20 gennaio 2017

Chieti - Io sono stato in Abruzzo

Jeans, camicia e giacca d'ordinanza, ma con ai piedi un paio di doposci blu e bianchi. Si è presentato così il leader della Lega Nord Matteo Salvini a «Otto e Mezzo» su La7, dove ha parlato dell'emergenza terremoto e della neve che non dà tregua alle popolazioni del Centro Italia. Un look che ha sollevato un polverone di polemiche sui social, dove molti utenti hanno fatto notare come la scelta degli stivali sia stata «inopportuna» e «da sciacallo».


18 gennaio 2017

Chieti - Addio ad Erich Abram, signore delle Dolomiti



Si è spento ieri (lunedì 16 gennaio) a 95 anni Erich Abram, uno dei più grandi alpinisti al mondo. Il suo nome è legato alla famosa spedizione che nel 1954 scalò per la prima volta il K2, la seconda montagna più alta del globo. Insieme a Walter Bonatti e allo sherpa Amir Mahdi trasportò le bombole d'ossigeno necessarie a raggiungere la vetta per Achille Compagnoni e Lino Lacedelli il 31 luglio. Abram, poi, ridiscese al Campo VIII prima della notte del bivacco all'addiaccio di Bonatti e Mahdi a 8.100 metri. Oltre a questo Abram fece il grosso del lavoro della messa in opera delle corde fisse sulla Piramide Nera, la difficile zona rocciosa che si trova poco sotto i 7.000 metri della cima nel Karakorum in Pakistan. Nella sua vita Abram fu anche pilota di piper ed elicottero per il soccorso in montagna aiutando moltissimi alpinisti dopo essere stato frigorista. Con questa attività ha avuto la fortuna e la capacità di girare mondo legandosi particolarmente al Sudan e all'Algeria. Era nato a Vipiteno nel 1922 poi è cresciuto a Bolzano ed ha studiato a Innsbruck dove iniziò ad affrontare vie molto difficili nel Kaisergebirge. In realtà iniziò ad arrampicare giovanissimo a 14 anni. All'età di 16 anni già dominava il sesto grado. Durante la seconda guerra mondiale fu arruolato nelle Truppe Alpine andando nel Caucaso, in Cecoslovacchia ed in Grecia. In Russia fu fatto prigioniero prima di tornare a Bolzano nel 1947. Sulle Dolomiti cominciò ad arrampicare con un gruppo dell'Alpenverein ed aprì numerose vie in Marmolada ed itinerari impegnativi come il Gruppo Sella e lo spigolo sudest del Piz Ciavazes (1953) o la parete nordovest del Passo Pordoi (1953). Nel 1954 diventa guida alpina e partecipa alla citata spedizione sul K2.

05 gennaio 2017

Chieti - Giovani più poveri dei vecchi


Il vecchio modello italiano di povertà, che vedeva gli anziani più indigenti, non è più valido: oggi la povertà assoluta risulta inversamente proporzionale all’età, cioè diminuisce all’aumentare di quest’ultima. Lo rivela il Rapporto 2016 della Caritas su povertà ed esclusione sociale.La persistente crisi del lavoro ha infatti penalizzato e sta ancora penalizzando soprattutto i giovani e giovanissimi in cerca di di occupazione e gli adulti rimasti senza impiego. Secondo il rapporto, inoltre, sono soprattutto gli stranieri a chiedere aiuto ai Centri di Ascolto della Caritas, ma per la prima volta, nel 2015, al Sud la percentuale degli italiani ha superato di gran lunga quella degli immigrati. Se a livello nazionale il peso degli stranieri continua a essere maggioritario (57,2%), nel Mezzogiorno gli italiani hanno fatto il «sorpasso» e sono al 66,6%. I centri Caritas sono 1.649, dislocati su 173 diocesi.

@nonnoenio

16 dicembre 2016

Chieti - La sconfitta di Pirro


Oggi guardando gli scenari politici italiani, vediamo infatti un Movimento 5 Stelle che non vuole legarsi con nessuno, un Centrodestra che non trova accordi di alcun genere (Berlusconi ha chiuso e Salvini da solo non va da nessuna parte), gli altri partiti sono frazionali che non giocano ruoli significativi. Un Renzi, che prima di andarsene da Palazzo Chigi, ha fatto un vertice con Padoan e Gentiloni per concordare le mosse successive alle sue dimissioni. E, dato che la politica – tolte le variabili impazzite – è una scienza esatta, tutto è andato come previsto. Mattarella poi ha fatto il suo dovere, attenendosi strettamente alla Costituzione, di cui è garante. Il reincarico era doveroso e la scelta del premier doveva rispecchiare la maggioranza esistente in parlamento. Renzi infatti non è mai stato sfiduciato. Hanno voglia le opposizioni a invocare le elezioni subito. La Costituzione non è stata modificata per legge, tanto meno verrà modificata a «furor di popolo», come cantano alcuni leader. Questo governo affronterà le emergenze economiche, sociali e umanitarie, poi farà sì che la legge elettorale diventi plausibile per un paese democratico ed estesa a entrambe le camere del Parlamento. Al momento opportuno il Governo potrà ritenere di aver concluso il mandato e concordare eventuali elezioni anticipate. Nel frattempo Renzi avrà avuto modo di preparare un ritorno alla grande e ricominciare il suo sogno di rivisitare la Costituzione italiana e portare l'Italia nel futuro. Stavolta in maniera migliore, magari condivisa. Questo non lo dico perché appoggio Matteo Renzi, sia ben chiaro, ma perché la strada è tracciata dallo scenario politico di questo momento storico. Ai posteri l'ardua sentenza direbbe il mio professore di italiano Zizolfi.

@nonnoenio

07 dicembre 2016

Chieti - Mattarella scelta difficile

Il giorno dell'insediamento al Quirinale, Sergio Mattarella aveva garantito alle forze politiche che sarebbe stato un arbitro imparziale, pronto a intervenire in caso di bisogno. Il momento è arrivato. Mentre Renzi esce indebolito dal referendum, la partita torna in mano al presidente della Repubblica. Le priorità di Mattarella sono ben chiare: assicurare un governo al Paese, far approvare la legge di bilancio (anche perché in Europa ci guardano) e spingere le forze politiche ad accordarsi su una nuova legge elettorale. Con l'Italicum alla Camera e il Consultellum al Senato, infatti, non si può votare: ne scaturirebbe un pasticcio che renderebbe difficile, se non impossibile, la formazione di un governo.

@nonnoenio

15 novembre 2016

Chieti - Renzi a casa ?


 Il 4 dicembre finalmente si avvicina e si andrà alla urne per il referendum costituzionale. Anche se il tema è importante visto che riguarda la semplificazione della politica e il funzionamento del parlamento per rendere le decisioni più rapide, la gente è stufa, sfiancata da attacchi, ricorsi, controricorsi, falsificazioni da ambo le parti dei contenuti della riforma, e soprattutto nauseata dall'uso strumentale del referendum per far cadere il governo Renzi, o garantirne la continuità fino alla fine della legislatura nel 2018. Al di là dei contenuti della riforma, infatti, il referendum è diventato uno strumento per un fronte politico eterogeneo e con nulla in comune al suo interno per cercare di abbattere Renzi, e trarre qualche vantaggio dalla crisi di governo e dall'impasse politica che ne deriverebbe. Se vince il No, Renzi dovrà immediatamente dimettersi rassegnando le sue dimissioni nelle mani del presidente Mattarella, e si aprirà la crisi di governo. Questo perché il completamento delle riforme, in primo luogo l'eliminazione del bicameralismo paritario e la riduzione dei parlamentari, costituisce punto centrale del programma per cui è nato il governo Renzi e per cui è stato votato in parlamento. Se viene meno ciò, le dimissioni politiche sono obbligate. Voi cosa ne pensate ?

07 novembre 2016

Chieti - Quando i fatti contano più delle parole.... inutili


C'è chi come il nostro Vescovo fa le chiacchiere sui terremotati  e sullo stare uniti e chi fa i fatti. Oggi è stata consegnata nella frazione di Villa San Cipriano la struttura, realizzata dalla Provincia autonoma di Trento, che ospiterà la sede provvisoria del liceo scientifico «C. Jucci» di Amatrice. Secondo nostra santa romana chiesa, quello che fa la mano destra non lo deve sapere la sinistra, così questi hanno fatto. Si tratta, come nel caso della struttura gemella che ospita i bambini dalla materna alle medie, di un sistema di moduli prefabbricati, riscaldati e colorati in modo da renderli più gradevoli. La scuola è suddivisa in cinque ampie aule da 40 metri quadri ciascuna, per complessivi 540 metri, e ospita anche una sala biblioteca e una per la segreteria didattica e amministrativa. L’architettura dell’intero complesso è completata da una copertura in travi di legno proveniente dal Trentino e da un meleto di otto piante provenienti dalle valli trentine, che è stato piantato a ricordo degli studenti morti sotto le macerie del terremoto di agosto. La Croce rossa delle valli di Fassa e Fiemme ha fornito lavagne, banchi, sedie, cattedre e quanto occorre per permettere ai 75 liceali iscritti di avere una scuola dove frequentare regolarmente le lezioni. Gli studenti del liceo, fino al 28 ottobre scorso, erano ospitati, insieme ai loro professori, all’interno del Palazzo dello Sport di Amatrice che, tuttavia, a seguito delle ulteriori scosse, è stato lesionato e dichiarato inagibile. La struttura, alla quale hanno lavorato, alternandosi dall’inizio di settembre alla fine di ottobre, 150 persone, è stata consegnata nei tempi previsti dalla Provincia Autonoma di Trento. Per poter essere utilizzata, gli studenti dovranno però attendere altri 20 giorni nel corso dei quali dovrà essere messa in sicurezza la rete viaria che collega Amatrice con le sue frazioni.

@nonnoenio

03 novembre 2016

Chieti - Ancora corrotti per appalti pubblici

Non se ne può proprio più di sentire simili notizie al telegiornale. Notizie sugli ultimi arresti per corruzione, di ignobili personaggi, operanti negli appalti per alcune delle più importanti opere pubbliche. Sono di pochi giorni fa, proprio poche ore prima del violentissimo sisma che ha colpito al cuore l'Italia centrale. Questa è la fotografia di un Paese al contempo sofferente e piegato dalle circostanze e, per altri versi, oppresso da un sistema corruttivo che non conosce pause. Un Paese di cittadini inermi davanti alla tragedia e di altri che possono superare ogni ostacolo, ogni normativa pur di mettere le mani sui fondi pubblici. Lo scandalo venuto alla luce  riguarda alcune tratte della Tav e della Salerno-Reggio Calabria, cioè due delle «grandi opere» che rappresentano un piatto troppo ricco per non attrarre l'interesse dei corruttori. Nelle indagini spiccano i soliti nomi noti e ancora una volta abbiamo la conferma che la corruzione riesce a sopravvivere a tutti i regimi politici: è paradossalmente una delle poche «linee di continuità» della nostra storia nazionale. Così come sono ricorrenti le calamità naturali. Anche se nell'inchiesta che ha portato agli arresti non sono in gioco appalti sulla ricostruzione, è però bene ricordare che troppo spesso la lunga storia della corruzione e quella dei terremoti si è incontrata. È il segno inequivocabile che il nostro Paese attende una doppia ricostruzione: quella materiale, che sani le ferite inferte al territorio e alle popolazioni e quella morale, altrettanto importante. Il Paese che oggi piange ha diritto ad avere un futuro. Riusciremo ad avere mai una legge che ci dia finalmente la certezza che i corrotti verranno eliminati e che i denari pubblici vengasno spesi finalmente bene. A Chieti siamo arrivari addirittura alla farsa, falsi tecnici che giravano per le case a controllare le crepe sui muri sperando di spillare soldi per le riparazioni a ingenui inquilini spaventati. 

@nonnoenio

20 ottobre 2016

Chieti - Gli inglesi sono mai stati europei ?


Gli inglesi ormai da un pò fuori dall’Europa, tutti a meravigliarsi, ma questi signori, c'è da chiedersi, sono mai stati europei? Andando in Inghilterra è come se si è fuori dall’Europa, molto peggio che se viaggiassi in un Paese di un altro continente. Cambia propio tutto. Il cibo, la guida delle auto, la precedenza sulle strade, la misura della velocità, la misura del peso, la presa elettrica, le bevande, la conoscenza delle lingue straniere... Tutto, proprio tutto. È un altro mondo. Cambia perfino la storia, voglio dire la storia oggettiva, dell’Europa. Noi ci sediamo a tavola e mangiamo «cultura»: ogni piatto è cibo, sì, ma è anche gusto, eccitazione delle papille, storia, sapienza locale, tradizione. Mangiando, facciamo festa. Gli inglesi, mangiando, si nutrono e basta. Uno scrittore inglese racconta di un nipotino che protestava con la nonna: «Questo cibo non mi piace!», e la nonna gli dà una risposta illuminante: «Il cibo non deve piacere, deve solo nutrire». Se un inglese non mangia una volta in Italia, muore senza aver mai esercitato le sue papille gustative. Per le bevande è la stessa cosa. Quando sali nell’auto di un inglese, io l'ho fatto, sedendomi per abitudine davanti a destra. E loro a chiedermi: «Vuoi guidare?», perché quello per loro è il posto del guidatore. Agli incroci non sai mai chi ha la precedenza. Rischi sempre l’infarto. Se entri in una chiesa anglicana, gli altari sono pieni di cannoni. Loro hanno una chiesa nazionale, che si fa gloria delle glorie militari della nazione, e ha per capo il capo della nazione: il re. Loro sono un grandissimo popolo. Noi europei, a qualunque Stato apparteniamo, negli ultimi 200 anni abbiamo perduto una o più guerre, anche mondiali. Gli inglesi hanno sempre vinto contro tutti. Se noi italiani usciamo dall’Europa è perché l’Europa ci rifiuta. Gli inglesi escono dall’Europa perché loro la rifiutano. Non sono mai stati veramente europei.


05 ottobre 2016

Chieti - Quale sarà il nostro PIL nel 2017 ?


La storia non è nuova. È da almeno nove anni che l’esecutivo sbaglia a fare previsioni. Se avesse sempre indovinato, il nostro Pil dal 2007 ad oggi sarebbe cresciuto di almeno il 14% in più, il 2% all’anno. Un sogno. E per il 2017 ?  Il Def, il Documento di Economia e Finanza, prevede un rotondo 1%. Ma molti autorevoli istituti, dalla Banca d’Italia al Fmi fino all’Ufficio parlamentare del Bilancio, hanno già dichiarato il loro scetticismo e hanno previsto una crescita più contenuta, sia pure di pochi decimali. Gli ennesimi «gufi» renziani, o c’è qualcosa di più? Chi ha ragione? Partiamo da alcuni dati. L’economia mondiale, nella seconda parte dell’anno, ha ridotto i suoi ritmi di crescita. Lo scenario internazionale non promette nulla di buono e proliferano tensioni ed emergenze. Due fra tutte: ripresa del terrorismo e migranti. Non vanno meglio le cose nel Vecchio Continente. Nei prossimi mesi l’Europa sconterà l’effetto Brexit: l’uscita della Gran Bretagna dall’Ue potrebbe costare fino a mezzo punto di Pil. A farne le spese saranno soprattutto i Paesi che esportano di più verso l’Inghilterra, come l’Italia. A questo occorre poi aggiungere almeno altre due variabili negative. Finora la Bce ha sostenuto l’economia inondando i mercati con miliardi di euro. Una pioggia che nei prossimi mesi diminuirà o sparirà del tutto. Con un effetto immediato sui tassi di interesse e, quindi, sugli oneri dei Paesi più indebitati. Il riferimento all’Italia è fortemente voluto. C’è poi da affrontare l’emergenza del credito. Le banche, dopo otto anni di recessione, hanno accumulato centinaia di miliardi di sofferenze. Una situazione che rischia di ridurre fortemente i margini per gli investimenti. E, allora, come mai il governo è così ottimista?