
In Italia di questi tempi basta dire "linea dura si va avanti" per pensare di zittire i manifestanti della Val di Susa e ricacciarli nelle "fogne" da cui sono usciti. Si è tentato di scatenare liti con le forze di polizia e gli infiltrati violenti, in modo che ci scappasse l'incidente o addirittura il morto e non è successo niente di irreparabile. Gli abitanti continuano, da venti anni, a protestare e i tecnici e i politici, lontani anni luce, dal volere di centinaia e centinaia di cittadini che non vogliono l'Alta Velocità, usano l'intransigenza e presidente del consiglio, Monti, messo lì da Napolitano, che a noi tutti sembra sempre più un marziano venuto dallo spazio profondo che ribadisce INTRANSIGENZA, tutto si farà senza tener conto di nessuno. Intanto i manifestanti si moltiplicano in tutta Italia : ieri a Milano e Bologna, oggi a Roma. Stanno sfilando tutti in sostegno ai No Tav, e sono tanti, dopo aver sfilato sulla Tangenziale, hanno bloccato l'ingresso dell'autostrada Roma-L'Aquila. Risultato il traffico completamente bloccato, sia in direzione dell'autostrada e del Gra, sia per il prosieguo della tangenziale in direzione San Giovanni all'altezza di via Tiburtina. All'arrivo dei poliziotti il blocco è stato rimosso pacificamente e i dimostranti si sono riuniti in un altro luogo per decidere le altre forme di rivolta. Io sono convinto che nonostante il PDL del piduista Berlusconi, il PD del tentennante Bersani, e chicchessia appoggi le decisioni del governo, questa volta avranno un osso ben duro da rosicchiare. La TAV è un'idea nata venti anni fa, ci vorranno altri vent'anni per realizzarla e sarà, al suo termine ancora più vecchia e magari i benefici che apporterà agli italiani, saranno irrisori rispetto a quelli sperati. Monti si impunta e blatera: La Tav si farà. Sul dossier Tav-Val di Susa (la linea ferroviaria ad alta velocità e alta capacità) tira dritto, nonostante le richieste di dialogo provenienti dalle popolazioni, dai sindaci valsusini, dagli esponenti politici come Vendola (Sinistra ecologia e libertà), Di Pietro (Italia dei valori), Bonelli (Verdi) e Ferrero (Rifondazione comunista), e malgrado gli appelli di esponenti della società civile come don Luigi Ciotti. Il presidente del consiglio sposa appieno la linea dei suoi predecessori, Berlusconi e Prodi, e il pensiero di Giorgio Napolitano. Con lui tutto il governo. Nella lunghissima riunione a palazzo Chigi, ieri, per fare il punto su questo tema, il premier e i suoi ministri hanno condiviso la linea di intransigenza contro le illegalità. Ce la farà ? Io spero di no, ormai ha travalicato ogni limite e il suo concetto di democrazia non mi piace affatto.
nonnoenio





