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14 marzo 2016

Chieti - Un incendio doloso


Sono trascorsi circa nove mesi, (il periodo che l’universo ha stabilito per generare), dall’incendio della discarica di colle Marcone, un incendio doloso avvenuto fra la notte di sabato e l’alba di domenica 28 giugno 2015 e tutto tace. Il 27 giugno si celebrerà il compleanno. All’inizio, gli ambientalisti, i cittadini, i residenti, i politici, le associazioni, gli enti, si erano affannati con incontri, manifestazioni, promesse, come quella di un deputato abruzzese che si sarebbe prodigato per presentare immediatamente una interrogazione in parlamento, al ministro competente. Tutto tace. Sono stati spesi soldi da parte dei residenti per avere notizie sulla tossicità dell’aria, del terreno, dell’acqua, con risultati abbastanza rischiosi, ma tutto tace. Avevo scritto al ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti, il quale aveva invitato le istituzioni a collaborare ed inviargli i risultati. Tutto tace. Nell’ oblio più assoluto, aspettiamo il compleanno. Intanto la discarica è ancora lì, il terreno avrà assorbito ogni ben di veleni, i residenti si sono rassegnati e tutto tace. Il pianeta terra, per quanto tempo ancora sopporterà tutte le aggressioni che il genere umano  utilizza nei suoi confronti, giornalmente? E’ catastrofismo? Chi vivrà vedrà. Intanto tutto tace!  

Scritto da: Luciano Pellegrini  agnpell@libero.it

30 maggio 2014

Chieti - PINI E CIPRESSI ABBATTUTI A CHIETI SCALO


Da alcuni giorni nella città di Chieti si è progettato “un raptus” per tagliare gli alberi. Sette cipressi alla scuola media Mezzanotte e cinque pini su viale Abruzzo, ambedue i tagli a Chieti scalo. Il WWF teatino e il Co.N.Al.Pa - Coordinamento Nazionale Alberi e Paesaggio hanno diffuso un comunicato stampa, sul quotidiano “Il Centro” del 29 Giugno,meno male. Per il resto la notizia è rimbalzata solo sul social network. Da notizie che ho raccolto, sembra che alla scuola media Mezzanotte gli alberi sono stati tagliati,tutti in buona salute, perché un cipresso si era inclinato e poteva procurare pericolo, ma ci sono altre motivazioni, anche per gli insetti… Un residente che abita a pochi metri dalla scuola, mi ha risposto che saranno tagliati tutti gli alberi, perché pericolosi. E’ anche vero che gli alberi devono essere curati, altrimenti si ammalano, come gli umani. Purtroppo i pini hanno le radici poco profonde che si ingrossano, si riproducono e in superficie rialzano la pavimentazione. Inoltre raggiungono altezze anche elevate, quindi bisogna tagliare i rami più pesanti per alleggerirli e applicare dei tiranti per evitare che cadano, ma tagliare il tronco è davvero l’estrema ratio che non andrebbe mai applicata, per il benessere di tutti.



Tagliando il tronco, automaticamente le radici muoiono. Stessa sorte per i cipressi che sono meno invasivi. Alberto Colazilli presidente del Co.N.Al.Pa - Coordinamento Nazionale Alberi e Paesaggio - ha lanciato questo allarme: "Ci sono nuovi nemici dell'Umanità, quelli che eliminano gli alberi ,impedendoci di respirare", sono i Distruttori di Ossigeno. Il taglio di alberi sani e in ottimo stato di salute è solo un danno per la città e per i suoi abitanti. L’amministrazione comunale ha giustificato il taglio perché gli alberi erano malati. C’è una relazione da parte di un agronomo iscritto all’albo o dei tecnici comunali addetti in cui si attesti nei minimi dettagli che c’era una pericolosità sicura di caduta degli alberi? Le foto testimoniano lo stato di salute degli alberi. La forestale dovrebbe intervenire se reputa che l’abbattimento degli alberi aveva un interesse storico, culturale, naturalistico, come previsto dalla legge del 14 gennaio 2013 , n. 10 all’’articolo 7, (Disposizioni per la tutela e la salvaguardia degli alberi). La Repubblica Italiana riconosce il 21 novembre come “Giornata nazionale degli alberi”. Nelle scuole di ogni ordine e grado, nelle università, si realizzano iniziative per promuovere la conoscenza dell'ecosistema boschivo, il rispetto delle specie arboree, ai fini dell'equilibrio tra comunità umana e ambiente naturale. Si studia l'educazione civica ed ambientale sulla legislazione vigente e inoltre si stimolano gli studenti ad un comportamento quotidiano sostenibile, al fine della conservazione delle biodiversità. Con questa iniziativa,ne va di mezzo la salvaguardia del pianeta. La speranza è che si provveda al più presto a piantare altri alberi, affinché si possa ripristinare un ecosistema per gli insetti, i volatili, l’uomo.

Scritto da Luciano Pellegrini
Le foto le trovate ib : ALBERI TAGLIATI

03 maggio 2013

Chieti - Nuclerae, se ne riparla !


Ma questi nuovi ministri riflettono prima di dar fiato alla bocca? Il neo ministro per lo Sviluppo Economico Flavio Zanonato durante la trasmissione radiofonica Un giorno da Pecora su Radio 2 ha detto a proposito del Nucleare in Italia: "Non mi piace quando si enfatizzano le cose demonizzandole. L'energia nucleare è una forma di energia, se si può gestire non è sbagliata di per sé". "In Italia si dovrebbe usare?" gli è stato poi chiesto, "In Italia credo che non si possa fare, ma nel mondo c'è." E se potessimo gestirla, si potrebbe usare anche in Italia? "Se avessimo i siti adatti, perchè no?". Due siti veramente adatti, caro ministro, però ci sono in Italia: il primo a Padova, esattamente in centro, a ridosso della basilica di S.Antonio (che all'occasione fungerà anche da protezione contro le catastrofi nucleari). Il secondo ad Arcore, è provato che questa cittadina poggia su un basamento di rocce basaltiche stabili da millenni. Non a caso Silvio ha fatto erigere proprio li la sua tomba (mausoleo) personale. Lui e' a conoscenza che il sito sarà stabile per altri 3.000 anni almeno.

nonnoenio

20 marzo 2013

Chieti - Gli ecoincentivi sono già esauriti


 In pochi sanno che dalla scorsa settimana, chi acquista veicoli a basse emissioni - metano, gpl, elettrico o ibrido -, può beneficiare di un rimborso per la spesa aggiuntiva concesso dallo Stato. Peccato che, a pochi giorni dalla sua attivazione, per quanto riguarda i privati cittadini il fondo dal quale attingere è già esaurito.Lo Stato ha stanziato 120 milioni di incentivi fino al 2015, solo che per accedervi vale il principio del «chi prima arriva, meglio alloggia». Un metodo di concessione sul quale il Centro di ricerca e tutela dei consumatori vuole richiamare l'attenzione. I 40 milioni previsti per il 2013 si sono esauriti in fretta. L'incentivo alla mobilità sostenibile è stato piuttosto magro.Gli incentiviprevisti ammontano al 15-20% del prezzo d'acquisto, con importi massimi da 1.800 a 5.000 euro, in base alle emissioni di anidride carbonica: meno inquinante è l'autoveicolo, più alto è il finanziamento. Per poter beneficiare degli incentivi, la concessionaria deve registrarsi, perché spetta ai venditori prenotare lo sconto e gestire la pratica.È importante notare come la maggior parte dei fondi siano destinati a veicoli aziendali o a uso pubblico - taxi, car sharing, noleggio - in modo da diffondere lo sviluppo della mobilità sostenibile. La misura non è quindi un sostegno al mercato dell'auto, viene precisato sul sito dedicato www.bec.mise.gov.it. Per il 2013 i finanziamenti erano così ripartiti: 4,5 milioni per tutte le categorie di acquirenti, senza rottamazione - e sono questi gli incentivi già esauriti - e 35,5 milioni per veicoli aziendali e a uso terzi, con rottamazione dell'usato obbligatoria. È rimasto pressoché intoccata la quota a disposizione di enti e aziende che intendessero investire rinnovando il loro parco macchine.

nonnoenio

03 agosto 2012

Chieti - Dare a Cesare quel che è di Cesare



Cartoniadi, è un campionato della raccolta differenziata di carta e cartone organizzata in diverse regioni e città italiane. Questa competizione si realizza in collaborazione con Comieco: Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica. Questa proposta inizia nel 2006 e ha coinvolto milioni di italiani.
Quest’anno hanno gareggiato più di 250 mila cittadini. Il successo della raccolta differenziata dipende sì da un servizio ben organizzato, ma anche e soprattutto dall’impegno profuso personalmente da ogni cittadino nella salvaguardia e nell’interesse dell’ambiente e del proprio territorio. In Abruzzo la competizione della durata di un mese è iniziata il 1 giugno . Chieti si è aggiudicato il titolo in Abruzzo ed ha vinto il primo premio di 25 mila euro. Il monte premi complessivo di 50.500 €, diviso con le altre province abruzzesi, verrà utilizzato per l’attivazione di progetti di educazione ambientale nelle scuole, l’acquisto di attrezzature ludiche e di arredi urbani ecocompatibili, di cestini tripartiti per la raccolta differenziata stradale e di contenitori per la raccolta del cartone da destinare alle utenze commerciali. L’assessore all’ambiente e il sindaco di Chieti hanno rilasciato interviste per questa vittoria. Però, alla riuscita dell’iniziativa, molto ha contribuito la COOPERATIVA SOCIALE RECOOPERA : Smaltimento, recupero, trattamento, trasporto rifiuti. Ho conosciuto questa cooperativa perché insieme ad alcuni soci di una nuova associazione culturale a Chieti, dovevamo liberare la stanza che il comune ci ha concesso, da: carta - cartone - libri. Ho avuto difficoltà il primo giorno ad aprire la porta, poi con l’impegno di questa cooperativa, abbiamo raccolto 1500 kg di carta. Avevo fatto una battuta alla presidente di questa cooperativa, che avremmo vinto noi le cartoniadi, buona intuizione… Recoopera è una cooperativa sociale di tipo B, nata nel gennaio 2004 grazie al progetto "Equal Linea" che ha permesso di cogliere le opportunità offerte dalla legge 55/98 per le "Politiche Regionali di Sostegno all’Occupazione", utilizzando l’articolo 13: Sostegno all’assunzione di soggetti in condizioni di disagio sociale. I soci di questa cooperativa sono persone con difficoltà di inserimento nel mondo del lavoro a cui è stata offerta una opportunità di inserimento o reinserimento lavorativo attraverso la creazione di nuova impresa. L’idea imprenditoriale cercata e condivisa dai soci è quella di gestire un’impresa che operi con successo nel settore del recupero e del riciclaggio… Anch’io mi sono “rimboccato le maniche”… ho collaborato con questa squadra nel recupero della carta e mi sono trovato contento nel conoscere ed apprezzare queste persone.



  Scritto da: Luciano Pellegrini

07 dicembre 2011

Chieti - Il tema delle fogne

Il buon Luciano, sempre attento alle cose che capitano nella nostra regione, in questi giorni è insolitamente prolifico di segnalazioni e in un suo post mi segnala: "..Dalle foto puoi vedere come è ridoto IL MARE A FRANCAVILLA E PESCARA! in questi giorni, quando nessuno si cura delle nostre spiagge, Giorni fa, nella mia abituale passeggiata sull'arenile da Francavilla a Pescara, non ho potuto non riflettere, impressionarmi e fotografare il mare inquinato da chiazze gialle, schiumose e maleodoranti. Per le persone addette ai controlli è una cosa normale visto che d'inverno, evitano di effettuare controlli e parecchie fognature scaricano a mare il loro liquame. E' il sintomo che il nostro pianeta sta morendo. Il blocco del traffico non serve a niente. Occorrono più controlli... e che questi vengano fatti seriamente".

Io ero già a conoscenza di questo fenomeno e mi ripromettevo di parlarne fra non molto. Purtroppo noi siamo già stati avvertiti diverse volte dall'Europa, che sa come vanno le cose quì con le immondizie (il caso eclatante di Napoli ha fatto varie volte quest'anno il giro del mondo) e le fognature nostrane. A rischio ci sono la salute delle persone e l'integrità dell'habitat marino del belpaese. Nel nostro Paese sono almeno 143 le città che non sono ancora collegate ad un impianto fognario adeguato,(a Montesilvano, dove palazzoni alti nove piani, costruiti a pochi metri dalla battigia, ci sono ancora i pozzi neri e d'estate è uno spasso il camminamento serale) e sono prive di impianti per il trattamento secondario o non hanno la capacità di gestire le variazioni stagionali di carico delle acque reflue. Sulle acque reflue siamo fuorilegge da 13 anni ed è indegno che il settimo Paese più industrializzato al mondo debba aspettare l’ultimatum dell’Europa per adeguarsi alla normativa. Secondo l’associazione ambientalista è in gioco la qualità della vita degli italiani e dell’ambiente e per questo va attivata una task force tra governo, enti locali e i gestori del servizio idrico per realizzare subito gli interventi più urgenti. In caso contrario l’Italia spenderà inutilmente in multe il denaro che potrebbe utilizzare per realizzare gli impianti di trattamento. E in una situazione, come quella attuale, dove si raccattano anche gli euri, per il salvataggio della "baracca Italia" ditemi voi come faremmo. La stagione balneare è alle porte e come dimostra da 25 anni l’esperienza di Goletta Verde la mancata depurazione è la principale responsabile dell’inquinamento lungo la costa. Questa estate se n'è avuta ampia dimostrazione, tappando gli scoli a mare, quando di fronte ad Ortona è scoppiata una di queste fognature, riversando decine e cecine di metri cubi d'acqua di fogna nel mare Adriatico, terrorizzando i bagnanti per settimane e causando annullamenti di prenotazioni e calando gli albergatori nel buio dell'"inferno" economico. Per costoro io dico : ben gli stà perchè chi è causa del suo male piamga se stesso, ma mi è dispiaciuto per tutte quelle persone che si sono viste rovinare le vacanza.


N.B. Per le foto cliccare sul link:FOTO

Scritto a due mani: enio $ Luciano Pellegrini

06 dicembre 2011

Chieti - NIMBI

Chieti città della camomilla o dei bidoni? Lo stato presente fa posizionare l'ago della bilancia verso i bidoni. Non c'è via dove i quattro bidoni per la raccolta differenziata porta a porta lasciati sui marciapiedi non offrono una bella foto della città. Inoltre questi bidoni hanno la capacità di “muoversi...” lungo il marciapiedi. E' l'effetto NIMBI Not in My Best Interests (lontano dal mio giardino).

La inciviltà e menefreghismo dei cittadini aggrava la situazione. Ci sono dispetti e la non partecipazione ad accettare una nuova gestione dei rifiuti. Nessun condominio gradisce i bidoni nell'androne del palazzo, dove è possibile. C'è da precisare che per questa scelta è impossibile trovare la persona che ogni giorno porta fuori il bidone che verrà raccolto e successivamente il mattino lo rientra. Nei condomini dove non ci si conosce, non ci si saluta, figuriamoci se un condomino si prende la responsabilità di fare questo servizio. Una idea è quella di consegnare la chiavi del portone alla ditta incaricata del ritiro, anche se bisogna pensare a un metodo rapido come trovarle, ma non è impossibile e non costa niente. Si risolverebbe la pacchianata di vedere tutti i bidoni sui marciapiedi.

La soluzione vincente è l'isola ecologica già installata in tanti comuni. Un'isola ecologica, o eco piazzola, è un'area recintata e attrezzata per la raccolta differenziata dei rifiuti. Inoltre ha un impatto ambientale quasi nullo sul territorio. Nella nostra città, Chieti, dove il sistema è basato sulla raccolta differenziata porta a porta e i rifiuti vengono ritirati in base a un calendario preciso, l'Isola Ecologica ha una importanza fondamentale per il cittadino. Luoghi dove creare queste isole ce ne sono, per cui bisogna solo realizzarle. La risposta dell'amministrazione sarà: Non ci sono i soldi!


Scritto da: Luciano Pellegrini

05 dicembre 2011

Chieti - E' nata "TERRA MAJA"


Nel centro storico di Chieti, nel quartiere di Santa Maria, un giovane appassionato di montagna e della natura, ma anche della buona musica, quella seria, ha aperto un locale Wine bar e prodotti Bio” con il nome :Terra Maja. La dea Maja secondo la leggenda ha dato il nome alla Majella. Nel locale si possono acquistare prodotti biologici, biodinamici e le relative bevande. L'insegna del locale è alquanto originale, scolpita su legno e posizionata in verticale a lato dell'ingresso. Cerchiamo di impadronirci del significato di questi vocaboli: Prodotti biologici: provenienti da coltivazioni non trattate chimicamente e non manipolate geneticamente. Biologico: bios, che significa vita e logos, che significa conoscenza, cioè :bisogna acquistare la conoscenza della vita. Il termine "agricoltura biologica" indica un metodo di coltivazione e di allevamento che ammette solo l'impiego di sostanze naturali, presenti cioè in natura, escludendo l'utilizzo di sostanze di sintesi chimica (concimi, diserbanti, insetticidi). Per salvaguardare la fertilità naturale di un terreno, gli agricoltori biologici utilizzano materiale organico e, ricorrendo ad appropriate tecniche agricole, non lo sfruttano in modo intensivo. L’agricoltura biologica è la produzione certificata di alimenti freschi e gustosi. BIODINAMICO: Da ottant’anni l’Agricoltura Biodinamica lavora per la fertilità della terra e la qualità degli alimenti col risultato di avere terreni fertili e vitali e prodotti salubri. All'inizio del secolo, alcuni agricoltori vedevano con preoccupazione i primi segni di degenerazione e debolezza che accompagnavano l'applicazione dei moderni metodi di coltivazione e in particolar modo il crescente uso di concime chimico. L'ispiratore dell'agricoltura biodinamica, l'austriaco Rudolf Steiner, negli ultimi anni della sua vita(1925),considerò come un unico sistema il suolo, e la vita che si sviluppa su di esso .La teoria biodinamica di Steiner ha a che vedere col compostaggio e con le fasi della Luna. Per la sicurezza del cliente esiste un marchio per tali prodotti. E' una foglia stilizzata, fatta di stelle su sfondo verde, che rappresenta il logo del biologico europeo ed è riportato sulle confezioni dei prodotti esposti nei scaffali dei negozi europei.

Esiste anche il marchio Demeter di TUTELA DELLA QUALITA’ BIODINAMICA che contraddistingue l’alta qualità del metodo agricolo biodinamico e ovunque uno vada nel mondo lo può trovare. Nel 1927,alcuni agricoltori che coltivavano la loro terra seguendo i principi della biodinamica, decisero di tutelare i loro prodotti e le loro aziende. Pensarono a Demetra, dea della fertilità e della terra. IL MARCHIO DEMETER CONGLOBA I DUE MARCHI-BIOLOGICO E BIODINAMICO,perché il biodinamico presuppone che il prodotto è prima biologico. AIAB - Associazione Italiana per l'Agricoltura Biologica è un ente di certificazione e il marchio viene apposto su prodotti che hanno requisiti più restrittivi della regolamentazione comunitaria obbligatoria Reg. (CE) 834/07.

C'è richiesta da parte della gente per questi prodotti . Come abbiamo appreso, la coltivazione biologica deve seguire criteri imposti.Il terreno selezionato bisogna lasciarlo decantare per 2 anni. Deve avere degli spazi per non essere contaminato dai terreni confinanti.Il prodotto raccolto segue una filiera breve che garantisce la qualità del prodotto. La commercializzazione è ugualmente rigida, ma agile.I prodotti biologici vengono confezionati in piccole quantità e pesi per garantire la freschezza, ma anche per diminuire gli sprechi. Il “ benessere” fa gettare via tonnellate di cibo per un importo paria a circa 300 euro/anno per famiglia. Il costo dei prodotti biologici è più rilevante dei prodotti simili coltivati con concimi chimici,sia per la resa minore e sia per il maggiore impegno. Pur non volendo fare terrorismo su questa scelta, bisogna ragionare e tenere i piedi per terra. La ricaduta delle polveri sottili e delle piogge acide sul terreno contribuiscono a rendere questa coltivazione biologica compromessa a causa del pianeta inquinato. E' in atto la riunione a Durban, a città del capo in Sudafrica, dal 28 novembre al 9 dicembre 2011 per l'annuale Conferenza mondiale dell'ONU, per discutere del clima. Sui media non se ne sta parlando abbastanza per l'importanza che assume l'argomento. Forse la carta stampata sta fornendo più informazione. La situazione attuale è complessa e parlare su questo argomento nella crisi globale in cui viviamo, può sembrare anacronistico. Il consumismo ha rifiutato il progetto di kioto. Le maggiori nazioni, Stati Uniti, Europa, Canada, Giappone, Australia, Federazione Russa, ecc.,si sono tirate indietro dal finanziare la ricerca sul clima.Dovevano impegnarsi a ridurre le loro emissioni del 5,2% rispetto a quelle del 1990, nel periodo 2008-2012. La crisi finanziaria mondiale ha bloccato - anzi, ha fatto retrocedere - molti degli sforzi che si stavano facendo per ridurre le emissioni di gas a effetto serra: nessuno vuole più prendere impegni, costa troppo! Solo l' Europa dovrebbe sobbarcarsi questi costi, ma vista la situazione economica certamente non ce la fa.Questo è il motivo Perché è fallito il Patto sul clima.

E la Strategia 20-20-20 ? A dicembre 2008 l'Unione Europea ha approvato il pacchetto europeo "clima-energia", conosciuto anche come strategia "20-20-20" in quanto prevede entro il 2020:

- il taglio delle emissioni di gas serra del 20% - la riduzione del consumo di energia del 20% - il 20% del consumo energetico totale europeo deve essere generato da fonti rinnovabili: eolica, solare, biomassa, geotermica, aero termica, idro termica, energia oceanica, idroelettrica, i gas di discarica, i gas residuati dai processi di depurazione e i biogas.


Scritto da: Luciano Pellegrini