23 novembre 2012

Chieti - Mario Monti non è candidabile



E' inutile tirargli la giacchetta sia da destra che da sinistra: Mario Monti non è candidabile... I senatori a vita non possono essere candidati alle elezioni perché sono già parlamentari; pertanto «il senatore a vita» Mario Monti «non può essere candidato da nessun partito». Da Parigi, al termine della sua visita di Stato, Giorgio Napolitano prova a liberare l'attuale premier dalla morsa di chi lo vuole spingere a candidarsi o dare il nome a una lista; e di chi, al contrario, desidera che Monti si «faccia da parte».Tuttavia non è possibile escludere che l'attuale premier possa tornare alla guida del prossimo governo ma questo dipenderà dai partiti e soprattutto dall'esito del voto. A regolare questo processo sarà il «successore» di Napolitano. Lo stesso presidente della Repubblica sottolinea la parole «successore», con una apertura implicita all'ipotesi di variazione della data di scadenza del mandato in base a quella del voto.

nonnoenio

9 commenti:

  1. però può sempre dimettersi da Senatore a vita e provare a farsi eleggere come tutti i mortali! Come salvatore della patria poi sarebbe il massimo.

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  2. io comunque non mi strapperò certamente le vesta

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  3. Lo sapevano tutti, meno che i politici che gli tiravano da più parti la giacchetta. Come poteva candidarsi per un posto dove è già stato nominato

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  4. Quando il Presidente della Repubblica viene eletto dai partiti, cosa ci vogliamo aspettare di più ? Le nostre disgrazie sono derivate tutte dai partiti, che invece, non di-partono mai purtroppo: mentono anche nel nome ! Vorrei sapere da Napolitano, per quali meriti pregressi abbia nominato Monti, senatore a vita ? Ah, dimenticavo; è stato inviato dalla "Goldman Sachs" per mettere a posto il bilancio dello Stato italiano e renderlo più prosperoso ! Infatti ha tolto tutti i soldi dalla circolazione, dalle tasche dei poveracci che lavorano e dei pensionati, provocando diversi suicidi rendendo la popolazione come quella dei kolcos, ai tempi di Stalin. Sotto la regia del comunista del quirinale ! Ma vedi d'annatela a pià 'ndel cxxo

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  5. @Paolo

    ...credo proprio che non farebbe eccessiva fatica a trovare un buco in una lista di centristi in perenne orgasmo per l'agenda Monti... è stato "eletto" perfino uno Scilipoti

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  6. Speriamo che nel prossimo Parlamenro entrino tanti lavoratori.

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  7. A quando l'eliminazione dei senatori a vita?? Un costo inutile, specialmente di questi tempi!

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    1. In realtà la divisione del Parlamento in due camere risale alle monarchie costituzionali nate alla fine del Medioevo, cioè le monarchie vincolate da una carta che stabilisce i diritti e i doveri reciproci tra il monarca e il popolo, diviso nelle varie classi.

      La conseguenza è un Senato come "camera alta", composto da nobili e quindi con incarico a vita ed ereditario (nobili si nasce) e una Camera dei Deputati, o "camera bassa" composto da rappresentanti della borghesia (i borghesi sono gli unici a sapere leggere tra il popolo), eletti.

      Nelle "democrazie presidenziali", tipo gli USA, il Presidente prende il posto del Re e rappresenta un potere antagonista a quello del Parlamento. Nel nostro caso, a seguito delle note vicende del '900, si è preferito eliminare la figura del Presidente-Re e attribuire tutto il potere al Parlamento, nel cosiddetto "bicameralismo perfetto", dove le due camere in teoria sono una il contraltare dell'altra.

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    2. Riassumendo: per fare funzionare il sistema bisognerebbe avere:
      1. elezione diretta del Presidente, attribuendogli le funzioni del Presidente del Consiglio dei Ministri, come negli USA.
      2. il Senato composto solo da senatori a vita, e qui bisognerebbe mettersi d'accordo sui criteri per cui si diventa senatori. Per esempio potrebbero essere professori universitari emeriti, magistrati in pensione, figure di spicco delle professioni, eccetera.
      3. la Camera Bassa composta da Deputati eletti, come ora.
      4. definire costituzionalmente i rispettivi ruoli, diritti e doveri delle due Camere del Parlamento e del Presidente.

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