16 novembre 2012

Chieti - A Giulià, scialla...


A Otto e mezzo, programma che va in onda su La7, condotto da  Lilli Gruber, che chiede a Giuliano Amato, se pensa di ridursi una pensione di oltre 15 mila euro netti al mese, spropositatamente alta, rispetto a qualsiasi pensione di un comune mortale oggi in Italia; Amato risponde: «Non capisco la domanda». Lui da quell'orecchio non ci sente ed è convinto di esserseli meritati tutti quegli euri che mensilmente gli vengono accreditati . Queste affermazioni stanno facendo il giro della Rete rendendo "felici" un fottio di persone. Portando queste ed altre pensioni d'oro, ad un tetto massimo di 5000 euro (e non mi sembra poco), il risparmio che se ne otterrebbe, sarebbe di 7 miliardi di euro annui, quasi quanto una manovra economica di qualche anno fa. Amato... lo abbiamo ancora tra i piedi insieme a tanta gente come lui! Vi ricordo, per rinfrescarvi la memoria, che nel 1992 costui dispose un prelievo coatto di 111.000 lire dai conti correnti delle aziende per ripianare i buchi provocati anche dal suo partito il PSI. Almeno stattene a casa e non andare in TV a prenderci per i fondelli... che schifo

nonnoenio

21 commenti:

  1. E' la dimostrazione chiara e limpida che Amato e molti suoi colleghi sono degli extraterrestri!! Rimandiamoli tutti nello spazio!

    RispondiElimina
  2. Dov'è lo scandalo? Se ha versato contributi in misura tale da costituire un capitale la cui rendita sia 15.000,00 euro al mese, tale somma è dovuta. Il problema non è 500 o 15.000 euro al mese, bensì valutare se c'è un rapporto tra il versato (contributi) ed il percepito (pensione).

    RispondiElimina
    Risposte
    1. NESSUNO versa i contributi in misura da costituire un "capitale". I contributi sono semplicemente una tassa, come il canone RAI e vengono spesi per pagare le pensioni correnti più tante altre cose.

      In altre parole, non esiste nessun accantonamento. Esiste solo il bilancio dell'ente pensionistico, tanto esce, tanto entra. Quando non basta lo Stato interviene a ripianare.

      Elimina
  3. x Stefano


    non è così semplice perchè come la vedi tu:
    1) Lo stipendio se lo decidono loro senza minimamente interpellarci, quindi anche i contributi sono frutto di stipendi faraonici (rubati - anch'io se potessi mi darei uno stipendio da 100.000 Euro annui)
    2) I vitalizi sono indipendenti dai contributi versati
    3) La legge elettorale prevede la nomina a chiamata quindi vieni eletto se sei "simpatico" al capo (vedi Minetti)
    4) Ora stanno cambiando la legge elettorale proprio per impedirci di cacciarli

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Si ma teniamo presente che intere classi di Italiani sono andate in pensione senza avere versato alcun contributo o con versamenti insufficienti. Per esempio i "coltivatori diretti" oppure i famosi baby-pensionati.

      Il problema è che sia i politici che i sindacati si sono affannati a creare nicchie di privilegio e poi a difenderle quando avrebbero dovuto invece focalizzarsi sulla creazione di lavoro e sul collocamento.

      Elimina
    2. Domanda a Lorenzo!!

      E perché i "coltivatori diretti" sono andati in pensione senza alcun contributo (che poi NON è vero) oppure insufficienti?

      Elimina
    3. Perché l'Italia ha cercato di fare la bella copia dell'Unione Sovietica. Quindi la pensione non deriva da denaro che hai accantonato, tanto o poco che sia ma da un "diritto del lavoratore" che prescinde da qualsiasi altra cosa.

      Vediamo se ripetendo per la centesima volta qualcuno ci arriva.

      Se agli esodati fossero restituiti i contributi che hanno versato, come somma tutta intera o come vitalizio, non ci sarebbe nessun problema, visto che in teoria si tratta di gente che ha maturato oltre trenta anni di contribuzione.

      Ma siccome i contributi sono solo delle tasse e vengono incamerati dallo Stato, quindi NON E' POSSIBILE AVERLI INDIETRO, gli esodati devono aspettare di potere accedere, per grazia ricevuta, alla pensione come "diritto".

      Diritto che è funzione del bilancio ATTUALE dell'INPS e non dei contributi versati, dato che di quei contributi non è rimasto niente.

      Se un "lavoratore" vuole andare in pensione in un momento qualsiasi della sua vita, ebbene, non può. Non perché non bastano i contributi. Se per ipotesi avesse già versato il doppio dei contributi necessari per avere una pensione di X, lo Stato comunque li ha incamerati e non glieli restituisce.

      E' una cosa assurda, una barzelletta. Ma siccome gli Italiani sono un popolo di pagliacci, va bene cosi.

      Elimina
    4. E nel caso qualcuno si chiedesse perchè, semplice. Fino che è durata la pacchia tutti avevano il loro interesse.

      Elimina
    5. Mi chiedo perché in un tuo commento butti là una non meglio specificata questione "coltivatori diretti" e poi, invece, qua rispondi buttando là una questione "esodati" di cui, malauguratamente, non ne conosci la natura. Facciamo che ti spiego chi sono gli "esodati" e poi, tu, ci fai sapere che cosa c'entravano i "coltivatori diretti" con le pensioni, l'Inps e la crisi attuale! Scusa sai ma solo con i "coltivatori diretti" l'Italia improvvisamente si è scoperta comunista?

      Gli esodati: per tua informazione, hanno tra i 35 ed i 41 anni di contributi versati. Fino al 31.12.2011 comunque non ce la facevano ad andare in pensione per effetto di "finestre, scalini e scaloni" che i vari Governi si sono inventati negli anni e che spostavano l'età pensionabile a 62 anni di età. Sono tutti quei lavoratori che, prossimi alla pensione, avevano deciso di lasciare il lavoro dietro corresponsione da parte della propria azienda di una buonuscita, firmando il licenziamento o accettando di essere messi in mobilità. Una soluzione diffusa nell'imprenditoria italiana per cercare di far quadrare i conti di spese sempre più alte e introiti sempre più bassi, che tuttavia, alla luce delle nuove disposizioni in merito all'età pensionabile, ha dato origine a una situazione altamente critica.

      Primo FATTO: è l'imprenditoria italiana ad aver provocato il fenomeno e non i lavoratori, i sindacati e tutte le storie che ogni tanto racconti. Imprenditoria italiana che scaricava i "costi sociali" sullo Stato E NON VICEVERSA!!!

      Secondo FATTO: gli "esodati" sono diventati un fenomeno dopo la riforma del ministro fornero. Primo, perché hanno avuta l'età pensionabile spostata a 66 ANNI e poi perché la ministra NON CI AVEVA proprio pensato a questa categoria di lavoratori.

      Lo spostamento in avanti dell'età pensionabile è stato fatto per dare respiro alle casse dello Stato. Tuttavia, i sapientoni che si sono inventati sta bella pensata, rischiano di provocare esattamente l'effetto opposto. Siccome gli esodati non si possono sopprimere e neanche siamo capaci di dargli un lavoro la soluzione è quella di pagare un'indennità transitoria che, però, è più lunga della neonata Aspi (18 mesi per gli over 55) ma con le stesse caratteristiche. Questo fatto, ha come conseguenza quella di mettere in conto una spesa superiore a 3 miliardi di euro all'anno (1.119 euro per 12 mesi per 350 mila persone). A questo punto, il problema diventa quello di reperire i fondi che, per legge, dovrebbero essere acquisiti con un aumento dei contributi per gli ammortizzatori versati dalle aziende. Una soluzione che rischia di affossare ancora di più la produzione italiana, già in crisi profonda.

      Elimina
    6. Comunque, e continuo qua perché un'unico commento non è possibile postarlo, noto con piacere che, finalmente, ti sei convinto che i contributi versati in 35, 40 anni di lavoro, possono coprire la pensione di un individuo. Fino a ieri, affermavi il contrario!

      Oggi, invece, leggo che scrivi: "Se un lavoratore vuole andare in pensione in un momento qualsiasi della sua vita, ebbene, non può. Non perché non bastano i contributi...."

      Tu dici perché se li è rubati lo Stato (che, poi, siamo noi in fondo. Lo "Stato" mica è un marziano!!!).

      A me, la prima parte del tuo ragionamento sembra un tantinello azzardata! Diciamo una cazzata ma visto che tu NON conosci come funziona il sistema pensionistico, si può capire!

      Un lavoratore, NEANCHE dopo 40 anni di lavoro accumula un capitale sufficiente per pagarsi la pensione nei successivi 20 anni di vita (pensione a 60 anni e ipotesi che campi fino a 80 anni). Lui, si paga una quota parte. Il restante lo pagano i lavoratori attivi con i loro contributi. E' sempre stato così.

      Siccome nell'ultimo ventennio invece di creare lavoratori abbiamo inventati i precari che, notoriamente, di contributi ne versano pochini o per nulla e siccome nell'ultimo ventennio la disoccupazione è aumentata di anno in anno e, quindi, lavoratori che versavano i contributi ce n'erano sempre meno, oggi ci ritroviamo che non ci sono lavoratori attivi e NON ci sono soldi per pagare la "quota" che un pensionato riceve e che proviene dai lavoratori attivi!!

      La crisi del sistema pensionistico è nata nell'ultimo ventennio e NON PER COLPA DEI PENSIONATI ma delle scelte di politica economica e del lavoro che sono state fatte!

      Elimina
  4. Ciao Enio e buona serata. Capisco perfettamente coloro che, vivendo oggi con 15mila euro al mese, fanno finta di non capire! Questo signore, per esempio, in linea di principio lo potrei pure difendere.

    Ma... c'è un ma su cui riflettere ed è questo. Anche io, fino a pochi anni fa, vivevo con una discreta sommetta mensile, frutto di un buon stipendio e alcuni "benefit" a me riconosciuti per il lavoro "speciale" che facevo con particolare dedizione.... checché ne dica il nostro Lorenzo! Su quella sommetta, costruivo la mia vita!

    Poi, iniziarono a dire che bisognava "razionalizzare" la pubblica amministrazione. Ed io, cominciai ad avere serie difficoltà a fare il mio lavoro "bene e con dedizione". Perché, ben presto, si capì che quel "razionalizzare" significava ridurre le spese. Come? Tagli netti e senza alcuna discriminante!

    Non so da te, ma da me c'è un detto popolare che recita "dare soldi, vedere cammello"! Che significa, fammi ridere alla fine del mese ed io ti lavoro tanto, bene e anche oltre le mie competenze. Risultato della "razionalizzazione" fu che, alla fine del mese, parecchi soldoni sparirono dalla busta paga. E anche il mio impegno lavorativo!!!!!

    Però, il mio tenore di vita era stato costruito sulla busta paga precedente, molto più corposa! Iniziarono i primi "tagli" alla personale qualità della vita! Ed anche all'impegno nel lavoro. Prima che Lorenzo ne sforni una delle sue, ricordo che nessuno lavora, per esempio, 10 ore al giorno, per vederesene pagate solo 6. I serbi, sicuramente! I cinesi pure ma anche gli schiavi ed i senza palle che in questo Paese abbondano! Bisogna sempre vedere se poi riesci a guardarti allo specchio e provare stima per la persona riflessa oppure se ti sputi in faccia da solo!

    Poi, ci dissero che la crisi era tremenda, bisognava fare sacrifici... equi, però. C'era in ballo il nostro futuro e quello dell'intero Paese! Dei giovani soprattutto!

    Allora, zacchete.... stipendio ridotto all'osso. Di conseguenza, zacchete anche al mio tenore di vita, anch'esso ridotto all'osso... e non sono certo di riuscire a farcela! Perché, poi, col cazzo che zacchete al mutuo, alle bollette, alla benzina, alla spesa.... zacchete solo alla mia (nostra) qualità della vita mentre le "spese", quelle continuano ad aumentare. Una cosa non capisco: diminuisce il costo del lavoro ma quello che si produce costa più di prima? E non mi venite a parlare di "tasse" che pagano gli imprenditori. Quelli sanno bene come evitare di pagare "tutto"!!

    Capisci, ora, perché sarei tendenzialmente disposto a difendere uno come sto signore? Quello che un individuo guadagna in un mese (onestamente), serve a costruire la propria vita! Più guadagni, più costruisci!

    Però, a me la vita la stanno stroncando, agitando lo spauracchio di un "tremendo pericolo" che potrebbe annientarci, tagliando e tagliando il mio reddito mensile.

    Invece, a fronte di questo "tremendo pericolo" i sacrifici li stiamo facendo solo con il mio culo e, quindi, come già ti dissi un'altra volta, qua è da capire se sta crisi è vera oppure è "costruita" ad arte per fottere noi e far arricchire sempre di più qualcun'altro!

    Personalmente, sono convinto ci stiano fottendo e che tutto sia costruito ad arte per fotterci! Però, capisco che in molti credono nello spauracchio "tremendo"!!!

    Ciao e buon fine settimana.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Quindi tutti i tuoi discorsi si incentrano sul fatto che non ti pagano più la "discreta sommetta" più i "benefit" perché ti stanno fottendo.


      Viva l'Italia.

      Elimina
    2. Permettimi di farti notare che NON HAI CAPITO UN CAZZO!!!

      Rileggiti il commento con calma e molto lentamente. Forse, riesci a comprendere quello che intendevo esprimere!

      Elimina
  5. Stipendio sudato, difficile stare così ben ancorato sugli scranni del potere riciclandosi come esperto di finanza (ricordiamocelo per aver sottratto da un giorno all'altro soldi dai conti correnti bancari di tutti)! Anzi glielo raddoppierei! Per riceverlo però deve prenderselo per mezzo di monetine da 50 centesimi tiratele addosso come fecero per il suo compagno Craxi!

    RispondiElimina
  6. @Luana

    ...il Dottor Sottile (epiteto che il fondatore di Repubblica, Eugenio Scalfari affibiò ad Amato con doppio riferimento alla sua sagacia politica e alla gracilità fisica) è passato alle cronache per aver invocato a gran voce - quando nel 1992 era premier - una riforma delle pensioni. Riforma che si premurò di fare, colpendo le nonnette di provincia, spaventando milioni di padri di famiglia e cancellando ogni certezza sul futuro previdenziale. Sforbiciò tutte le pensioni, insomma. Eccetto la sua, però

    RispondiElimina
  7. La cosa più fastidiosa è che con l'avvicinarsi di primarie, provinciali, politiche rispuntano tutti in certa di una riVirginetion mediatica.

    RispondiElimina
  8. Il problema è che sinchè saranno i politici a decidere sulle loro retribuzioni e sul loro trattamento in generale, non cambierà nulla. Controllore e controllato, amministratore e amministrato non devono coincidere se no, si rischia sempre che il controllore e l'amminstratore facciano 2orecchio da mercante".

    RispondiElimina
  9. Venendo sul tuo blog mi tengo al corrente di quello che succede in Italia perché la mia parabola è in panne. I tuoi post sono circostanziati e li leggo con piacere, malgrado gli argomenti non siano proprio allegri per tutti gli italiani. Se Forattini fosse ancora vivo disegnerebbe Amato sotto forma di Topolino, come faceva a suo tempo, circondato di soldi. Ma si rende conto che in molti casi quello che lui prende è la pensione di un anno per molti? Mia madre raggiunge appena appena i 10.000 annui.
    Ti auguro una buona serata.
    PS - Ho letto che è definitivo. Chieti non sarà più provincia.

    RispondiElimina
  10. per caso mai la classe politica ha chiesto cosa ne pensavamo dei sacrifici coatti che abbiam fatto, facciamo e faremo?
    chi se ne frega di quel che pensa Amato. riduzione della pensione e basta, se poi non ce la fa cazzi suoi!!!

    RispondiElimina
  11. @gds75

    se sono i poveracci a cadere sotto la mannaia delle tasse tutto secondo norma, ma sto cornuto per i politici vuole altre regole, non gli sta bene che dalla prossima legislatura vadano in pensione a 66 anni invece che a 50 (lui i "poveretti", li chiama esodati della politica)e col contributivo...

    RispondiElimina
  12. @Blogaventura

    Queste cariatidi non ne hanno mai abbastanza. Cosa mai potrà farsene un ottantenne di 15000 euro al mese? Tenuoto conto che non potrà portarsi mai niente di là... pare che la bara fino ad oggi non ha tasche!Si limitasse a dire le sue cazzate sulla RAi, nel suo programma ad Hoc, dove non lo ascolta praticamente nessuno e non vada in giro anche sui canali privati a spargere il suo liquame...

    RispondiElimina