11 settembre 2010

Chi è causa del suo mal...

In questi giorni, riassumo per chi non avesse letto, si è aperto un contest da parte di un possessore di una enoteca che lamentava la mancanza di utilizzo di una piazza durante le ultime festività cittadine da parte, dice lui, del nuovo sindaco della città di Chieti. Si sono scatenati, nei vari blog cittadini le repliche (pro e contro) e ognuno bene o male ha espresso un suo parere. Resta di fatto che se l'enoteca fallisce non è certo per il comportamento di un sindaco, a patto che ciò fosse vero, ma per una cattiva gestione del locale. Tra le tante voci raccolte vi riporto quella di Luciano Pellegrini che ritengo la più equilibrata ed equidistante dalle due "parti" chiamate in causa negli scritti.

"....Ma questa volta la finisco proprio. Vado anch’io controcorrente e mi aggiungo, con il numero sette , agli articoli con lo stesso argomento.
Chi è causa del suo mal, pianga se stesso.
Non sono tenuto a fare un approfondimento di psicologia. Se una persona è poco educata, specialmente se giovane, dovrebbe essere richiamato dai genitori.
Le cattive maniere dei giovani di oggi sono:
l’ignoranza- la presunzione-la maleducazione- il voler avere tutto e subito- non fare la gavetta-non ascoltare chi ne sa più di loro- non voler ascoltare-trovare il capro espiatorio- prendersela con qualcuno cercando di far capire che hanno ragione. Vogliono solo DIRITTI. NON CONOSCONO I DOVERI!

La frasi più volte usate dai Colantonio: “non capite niente” sono offensive.
Mi sono limitato a darvi dei consigli che non avete voluto accettare.
Parlo molto con i giovani ed ho rispetto da loro! Ma non siamo tutti uguali!

· L’ENOTECA- Luogo in cui si trova la collezione, a scopo di esposizione o di vendita di vini.
· LA CANTINA – bottega o locale in cui si vende o si consuma vino al minuto.
· L’OSTERIA- locale pubblico ove si mesce il vino e si servono pasti frugali
· IL WINE BAR- in inglese, VINERIA in italiano, sono OSTERIE

E se andate umilmente sui WEB, vedete cosa propongono.
Nelle risposte così vi esprimete: “Il punto è quello della comprensione cari amici chietini, (sarebbe meglio usare il termine corretto che è” TEATINI”), (perchè lasciatemelo dire francamente molti di voi non hanno capito niente).

L’uso ansioso di: ahimé e non aimè che si scrive con l'accento acuto e NON grave. Esprime dolore, rimpianto, rammarico, pentimento (è seguita, subito o alla fine della proposizione, dal punto esclamativo!

O –ahinoi- E' un esclamazione come ce ne sono tante altre... può essere definita non corretta.
O oibo= esclamazione di sdegno
Letteralmente sono pesanti. Ma non intendo neanche darvi lezione di Italiano….

Continuo con le vostre frasi offensive:
non hanno capito che 10 giorni, omissis…-non hanno capito che nelle vere città che vogliono vivere di turismo, omissis….-In poche parole non avete capito niente.

Giusta risposta del giornalista Ugo Iezzi, (ma ha una età oltre gli anta, per cui sa anche misurare le parole), con “ solo una nota”:

Scritto da: Iezzi 11-09-2010 11:31
quando qualcuno scrive "non avete capito niente" provo un lieve senso di fastidio.

Seguito con le vostre risposte:
Pellegrini sinceramente o non capisci o non vuoi capire.

La vostra presunzione che gli eventi ve li devono procurare gli altri…”Il punto che un lavoro ha bisogno anche di eventi, stimoli, non viviamo mica di sola aria!”

Cari giovani, dovete imparare molto! La società seleziona! Prendete esempio da un giovane che vi ha risposto:

Un ex cliente... Scritto da: Mauro Bucci 11-09-2010 06:46

Scrivo da ex cliente e da cittadino di Chieti, sono apartitico e conosco molto bene il mondo delle attività ludiche, della ristorazione e del divertimento!

Termino con lo stesso termine usato, ormai tutti lo hanno capito, da parte vostra ripetutamente ed offensivo direi “indiscriminatamente”, ma forse è più facile capirlo come “ sistematicamente “:

Sinceramente penso che tu non abbia capito niente, ma questo succede quando si ….. il sedere al caldo, mentre per me che ho 31 anni senza questo lavoro c'è solo la precarietà o il nulla, facile parlare quando non si sa di cosa!

Buona fortuna!


Luciano Pellegrini


4 commenti:

  1. caro Luciano, esprimo quì il mio parere sulla faccenda perchè come tu ben sai mi è impedito (a causa della coda di paglia di sedicenti saggi censori)di farlo in altro loco.Io sono dalla parte dell'esercente, che si sarà espresso male, magari offendendo, ma si deve tener conto della situazione in cui versa il suo esercizio. A Chieti, come tu ben sai i Teatini ( non Chietini = cretini dal vocabolario Palazzi)preferiscono bere sì il vino ma di quello buono e se lo vanno a comperare dal contadino o comperano delle bottiglie, magari di Montepulciano DOC e lo fanno in casa spesso circondati dagli amici più cari. Fermo restando tutto ciò ogni esercizio che a Chiedi chiude e una coltellata al cuore della città che rischia, come dissi in altri blog in risposta sull'argomento, di diventare una città dormitorio. Una città dove si rientra la sera per dormire e se ne riparte al mattino per recarsi a lavorare e di queste realtà tu ne conosci perchè sei stato al nord per tanto tempo come mè; una tra tutte Brugherio che mi ricordo di giorno era popolata solo di vecchi che andavano a portare e ritirare i bambini piccoli dall'asilo. Da noi (sul colle) già manca una biblioteca (relegata, negletta al Teate Center), manca un cinema che funzioni almeno 2 o tre volte alla settimana, manca un punto di aggregazione dei giovani (chiusura dello Stellario per tantissimo tempo a causa di fallimenti vari dei gestori della sala da ballo citata); la spesa la vanno a fare al Megalò dove trovano di tutto dalla vite al TV al plasma tridimension e sopratutto, quello che raraente e a caro prezzo trovano su da noi: il parcheggio. Il negozio andava aiutato a sopravvivere dal comune magari agevolando il gestore e assecondando le sue esigenze perchè una decina di giorni di festa per un locale così piccolo sono di vitale importanza.

    RispondiElimina
  2. Luciano Pellegrini14 settembre 2010 01:42

    Posso essere d’accordo con la tua opinione solo in parte. Immagina se si creasse un precedente che una amministrazione finanziasse un esercizio commerciale che sta fallendo. Io, ma penso molti altri, reclameremmo per come vengono buttati i soldi pubblici, nostri.

    I giovani devono imparare a camminare da soli. Non devono aspettare LA BEFANA che gli regali gli eventi. Se li devono INVENTARE LORO!

    Se poi ascoltassero invece di offendere si troverebbero meglio. Ti ripropongo la mia domanda. A pochi metri dal loro locale esiste un PUB pieno e frequentato per la maggior parte da giovani. Perché là SI? Ed alla Vineria NO?



    Luciano Pellegrini

    RispondiElimina
  3. @Luciano
    quì il gestore non parlava di volere dei finanziamenti ma della possibilità che la piazza venisse utilizzata come sempre, durante le manifestazioni festaiole della città di Chieti. Ciò non avrebbe comportato alcun aggravio per la comunità. Forse questo LUI lo ha interpretato come una ripicca nei suoi confronti... che poi sia lui il colpevole del fatto che il suo esercizio è andato in malora, su questo non ci piove!

    p.s per quanto riguarda l'inserimento delle risposte ai post, puoi usare anche la possibilità : ( commenta come:anonimo ) mettendo magari il tuo nome o il tuo nick in fondo al commento. Ciao e buona giornata.

    RispondiElimina
  4. questo è ciò che succede a voler aprire un bar o un'attività di ristorazione, pensando poi di poter fare orari di ufficio, chiudere il giorno di ferragosto, chiudere durante i festivi, lasciando turisti e non dispersi nella città a vagare in cerca di un bar aperto. chiedetevi se la crisi che sta colpendo le attività commerciali di Chieti e di questa in particolare sia dipesa solo dall'esterno o anche dalla cattiva gestione degli esercenti. E' impensabile il giorno di santo stefano per esempio non trovare un ristorante aperto. Se si sceglie di fare una certa attività non si può pensare di fare orari da impiegato...

    RispondiElimina