25 aprile 2022

LA CELLULOSA


 

Intorno al 1930 i due fratelli Ottorino e Umberto Pomilio di Chieti elaborarono un metodo per estrarre la cellulosa dalla paglia di frumento che consentiva di fare a meno del legno e brevettarono il “Processo Pomilio” grazie al quale nel 1936 il regime fascista decretò che a Chieti dovesse nascere una fabbrica per la produzione della carta. La costruzione di stabilimenti in grado di utilizzare materie prime e risorse nazionali come appunto la paglia di grano, rientrava a pieno titolo nell’ambito delle iniziative autartiche del regime fascista. Così, con un massiccio finanziamento statale, nel 1938 nacque lo stabilimento CEL.D.IT, acronimo di Cellulosa d’Italia. Per l’edificazione della fabbrica fu scelta proprio la zona della Madonna delle Piane dove ancora a quel tempo c’erano ben 42 ettari di campi coltivati, zona destinata a divenire negli anni a seguire “La vallata del lavoro”.

 

Enio Solino Antonio 2022

14 marzo 2022

Allora era bello andare a scuola


 Chieti 1955, scuole Nolli, terza elementare. Allora era bello andare a scuola, oggi invece un po’ meno: pigiama party alla scuola materna, tre lingue in prima elementare, corsi di arti circensi, musica, gare di sci, la media del nove. Ai bambini, oggi, viene chiesto di essere sempre più intelligenti, dotati, abili e capaci. Troppo desiderare, troppo avere, troppo sapere, troppe soglie buie varcate in anticipo, con corpo fragile, senza corazza e senza la spada giusta. E'  più facile vantarsi della luce dell'intelligenza del proprio figlio piuttosto che della zona d'ombra dove si muove la consapevolezza. E così i bambini oggigiorno si trovano prima o poi ad imbattersi nell'indifferenza, nella delusione e nel fallimento senza strumenti per poterli affrontare. Umiliati e feriti a morte non riescono a reggere lo sguardo dell'altro, si blindano nel rifugio solitario e meditano la vendetta. E così il web diventa uno specchio senza confini e senza regole, un luogo dove cancellare il disonore e la vergogna, dove si può apparire e scomparire senza regole e responsabilità.

12 marzo 2022

Benzina alle stelle


 La crescita della benzina pare essere senza freni in questi giorni di guerra, tanto che il prezzo self service è arrivato anche a 2,40 euro al litro tra le proteste degli automobilisti. Ma quanto incidono le accise, aggiunte via via nel corso del tempo?  In tutto incidono per 0,72 euro che con l'Iva arrivano a superare 1 euro 


10 marzo 2022

La Vespa, ve la ricordate ?


 Era il 23 aprile del 1946 e ci stavamo avvicinando al periodo di quello che oggi definiamo boom economico. Le industrie nascevano e fiorivano giorno dopo giorno, dopo che tutto il paese si stava riprendendo dalla povertà e dalla miseria portate dall'ultimo conflitto mondiale.In quel giorno la casa motociclistica Piaggio lanciò sul mercato la prima Vespa, la famosissima Vespa 98 cc. Si trattava di un mezzo innovativo e che, col tempo, è diventato una vera e propria icona mondiale, riuscendo ben presto a venire considerata molto più di un semplice motorino. Oggi è presente una vera e propria comunità di appassionati ed è possibile trovare in negozi fisici ed online di ricambi e accessori per Vespa d'epoca, come sul sito zangheratti.it.
 

08 marzo 2022

Madonna degli Angeli 1953 - La prima elementare


Il primo ottobre del 1953, alla scuola della Madonna degli Angeli è suonata la campanella del primo giorno di scuola. Quest'anno io frequento la prima elementare. Il mio primo giorno di scuola è indelebile nella mia mente, tra i ricordi che ho dell'infanzia è quello che mi fa più tenerezza.Quel giorno avevo paura e un misto di agitazione, curiosità e tristezza. Ricordo tutti i preparativi; ero vestito con un grembiule fino al ginocchio di colore nero e un fiocco blu sopra un gran colletto bianco e in mano una cartella marrone che odorava di cuoio e cartone. Ero così contento di imparare a leggere che credevo, dentro di me, che in un giorno, il primo, per magia avrei imparato a capire quegli elementari scarabocchi che tutti leggevano. La maestra appena entrati in classe, senza neppure fare l'appello ci disse di fare un bel disegno libero. Un disegno libero e cosa vuol dire? Libero? Forse la maestra voleva un disegno che sapesse volare, oddio io non lo so fare, oppure un disegno senza catene.. ma come si fa? Non so farlo neanche con le catene, figuriamoci senza. Guardo i miei compagni di scuola, di cui non ricordo più i nomi, ma che fanno? Un fiore? un cane? Un gatto? Ora ho capito! E' un disegno a scelta... l'emozione era tanta da non capire quello che la maestra diceva. Finalmente ora potevo disegnare e mi ricordo il mio primo disegno, un pupazzo stilizzato con i capelli rossi e un bel grembiule nero, era proprio il mio compagno di banco. Deluso, al trillo della campanella uscii dall'aula, una corsa fino da mia madre che mi aspettava sul portone della scuola e un urlo di liberazione per dirle: "Mamma guarda che non mi hanno insegnato a leggere"..." Ricordo lei che con un sorriso mi rispose: "Stai tranquillo figliolo, vedrai che nei prossimi giorni lo faranno". Restai da ottobre alla fine di marzo a casa della zia Anna alla Madonna degli Angeli, ritornando a casa solo la domenica, perchè la strada per arrivare a scuola, dalla Madonna della Vittoria, era tanta e mia madre non poteva accompagnarmi tutti i giorni. Tutto questo succedeva tanti anni fa quando la scuola iniziava ogni anno il primo ottobre, e per tutti era una certezza, adesso ogni anno la data è diversa, forse perché viviamo in un mondo troppo volubile e quindi anche la scuola si è adeguata.

 

enio-solino

20 febbraio 2022

Nonostante gli aiuti, resta un caro bollette da 33,8 mld

 

 

Nonostante ieri il Governo Draghi abbia approvato una nuova misura da 6 miliardi di euro per mitigare il caro bollette, nel primo semestre di quest’anno le famiglie e le imprese dovranno comunque farsi carico di un rincaro da 33,8 miliardi di euro. A fare i conti ci ha pensato l’Ufficio studi della CGIA.Sebbene in questo primo semestre dell’anno il Governo Draghi abbia erogato ben 11 miliardi di euro per raffreddare i rincari energetici a famiglie e imprese, gli incrementi di prezzo delle bollette sono talmente importanti che il saldo da pagare rimane comunque spaventosamente elevato. Per questo, secondo l’Ufficio studi della CGIA, il Governo dovrebbe essere più incisivo, così come hanno fatto molti altri paesi europei. Spagna e Francia, ad esempio, hanno imposto dei tetti agli aumenti delle bollette per un periodo temporaneo. Polonia, Portogallo, Grecia, ed Estonia, invece, hanno previsto anche sconti o azzeramenti totali delle tariffe di rete, rinviandone nel tempo gli aumenti o ponendoli a carico del bilancio dello Stato.

07 marzo 2021

Da innamorati ritorniamo tutti bambini

 

Oggi è la festa dei fiorai. E degli orefici. E un po' anche degli innamorati. L'innamoramento è uno stato dell'anima. Uno stato di semi incoscienza. Quando sei innamorato ti senti come Mary Poppins, la mente vola e il corpo la segue. Al tuo passare i cipressi ti fanno l'inchino come giganteschi camerieri, le nuvole diventano disegni di Botero, i semafori ti fanno l'occhiolino, i vigili ti fanno la multa.. Da innamorato ti comporti in modo infantile. Sorridi per niente, urli, sei felice, ti pisci nei pantaloni, cose così. Ritorni così bambino che al posto del medico avresti bisogno del pediatra. Quando sei innamorato, chiami la tua lei/lui/esso/shell/Q8 - scusate le varianti ma oggi la coppia uomo-donna è obsoleta come un Commodore 64 ad un cyber meeting sulla tecnologia G4 - a intervalli regolari di cinque minuti per chiederle/gli/lo/la/in/con/su/per/il/tra/fra perché non ti ha chiamato/ta/ti/tu/te per dirti che ti ama. E lui/lei/ecc. ti risponde che è perché trovava sempre occupato perché lo/la/ecc. stava chiamando te. Il top dell'innamoramento è il colpo di fulmine. Tu cammini per strada, incroci uno sguardo e hai una fitta al cuore, è come una lama calda che s'infila nel costato. Ti senti un cotechino sul carrello dei bolliti. È pensi: forse ci siamo conosciuti in qualche vita precedente. Allora ti avvicini e cerchi di riprendere il rapporto. E dopo un paio di volte che ci esci insieme, capisci perché non siete rimasti in contatto per tutti quegli anni. Purtroppo, col passare del tempo anche l'innamoramento più potente svanisce. Da innamorati, se lei/lui/l'animale/l'oggetto/lacosa/ ti dice "non ho le mutandine" tu capisci il senso della frase e ti dai da fare, ma dopo qualche anno se ti dice "non ho le mutandine" la prima cosa che pensi è "che rimbambita/to/ti/tu/te/ta si dimentica sempre qualcosa". Poi con la vecchiaia tutto si complica, subentra anche la demenza senile.

10 luglio 2020

Donne con le palle

Tre donne hanno in mano il destino dell’Unione europea e dunque quello di noi tutti: Angela Merkel a cui spetta il semestre di presidenza del Consiglio europeo, Christine Lagarde (Bce) e Ursula von der Leyen (Commissione europea). E non è un male, specie dopo aver sentito il primo discorso da leader dell’Ue della cancelliera tedesca. La Merkel ha richiamato all’ordine gli Stati membri, ma soprattutto ha delineato il futuro guardando all’orizzonte e non al pollaio politico. Ha parlato di rigore e di solidarietà verso i Paesi in difficoltà, soprattutto di un’Europa che, se davvero unita, potrà fare da apripista alla ripresa. Ora immaginiamo già la grancassa di chi dipinge come novello kaiser chiunque ci chieda più serietà su spesa pubblica e politica industriale. In realtà passa proprio dal rigore e da un corretto rapporto con i partner l’unica strada che davvero abbiamo per uscire dal pantano. Inutile suonare la grancassa degli slogan: i soldi dell’Europa ci servono e il Mes è il primo vero atto verso quell’Unione politica che in tanti auspicano. In questo senso il sì di Berlusconi al Mes non è un tradimento politico, ma un atto di semplice buonsenso.

@nonnoenio

12 marzo 2020

Siamo ormai in trincea


Se contro il Coronavirus, nemico crudele e invisibile, siamo come in guerra - così ammoniscono virologi, medici e infermieri, cioè i nostri valorosi soldati al fronte - adesso siamo arrivati al Piave. E perciò è l’ora di «resistere, resistere, resistere!». Proprio nel momento in cui la soglia dei contagiati supera la quota psicologica dei 10 mila e i decessi (1000 di ieri) raddoppiano ogni due giorni e mezzo, a conferma che il nemico è impietoso ma non invincibile a fronte di 1.000 e speranzose guarigioni, il governo ha finalmente svoltato con misure mai tanto dure in tempo di pace. Ma nell’ora che non perdona, solo l’impegno di ciascuno può fermare l’epidemia, consentendo alla sanità pubblica di curare i malati senza eccezioni anagrafiche o geografiche, e facendo ripartire l’economia. All’insegna del rigore, che è il vaccino italiano per risorgere. Rigore significa che, se le autorità dicono che si deve restare a casa, e il furbetto del quartierino invece se ne infischia della legge e degli altri, la sanzione dev’essere severa. La gravità del momento e i caduti sul campo ospedaliero non consentono il tradimento civico di chi per pura stupidità o colpevole indifferenza fa il gioco del corona, mentre l’intero Paese soffre e combatte. Prima la solidarietà. Rigore vuol dire usare lo stesso pugno di ferro adottato in Italia contro il virus anche in Europa per ripartire. Guai se Bruxelles cavillasse su deficit e parametri, guai se Roma acconsentisse. Bisogna ripagare subito il grande sacrificio degli italiani con un piano di forte sostegno. «È la nostra ora più buia», ha detto il premier Giuseppe Conte, citando Winston Churchill, che promise sangue, sudore e lacrime al suo popolo in cambio, però, della libertà e della vittoria sul nemico.

@nonnoenio

13 febbraio 2020

Risparmio privato la nostra forza

Da quasi dieci anni l’Italia è a crescita zero nonostante l’aumento del debito passato da poco più del 100% del Pil a circa il 135% del Pil stesso. I governi (tutti) hanno usato il deficit per spese improduttive e hanno ridotto gli investimenti per restare entro i parametri europei mentre avrebbero dovuto fare il contrario per spingere la crescita. Questi dati mostrano due fatti. La politica italiana non trova il consenso e la coesione per riforme di efficienza e quindi non le tenta. Qualora emergesse l’intenzione politica di rimettere l’Italia nel binario dello sviluppo questa verrebbe soffocata dalle euroregole perché la situazione debitoria dell’Italia impone un macrofinanziamento in deficit prolungato di nuovi investimenti e detassazione stimolativa. Infatti l’attuale governo manco tenta di pensarci, motivando la recente valutazione dell’agenzia Fitch che vede nero il futuro economico dell’Italia, pur mantenendo grigio il suo presente. Ma è veramente un destino economico già segnato? In negativo pesa la mancanza di reattività ai rischi di crisi sia dell’Italia sia dell’Eurozona, visibile nelle contingenze. Germania e Italia sono in tendenza recessiva per il calo dell’export, dal 2018, accelerato dalla crisi in Cina. La Francia, colpita dalle rivolte interne, è nei guai. C’è una reazione? La Bce mette le mani avanti dicendo che ha quasi esaurito gli strumenti monetari anticrisi. La Commissione ribadisce la priorità del rigore. Il governo tedesco non vuole usare il surplus di bilancio per investimenti stimolativi. Quello italiano tace. Il governatore della Banca d’Italia dichiara che sarà inevitabile una recessione per gli effetti del coronavirus, senza indicare contromisure. Pertanto l’economia italiana dovrà affrontare nel 2020 il peso della stagnazione decennale aggravato dalla recessione contingente senza chiare politiche anticrisi nazionali ed europee. In positivo, ci sono la crescente vitalità del sistema economico italiano che si sta modernizzando rapidamente acquisendo nuova competitività e la forza del risparmio italiano. Ciò fa pensare che se il governo italiano facilitasse con misure incentivanti il trasferimento di almeno 1/5 dei 1.400 miliardi giacenti nei conti bancari in investimenti sull’economia reale ciò compenserebbe la passività nazionale portando il Pil italiano, per leva interna, in positivo. La forza del privato in Italia può bilanciare l’inconsistenza del pubblico e qui risiede la speranza.

@nonnoenio