12 ottobre 2017
La scuola italiana oggi
31 maggio 2016
Chieti - Maturità
29 settembre 2013
Chieti - Diritti negati ai giovani studenti
23 ottobre 2012
Chieti - 24 ore in classe sono troppe ?
18 settembre 2012
Chieti - LA RIAPERTURA DELLE SCUOLE ED I LIBRI USATI
05 maggio 2012
Lauree lampo
25 gennaio 2012
Chieti - Laureari a 28 anni ?

11 febbraio 2011
Ritrovarsi a Chieti
Oggi a Chieti è giorno di mercato ed è quasi impossibile trovare un parcheggio, neanche in Piazza San Giustino, ma io sono stato fortunato, dopo appena una quindicina di minuti che giro in tondo, si è liberato un posto e io mi ci sono fiondato. Ho dato appuntamento a quelli della V° chimici dell'ITIS Luigi di Savoia, anno 1966. Ritrovarsi ancora una volta per vedere che ci siamo e cosa siamo diventati. Ancora una volta, meeting al Bar Vittoria, sotto i portici, alle 11 di martedi 8 febbraio mattina. Solo in quattro si sono presentati per raccontarsi le peripezie e gli aneddoti piccanti di quando eravamo a scuola in quell'anno della maturità, 1966, che ci ha visti entrare, da grandi, maturi, nel mondo dei grandi. Presenti da destra a sinistra : Franco pensionato, Enio pensionato, Stefano pensionato e Cicconetti anch'egli pensionato. Assenti ingiustificati perchè invitati: Rolando il regista, Carlo il pensionato e Rira pur'essa pensionata. Prossimo appuntamento ai primi di Luglio per una mangiata di pesce a Montesilvano, sperando di essere qualcuno in più.04 dicembre 2010
Correva l'anno 1966 e avevamo circa 18 anni

La foto quì spra è stata scattata davanti alla palestra dell'ITIS di Chieti e pertanto mancano le femminucce della nostra classe (allora facevano ginnastica a parte) . Il primo della fila in basso accosciato è Marconi subito dopo c'è Conte, con la maglia bianca si vede Tatasciore e per finire Malizia. Della prima fila in piedi riconosco solo Tomassetti con dietro la testa di Adriani, con gli occhiali il professore Toppetti, a fianco si nota distintamente la testa di Treddenti e poi gli ultimi due, Spezzaferro, quello alto col maglione nero e Pizzuto. Io, mi vedo appena in quanto la mia faccia è in ombra e sono esattamente sotto la mano che fa le corna. Se qualcuno si riconoscesse in questa foto è pregato di comunicarmi il suo nome e un eventuale il suo indirizzo mail o cellulare, per poterlo contattare ed eventualmente organizzare un grande meeting con una bella mangiata. Eventuali altre foto, per essere pubblicate, vanno spedite in formato jpg a: nonnoenio@yahoo.com
Anno 1966, quando si studiava per prendere il diploma di Perito Chimico Industriale Capotecnico all'ITIS Luigi Di Savoia di Chieti e le classi erano composte già da 30 alunni e le sezioni arrivavano fino alla G e a scuola si andava sia la mattina che il pomeriggio e le lezioni finivano alle 17,30...
02 novembre 2010
Compagni di scuola....

La chiamavamo la maestra dalla penna rossa. Si lei! La mia maestra, della scuola elementare, aveva una modesta treccia che portava appuntata a crocchia sulla nuca. Vestiva con estrema semplicità, sempre di scuro e calzava scarpe comode; percorreva ogni giorno, a piedi, la strada fra Madonna della Misericordia e Madonna degli Angeli. In molti di noi, alunni, conoscevamo la sua strada, sbucava dalla salita, noi l'aspettavamo un po' in disparte, per poi seguirla fino alla chiesa, dove alle sette veniva celebrata la messa per noi scolari. I miei ricordi si rifanno agli anni cinquanta e successivi e la mia maestra la ricordo benissimo. Era una di quelle donne molto pie, dimesse che profondevano nel loro rapporto con gli scolari ogni loro energia, tanta comprensione e encomiabile pazienza. La signora maestra era tutto per noi. Un gesto affettuoso, un suo apprezzamento, il segno tangibile di una valutazione positiva che ci riempiva di orgoglio, ci ripagava e spronava a far meglio. In classe eravamo 25 ed erano inclusi tutti i livelli della capacità di apprendimento. Ci aveva accolti in prima, poi ci accompagnò anno dopo anno fino alla terza. Ci conosceva benissimo, lei all'apparenza dimessa, fragile, conservava una sua forza interiore, una sua capacità di imporsi che le consentiva di tenere a freno anche i più irrequieti e apprezzare quanto insegnava, facendo sì che il tutto si radicasse nella nostra mente e che, con il tempo, portasse a maturazione i frutti sperati. Poi siamo andati alle Nolli col maestro Della Penna che abitava nel primo vicolo a sinistra della strada che conduce alla farmacia Spatocco, quella sempre aperta, una volta, per 24 ore al giorno. E poi parecchi di noi sono andati all'industriale a fare chimica e ci siamo diplomati nel 1966. Questo sopra (cliccare per ingrandire) è l'elenco di quelli che hanno conseguito, il diploma di Perito Chimico Capotecnico (nonostante nella commissione d'esame ci fosse Monaco) e se qualcuno volesse contattarmi lo faccia all'indirizzo e-mail: nonnoenio@yahoo.com così vi aggiungerò all'elemco di quelli che si incontrano una volta all'anno al Bar Vittoria per fare il punto su quello che eravamo (ragazzi e ragazze scapestrati/e) e quello che oggi siamo diventati, nonni che ormai in pensione portano a spasso i nipotini alla Villa Comunale di Chieti.
22 ottobre 2010
Maestra troppo sexy
Una mamma scopre che fra gli insegnanti della figlia, c'è anche una Miss, Ileana Tacconelli, 28 anni, di Chieti, ex reginetta dell'Abruzzo. Proteste a non finire, va dal rettore, cerca di raccogliere firme fra gli altri genitori, ma non riuscendoci ritira la sua bambina dall'istituto che la ospita. Sexy maestra io ? Chiede la Tacconelli: «Quella vita è finita ormai 11 anni fa. Io resto al mio posto, sono tranquillissima». Il trambusto è oltre il cancello del San Carlo, dove ci sono i fotografi, la tivù, il Collegio dell'alta borghesia, trattato come una balera per veline. La velina di ritorno è appunto Ileana Tacconelli, 28 anni, ex reginetta, poi la laurea triennale, oggi la cattedra, ma sempre bella come una miss. Sarà mica una colpa? La ragazza che insegna ormai da tre anni, incurante del trambusto causato da questa mamma invadente, che ha raccattato filmati e foto da Internet per screditarla, ieri mattina, era come sempre in cattedra perché - raccontano i suoi amici - «Ciò che ha deciso di fare e che le piace fare è insegnare ai bambini che adora».20 settembre 2010
Le nostre scuole!
E' di questi giorni una sceneggiata della preside del liceo classico di Chieti, che per forzare la mano alla provincia, manda due classi a fare lezione in Piazza G.B.Vico e poi li mette, il giorno dopo, in un corridoio. Che la sua scuola non fosse a norma come altre centinaia di scuole della regione Abruzzo, lo sapevano tutti e non vi hanno messo riparo per tempo. Alla Gelmini che si è prefissa il compito di riformare la scuola italiana (l'istruzione in Italia) e di portarla a livello europeo in brevissimo tempo, rispondono i PRECARI (gente che dovrebbe avere una cattedra provvisoria e non fissa) che scioperano per rientrare nelle scuole ad insegnare, (sempiterni) spicca la situazione disastrosa delle scuole (intese come edifici) italiane. Crepe, crolli di intonaco in aula e nei corridoi, finestre rotte, bagni sporchi (i bidelli non puliscono più, suonano solo la campanella al cambio dell'ora) e senza carta igienica, palestre malandate, vandalismo e bullismo in aumento(ognuno si sente in dovere di danneggiare un pezzo di scuola e renderla ogni giorno di più simile ad un porcile): il 16% delle scuole non è sicuro e un altro 20% riesce a «strappare a fatica» la sufficienza. Il quadro «allarmante» della sicurezza a scuola emerge dall’VIII rapporto «Sicurezza, qualità e comfort a scuola», presentato ieri a Roma da Cittadinanzattiva, che, tra aprile e maggio, ha svolto sopralluoghi in 82 edifici scolastici di 8 regioni. In materia di sicurezza, osserva Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale della scuola per l’associazione, «non è tollerabile strappare la sufficienza. Nessuno salirebbe su un aereo ipertecnologico, ma rattoppato. Eppure per le scuole accade». Il 93% delle aule non ha porte antipanico e le scale di sicurezza risultano assenti nel 29% delle scuole a più piani. Con l’innalzamento del numero di alunni per classe previsto dal ministero, osserva Cittadinanzattiva, preoccupa quello che potrebbe accadere nel caso in cui si dovesse evacuare in fretta. Il 38% delle aule ha finestre non integre, il 20% pavimenti difformi, il 27% prese e interruttori rotti o divelti e un altro 27% cavi volanti. L’intonaco si stacca dalle pareti dei corridoi, dei bagni e delle aule rispettivamente nel 29, 21 e 20% dei casi. Il problema è soprattutto la manutenzione che è carente nel 28% dei casi. E in caso di urgenza, segnalano i responsabili del servizio di prevenzione e protezione, due volte su tre l’ente proprietario non interviene. Poco più di una scuola su 3 (37%) possiede la certificazione di agibilità statica sebbene il 55% del campione si trovi in zona a rischio sismico. Solo una su 4 è provvista della certificazione igienico-sanitaria e solo il 31% possiede quella di prevenzione incendi. Circa il 63% delle scuole ha l’impianto elettrico a norma, nel 2009 era l’80%. E solo il 51% rispetta le norme antincendio. Migliora invece la prevenzione: il piano di evacuazione è presente in tutte le scuole, quello di valutazione dei rischi nel 96%, le prove di evacuazione sono svolte con regolarità nel 93% degli edifici. Ma nel 35% dei bagni manca la carta igienica, nel 39% è assente il sapone, il 68% è sprovvisto di asciugamani. Bisognerebbe sedersi tutti intorno ad un tavolo (rotondo magari) dove ognuno porti un suo contributo e si incominci veramente a fare qualcosa. Non può esserci rinascita della scuola (insegnamento) se questo fra non molto si dovrà fare all'aperto!




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