14 novembre 2012

Chieti - I diffamatori a mezzo stampa rischiano da oggi il carcere


A Sallustri, ieri, è andata maluccio e forse i suoi 14 mesi di carcere se li farà tutti. Lui pare che abbia detto, da strafottente qual'è: «Mi auguro che eseguano la sentenza, perchè io non ho nessuna intenzione di appartenere ad una casta. Un normale cittadino verrebbe arrestato: invito la Magistratura a non frapporre indugi».Tutto questo perchè l'Aula del Senato, con il voto segreto chiesto dalla Lega e firmato dall'Api, ha detto «sì» al carcere per i cronisti che diffamano a mezzo stampa. I voti a favore sono stati 131, 94 i contrari e 20 gli astenuti. L'ok bipartisan della Camera Alta sul ddl diffamazione fa andar sotto il governo, che aveva dato parere contrario all'emendamento del Carroccio, che prevede il «carcere fino a un anno o la multa» per chi diffama, e boccia il secondo accordo di maggioranza che era stato raggiunto sul testo la settimana scorsa. Ma, soprattutto, fa venir meno l'obiettivo principale del provvedimento: evitare il carcere al direttore de «Il Giornale» Alessandro Sallusti, com'era intento dei due relatori...

nonnoenio

19 commenti:

  1. E' giusto che anche i giornalisti debbano rispondere e prendersi le loro responsabilità di quello che scivono, perchè è troppo facile diffamare una persona, mettendola alla gogna, se poi si scopre che non è vero nulla. Questo dovrebbe valere anche per i giudici!

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  2. mmm! brutta faccenda così si limita la libera informazione, non mi piace. I leghisti dopo essere stati beccati con le mani nel barattolo della marmellata , si vendicano, assieme ai loro consolidali dell'Api di Rutelli, dei i giornalisti , che hanno svelato il loro malaffare in fatto di finanziamenti pubblici, sempre coerenti come al solito.

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    1. I leghisti non sono stati beccati con le mani in nessuna marmellata, tanto è che dopo il diluvio di cacca sui media, non è successo niente.

      Il problema comunque è un altro e cioè l'annosa questione della "libertà di stampa" e quella della "indipendenza della magistratura". Sia i media che le sentenze possono essere usati come strumenti per interessi privati o finalità politiche.

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    2. Tornando ai leghisti, Bossi avrà non so quante condanne per varie ragioni connesse con la sua attività politica. E come lui molti altri.

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    3. Scusa, Lorenzo, a me risulta che le indagini della Procura di Milano sui fondi della Lega Nord distratti dal tesoriere della Lega Nord Belsito, siano ancora in corso. Mi risulta anche che in questa indagine siano coinvolti i Bossi che, forse sbaglio, ancora non sono stati né accusati né prosciolti.

      Mi risulta, inoltre, che sempre il tesoriere della Lega Nord Belsito sia indagato dalla Procura di Napoli per riciclaggio insieme a Bonet ed altri tre imprenditori. Bonet ha rapporti con il tesoriere della Lega Nord e opera anche in Campania, attraverso una società di Napoli, nel settore servizi energetici e tecnologici. Questa indagine, nasce da un'altra indagine sull'ex direttore dell'Avanti Valter Lavitola e su Gianpaolo Tarantini, altri due degni esponenti del panorama politico ed imprenditoriale italiano.

      Ora, credo, in attesa di sapere quali saranno le conclusioni delle due Procure, penso sia prematuro parlare di "diluvio di cacca dei media".

      Non credi?

      Ciao.

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    4. Peraltro, dimenticavo, è altresì prematuro affermare che "non è successo niente" visto che la Magistratura non ha concluso le varie fasi di indagine e, quindi, proscioglimenti o processi non ce ne sono ancora stati.

      Sbaglio?

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    5. Impossibile che si concluda un processo che non è mai stato istituito tranne che sui giornali e in TV.

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    6. Al solito si fa confusione tra una condanna in Cassazione (il caso di Sallusti) con delle "indagini" che vengono trasformate in condanne dai media e che poi i media dimenticano quando le suddette indagini non conducono a niente.

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    7. Per altro non riguarda solo la Lega. Il Governo Prodi cadde per le indagini su Mastella che anche in quel caso non portarono a niente.

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    8. Lorenzo, probabilmente non mi spiego:

      IL PROCESSO NON E' STATO ANCORA DECISO PERCHE' LA MAGISTRATURA INQUIRENTE DEVA ANCORA CONCLUDERE LA FASE INVESTIGATIVA.

      Quindi, conseguentemente, affermare che "non è successo nulla" come fai tu, credo sia decisamente prematuro e pure FUORVIANTE PER COLORO CHE TI LEGGONO. Per affermare una cosa del genere, dovremmo aspettare cosa deciderà la magistratura inquirente! Che, ad oggi, ancora non ha deciso!

      Così è più chiaro? Ciao.

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    9. Ad oggi non è successo nulla.

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    10. A parte come al solito il processo e la condanna su media.

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    11. Brutti cattivoni, sti media!!! Va beh, dai!! Tanto, chi ti legge ha già bello che capito!!!

      Ciao ciao!

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  3. Che vada in galera tranquillo e si legga il libro che gli ha regalato Maroni. E poi io non capisco lo stupore della gente la libertà di stampa non ha nulla a che vedere con la diffamazione, se la diffamazione è un reato per cui è previsto il carcere, perchè dovrebbero esserne esentati i giornalisti? Nello specifico caso poi è sentenziata non solo la colpevolezza, ma anche il rifiuto a smentire una evidente falsità, quindi Sallusti ha quanto meno commesso una stupidaggine volontaria, voleva fare il furbetto sollevando un caso politico e gli è andata male. Da oggi i giornalisti facciano il loro lavoro seriamente senza diffamare nessuno perchè è una regola di civiltà.

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  4. premesso che a me sallusti non mi sta per niente simpatico, trovo veramente assurdo che si certifichi l'esistenza di un reato di opinione con tanto di galera come pena. Queste sono cose da regime totalitario, che solo una classe politica Mediocre, scarsa, pessima, prima ancora che corrotta poteva partorie.
    Fattomi difensore di quel che, in questo momento, Sallusti rappresenta non mi toglie la considerazione del sallusti giornalista.... mediocre e asservito come pochi (se la giocano lui belpietro e giordano). trovo che sia altrettanto incivile che in italia si vedano spesso campagne mediatiche inventate di sana pianta come il caso telekom serbia (giuro è solo il primo che mi è venuto in mente). in un paese normale tutte le persone che hanno partecipato a quelle menzogne collettive, certo non dovrebbero stare in galera, ma di sicuro avrebbero dovuto essere radiate e oggi fare un altro lavoro... ma siamo in Italia e l'Italia funziona tutta così!

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  5. La proposta è stata votata con 131 si e quindi anche altri partiti oltre che la Lega erano daccordo.Rimarco solo che tra libertà di informazione e informazione diffamatoria c'è un bel po di differenza caro gds75. In conclusione considero il carcere una misura esagerata per questo tipo di reato se penso che chi ruba e spreca soldi pubblici siede ancora in parlamento a spararle grosse...

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    1. condivido a pieno, tanto che ho citato un esempio di un caso di diffamazione inventata che è stato un vero schifo. Nemmeno loro manderei in galera, mi farebbe solo piacere, in questo paese, dopo una storia simile non continuassero a fare i giornalisti. (mi è venuto in mente anche il caso boffo giusto per citarne un altro)

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  6. Premesso che Sallusti non mi piace perchè troppo arrogante, ciò non giustifica il suo incarceramento. Se andiamo a leggere attentamente tutta la sua vicenda, lui risulta colpevole per il solo fatto di essere stato il Direttore del giornale che pubblicò la notizia scritta da altra persona sotto pseudonimo. E' un chiaro killeraggio politico. Veramente poco democratico!

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  7. Ci hanno provato più e più volte i signori della destra ad imbavagliare l'informazione, soprattutto quella di opposizione e quella che viaggia in rete. Oggi ci stanno riuscendo e grazie ad un giornalista al soldo del centrodestra.

    Ciao Enio. Sono d'accordo che per la "diffamazione a mezzo stampa" sia previsto anche il carcere. Soprattutto quando questo strumento è usato sistematicamente e, quindi, da informazione si trasforma in killeraggio giornalistico. Per coloro che non mancano occasione per prendere "ad esempio" gli altri Paesi europei, ricordo che pene detentive sono previste anche in Spagna, Francia, Germania, Olanda, Belgio e pure nel Regno Unito. Quindi, l'assurdo non è la pena inflitta a questo giornalista ma, semmai, l'assurdo è che sempre il nostro ordinamento giuridico, grazie a certe leggine fatte apposta per un tizio che non nomino ed alcuni suoi amici e sodali di affari poco chiari, preveda che il falso in bilancio sia un "innocuo" reato amministrativo!

    Allora, visto che la legge già esiste e prevede anche il carcere, visto che siamo in linea con gli altri paesi europei, visto che il carcere rimane confermato anche nel nuovo "DdL diffamazione", quale "altro" obiettivo volevano raggiungere i nostri parlamentari, usando la situazione sollevata da questo, diciamo giornalista? Perché questo tizio, sia ben chiaro, non è una vittima ma, semmai, uno strumento in mano alla destra.

    A leggere alcuni commenti, pare che nessuno lo abbia letto questo DdL e nemmeno si sia preoccupato di capire!

    Un'ultima cosa: il signor giornalista in questione, considerato che è un perfetto incensurato, avrebbe potuto essere affidato a qualche servizio sociale, in sostituzione del carcere. Secondo me, gli avrebbe anche fatto bene visto quanto distante dal mondo reale vive sta gente. Invece, il tizio in questione ha rifiutato.

    Chissà perché??? Non venitemi a dire che è per "sollevare il caso". La legge con cui è stato condannato esiste da decenni. Perché proprio ora questa "alzata di scudi"???

    Ciao Enio, buon pomeriggio.

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