e causando annullamenti di prenotazioni e calando gli albergatori nel buio dell'"inferno" economico. Per costoro io dico : ben gli stà perchè chi è causa del suo male piamga se stesso, ma mi è dispiaciuto per tutte quelle persone che si sono viste rovinare le vacanza.
N.B. Per le foto cliccare sul link:FOTO
06 dicembre 2011
Chieti - NIMBI
Chieti città della camomilla o dei bidoni? Lo stato presente fa posizionare l'ago della bilancia verso i bidoni. Non c'è via dove i quattro bidoni per la raccolta differenziata porta a porta lasciati sui marciapiedi non offrono una bella foto della città. Inoltre questi bidoni hanno la capacità di “muoversi...” lungo il marciapiedi. E' l'effetto NIMBI Not in My Best Interests (lontano dal mio giardino).La inciviltà e menefreghismo dei cittadini aggrava la situazione. Ci sono dispetti e la non partecipazione ad accettare una nuova gestione dei rifiuti. Nessun condominio gradisce i bidoni nell'androne del palazzo, dove è possibile. C'è da precisare che per questa scelta è impossibile trovare la persona che ogni giorno porta fuori il bidone che verrà raccolto e successivamente il mattino lo rientra. Nei condomini dove non ci si conosce, non ci si saluta, figuriamoci se un condomino si prende la responsabilità di fare questo servizio. Una idea è quella di consegnare la chiavi del portone alla ditta incaricata del ritiro, anche se bisogna pensare a un metodo rapido come trovarle, ma non è impossibile e non costa niente. Si risolverebbe la pacchianata di vedere tutti i bidoni sui marciapiedi.
La soluzione vincente è l'isola ecologica già installata in tanti comuni. Un'isola ecologica, o eco piazzola, è un'area recintata e attrezzata per la raccolta differenziata dei rifiuti. Inoltre ha un impatto ambientale quasi nullo sul territorio. Nella nostra città, Chieti, dove il sistema è basato sulla raccolta differenziata porta a porta e i rifiuti vengono ritirati in base a un calendario preciso, l'Isola Ecologica ha una importanza fondamentale per il cittadino. Luoghi dove creare queste isole ce ne sono, per cui bisogna solo realizzarle. La risposta dell'amministrazione sarà: Non ci sono i soldi!
05 dicembre 2011
Chieti - E' nata "TERRA MAJA"

Nel centro storico di Chieti, nel quartiere di Santa Maria, un giovane appassionato di montagna e della natura, ma anche della buona musica, quella seria, ha aperto un locale ” Wine bar e prodotti Bio” con il nome :Terra Maja. La dea Maja secondo la leggenda ha dato il nome alla Majella. Nel locale si possono acquistare prodotti biologici, biodinamici e le relative bevande. L'insegna del locale è alquanto originale, scolpita su legno e posizionata in verticale a lato dell'ingresso. Cerchiamo di impadronirci del significato di questi vocaboli: Prodotti biologici: provenienti da coltivazioni non trattate chimicamente e non manipolate geneticamente. Biologico: bios, che significa vita e logos, che significa conoscenza, cioè :bisogna acquistare la conoscenza della vita. Il termine "agricoltura biologica" indica un metodo di coltivazione e di allevamento che ammette solo l'impiego di sostanze naturali, presenti cioè in natura, escludendo l'utilizzo di sostanze di sintesi chimica (concimi, diserbanti, insetticidi). Per salvaguardare la fertilità naturale di un terreno, gli agricoltori biologici utilizzano materiale organico e, ricorrendo ad appropriate tecniche agricole, non lo sfruttano in modo intensivo. L’agricoltura biologica è la produzione certificata di alimenti freschi e gustosi. BIODINAMICO: Da ottant’anni l’Agricoltura Biodinamica lavora per la fertilità della terra e la qualità degli alimenti col risultato di avere terreni fertili e vitali e prodotti salubri. All'inizio del secolo, alcuni agricoltori vedevano con preoccupazione i primi segni di degenerazione e debolezza che accompagnavano l'applicazione dei moderni metodi di coltivazione e in particolar modo il crescente uso di concime chimico. L'ispiratore dell'agricoltura biodinamica, l'austriaco Rudolf Steiner, negli ultimi anni della sua vita(1925),considerò come un unico sistema il suolo, e la vita che si sviluppa su di esso .La teoria biodinamica di Steiner ha a che vedere col compostaggio e con le fasi della Luna. Per la sicurezza del cliente esiste un marchio per tali prodotti. E' una foglia stilizzata, fatta di stelle su sfondo verde, che rappresenta il logo del biologico europeo ed è riportato sulle confezioni dei prodotti esposti nei scaffali dei negozi europei.
Esiste anche il marchio Demeter di TUTELA DELLA QUALITA’ BIODINAMICA che contraddistingue l’alta qualità del metodo agricolo biodinamico e ovunque uno vada nel mondo lo può trovare. Nel 1927,alcuni agricoltori che coltivavano la loro terra seguendo i principi della biodinamica, decisero di tutelare i loro prodotti e le loro aziende. Pensarono a Demetra, dea della fertilità e della terra. IL MARCHIO DEMETER CONGLOBA I DUE MARCHI-BIOLOGICO E BIODINAMICO,perché il biodinamico presuppone che il prodotto è prima biologico. AIAB - Associazione Italiana per l'Agricoltura Biologica è un ente di certificazione e il marchio viene apposto su prodotti che hanno requisiti più restrittivi della regolamentazione comunitaria obbligatoria Reg. (CE) 834/07.
C'è richiesta da parte della gente per questi prodotti . Come abbiamo appreso, la coltivazione biologica deve seguire criteri imposti.Il terreno selezionato bisogna lasciarlo decantare per 2 anni. Deve avere degli spazi per non essere contaminato dai terreni confinanti.Il prodotto raccolto segue una filiera breve che garantisce la qualità del prodotto. La commercializzazione è ugualmente rigida, ma agile.I prodotti biologici vengono confezionati in piccole quantità e pesi per garantire la freschezza, ma anche per diminuire gli sprechi. Il “ benessere” fa gettare via tonnellate di cibo per un importo paria a circa 300 euro/anno per famiglia. Il costo dei prodotti biologici è più rilevante dei prodotti simili coltivati con concimi chimici,sia per la resa minore e sia per il maggiore impegno. Pur non volendo fare terrorismo su questa scelta, bisogna ragionare e tenere i piedi per terra. La ricaduta delle polveri sottili e delle piogge acide sul terreno contribuiscono a rendere questa coltivazione biologica compromessa a causa del pianeta inquinato. E' in atto la riunione a Durban, a città del capo in Sudafrica, dal 28 novembre al 9 dicembre 2011 per l'annuale Conferenza mondiale dell'ONU, per discutere del clima. Sui media non se ne sta parlando abbastanza per l'importanza che assume l'argomento. Forse la carta stampata sta fornendo più informazione. La situazione attuale è complessa e parlare su questo argomento nella crisi globale in cui viviamo, può sembrare anacronistico. Il consumismo ha rifiutato il progetto di kioto. Le maggiori nazioni, Stati Uniti, Europa, Canada, Giappone, Australia, Federazione Russa, ecc.,si sono tirate indietro dal finanziare la ricerca sul clima.Dovevano impegnarsi a ridurre le loro emissioni del 5,2% rispetto a quelle del 1990, nel periodo 2008-2012. La crisi finanziaria mondiale ha bloccato - anzi, ha fatto retrocedere - molti degli sforzi che si stavano facendo per ridurre le emissioni di gas a effetto serra: nessuno vuole più prendere impegni, costa troppo! Solo l' Europa dovrebbe sobbarcarsi questi costi, ma vista la situazione economica certamente non ce la fa.Questo è il motivo Perché è fallito il Patto sul clima.
E la Strategia 20-20-20 ? A dicembre 2008 l'Unione Europea ha approvato il pacchetto europeo "clima-energia", conosciuto anche come strategia "20-20-20" in quanto prevede entro il 2020:
- il taglio delle emissioni di gas serra del 20% - la riduzione del consumo di energia del 20% - il 20% del consumo energetico totale europeo deve essere generato da fonti rinnovabili: eolica, solare, biomassa, geotermica, aero termica, idro termica, energia oceanica, idroelettrica, i gas di discarica, i gas residuati dai processi di depurazione e i biogas.



