23 ottobre 2012

Chieti - 24 ore in classe sono troppe ?

In tempi di crisi e rincari, di lacrime e sangue, tutte le famiglie fanno i conti e decidono cosa tagliare; questione di priorità. Si comincia col togliere il superfluo, poi il meno necessario. Io, per esempio, rifletto mille volte prima di comprarmi un paio di scarpe, ma non ho mai pensato di togliere a mia figlia il corso di musica, che ama e che la fa crescere. Così, credo, tutte le famiglie; tranne la famiglia-Italia: da troppo tempo a questa parte i tagli maggiori sono quelli sull'educazione dei nostri figli, e quindi sul loro futuro. Il modo in cui è ridotta la scuola superiore ne è triste esempio. Il delirante machete del risparmio ha prodotto nell'ordine: una riforma pessima, una precarizzazione sempre maggiore degli insegnanti, un aumento del loro carico di lavoro (70 ore). L'ultima novità la regala il ministro Profumo: l'orario di cattedra dovrebbe passare da 18 a 24 ore settimanali. In termini di ore reali, si andrebbe più o meno da 36 a 48 ore, poiché le ore di cattedra sono circa il 50% di quelle di lavoro effettivo. Raccontano poi che questo allineerà il carico di lavoro dei docenti italiani alla media europea. A parte i dubbi sulla costituzionalità della norma (a quale lavoratore è possibile aumentare di un terzo il carico, a parità di salario?), questa è una bugia, l'ennesima raccontata da questi tecnici che sono al Governo e in questa bolgia di adeguamenti, una cosa è certa, nessuno parla di adeguare alla media europea anche gli stipendi degli insegnanti. Dal rapporto Ocse: in Italia il salario medio annuale è di 36 mila dollari lordi. In Spagna di 49 mila. In Germania di 67 mila, quasi il doppio di un nostro insegnante, a fronte di un carico di ore, solo leggermente superiore. Per trovare stipendi come quelli italici si deve andare andare in Portogallo, in Grecia o in Slovenia.

nonnoenio

16 commenti:

  1. Le ore di cattedra sono il 50% del "lavoro effettivo" un paio di palle. A parte che la scuola in estate è chiusa, gli insegnanti lavorano mezza giornata. Magari ci sono quelli che devono leggere i temi e le versioni una volta la settimana ma ci sono anche quelli che non fanno niente di tutto ciò.

    Siamo d'accordo che bisognerebbe investire di più sulla istruzione. Il problema è che anche l'istruzione è stata usata come "postodilavorificio" per dare un lavoro a migliaia, centinaia di migliaia di disoccupati. E quindi nessuno si preoccupa in realtà del fatto che gli studenti escano semi-analfabeti ma l'unica cosa che conta sono i "posti di lavoro".

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    1. Bravo!!! Bene!!! Facci un bis!! Peccato, però, che qua si sta discutendo di come migliorare il livello formativo scolastico e, cosa buona e giusta, riconoscere economicamente l'impegno di un'insegnante! Peccato, ancora, che ti sfugga il concetto che qua, invece, si continuano a tagliare fondi a favore della scuola pubblica che tutto ottengono meno che migliorare il livello formativo scolastico. Anche perché, come dimostra il rapporto Ocse (noto covo di comunisti)i nostri sono insegnanti pagati meno di una miseria. Ed è inutile che affermi che sono troppi per via di quel "postidilavorificio" che ti sei inventato perché, allora, non si spiegherebbe il perché il ministro profumo pretenda di farli lavorare più ore, per giunta a parità di stipendio!

      Chi non si preoccupa del fatto che gli studenti escano dalla scuola semi analfabeti, sono i tuoi sobri amici al governo e per un motivo molto semplice ma che, capisco, tu non puoi comprendere: un popolo di ignoranti, parla a vanvera (ne sai qualcosa??) ed è molto più soggiogabile al volere di chi detiene il potere. Anche economico e non solo politico.

      Ma tanto, che te lo dico a fare? Queste, sono belinate da comunisti! Un puro come te, ha sempre ragione!

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  2. A proposito della Costituzione, nessuno l'ha tirata in ballo quando io ho dovuto fare il triennio del Liceo con dei supplenti in matematica e fisica perché ogni anno la titolare della cattedra si metteva in malattia fino a Giugno. O quando non riuscivo ad entrare in aula all'università. E via via.

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    1. Adesso capisco! Hai avuto una vita sfigata! Però, giovane Cumpà, non è bello ciò che dici! La tua ministra preferita, ha detto che voi giovani non dovete essere troppo "choosy"!!! Quindi, non essere così schizzinoso, anche perché, tutto sommmato, sei poco credibile!!!

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    2. E' indubbiamente un brutto colpo sulle spalle degli insegnanti: distruggera' quelli che lavorano bene e fara' un po' (ma non so quanto poi) per far lavorare di piu' i lavativi.

      Ma fara' una cosa di sicuro: risparmiare sulle supplenze. E qui gli insegnanti devono fare mea-culpa: gli abusi delle gravidanze SEMPRE a rischio e delle assunzioni che non servivano ha reso il costo del corpo insegnanti troppo elevato.

      Se i sindacati avessero vigilato questo non sarebbe successo.

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    3. Allora, Paolo, dobbiamo mettere sotto processo anche i medici che hanno certificato "gravidanze a rischio", i laboratori specialistici che le hanno diagnosticate, le strutture ospedaliere che le hanno certificate!

      Credo, francamente, che sia un po generica come affermazione e fino a prova contraria una "gravidanza a rischio" certificata, è tale e non può essere soggetta a critica se non con una pari certificazione medica che ne smentisca la gravità! Mica stiamo parlando di un mal di testa!!!

      Inoltre, credo ti sfugga il fatto che gran parte del corpo "supplente" esiste per, appunto, supplire ove mancano insegnanti titolari e, solo in minima parte, per rimpiazzare il corpo insegnante in malattia (ma anche in missione, in permesso per studio, in aspettativa o altro).

      Altrimenti, facciamo come avviene spesso nel privato: una donna a rischio gravidanza, per non rischiare di perdere il lavoro, comunque va a lavorare.

      Poi, come è già accaduto, perde il figlio e si grida allo scandalo!!

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    4. Paolo, scherzi vero con la frase "se i sindacati avessero vigilato".

      Faccio un esempio: tempo fa sui giornali locali ho letto di un dipendente dalla azienda dei trasporti municipali che aveva fatto ricorso contro il licenziamento. L'azienda lo aveva licenziato perché aveva creato un suo laboratorio di falegnameria all'interno del reparto manutenzione, nel quale svolgeva un altro lavoro. Apri cielo sindacale.

      Secondo te i sindacati non sanno che nella ASL campana tal dei tali il dipendente entra e timbra tre cartellini invece che uno? Secondo te non lo sa anche il direttore della ASL?

      Scendiamo dal pero per favore.

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  3. Io farei un 50 e 50: è vero che si taglia sempre dove non si dovrebbe, ma concordo anche un po' con Lorenzo..

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  4. Ciao Enio e buona serata! Mi pare di aver già detto tutto, replicando all'amico Cumpà! Aggiungo che questo è solo l'inizio! Ben altre, soprattutto nel privato, saranno le classi lavoratrici costrette a lavorare di più a parità di stipendio! Loro, i sobri, la chiamano "produttività"! Per noi, una gran fregatura!!!

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  5. Sicuramente le cose non sono migliorate nel tempo, vedremo gli sviluppi di queste nuove idee.

    Un bacione

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  6. in effetti sono molto arrabbiati

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  7. da figlio di maestra credo che la parte lavorativa, definiamola grezzamente "non cattedra" sia ben superiore al 50% è un lavoro veramente mortificato e svilito in questo paese, e prima ancora che dalla politica proprio dalla società civile, sai quante volte ho sentito dira a mia madre cose tipo "vabbè ma voi fate 3 mesi di vancanza all'anno".... poi i lavativi ci sono ovunuque ma chi lavora con dedizione merita più rispetto!!!

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    1. Come in tutte le cose, penso che si debbano fare delle belle distinzioni.. Perché, in tanti anni di scuola come studentessa, ne ho visti parecchi di professori.. E sono stati pochi quelli che ho davvero apprezzato e che mi hanno insegnato non solo le materie scolastiche ma anche qualcosa da portare con me nella vita.. Perché, come citava la mia prof di lettere del liceo, "i ragazzi non sono dei vasi da riempire ma delle fiaccole da accendere".. Ma purtroppo non è sempre così..

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    2. Io invece so per esperienza che nella maggior parte dei casi la professione di insegnante è svilita proprio perché chi la sceglie cerca un posto super-garantito e che offre il beneficio dell'impegno (a volte estremamente) ridotto.

      Quando andavo alle elementari io una classe aveva di regola oltre 30 alunni per una sola maestra. E facevamo i doppi turni, cioè un mese alla mattina e un mese al pomeriggio in modo da usare una aula per due classi invece di una.

      Adesso ci sono facilmente tre (3) maestre per una classe di 15 alunni. E poi gli insegnanti di sostegno per i disabili, i mediatori culturali per gli immigrati e via via.

      Alle medie e alle superiori mi sono imbattuto in tre categorie di insegnanti, una piccola minoranza che prendeva il lavoro seriamente e una maggioranza composta da ignoranti e/o assenteisti.

      L'ignoranza in generale non è una colpa, tranne quando vieni assunto per insegnare. Se un ignorante insegna significa che il processo di selezione degli insegnanti non ha lo scopo di assumere i più preparati ma quelli che non troverebbero altra collocazione.

      L'assenteismo è una ricaduta inevitabile del posto pubblico come regalia e della iper-sindacalizzazione dell'impiego pubblico. Non riguarda solo gli insegnanti. In qualsiasi azienda se gli impiegati vanno a fare la spesa invece che lavorare, anche ammesso che nessuno controlli, il risultato è chiaramente visibile nel bilancio che si chiude a fine anno. Nel pubblico, dato che lo scopo è regalare uno stipendio senza alcuno scopo, se l'impiegato non lavora non fa nessuna differenza.

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    3. Ah, mi stavo dimenticando dei professori universitari, con tutta la casistica dei loro studi professionali e la commistione dei ruoli, degli assistenti-schiavetti, del rapporto inesistente con gli studenti, le baronie ereditarie, eccetera.

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