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25 agosto 2017

Conserviamo i nostri valori sempre


Puntuale, è arrivata via web la minaccia che la prossima volta toccherà all’Italia. Ma anche se i propagandisti dell’Isis non avessero diffuso attraverso la facile autostrada dei social il delirante annuncio di terrorismo - non è la prima volta che lo fanno -, da tempo gli italiani si chiedono come difendersi dal rischio di attentati che, nel mondo, hanno già insanguinato più di venti nazioni. Di queste, quasi la metà in Europa, e con vittime anche italiane. Ora è stata presa di mira la Spagna, dove Barcellona è diventata l’ultimo simbolo: ben trentacinque passaporti diversi avevano in tasca le persone colpite. Un universo di libertà e felicità per lo jihadismo della morte e dell’odio. Che il pericolo ci sia, e che nessuna frontiera si riveli a prova di cellule armate né di lupi solitari, lo sappiamo perfettamente. Per quante barriere anti-sfondamento si possano piazzare attorno al Colosseo, e militari in divisa o agenti in borghese mobilitare nelle aree più esposte delle città, la tragica esperienza vissuta da troppi europei insegna: nessuno può impedire a un singolo fanatico al volante, o con un semplice coltello in mano, di causare una strage.


18 giugno 2017

Gli italiani chiedono giustizia


I dati diffusi dal Viminale ci dicono che furti, rapine e violenze sono in calo. La cronaca dei giornali e ciò che dice la gente invece delinea una fotografia esattamente opposta. Chi ha ragione? Inutile girarci intorno: il fenomeno criminoso è in aumento ed i cittadini hanno paura. Ma spesso non denunciano gli atti di microcriminalità poiché sanno che i malfattori non faranno un giorno di galera e verranno subito liberati. Se poi va davvero male, se li troveranno ancora davanti alla porta di casa più incattiviti. Un errore, ovviamente, il subire una violenza o un sopruso senza denunciare, ma come dar torto a chi è sfiduciato dal sistema giustizia? Gli ultimi episodi avvenuti in città e provincia, le ultime rapine violente in casa, sono soltanto l’ennesimo capitolo di questo triste copione che sembra al danno aggiungere la beffa: ladri, rapinatori, persone accusate di violenze sessuali, sono individuati e subito rilasciati. Ebbene in questi giorni, complici le gesta del papà dell’ex premier (ma questo benedetto uomo, visto il ruolo del figlio, perché non si è dato una calmata? Ma questa è un’altra storia...), si sta tornando a parlare della riforma della giustizia. Ora, giustissimo affrontare il tema del ruolo dei magistrati e dei loro legami con la politica, delle fughe di notizie dalle Procure e di un sistema in cui l’avviso di garanzia equivale ad una condanna. Temi importanti, poiché hanno ricadute sul destino stesso del governo e dunque sulle riforme che dovrebbero ridare slancio al Paese. Ma intanto, ciò che preme ai cittadini è un sistema che li difenda davvero: con tempi certi nei processi e con i delinquenti che dopo aver subito la giusta e sacrosanta condanna scontino davvero la pena a loro inflitta. 

31 gennaio 2017

Chieti - Canna si e canna no voi da che parte state ?


canna cannabis droga marijuanaIn merito alla legalizzazione della cannabis sul sito del Ministero della salute si ricorda, in particolare, che i derivati della cannabis «danneggiano l'apparato respiratorio e quello immunitario». Causano inoltre l'aumento del battito cardiaco e mal di testa, «influiscono sulla memoria e sulla capacità di concentrazione». L'assunzione in dosi elevate può inoltre comportare «l'insorgere di paranoie e manie di persecuzione». La legalizzazione della cannabis non è una soluzione, è un modo per abbassare la guardia sul problema, in nome di altri problemi che sono legati al sovraffollamento carcerario, a una criminalizzazione del consumatore. C'è chi chiede di depenalizzare la marijuana e chi, come il segretario del Pd, Matteo Renzi, chiede di rivedere l'equiparazione tra droghe leggere e droghe pesanti introdotta con la legge Fini-Giovanardi. Io cerco sempre di non banalizzare mai nel dire che, necessariamente, il consumo di sostanze leggere porta inevitabilmente al consumo di sostanze pesanti. Però, sicuramente, stiamo parlando di una sostanza che non produce alcun effetto positivo, ma altera le coscienze e, in qualche modo, riduce l'aspetto valoriale sotteso a uno stile di vita sano.Il dibattito si è riaperto dopo le recenti decisioni dell'Uruguay e di alcuni Stati degli Usa, che hanno legalizzato la vendita della cannabis. Io esprimo una certa cautela, non tanto nel censurare il comportamento di altri Stati, ma quanto nell'attuare una politica del genere su un nostro territorio che è totalmente diverso per cultura e per problematiche. Il costo sociale che comporterebbe un provvedimento del genere avrebbe sicuramente un effetto distruttivo ed economicamente pesante per la società.


nonnoenio

05 gennaio 2017

Chieti - Giovani più poveri dei vecchi


Il vecchio modello italiano di povertà, che vedeva gli anziani più indigenti, non è più valido: oggi la povertà assoluta risulta inversamente proporzionale all’età, cioè diminuisce all’aumentare di quest’ultima. Lo rivela il Rapporto 2016 della Caritas su povertà ed esclusione sociale.La persistente crisi del lavoro ha infatti penalizzato e sta ancora penalizzando soprattutto i giovani e giovanissimi in cerca di di occupazione e gli adulti rimasti senza impiego. Secondo il rapporto, inoltre, sono soprattutto gli stranieri a chiedere aiuto ai Centri di Ascolto della Caritas, ma per la prima volta, nel 2015, al Sud la percentuale degli italiani ha superato di gran lunga quella degli immigrati. Se a livello nazionale il peso degli stranieri continua a essere maggioritario (57,2%), nel Mezzogiorno gli italiani hanno fatto il «sorpasso» e sono al 66,6%. I centri Caritas sono 1.649, dislocati su 173 diocesi.

@nonnoenio

16 dicembre 2016

Chieti - La sconfitta di Pirro


Oggi guardando gli scenari politici italiani, vediamo infatti un Movimento 5 Stelle che non vuole legarsi con nessuno, un Centrodestra che non trova accordi di alcun genere (Berlusconi ha chiuso e Salvini da solo non va da nessuna parte), gli altri partiti sono frazionali che non giocano ruoli significativi. Un Renzi, che prima di andarsene da Palazzo Chigi, ha fatto un vertice con Padoan e Gentiloni per concordare le mosse successive alle sue dimissioni. E, dato che la politica – tolte le variabili impazzite – è una scienza esatta, tutto è andato come previsto. Mattarella poi ha fatto il suo dovere, attenendosi strettamente alla Costituzione, di cui è garante. Il reincarico era doveroso e la scelta del premier doveva rispecchiare la maggioranza esistente in parlamento. Renzi infatti non è mai stato sfiduciato. Hanno voglia le opposizioni a invocare le elezioni subito. La Costituzione non è stata modificata per legge, tanto meno verrà modificata a «furor di popolo», come cantano alcuni leader. Questo governo affronterà le emergenze economiche, sociali e umanitarie, poi farà sì che la legge elettorale diventi plausibile per un paese democratico ed estesa a entrambe le camere del Parlamento. Al momento opportuno il Governo potrà ritenere di aver concluso il mandato e concordare eventuali elezioni anticipate. Nel frattempo Renzi avrà avuto modo di preparare un ritorno alla grande e ricominciare il suo sogno di rivisitare la Costituzione italiana e portare l'Italia nel futuro. Stavolta in maniera migliore, magari condivisa. Questo non lo dico perché appoggio Matteo Renzi, sia ben chiaro, ma perché la strada è tracciata dallo scenario politico di questo momento storico. Ai posteri l'ardua sentenza direbbe il mio professore di italiano Zizolfi.

@nonnoenio

05 ottobre 2016

Chieti - Quale sarà il nostro PIL nel 2017 ?


La storia non è nuova. È da almeno nove anni che l’esecutivo sbaglia a fare previsioni. Se avesse sempre indovinato, il nostro Pil dal 2007 ad oggi sarebbe cresciuto di almeno il 14% in più, il 2% all’anno. Un sogno. E per il 2017 ?  Il Def, il Documento di Economia e Finanza, prevede un rotondo 1%. Ma molti autorevoli istituti, dalla Banca d’Italia al Fmi fino all’Ufficio parlamentare del Bilancio, hanno già dichiarato il loro scetticismo e hanno previsto una crescita più contenuta, sia pure di pochi decimali. Gli ennesimi «gufi» renziani, o c’è qualcosa di più? Chi ha ragione? Partiamo da alcuni dati. L’economia mondiale, nella seconda parte dell’anno, ha ridotto i suoi ritmi di crescita. Lo scenario internazionale non promette nulla di buono e proliferano tensioni ed emergenze. Due fra tutte: ripresa del terrorismo e migranti. Non vanno meglio le cose nel Vecchio Continente. Nei prossimi mesi l’Europa sconterà l’effetto Brexit: l’uscita della Gran Bretagna dall’Ue potrebbe costare fino a mezzo punto di Pil. A farne le spese saranno soprattutto i Paesi che esportano di più verso l’Inghilterra, come l’Italia. A questo occorre poi aggiungere almeno altre due variabili negative. Finora la Bce ha sostenuto l’economia inondando i mercati con miliardi di euro. Una pioggia che nei prossimi mesi diminuirà o sparirà del tutto. Con un effetto immediato sui tassi di interesse e, quindi, sugli oneri dei Paesi più indebitati. Il riferimento all’Italia è fortemente voluto. C’è poi da affrontare l’emergenza del credito. Le banche, dopo otto anni di recessione, hanno accumulato centinaia di miliardi di sofferenze. Una situazione che rischia di ridurre fortemente i margini per gli investimenti. E, allora, come mai il governo è così ottimista?

 

13 maggio 2016

Chieti - Le unioni civili sono legge

La Camera ha confermato la fiducia al governo sul ddl sulle unioni civili con 369 voti a favore, 193 contrari e 2 astenuti. Il voto finale sul provvedimento - che non ha subito modifiche rispetto al testo approvato al Senato .Da oggi le unioni civili sono considerate «formazioni sociali» ai sensi degli articoli 2 e 3 della Carta, ma non matrimoni, e sono costituite da due persone maggiorenni dello stesso sesso, mediante dichiarazione di fronte all’ufficiale di stato civile alla presenza di due testimoni. Il regime patrimoniale ordinario dell’unione civile tra persone omosessuali consiste nella comunione dei beni, a meno che non venga stipulata una convenzione patrimoniale, fermo restando la possibilità di scegliere la separazione dei beni. Diritti e doveri della coppia sono disciplinati sulla falsariga dell’art. 143 del codice civile sul matrimonio (ad eccezione dell’obbligo di fedeltà). Oltre all’applicazione della disciplina sugli obblighi alimentari prevista dal codice civile, la costituzione dell’unione comporta che le parti acquistano gli stessi diritti e assumono i medesimi doveri. In caso di decesso di una delle parti dell’unione civile prestatore di lavoro andranno corrisposte al partner sia l’indennità dovuta dal datore di lavoro che quella relativa al trattamento di fine rapporto.

@nonnoenio

16 novembre 2015

Chieti - Anonymous sfida all'Isis

Anonymous, la più grande comunità internazionale di hacker e attivisti digitali, ha diffuso un video in rete, in più lingue, in cui si dice determinata a "smascherare i membri dei gruppi terroristici responsabili dell'attacco a Parigi". Contemporaneamente, Anonymous ha lanciato l'hashtag #OpParis per pubblicizzare l'iniziativa.
 
 
Non è la prima volta che gli 'hacktivist' scendono in campo contro i jihadisti dell'Isis che, peraltro, sempre di più usano la rete e i social network non solo per diffondere la loro propaganda ma anche e soprattutto per reclutare nuovi affiliati al loro gruppo. Già dopo gli attacchi di gennaio, sempre a Parigi, Anonymous aveva infatti lanciato una campagna per arginare l'attività su internet dell'Isis. Ora si compie un passo ulteriore. "Noi non ci fermeremo, noi non perdoneremo, e faremo tutto ciò che è necessario per mettere fine alle loro azioni", dice un portavoce dell'organizzazione, vestito in abito nero e con la maschera di Guy Fawkes, vero e proprio emblema di Anonymous.

@enio


02 agosto 2015

Chieti - Animali abbandonati



In coda per un posto al canile. In Italia, in estate, l'abbandono di animali domestici raggiunge punte massime del 25-30 per cento, per un numero totale di 50 mila cani e 80 mila gatti «scaricati» dai propri padroni. In provincia di Chieti, il fenomeno è contenuto, ma non assente. Dall'inizio della bella stagione non è insolito incontrare questi animali vagare spersi aggli angoli delle strade di periferia naturalmente tutti senza microchip che lasciano presupporre un abbandono estivo.


02 luglio 2015

Caro nipotino ti scrivo


Caro nipotino mio dolcissimo. Sei ancora molto piccolo, ma ho deciso di scriverti questa lettera perché quando sarai più grande potrai capire le ragioni per cui l’Italia si trova nelle condizioni che stai vivendo. Siamo nel terzo millenio, il mondo è attraversato da guerre e cambiamenti epocali. Tutto quello per cui hanno vissuto i vostri nonni, mio padre e mia madre, sta andando in frantumi, siamo nel pieno del declino dell’Occidente. Oggi sta accadendo qualcosa che è destinato a cambiare il futuro. Voglio raccontartelo. L’Italia è in costante pericolo, abbiamo un debito pubblico enorme che già pesa sulle tue esili spalle, abbiamo bisogno di riforme che mettano le nuove generazioni - te e tutti quelli come te - al riparo dalla bancarotta e in grado di essere migliori di noi. Per farlo servirebbe una classe dirigente forte, coraggiosa, giusta. Purtroppo questa oggi non lo è. Il Parlamento, espressione di quella conquista che è la democrazia, è diviso, frantumato, sordo e cieco. Le opposte fazioni si sono spartite il vostro futuro e hanno deciso che la soluzione del problema passa attraverso una politica economica e sociale dove lo Stato decide tutto, controlla tutto e tassa tutto. Le rivolte che fecero nascere le democrazie furono contro l'oppressione fiscale. Le monarchie crollarono, le colonie inglesi d’America si ribellarono alle gabelle del re. Ottenendo la libertà. Secoli dopo, nel 2015, è stato deciso che il conto del debito italiano lo deve pagare un gruppo di cittadini onesti che dichiara sempre i propri redditi e versa le tasse. Un grande italiano del Novecento, Prezzolini, direbbe che sono i fessi che pagano per i furbi. Ora ci hanno chiesto altri sacrifici, lo chiamano contributo di solidarietà, e pagheremo ancora di più: due miliardi e mezzo di euro in due anni. Siamo patrioti, lavoriamo sodo, siamo creativi, amiamo l’intelligenza, vogliamo lasciare una testimonianza del nostro passaggio sulla terra. Molti, come tuo nonno , vengono dal nulla, hanno studiato, sofferto, accettato il rischio, viaggiato, cambiato tanti posti di lavoro, messo a frutto il talento. Lo Stato ha deciso che tutto questo non va esaltato, ma punito, tassato e chiuso in un recinto di mediocrità. Cari bambini, volevo dirvelo, non è questa l’Italia che ho sognato per voi.

@nonnoenio

21 giugno 2015

Chieti - Immigrati o Clandestini ?


L'Italia purtroppo continua ad essere invasa dagli immigrati – che arrivano e pretendono di usare il nostro territorio per andare verso i Paesi del Nord-Europa, i quali non li vogliono - e che, invece, se rimangono qui, non essendosi integrati e non avendo un lavoro, si trasformano in criminalità. Non sappiamo come uscirne, stretti fra gli interessi corporativi a utilizzare gli immigrati come manodopera a basso prezzo, imposti dalle organizzazioni cattoliche e da quelle di una sinistra affarista, e i costi che la loro stessa presenza impone a tutti. Chi ha interesse a che arrivino questi immigrati? Certamente un disastro questa invasione che stiamo vivendo che non può non essere motivato solo da interessi economici. Questi interessi debbono essere certamente diversi e molteplici e nebulosi ai più. Il loro utilizzo come mano d'opera a basso costo non credo sia possibile, ormai da noi ce n'è da vendere, la maggior parte della popolazione giovanile e non infatti è disoccupata. Forse sono gli aiuti statali all'integrazione che fanno gola a molti: agli albergatori che affittano le stanze agli immigrati, alle cooperative che accudiscono i clandestini  alla mafia, visto che tutto è pagato con soldi pubblici. A roma anno fatto dei bei soldi prima di essere scoperti. In tempi di spending review dobbiamo proprio buttare via così il nostro denaro? Renzi dopo che aver distrutto il PD, per diventarne segretario ora sta distruggendo il Paese, dopo esserne immeritatatamente diventato presidente del Consiglio. Chiede ogni giorno l'aiuto dell'Europa ma questa sembra tirare per le lunghe per poi rifiutarla. L'Inghilterra non vuole immigrati, la Francia li blocca a Ventimiglia, anzii ne rimanda anche di suoi, beccati sul territorio francese, quand'è che incominciamo a controllare seriamente chi ha le condizioni per essere accolto come rifugiato politico e chi deve essere riaccompagnato subito a casa ? Non è che a causa del buonismo italico ci stanno prendendo per i fondelli?

04 giugno 2015

Chieti - Immigrati, italiani e razzismo


Ci siamo sempre immaginati una realtà che così non è: che noi italiani siamo nella stragrande maggioranza tutt’altro che egoisti, che ci dimostriamo cordiali con le minoranze etniche, che siamo disposti ad aiutare chi è in difficoltà a prescindere dal colore della pelle e dal suo credo religioso. E giù con gli esempi, i soldati italiani benvoluti perfino quando sbarcavano per aggredire l’Albania o la Grecia, le mille vicende positive di integrazione di immigrati, le benemerite attività di decine di Onlus attive in Africa o nelle favelas sudamericane, i barconi stracarichi che si dirigono verso le nostre coste perché “voi ci accogliete bene”. La solita retorica. Continuado ad arrivare immigrati sulle nostre coste per essere ridistribuiti nei vari centri di accoglienza in Italia, gli italiani si scoprono i più razzisti d'Europa, perchè il 61% degli italiani non vorrebbe i musulmani già presenti sul territorio nazionale, contro il 56% dei polacchi e il 42% degli spagnoli. L'86% è anti-Rom. I dati del Pew Global Attitudes Survey. Chi sa perfettamente che le cose stanno diversamente e sfruttare la cosa politicamente è Matteo Salvini, che non ha avuto alcuna remora a impostare la sua ultima campagna elettorale sulla paura dei diversi, a cominciare dai Rom, e sulla difesa del molto che ci resta, concupito a suo dire dalle orde di neri e arabi che spiaggiano sulle coste siciliane: sta costruendo un innegabile successo politico sul neorazzismo italiano raddoppiando checche se ne dica il bottino di voti della Lega Nord già alle votazioni regionali svoltesi nei giorni scorsi. Personalmente, invece, ritengo urgenti interventi nazionali ed europei che agiscano sul terreno culturale ed economico per contrastare il neorazzismo dilagante, soprattutto in Italia.

@nonnoenio

26 maggio 2015

Chieti - Multiculturalismo, modello fallito ?


Dopo la cancelliera tedesca Angela Merkel anche il primo ministro britannico la settimana scorsa ha dichiarato «fallito» il multiculturalismo, come approccio politico di fronte al fenomeno immigrazione. Il presidente francese ha subito ribattuto con lo slogan «Un islam in Francia e non un islam di Francia», dichiarando ormai superato il multiculturalismo nelle politiche degli stati europei. E alle stesse conclusioni erano giunti gli olandesi, popolo per antonomasia portato all'indifferenza multiculturale, e alla tolleranza di tutto e del contrario di tutto sotto lo stesso cielo. Per decenni in Europa si è creduto che la risposta da dare all'immigrazione e all'arrivo di milioni di stranieri, portatori di altre culture, altre religioni, altre visioni della vita, della donna, del diritto e della libertà individuale, fosse quello di accogliere dentro di sé le diversità, lasciandole diversità. Anzi, favorendo il mantenimento delle specificità, dando vita a tante comunità parallele, impermeabili l'una all'altra, dotate di un proprio codice culturale, linguistico, normativo e valoriale, diverso e «altro» da quello del Paese che li ospitava e in cui avevano deciso di vivere. Il risultato è stato quello di creare ghetti, avulsi dalla realtà circostante, incapaci di interagire e di integrarsi, ma soprattutto fabbrica di sradicati o di integralisti intolleranti, pronti ad uccidere la figlia piuttosto che assuma costumi e modi di vivere occidentali. Una riflessione su quale modello di integrazione adottare ci tocca quindi da vicino, sapendo che ormai siamo di fatto una nazione multietnica.

@nonnoenio

03 febbraio 2015

Chieti - IL BINARIO. MA DI OLIO!


Sul corso Marrucino di Chieti c’è un binario…, ma di olio. Una novità? Non proprio, basta vedere come è ridotta la pavimentazione. Al momento non esiste isola pedonale, per cui l’olio del motore che possibili vetture vecchie, non manutentate, perdono percorrendo il corso, hanno “imbrattato” una strada che dovrebbe essere curata, trattandosi del centro storico della città. Anche la realizzazione di mercati, di eventi a base di frittura, non essendoci controllo da parte degli organizzatori,hanno procurato questo degrado.


Chi ha percorso il corso Marrucino il mattino di Venerdì 30 gennaio, ha notato una lunga striscia di olio che inizia da piazza della Trinità e termina in piazza Valignani, il pozzo, ora ribattezzata piazza della fontana Teate. Un mezzo meccanico, causa guasto, ha perso l’olio. Il conducente non se ne è accorto? Lunedì mattina, 2 febbraio, un’altra striscia di olio, parallela alla prima. Quindi è immaginabile che sia lo stesso mezzo non riparato, al quale sicuramente si sarà rabboccato l’olio, che ha seguito la prima traccia. Quindi un binario… Penso che sia semplice risalire a chi ha procurato questo danno. Ora bisognerà intervenire per cercare di ripulire la pavimentazione, ma con scarso successo e speriamo con soldi non pubblici.

Scritto da Luciano Pellegrini

14 gennaio 2015

Chieti - Renzi: «Le famiglie italiane si stanno arricchendo»


I rilievi del Movimento 5 Stelle sull'impoverimento delle famiglie italiane "cozza con la realtà dei fatti e dei numeri: in tempi di crisi le famiglie italiane hanno visto crescere i loro risparmi a 3,9 trilioni" perché "l'economia italiana vive una fase di terrore" e le "famiglie si arricchiscono perchè hanno preoccupazione e paura". Lo ha sottolineato il premier Matteo Renzi a Strasburgo parlando di una "realtà che si impone". E sul web i lettori naturalmente si scatenano. Come si fa a dire queste fesserie? La verità è l'esatto contrario. Le famiglie non mettono via nulla, anzi devono usare i risparmi che avevano da parte per pagare le tasse! Costui non finirà mai di stupirci e noi non riusciremo a capire se ci è o ci fa.


24 dicembre 2014

Chieti - I Re Magi e la Stella: è cammino di sapienza


I Magi vengono ricordati in questi giorni dal mondo cristiano come simbolo di quei "lontani" che, dopo i pastori, si recarono ad omaggiare il Principe della Pace nato a Bethlemme. Non si deve tuttavia dimenticare che tali misteriosi personaggi, secondo il racconto dell´evangelista Matteo, si misero in cammino ben prima dei pastori, appunto perché avevano visto sorgere la stella del Messia e l´avevano seguita per lungo tempo, almeno alcuni mesi, vedendola apparire e scomparire per tre volte. Tale indicazione lascia dedurre all´astronomo che si potrebbe essere trattato di una rara congiunzione di pianeti (Saturno e Giove) verificatasi nell´anno 7 a.C. e riscontrabile solo da occhi esperti. Non tutti poterono osservare il fenomeno e dunque non si trattò probabilmente di una cometa ma appunto di un evento astrale percepibile solo @nonnoeniochi era in grado di osservare a partire da certe premesse e di fare determinate riflessioni, ovvero da chi era "in cammino verso una stella". Ma chi erano veramente questi Magi? Dal racconto di Matteo sembra di poter ricavare che fossero dei sapienti con incarichi sacerdotali, provenienti dalla regione dei Medi, più o meno l´attuale Persia. Si intendevano di stelle. La terna dei Magi è stata vista da alcuni come allusione ai tre figli di Noè che sarebbero stati i capostipiti delle principali razze umane: Sem, Cam e Japhet. Per altri si tratterebbe di un´allusione alle tre età dell´uomo (e di fatti sono spesso raffigurati come un giovane, un adulto e un anziano); tutte e tre permettono e richiedono ugualmente di adorare Dio. Un´altra lettura ancora vi vede il simbolo dei tre continenti a quei tempi conosciuti: Europa, Africa ed Asia. Più prosaicamente qualcuno ha sostenuto che i Magi ripropongano i tre ceti di cui si compone la società medievale: clero, nobiltà e popolo.I doni dei Magi hanno un grande valore simbolico: l´oro è aurum regium, ovvero la corona che veniva offerta all´erede quando subentrava al padre che lasciava il trono; l´incenso era impiegato nelle funzioni liturgiche e dunque valeva a venerare la divinità del pargolo; la mirra, usata nelle procedure di imbalsamazione, riportava invece bruscamente alla realtà: quel re divino che nasceva era anche votato ad un destino umano che non avrebbe evitato la morte. I doni dei Magi al piccolo Gesù sono un elemento di critica alla nostra incapacità di farci dono agli altri, sublimata piuttosto nell´offerta di regali costosi quanto insignificanti ed imbarazzanti, che fanno la gioia più di chi li vende che non di chi li propone o li riceve. Auguro a tutti voi un FELICE NATALE

10 dicembre 2014

Chieti - Spesa low, low-cost


C’entra forse la crisi con cui tutti noi facciamo i conti o c’entra un cambiamento di mentalità che riguarda il nostro mondo contemporaneo di vivere perchè anche nello shopping di Natale si cerca la qualità low-cost. Quindi le previsioni su un Natale al ribasso, per consumi e regali, sono lì a testimoniare che non si spende come prima, ma è solo un’occasione importante per ribadire una tendenza e le aziende dovranno in futuro tenerne conto e correre in qualche modo ai ripari. Se per la moda il fashion democratico ormai come concetto e abitudine ci appartiene, così come il design; quello che oggi si fa largo è il cibo di alta qualità ma a prezzi bassi. Quindi Low Cost/High Value è la nuova tendenza globale nelle famiglie italiane.

@nonnoenio
 

19 settembre 2014

Chieti - Renzi, via il Diciotto



Col “rigore” merkeliano

Soffre il popolo italiano,

Così Renzi, governante,

Rimediar vuole all’istante

Ed annuncia un grande botto:

“Via l’articolo Diciotto”

E così le amate imprese

Avran certo meno spese,

Non importa se avran guai

“I già poveri operai!”

Ma dimentica una cosa,

Con quell’aria sua boriosa:

Quell’articolo in vigore

Ha già perso ogni valore

Se milion di licenziati

In questi anni ci son stati.

Licenziare: chi l’ha detto

Che è il rimedio più perfetto?

Quanti son dai magistrati

Gli operai reintegrati?

Senatori e deputati

Non son mai licenziati

E con alti emolumenti

Se ne stan lieti e contenti

E con loro i dipendenti

Con stipendi sorprendenti,

Mentre chi ci ha la pensione

Se la spassa da… barbone.

Ricordiamo a tutti quanti:

Mille giorni sono tanti,

Fatti i conti, sono tre anni

Pien di crisi e pien d’affanni,

Ma da quando fu annunciato

Già un bel mese se n’è andato!

E si parla di riforme

Quale impegno grande, enorme,

Che l’Italia attende ancora,

Mentre va di più in malora,

Col Paese oramai corrotto

Dall’articolo… Diciotto!



(Mario D’Alessandro)

Settembre 2014

Mandato da Luciano Pellegrini

31 luglio 2014

Chieti - Le fontane rotte



Chieti è la città delle fontane a vasca circolare non funzionanti? La risposta è affermativa. Nonostante tutto, è stata programmata la realizzazione di un’altra fontana in centro storico, a Piazza  Valignani, “ Il Pozzo”. Il 21 Luglio, all'improvviso, sono iniziati i lavori per posizionare questa fontana a vasca. Subito sono iniziate le lamentele dei cittadini che avrebbero voluto destinare i 250mila euro dell’opera per altri lavori, più urgenti e utili. Al “Pozzo”, durante gli scavi, sono stati trovati cunicoli datati 1700. Oggi, mercoledì 30 luglio, in una conferenza stampa, il sindaco ha “consolato” i cittadini. L’opera va  avanti! S’ha da fare…!


Non sono competente in archeologia, sulla stratificazione del terreno, ma la sopraintendenza dei beni archeologici dell’Abruzzo, che ha approvato la  costruzione, ha ribadito che  i resti che sono stati trovati durante gli scavi, non hanno un interesse storico. Vabbè…!Però, una critica come cittadino, sono obbligato a farla. A cosa serve questa fontana a vasca? Il diametro della vasca è di sette metri quadri perché la piazza è piccola. Lo zampillo centrale può arrivare al massimo a due metri di altezza, altrimenti i cittadini che passano nelle vicinanze, ed è facile, dovranno aprire l’ombrello, anche con il sole, per non bagnarsi. Il modello della fontana a vasca non si abbina con i palazzi, inoltre al “Pozzo”c’è la confluenza di cinque strade: Via Cesare De Lollis – Corso Marrucino- Via Filandro Vicentini -Via Asinio Pollione - Salita San Ferdinando. Per di più, il “Pozzo” è una rosa dei venti, ci sono tutti e quattro i punti cardinali e se c’è il vento non ti salvi. Lo spruzzo non sarà mai verticale. Meglio non passare nelle vicinanze! Se non si chiudono le strade al traffico veicolare e rendere il percorso ad isola pedonale, ci saranno  seri rischi per i cittadini, specialmente in inverno, quando l’acqua a terra gelerà.


Torniamo alle fontane rotte. Al Tricalle, popoloso quartiere, la fontana a vasca non funziona – alla rotatoria di Piazzale Marconi, a Chieti scalo, la fontana a vasca non funziona – a Piazza Malta, centro storico, la fontana a muro non funziona. Quindi…, questa fontana a vasca al “Pozzo”, funzionerà? Il sindaco giura di sì. La legge garantisce dieci anni per la manutenzione! Allora, signor sindaco, queste fontane a vasca non funzionanti, si ripareranno o si cambierà la loro destinazione d’uso? Potrebbero diventare delle fioriere, quindi terra e fiori. Soldi gettati via? La realtà purtroppo è questa, anche se mi hanno fatto notare che ci sono fontane a vasca circolare nella città,funzionanti. E’ Vero, ce ne sono tre alla Villa Comunale, meno male, quindi guai se anche qui accadesse la cattiva manutenzione! Ad onor di cronaca, questo inconveniente è avvenuto negli anni passati!
Scitto da: Luciano Pellegrini
Le foto al link : Fontane

28 luglio 2014

Chieti - I leggings


Lo avete notato anche voi che ultimamente girano per città un sacco di ragazze in mutande? Ok lo so, li chiamano leggings, sono multicolore e arrivano fino alla caviglia, ma sempre mutande sono. In alcuni casi sono così stretti che non si capisce se la ragazza è dentro che tenta di uscirne o, al contrario, se sono i leggings a essere rimasti chiusi fuori e cercano di entrare nella ragazza. Il buffo è che escono di casa dimenticando di vestirsi, e poi s'infastidiscono se le guardi. Ti dà fastidio se ti guardo? Scusa ma non sono io quello che è uscito di casa in mutande. Voglio dire, attraverso i vestiti noi comunichiamo chi siamo e in certi casi anche quello che pensiamo. E se io giro per città con un cigno che mi esce dalla patta dei pantaloni, poi non devo stupirmi se qualcuna si avvicina con delle briciole di pane secco.Il problema vero è che i leggings sono come gli ubriachi: dicono sempre la verità. E laddove non la dicono, ci pensano gli stilisti con ricami e disegni a fargliela dire. 

nonnoenio