23 settembre 2010

Puliamo il mondo, il nostro mondo!


Finalmente si incomincia a vedere qualcosa di nuovo e di positivo a Chieti. Studenti(quelli sani e non quelli che sporcano bivaccando sulle scalette dei Tempietti Romani o che imbrattano i muri in Piazza San Giustino, sotto i portici), insegnanti e genitori(non quelli che si caricano la pattumiera indifferenziata in macchina e la buttano nei cassonetti quì in Via Majella al n°30), saranno i protagonisti di "Puliamo la città", manifestazione che vede in prima linea l'amministrazione comunale sui temi della sensibilizzazione all'ambiente, che si svolgerà dal 24 al 26 settembre(come del resto avviene in tutte le città d'Italia). Con una particolarità: i percorsi si concluderanno, il 26, al Parco Archeologico La Civitella(dove spesso vedo portare a fare i bisogni il proprio cane o vedo sbevazzare sotto le gradinate dell'anfiteatro e buttare in terra le cartacce e le lattine) per promuovere, accanto al rispetto ambientale, la conoscenza del patrimonio culturale. Sono ben quattro gli assessorati coinvolti nell'iniziativa che aderisce alla campagna "Puliamo il mondo": Ecologia (Emilia De Matteo), Pubblica Istruzione (Giuseppe Giampietro), Verde pubblico (Alessandro Bevilacqua che stimo molti8ssimo) e Sanità (Ivo D'Agostino). Il sindaco Umberto Di Primio è naturalmente felicissimo di questa iniziativa perchè è partita proprio dai ragazzi più giovani della nostra città. Questi al primo posto, hanno messo la pulizia della città e dalle loro argomentazioni è scaturito un decalogo, di buon comportamento, redatto da loro, che verrà poi distribuito durante la manifestazione a tutti i cittadini che si spera intervengano numerosissimi. Il 24 e 25 gli studenti ripuliranno un'area del loro istituto di cui avranno cura per tutto l'anno (quì andrebbe fatta un'attenta sorveglianza per riportare sulla "retta via" i voncioni). Domenica 26 si passerà poi a ripulire la Villa Comunale tirando sù tutta l'immondizia che si incontrerà sulle strade. Ad ogni bambino verrà inoltre consegnata una Tessera di Paladino Civico, in modo da educare i grandi elevando multe morali contro chi imbratta, getta carte, mozziconi o parcheggia malamente. La manifestazione si svolgerà alla vigilia del passaggio di consegne per il nuovo appalto rifiuti che verrà assegnato ai primi di ottobre, dove si dovrebbe passare finalmente al porta a porta e si dovrebbe, diversificando al massimo, ridurre la quantità di immomdizie (umido) stoccate ai Casoni. Se il buongiorno si vede dal mattino e la manifestazione riesce (non vedo chi possa farla fallire se non una pioggia torrenziale) si dovrà ripetere cercando altri posti da "bonificare" e credetemi di questi in città ce ne sono tanti!


9 commenti:

  1. bisognerebbe fare una catalogazione su quali scuole partecipano, con quanti alunni e quanti genitori, pubblicando i dat su Internet, magari nel sito del comune. E' un'idea. Così si potrebbe toccare con mano se si è trattata di una manifestazione di successo o no!

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  2. Anche qui ci sarebbero tanti posti da bonificare...dai luoghi politici a venire in giù.

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  3. @ReAnto
    i politici si potrebbero pulire solo togliendo i soldi alla politica e ridandole quella aria di dilettantismo di una volta, fatto di impegno e dedizione agli altri che ti hanno votato.

    Invece quì si parla di Clean up the World e delle sue origini in Australia...

    Puliamo il Mondo è conosciuta a livello internazionale come Clean Up the World, una delle maggiori campagne di volontariato ambientale nel mondo. Con questa iniziativa vengono liberate dai rifiuti e dall'incuria i parchi, i giardini, le strade, le piazze, i fiumi e le spiagge di molte città del mondo.

    La campagna ha avuto origine dalla collaborazione tra Clean Up Australia e l'UNEP (United Nations Enviroment Programme), legate dal comune obiettivo di estendere su scala globale quanto proposto dall'iniziativa Clean Up Sydney Harbour Day, realizzata in Australia nel 1989.

    Clean Up Sydney Harbour Day e, successivamente, Clean Up Australia sono stati ideati dal costruttore e velista australiano Ian Kiernan. Nel 1987 Ian Kiernan, navigando attraverso gli oceani con la sua barca a vela, fu impressionato e disgustato dall'enorme quantità di rifiuti che incontrava ovunque andasse, anche nelle aree più incontaminate come il Mar dei Sargassi nei Caraibi.

    Nel 1990, sull'onda di quello che fu un grande successo, venne mobilitata l'intera nazione, nella prima giornata di Clean Up Australia, che registrò una partecipazione di oltre 300.000 volontari. Nel 1993, Clean Up Australia coinvolse altri paesi nella sua campagna di impegno per la tutela dell'ambiente, dando vita alla prima edizione di Clean Up the World.

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  4. Lodevole iniziativa, vi auguro abbia successo.
    C'è veramente tanto bisogno di pulire il nostro mondo, in tutti i sensi. Ed è importante creare questa sensibilità fin da piccolo in modo da crescere adulti consapevoli e attenti.
    Noi abbiamo la differenziata da quindici anni. Te lo dico con una punta d'orgoglio perchè credo molto in questi progetti. Vogliamo salvare la Terra dal soffocamento? Partiamo dal nostro piccolo mondo e impegnamoci tutti.

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  5. Luciano Pellegrini24 settembre 2010 17:08

    1° parte

    Avevo proposto all'assessore De Matteo (Politiche Sociali e Assistenziali; Segretariato Sociale; Problematiche cittadini Extra-Comunitari; Ecologia e Ambiente, Energia e Politiche Energetiche; Agenda 21; Ecosportello; Pari Opportunità; Osservatorio sull’Ambiente Urbano; Educazione e Promozione allo Sviluppo sostenibile; Politiche per la Famiglia)-un progetto da attuare con le scuole elementari, medie e dell’infanzia, dal titolo:

    MULTIAMO LA MALEDUCAZIONE.

    Il progetto, realizzato in modo simpatico, divertente, dinamico ma soprattutto educativo, avrebbe avuto lo scopo di abituare i ragazzi, sin da piccoli, a considerare il mondo che ci circonda non come un diritto da sfruttare, o come una proprietà acquisita. Tutto ciò che ci circonda fa parte di un intero ecosistema e noi abbiamo il dovere civico e morale di far uso di tutto rispettando tutto, affinché anche gli altri possano godere dei beni comuni, come abbiamo fatto noi. Per questo motivo, a parere mio, il progetto dovrebbe essere sviluppato sotto varie forme, partendo dai bimbi in tenera età. Inoltre, tale suggerimento, proprio per la sua complessità, avrebbe la necessità di essere prima studiato attentamente da persone che, per la loro professionalità, hanno incarichi nella formazione didattica, sociologica e psicologica del bambino. Quale scuola è dunque più adatta del liceo pedagogico? Dopo un attento studio, riflessione, presa di coscienza, i ragazzi più grandi, ma anche più attenti alla salvaguardia e conservazione dei beni comuni, potrebbero stabilire le modalità di questa proposta nelle varie fasce di età. Gli insegnanti, per primi, dovrebbero essere coinvolti e catapultati in questa nuova realtà; durante l’intero anno scolastico, con il supporto di persone qualificate - come sociologo, polizia municipale ecc. - potrebbero portare avanti una educazione civica basata sul rispetto e sul buon uso delle cose comuni, alternando studi teorici ad attività pratiche, da svolgersi dentro e fuori l’edificio scolastico.
    Solo se le cose vanno esaminate e realizzate accuratamente da persone qualificate e per periodi di tempo abbastanza lunghi, si potrà sperare che i giovani che verranno potranno insegnarci grandi cose. Per questo motivo, non credo che l’impegno di una sola giornata, anche se è ammirevole la disponibilità, possa far cambiare in bimbi e adulti consuetudini così radicate in noi.Lodevole da parte del comune destinare una considerevole somma a un progetto che però, in questo modo, diventa “un razzo”, che una volta spento non lascerà nulla o poco nei ragazzi. A parere mio, strutturare il progetto in una sola giornata è altamente inutile, perché un lasso di tempo così breve non riuscirà a mutare le abitudine, né a creare una nuova consapevolezza, ma si limiterà unicamente a “fare scena”.


    Gloria Corona

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  6. Luciano Pellegrini24 settembre 2010 17:10

    2°parte

    A comprovare le mie perplessità, basta analizzare il numero degli alunni partecipanti.Mi chiedo perché i ragazzi dello Scalo siano più numerosi di quelli di Chieti Alta… Sono più maturi, o sono stati i docenti di gran lunga più sensibili al problema? Inoltre, la scelta delle classi a mio avviso andrebbe rivista; infatti, attualmente, sono state coinvolte le 4° e 5° elementari, mentre l’educazione deve iniziare dalla scuola materna(infanzia). Salta all'occhio anche il numero degli alunni di una delle classi che partecipano: Per esempio, nella 4° elementare della Cesarii, partecipano solo 6 alunni.

    E gli altri…? Stessa cosa per le scuole medie della città - Modesto della Porta-Vicentini-De lollis, Chiarini - dove gli alunni partecipanti frequentano tutti la prima media e sono 7, massimo dieci per istituto. Ma come si può sensibilizzare a un problema mondiale solo alcune persone?

    E agli altri come verrà trasmesso il messaggio? L’unica scuola materna che partecipa è la B.V. del Carmine. Forse perché privata?

    Giornalmente, gli organi di informazione mettono in evidenza i problemi dei rifiuti che, oggi, è un punto focale anche nella nostra regione. L’inquinamento delle terra peggiora. Ma se non iniziamo a dialogare con i piccoli, certi che a casa i genitori pensano ad altro, allora siamo perdenti! La Manifestazione:PULIAMO LA CITTA’, iniziativa proposta da Legambiente, così come offerta, è il classico” prendere due piccioni con una fava”.

    Una sola giornata, con contributi anche pubblici, non serve a niente. Mi auguro che ogni bambino sarà accompagnato da almeno un genitore. Oppure, si risolverà in un’occasione come tante altre, per tenere occupato il proprio figlio e stare così per qualche ora calmo e tranquillo?



    Gloria Corona

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  7. @Corona

    l'importante e' incominciare con queste iniziative, che oltre a pubblicizzare tra i giovani, li sensibilizza e magari discutendone in classe con i loro insegnanti, su cosa e come fare in futuro per tenere più pulita la nostra città è un grosso successo. Teniamo conto che solitamente il "grande" è solito rispondere:" a mè che me ne freche ci stà lu cummune, je paghe!". Se si pensa che da noi è la prima volta, grazie al nuovo sindaco Di Primio, mentre in altre città si va avanti da anni a tenere "pulito il mondo" c'è da essere orgogliosi di questi nostri "cuccioli" insigniti di tessera col compito di "multare moralmente" i trasgressori del suolo pubblico.

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  8. Se si confronta quellom che sta risuccedendo a Napoli che in questi giorni rischia di affogare sotto i scchetti di spazzatura e questa iniziativa dove migliaia di volontari da oggi al 26 settembre che, muniti di sacchi, guanti, rastrelli saranno impegnati lungo tutto lo Stivale per ripulire dai rifiuti abbandonati strade, piazze, giardini e parchi. Clean Up the World si è rivelata la più importante campagna di volontariato ambientale del mondo cui partecipano centinaia di paesi e più di 35 milioni di persone.

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