24 maggio 2013

Chieti - Che bella l'auto di lusso con targa estera


Fateci caso, hanno la targa bulgara, rumena, ceca, tedesca o di altri Paesi europei, ma in realtà sono automobili di lusso che circolano sempre in Italia pagando, però, tasse e assicurazione all'estero. Si tratta di un fenomeno cresciuto via via negli ultimi anni ed è difficile da fotografare nelle sue dimensioni reali, anche se c'è l'impressione di un aumento delle vetture straniere di alta gamma in circolazione. Pare che chi usufruisce di un’auto intestata ad una società di leasing straniera, può godere di una targa estera, che solitamente è tedesca o svizzera, e quindi evita tranquillamente di pagare eventuali multe. Molti sono i vantaggi per i possessori di simili autovetture: ci sono anche polizze assicurative e tasse di circolazione più economiche; la gestione dei sinistri compresa nel prezzo; l'anonimato garantito grazie al registro automobilistico non pubblico; il rinnovo o risoluzione dal contratto senza oneri; l'inesigibilità delle sanzioni relative a controlli automatici, come autovelox e tutor, perché non riconosciute in vari Paesi europei, dove è richiesta anche l'immagine frontale del veicolo (il conducente deve essere identificabile).Questa sembra essere una storia vecchia che va avanti da almeno 6/7 anni. Solo che i furbetti italiani e non, sono sempre in aumento. Questa è l'Europa delle banche, delle banane, delle truffe e dei furbetti. Pensare che abbiamo anche pagato salato per entrare in questo circo e abbiamo pure pagato per avere l'euro.

nonnoenio

18 maggio 2013

A Chieti l’amministrazione comunale dà i numeri.



Pochi giorni fa si sono conclusi i lavori di ristrutturazione del marciapiede lato destro di Viale IV Novembre, il viale che porta alla Villa Comunale. All’inizio del marciapiede, lato seminario regionale, i cittadini hanno trovato una novità. Sedici prismi in metallo, ancorati sul muro del seminario, con incisioni che rappresentano ambienti che caratterizzano la Villa Comunale. Per i cittadini è comprensibile, ma i turisti si chiederanno il significato. La sagoma funerea, (assomiglia ad una cassa da morto ndr) ed il colore scuro, hanno lasciato perplessi i cittadini.Sulla parte superiore dei prismi ci sono fiori che avranno bisogno di essere annaffiati e curati. Il prisma che ha fatto più discutere è quello con i numeri…42 20 38 14 09 53. Molti cittadini si sono fermati per comprendere il significato e cercare di indovinare.
Forse è il numero civico del museo nazionale, o del bar, o…? 





La maggior parte di cittadini ha giocato al lotto questi numeri, ma con scarsa fortuna. Non sono usciti su nessuna ruota. Per venire incontro alla curiosità,e’ stato ideato un quiz su FB per chi indovinava il significato è c’è stata una ampia discussione, che alla fine si è concluso con la risoluzione del significato dei numeri. Insomma, se la provocazione può essere accettata, la realizzazione di questa originalità non va proprio giù ai cittadini, anche per il costo non indifferente che al momento non conosco. I cittadini si sono posti tante domande. Per esempio... come si faranno ad annaffiare i fiori che per raggiungerli hanno bisogno di una lunga scala? Qualcuno ha suggerito di farlo dall’alto, dal seminario regionale…, però procurerebbe problemi di “ doccia” non voluta ai cittadini che transitano sul marciapiede. Altra idea è quella di piantare piante verdi a ciuffo e cascata, per le quali è sufficiente la pioggia a garantirgli il normale nutrimento. Altra domanda è l’altezza diversa dei prismi, ci sarà un motivo, ma poco gradevole all’occhio. Chi ha approvato l’idea di questa opera? C’è stata una commissione comunale che ha capito il progetto, i numeri, la spesa, il gradimento?





Il muro del seminario è costruito con mattoni e urge di manutenzione. Sarebbe stato vantaggioso ripulirlo e ripararlo,invece di farci attaccare i manifesti. La vicenda che ha lasciato perplessi, agitati, dubbiosi, non convinti i cittadini, è il capire il significato dei numeri. Ecco la soluzione..., sono le coordinate geografiche di Chieti, la latitudine e la longitudine espressi in Gradi, Minuti e Secondi, direi più precisamente del Viale IV Novembre, perché questi numeri sono leggermente diversi da quelli indicati sul sito del Comune di Chieti, Latitudine 42°21'42" N - Longitudine14°08'20" E. Bisogna leggere i numeri non in verticale, ma iniziando dall’alto,da sinistra a destra e  a seguire. Chi ha ideato questo “indovinello”avrà avuto i suoi motivi, chi l’ha approvato avrà le seccature che si stanno riscontrando. I turisti che leggeranno questi numeri e che mai indovineranno il significato, cosa penseranno della città? Ci faremo una brutta figura, e la maggior parte dei cittadini affermerà…, intanto una brutta figura in più cosa cambia?


Scritto da: Luciano Pellegrini
Le foto sono al LINK : FOTO  

06 maggio 2013

Chieti - A proposito di IUS SOLI




 Il ministro per l'Integrazione, Cecile Kyenge, rilancia sullo ius soli (il diritto di cittadinanza basato sul suolo, cioè sul luogo dove si nasce di cui si prende automaticamente la cittadinanza) e preannuncia un decreto legge nelle prime settimane di governo. Come testimonial del diritto alla cittadinanza per chi nasce in Italia, non vedrebbe male la stella del calcio Mario Balotelli, che subito si dice disponibile. Il primo ministro nero della storia italiana ribadisce poi che il reato di immigrazione clandestina va abolito. E subito le sue parole provocano la levata di scudi del Pdl, che attraverso Renato Schifani chiede al premier Letta di invitare i suoi ministri a una «maggiore cautela» e invita i membri del governo a «evitare proclami solitari». Le sortite del neoministro non piacciono al capogruppo del Pdl al Senato, Renato Schifani. La difende invece il Pd: «il ministro non fa proclami solitari. Quanto esprime è da tempo sentito dalla popolazione italiana» dice il deputato Patriarca. E' proprio vero che ogni giorno che passa, questi "poco onorevoli" hanno di che discutere, contrapponendosi anche su problemi minimi, riducendo inesorabilmente la vita di questo strano Governo a guida PD.
nonnoenio




Chieti - Cucullo, San Domenico e la festa dei Serpari


"Si arriva a Cocullo il primo giovedì di Maggio - scriveva nel 1987 Giorgio Manganelli in un servizio per "Il Messaggero" - E' il giorno dei serpari, la processione di San Domenico con un collare di serpenti. Fa freddo, un freddo sgarbato, acre, a tratti nevischia. Un freddo abruzzese, in una terra che pare specializzata nella produzione del freddo...". Il "viaggio" era dedicato proprio al "rito" antichissimo, che si vuole tragga origine dalla Dea Angizia, dal latino angius, serpente. Già, la divinità preromana che per forza doveva "albergare" in un posto come questo: habitat ideale per serpenti d'ogni genere, dai docili colubri alle temibili vipere, ai micidiali aspidi. E chi meglio di una maga, maestra nell'segnamento dell'uso dei veleni e degli antidoti, i controveleni! doveva diventare divinità? Una dea che spandeva la sua influenza fino alle sponde dell'antico Lago del Fucino per dilagare nella sassosa Valle del Sagittario.L'avvento del cristianesimo dette a San Domenico, l'eremita che albergava in una grotta nei pressi della sorgente ai piedi dell'odierna Villalago. E San Domenico ha svolto bene il "compito" assegnato, tanto che ancor oggi c'è un detto che, per sottolineare la paura di una persona per un qualsiasi, possibile accadimento, recita: "hai chiamato San Domenico prima di vedere la serpe!".I Serpari, la maiuscola spetta loro di diritto, per secoli hanno costituito una casta, gente diversa, coraggiosa, forte, ritenuta "immune" al veleno dei serpenti. Niente di tutto ciò. I Serpari erano e restano i Grandi Sacerdoti di questo rito. Rispettosi dei serpenti, che sanno come trattare e che, alla fine della funzione, liberano sulla montagna in attesa della cattura dell'anno che verrà. Un augurio per se stessi e per i rettili. Sono ancora tantissimi coloro che, affetti da mal di denti o di schiena fanno la fila per tirare, stretta tra i denti, la cordicella della campanella di San Domenico, oppure per raschiare un poco di calcina dal muro della chiesa o dalle pareti della grotta, per portarsi un balsamo miracoloso per dolori ai denti o alla schiena. Farà effetto? Chissà.

03 maggio 2013

Chieti - Nuclerae, se ne riparla !


Ma questi nuovi ministri riflettono prima di dar fiato alla bocca? Il neo ministro per lo Sviluppo Economico Flavio Zanonato durante la trasmissione radiofonica Un giorno da Pecora su Radio 2 ha detto a proposito del Nucleare in Italia: "Non mi piace quando si enfatizzano le cose demonizzandole. L'energia nucleare è una forma di energia, se si può gestire non è sbagliata di per sé". "In Italia si dovrebbe usare?" gli è stato poi chiesto, "In Italia credo che non si possa fare, ma nel mondo c'è." E se potessimo gestirla, si potrebbe usare anche in Italia? "Se avessimo i siti adatti, perchè no?". Due siti veramente adatti, caro ministro, però ci sono in Italia: il primo a Padova, esattamente in centro, a ridosso della basilica di S.Antonio (che all'occasione fungerà anche da protezione contro le catastrofi nucleari). Il secondo ad Arcore, è provato che questa cittadina poggia su un basamento di rocce basaltiche stabili da millenni. Non a caso Silvio ha fatto erigere proprio li la sua tomba (mausoleo) personale. Lui e' a conoscenza che il sito sarà stabile per altri 3.000 anni almeno.

nonnoenio

30 aprile 2013

Chieti - Accadeva il 30 aprile del 1993


Esattamente 20 anni fa accadde l'episodio simbolo della morte della Prima Repubblica. Il 30 aprile 1993 Bettino Craxi venne ferocemente contestato all'uscita dall'hotel Raphael di Roma dalla gente, a suon di cori e con un fitto lancio di monetine. Si era in piena epoca Tangentopoli, e Craxi era stato raggiunto da diversi avvisi di garanzia per corruzione e finanziamento illecito di partito.

27 aprile 2013

Chieti - Brunetta il grande


Per fortuna che nella lista dei ministri, presentati da Enrico Letta alle 17 e 15 di questa sera il "piccoletto" terribile non c'è e ne sarà certamente felice Dario Fo e buona parte di quegli italiani che nel precedente governo venivano quasi giornalmente mazzolati dal Brunetta. "Brunetta che giura da ministro? La prima cosa che faccio è cercare un seggiolino per poterlo mettere a livello, all'altezza della situazione. Oppure meglio una scaletta, così se la regola da sé". Così il premio Nobel Dario Fo a La Zanzara su Radio 24 sul totoministri del futuro governo Letta. "Sarebbe una gentilezza che si fa a Brunetta, e alla società, per non avere l'angoscia di vedere qualcuno che non ce la fa. Il cervello di Brunetta - prosegue Fo - quello sì che è ancora più piccolo." E "Schifani al governo?", chiedono i conduttori Giuseppe Cruciani e David Parenzo: "Il cognome è onomatopeico, dentro il suo nome c'è già tutto, il rifiuto e il senso di angoscia e di repulsione per queste persone. Con questi al governo mi hanno copiato delle scene intere del Mistero Buffo".

nonnoenio

23 aprile 2013

Chieti - Quando curarsi può rapprentare un problema


 Gli Italiani, sempre più «in ginocchio» a causa della crisi economica, tanto che rinunciare persino a visite mediche, dentista e terapie è diventata per molti una necessità inderogabile.L'allarme arriva ora dagli stessi medici di famiglia. Gli italiani, denuncia il 65% dei camici bianchi, ormai non si curano più, e la situazione, afferma il 71,6% degli specialisti,(che si sono pertanto visti ridotti gli immensi guadagni sulle visite a pagamento nelle varie strutture sia pubbliche che private) è più grave al Sud e nelle Isole. Un Sos, quello dei medici, che conferma il recente dato emerso da un'indagine Rbm Salute-Censis: in numeri assoluti, sono circa 9 milioni i connazionali che hanno dovuto rinunciare alle cure sanitarie per motivi economici nell'ultimo anno (con il costo di una visita pari se non superiore ai 150 euro, è presto fatto il conto). Lo studio del medico di base diventa dunque luogo privilegiato per tastare le conseguenze che la crisi sta innescando anche sul fronte della salute. Ed il quadro che ne emerge non induce all'ottimismo. La crisi economica in Italia, incide sul destino della salute della popolazione e ne aumenta le diseguaglianze ed è in grado di condizionare il lavoro e la funzione dei medici. In interi settori della popolazione si assiste alla rinuncia consapevole ad accedere a prestazioni sanitarie anche quando queste sono necessarie. Il quadro che emerge, indica con chiarezza che gli effetti della crisi sono importanti, causando uno stato di stress, di insicurezza e di grande apprensione negli individui. La stessa figura del medico di base è resa più fragile dalla crisi. Tra chi rinuncia alle cure, uno su 4 ha più di 65 anni, il 61% è di sesso femminile e in 4 milioni di casi vive al Sud.In tempi di ristrettezze, altro fenomeno segnalato è quello degli anziani che, sempre più numerosi, si rivolgono a strutture per indigenti per ricevere cure gratuite a causa di una pensione che per tanti - circa 8 milioni - che non supera i 500 euro al mese.

nonnoenio

21 aprile 2013

Chieti - L'Accademia Dei MAccheroni Alla Chitarra d'Abruzzo


I dieci saggi, (sembra che anche a Papa Francesco sia piaciuta l’idea, per cui ha nominato otto cardinali per studiare una riforma della Chiesa), elezione del presidente della repubblica, elezione del presidente della camera, il nuovo governo, le ripicche..., ed allora, per allontanarci da questi capricciosi pretesti, un gruppo di giornalisti dell’Argalam,  (Associazione Interregionale Giornalisti Agricoltura – Alimentazione Ambiente - Territorio rurale, dell’Abruzzo- Lazio – Molise ), i giornalisti verdi, il cui presidente è Donato Fioriti, vice Ugo Jezzi, hanno pensato di dare vita all’AMACA, l’Accademia dei MAccheroni alla Chitarra d’Abruzzo, un circolo enogastronomico per confermare l’amicizia, la tradizione e per il fatto che  siamo ricercatori del fare e del gusto. Il pomeriggio, 12 Aprile, alle ore 15, nella sala riunioni della biblioteca della regione abruzzo, a Pescara, si è svolto un incontro dibattito “ Giornalisti, precari a vita?” Sono intervenuti Franco Farias e Donato Fioriti, segretario e vice del S.G.A. Sindacato Giornalisti Abruzzesi,Valentina Bravi, avvocato e Giovanni Rossi presidente nazionale della F.N.S.I.( federazione nazionale stampa italiana). Hanno introdotto il dibattito, Stefano Pallotta, Presidente dell’ordine dei giornalisti d’Abruzzo e Alfredo Castiglione, vice presidente della Giunta della Regione Abruzzo. Moderatore Donato Fioriti. Il dibattito è stato interessante, qualche battibecco immediatamente chiarito, riferimento obbligatorio alle ultime vicende che hanno coinvolto un giornalista di un quotidiano locale. Il giornalismo sta attraversando un periodo burrascoso e facilmente i giornalisti sono querelati. Ci si chiede se esistono ancora il diritto di critica e il diritto di cronaca, che sono entrambi emanazioni dall’art. 21 della Costituzione, il diritto di satira, in breve… la libertà di stampa. A conferma del brutto momento, l’Italia si pone  al 57esimo posto, nel 2012, nella classifica di Reporter senza frontiere, su 179 paesi. In Italia la diffamazione deve essere ancora depenalizzata e si fa un «pericoloso uso delle leggi bavaglio». Quindi, al termine di questo dibattito, un gruppo di giornalisti dell’ARGALAM e simpatizzanti, ci siamo trasferiti al ristorante al Pomodoro, a Madonna delle Piane CH, affiliato  all’AICS, Associazione Italiana Cultura e Sport. In questa cena di lavoro è stato eletto il direttivo:  Presidente Dante Di Francescantonio- Presidente onorario,Giacomo Rossi oltre ai consiglieri ed all’approvazione dello statuto. Lo chef del ristorante, ha avuto un bel da fare nella preparazione dei piatti, perché aveva come clienti questi giornalisti, amichevolmente esigenti, che sanno anche cucinare. Non potevo non suggerire un “tocco” di gusto e consigliare di mettere sugli spaghetti alle vongole, una manciata di prezzemolo tagliato…Accettato…la prossima volta! Piatti delicati, colorati, gustosi, digeribili, innaffiati con ottimo vino. Fra un piatto e l’altro, Gianfranco Tartaglia,in arte passepartout, uno dei piu' noti vignettisti e umoristi a livello internazionale che ha collaborato con il Messaggero, (attualmente insegna all’università Tor Vergata di Roma, Metodologie Alternative  di Comunicazione, nella facoltà di Medicina), ha disegnato dei fumetti sui piatti che sono stati regalati ad alcuni presenti alla cena. Ha concluso la cena, una coppa di fragole, ma allungato con dell’ottimo vino pecorino, freddo al punto giusto. Per un paio di ore abbiamo preferito stare lontani dalla cronaca, alla quale in ogni caso, giornalmente, siamo obbligati a dedicarci. Allora, ben venga l’AMACA, che ogni tanto ci farà allontanare dalla quotidianità per farci stare in allegria, con amici e in buona compagnia.

Scritto da : Luciano Pellegrini

Le foto dell'avvenimento sono visibili al link: FOTO

17 aprile 2013

Chieti - C'era una volta...


C’era una volta...  la badante ucraina o polacca. Ora quel mestiere è ambìto anche dalle nostre donne, che tornano ad assistere a domicilio anziani e disabili pur di far quadrare i conti. I tempi sono cambiati e oggi si torna a fare mestieri scomodi e difficili, che parevano ormai abbandonati dagli autoctoni per andare a costruire un reddito ai lavoratori stranieri, che per necessità si adattavano a prendere ciò che passava il convento. C’è chi per anni ha sostenuto che “gli stranieri portavano via il lavoro agli italiani”: ora il ciclo si è invertito, sono gli italiani a fare concorrenza spietata agli stranieri. Ho conosciuto di persona ingegneri, architetti e laureati in giurisprudenza, che si ritrovano, magari sposati e con un mutuo da onorare che accettano qualsiasi lavoro pur di arrivare ai mille euro mensili. C’è anche chi si è adattato pure a posare cubetti di porfido. Parlo di gente che ha seguito un percorso formativo per poter scegliere la propria occupazione e che ora non sceglie più, ma accetta ciò che gli è imposto dalla necessità. All’interno della precarietà, è cresciuto il divario tra chi ha un reddito e chi non lo ha. Le famiglie che perdono un “pezzo” di lavoro, come può essere un’occupazione part-time, si trovano in gravissime difficoltà. É la conferma che oggi la priorità assoluta è ricostruire il lavoro come elemento fondante per la crescita di una comunità.Speriamo solo che i nostri politici si decidano a formare un governo che permetta di rilanciare un pò l'economia del nostro paese creando anche occupazione.

nonnoenio