03 aprile 2012

Chieti - Giovani ancora senza lavoro

E' di oggi il dato ISTAT che ci comunica laconicamente che in Italia un giovane su tre non trova lavoro. La disoccupazione continua a macinare nuovi record negativi, colpendo giovani, donne e Mezzogiorno. L'impennata si è concentrata nell'ultima parte del 2011 e sta proseguendo senza sosta anche nell'anno in corso. Nonostante tassi così alti si siano visti di rado, il peggioramento del mercato del lavoro non coglie di sorpresa. Anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, spiega come esista un problema «molto serio di stagnazione e non crescita con rischi per l'occupazione, per le crisi aziendali di imprese più piccole e grossi insediamenti». Tra le forze politiche e i sindacati (Cgil, Cisl, Uil e Ugl) i dati diffusi dall'Istat suscitano comunque preoccupazione e allarme, arrivando proprio nei giorni cruciali per la definizione della riforma del mercato del lavoro e, in particolare, dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori.Non stupisce, quindi, se quasi un disoccupato su due risulti essere under 35.Bersani, parla di «dati drammatici», e aggiunge: «Qualcosa dobbiamo fare». Per l'idv i numeri dell'Istat «sono il macigno definitivo sul tentativo di manomettere l'art. 18».Quagliariello, a riguardo sottolinea: «Una legge in materia di lavoro, che consenta di occupare più facilmente, di far crescere l'occupazione e soprattutto di dare una spinta alla crescita economica, è oggettivamente una priorità per il Paese». Staremo a vedere se dopo tante chiacchiere finalmente qualcuno si decide
a fare qualcosa di serio per l'occupazione.

nonnoenio

29 commenti:

  1. Io continuo a sostenere che i politici e i sindacalisti hanno fatto del loro meglio per dare agli Italiani un tenore di vita al disopra delle loro possibilità e che adesso ci viene presentato il conto. Pensare che gli stessi Italiani coi loro politici e i sindacalisti siano capaci di invertire il processo, andando contro il loro interesse per il bene delle generazioni future, è una utopia.

    Nello stesso momento abbiamo anche fatto del nostro meglio per abbattere le frontiere e anche di questo ci viene presentato il conto, nel senso che oltre agli aspetti simpatici della libertà di circolazione di idee, merci e persone, ci sono anche gli aspetti antipatici che dipendono dalle "differenze di potenziale" tra una regione e un'altra. Vedi alla voce "conseguenze della adozione dell'Euro" e "delocalizzazione industriale", nonché "concorrenza sleale".

    RispondiElimina
  2. Ah, poi l'articolo 18 non c'entra una fava, visto che, lo ripeto, non si applica ai disoccupati, non si applica al pubblico impiego, non si applica a tutti gli italiani con contratti "atipici", non si applica alle piccole aziende, eccetera.

    RispondiElimina
  3. ... a parte una piccola parte di giovani che si mettono in gioco e provano a realizzare i propri sogni ed aspettative di vita, la maggior parte resta ad aspettare e non sanno neanche loro cosa cosa... e non si tratta di andare a vivere da soli ( che è relativo ) ma proprio di avere uno scopo nella vita... molti giovani non lo cercano neanche un lavoro preferendo arrangiarsi giorno per giorno tanto se va malissimo c'è sempre un tetto sopra la testa, quello di mamma e di papà e un piatto di pasta non lo negano a nessuno...

    RispondiElimina
  4. Avanguardia del Peggio3 aprile 2012 13:27

    questa mattina ho sentito dire per radio che è ora che si racconti ai figli che solo i più competitivi avranno un lavoro... e mi chiedo: se i lavori sono 2, i competitivi 4 e il resto 327, dove andrebbero messi i rimanenti 329 rimasti a piedi da questo semplice calcolo? Riapriamo i forni crematori nazisti? che bel modello di società che propongono queste tesi neoliberiste!!!

    RispondiElimina
  5. LORENZO, sarebbe interessante capire anche quali alternative proponi! Ieri dicevi che eravamo in un sistema europeo e ce ne dovevamo rendere conto! Sempre ieri, dicevi che l'articolo 18 era un problema. Oggi, ci ricordi che "purtroppo" siamo in un sistema europeo. Oggi, ci dici che l'art. 18 non c'entra nulla. Ma una linea chiara e, soprattutto, condivisibile, no? Intanto, vorrei anche capire a che nazionalità appartieni, visto che ti rivolgi agli "italiani" in terza persona!

    Ciao Enio e buon pomeriggio. Spero che quei signori al governo si sveglino e comincino a pensare alle cose serie CHE NON E' l'art. 18.

    Dubito sempre più e se, poi, leggo che con proprio emendamento al Decreto fiscale, questo Governo ha cancellato la prevista black list degli evasori fiscali... mi vengono ancora più dubbi.

    Comunque, è ora di dare una regolamentata a questo "mercato globalizzato" perché è l'unico modo per uscirne. Una forza "non politica" che vuole questo, c'è. Avrà il mio voto.

    RispondiElimina
  6. Come fanno a trovar lavoro le nuove generazioni se in pensione si va sempre più tardi?

    RispondiElimina
  7. Io parlo oggi da pensionato laureato e vi dico che si stava meglio quando si stava peggio, gli anni d'oro (70-80-90) sono finiti... troppa tecnologia, troppa opulenza, troppo spreco e anche troppi laureati... altro che investire nelle università, ridurrebbe ulteriormente il già scarso valore di una laurea, qui bisogna investire nelle scuole professionali, insegnare ai giovani un'arte e farglela mettere da parte... tutti pianisti a schiacciare bottoni negli uffuci vogliono essere... sporcarsi le mani facendo il meccanico, il barista e magari il pizzaiolo, nooooo quello è un lavoro da extracomunitario.

    RispondiElimina
  8. @Carlo:
    "Ieri dicevi che eravamo in un sistema europeo e ce ne dovevamo rendere conto!"
    Non hai capito.
    Non ho detto che ce ne dovevamo rendere conto, ho detto che i problemi "socio/economici" attuali sono al disopra dei poteri del Governo Monti. Monti può solo tenere in piedi la baracca della spesa pubblica trovando i contanti. E i contanti lo Stato li trova in tre modi:
    - stampando moneta (non si può finchè rimaniamo nell'Euro.
    - collocando Titoli di Stato.
    - aumentando le tasse.
    In teoria Monti potrebbe provare a tagliare la spesa ma ovviamente per farlo dovrebbe intaccare le due categorie meglio rappresentate politicamente, cioè i pensionati e i dipendenti pubblici.

    "Sempre ieri, dicevi che l'articolo 18 era un problema."
    Mai detto.
    Ho detto che il problema che abbiamo non è difendere i lavoratori dal sopruso padronale ma quello di trovare un lavoro ai disoccupati. Questo post non fa altro che confermarlo.
    Il punto, lo ribadisco, è che i "diritti" esistono solo in un contesto che li renda possibili, non esistono nel vuoto.
    Perché un lavoratore abbia dei diritti deve necessariamente avere un potere contrattuale nei confronti della controparte.
    E il potere contrattuale non viene dalla canna del fucile, come diceva Mao ma viene dalle condizioni per cui l'azienda crea domanda di manodopera che si confronta con l'offerta delle persone in cerca di lavoro.

    "Oggi, ci dici che l'art. 18 non c'entra nulla."
    Confermo, l'articolo 18 non c'entra con la disoccupazione giovanile. Non c'entra nemmeno in funzione del ricambio generazionale, che pure in Italia è un problema atavico. Semplicemente perché le aziende chiudono. E' più un problema di ricambio delle aziende che delle persone.

    "Ma una linea chiara e, soprattutto, condivisibile, no?"
    Che tu condivida non è necessario.
    Sarebbe necessario che tu capisca ma vedi bene che la Natura può essere matrigna.

    "Intanto, vorrei anche capire a che nazionalità appartieni, visto che ti rivolgi agli "italiani" in terza persona!"
    Sono della stessa nazionalità di Dante, il quale ha scritto le immortali parole:
    "Ahi serva Italia, di dolore ostello,
    nave sanza nocchiere in gran tempesta,
    non donna di province, ma bordello!"

    RispondiElimina
  9. @Gus
    Non è che gli anni d'oro sono finiti, è che durante gli anni d'oro abbiamo scavato la fossa dentro la quale ci troviamo adesso.

    Il discorso delle università è articolato. In teoria in un mondo dove le aziende delocalizzano le produzioni verso posti dove la vita umana vale poco o niente, l'Italia come strategia generale dovrebbe investire nel produrre "conoscenza", cioè "know how" e "tecnologia".
    Infatti vedi bene che il meccanico e il pizzaiolo non producono niente che si possa esportare, sono "servizi" sottesi al "consumo", nel senso che si fondano sul fatto che la gente guadagni altrove i soldi per uscire la sera e comprarsi la macchina.
    E' tardi, un po' perché mano a mano i paesi emergenti si sono dotati delle competenze per sviluppare "know how" in proprio, un po' perché in Italia l'idea di "cultura" è quella del museo, della laurea in lettere o in legge.
    Nell'immediato dopoguerra l'Italia aveva una discreta capacità potenziale, poi mano a mano abbiamo dismesso tutto.
    Negli anni che hai citato è venuta di moda l'idea che l'economia si potesse fondare sul "terziario", che poi si è evoluto nella "new economy" e quelle che vediamo ora sono le macerie.

    RispondiElimina
  10. e il governo ci vuole più elastici... così ci nasconde meglio.

    RispondiElimina
  11. La situazione è destinata a peggiorare, non produciamo più niente che possa essere appetibile per l'esportazione. Invito i disoccupati a recarsi presso le case di Monti e Fornero, a chiedere nuova occupazione e creazione dei fantomatici posti di lavoro (ce ne è stato un altro che aveva promesso un milioni di posti nuovi nel 2004), pare che li da loro la crisi è finita, anzi a dir la verità neanche è passata. Noi intanto aspettiamo con ansia l'ok deli partiti alla modifica all'art 18, per vedere i livelli di disoccupazione che raggiungeremo.Poi ci metteremo comodi per vedere dove arriverà nuovamente lo spread tra 3/4 mesi quando si capirà che l'Italia è in forte recessione senza più consumi con produttività negativa,pil prossimo allo zero e infine con zero crescita....allora si che potremo parlare di baratro, di Grecia, di defoult dell'Europa intera, dell'euro e di possibile ritorno alla lira.

    RispondiElimina
  12. non possiamo lamentarci di queste statistiche ormai in Italia abbiamo smantellato l'industria per far posto al settore terziario: servizi e finanza. Il risultato è che non abbiamo più l'industria che produce e esporta manufatti, l'agricoltura è diventata per pochi, il commercio è in mano agli stranieri e la finanza sappiamo tutti in che acque sta navigando.
    Smettete di studiare e andate a fare i taglialegna se volete un futuro.

    RispondiElimina
  13. è inutile spaccarsi la schiena sui libri tanto anche con laurea, master e stage prendi sempre 1000 denari, ma almeno rimandi di molto il triste giorno in cui devi inziare a sgobbare veramente. Del resto se ti pagano per fare qualcosa un motivo ci sarà, ma sono incazzato anch'io come suddito perchè voglio contribuire a manetta a ripagare il megadebito italiano, magari devolvendo l'intero stipendio, come faccio? Monti aiutami tu... tassami i capelli,le ciulate, magari montami un contapassi... ma tassami!

    RispondiElimina
  14. Per pagare il debito dobbiamo dare allo stato circa 30 mila euro a testa, inclusi neonati e centenari.

    RispondiElimina
  15. Il Paese si sta avvitando su se stesso, nessuno, nessuno ha tirato fuori una ricetta plausibile per uscire dalla palude, neanche Monti. Lui come dice Lorenzo cerca di tenere a galla la barca con i 40 ladroni dentro (anche oggi si è sentito al TG che ci sono altri indagati per appropriazione di denari del partito per fini personali) tassando e riducendo il potere d'acquisto degli stipendi. Ha fallita anche quella elite di manager che dovrebbe rilanciare l'economia (Marchionne con la sua Panda), ha fallito la classe dirigente, il governo dei tecnici, i partiti riuniti e le altre istituzioni pur illuminate, come la Chiesa nessuno ha indicato una sola via praticabile per rilanciare il nostro Paese. La Fiat, come dicevo è lo specchio della crisi, nessuna innovazione, nessun sviluppo nessuna macchina elettrica e adesso piange per il calo delle immatricolazioni e minaccia di delocalizzare in USA dove può almeno accaparrarsi soldi dallo stato... La crisi non è solo italiana ma europea, è nessuno ha intenzione di fermare la folle corsa kamikaze di un sistema che non vuole riformarsi. L’altro volto del fallimento Italia è quello della disoccupazione crescente. I mercati internazionali osservano grafici con proiezioni iperboliche di quote di giovani e donne in cerca di un lavoro che non c’è. Si dovrà forse fare come facevano quelle due cinesine scoperte oggi a Verona, dalla GDF, che producevano un numero imprecisato di "marchette" e chiedevano alla fine della loro prestazione al cliente se pagava in nero o con ricevuta fidscale inclusa, applicando 50 euro per la prima prestazione e 70 per la seconda.

    RispondiElimina
  16. A proposito, vicino casa mia c'è un misterioso centro di "massaggi orientali". Per la prima volta ho visto una delle ragazze addette. Dall'abbigliamento da pornostar direi che non si occupano di astrofisica.

    RispondiElimina
  17. ahahahahahahah! Mi fai sbellicare dalle risate LORENZO.

    Perla di saggezza quotidiana, profusa senza parsimonia:

    Lorenzo ricorda a noi tutti che "...i problemi socio/economici attuali sono al di sopra dei poteri del Governo Monti...."

    Ma LORENZO, Monti chi? Quello che è stato presidente europeo della Commissione Trilaterale fino al giorno della sua nomina a capo del governo? Parli del Monti che è stato membro del comitato direttivo del Gruppo Bilderberg fino al giorno della sua nomina a capo del governo? Ma ti riferisci proprio al Monti che è stato international advisor per Goldman Sachs e advisor della Coca Cola Company? Ti riferisci al Monti che è stato membro del Senior European Advisory Council di Moody's e presidente del Business and Economics Advisors Group del Consiglio Atlantico?

    Vedi LORENZO, probabilmente io non capisco ed avrò anche la Natura matrigna contro!

    Ma che te vendi aria fritta, l'hanno capito anche i sassi! Cura il deficit di attenzione che hai per gli altri, potresti scoprire universi a te sconosciuti!

    Come, per esempio, capire che Monti NON è "al di sopra dei problemi socio/economici attuali" come pensi! Monti, E' IL PROBLEMA SOCIO ECONOMICO ATTUALE!!! Monti, insieme ad altri suoi degni compari dell'altra finanza e dell'economia speculativa, è ARTEFICE dotto di quello che sta succedendo! E' il rappresentante "presentabile" di quelli che vogliono comprare gli Stati, trasformare i cittadini in sudditi, redistribuire le ricchezze che una scellerata democrazia occidentale, nell'ultimo secolo, ha provato a distribuire quasi capillarmente e, comunque, con particolare attenzione per i ceti medio bassi.

    Siccome è tutto questo e altro ancora, non c'è nessun compromesso da trovare e nemmeno "abbassare" la testa perché inevitabile. C'è da reagire e con fermezza, sperando che il popolo italiota si svegli al più presto!

    Affermi tante di quelle panzane che non vale neanche l'impegno di replicare sul resto!

    Notte buona!

    RispondiElimina
  18. Ciao Enio. Ho letto la tua ultima replica nella quale fai un elenco di politici e manager "responsabili di fallimento".

    Enio, te lo dico come un consiglio, prova a vedere la questione sotto un altro aspetto: quello che tu vedi come fallimento è, invece, un disegno ben preciso per arrivare a tutt'altro scopo! Monti, al di là della nostra avversione per lo stesso, è una figura ben precisa dell'alta finanza speculativa, dell'economia globalizzata, di forze economiche che muovono il mondo! Prova a fare qualche ricerca sul "Gruppo Bildemberg" o sulla "Commissione Trilaterale".

    C'è di che ricredersi e, magari, capire anche lo scopo di tutto quello che sta accadendo.

    Buona serata a te e ciao.

    RispondiElimina
  19. Speriamo dai che ci sia una ripresa. E che vengano assunte più donne!

    Un abbraccione

    RispondiElimina
  20. Ah ecco.
    Ci mancava il complotto su scala planetaria.

    RispondiElimina
  21. Carlo, come ho già detto, il problema non è che tu viva nel mondo delle favole ma che ce ne siano milioni come te. Per cui se Alitalia fallisce e ci tocca svendere tutto e ripianare i debiti la colpa è della fantomatica "Commissione Trilaterale".

    Senti ma ci sono anche gli UFO?

    RispondiElimina
  22. Ah, Carlo, l'ultima cosa che scrivo in risposta alle tue farneticazione di "comunistello" senza punti di riferimento.

    La lista degli oltre 300 membri della Commissione Trilaterale è pubblica. In questa lista ci sono dentro cani e porci, tipo Elkann e Tronchetti Provera. E Monti è diventato membro nel 2010, per cui è riuscito ad essere "artefice" del Complotto per la Conquista del Mondo in soli due anni scarsi.

    In compenso esistono un botto di organizzazioni segrete, private e pubbliche, di cui non sappiamo niente ma nella tua mente confusa il Signore dei Sith Mario Monti il complotto giustamente te lo sbatte in faccia cosi te ti puoi agitarti e disperare.

    Siccome non faccio lo psicoterapeuta e non ho interesse a portarti improvvisamente alla età adulta, passo e chiudo.

    RispondiElimina
  23. @enio

    emettevano fattura? Incredibile, allora pagavano le tasse? Di questi tempi un guadagno assicurato anche per lo stato.

    Io sono daccordo nell'esercitare la professione più vecchia del mondo.

    Se tutte le "professioniste" pagassero le tasse sui loro introiti si potrebbe abbassare il prezzo della benzina...

    RispondiElimina
  24. @Lorenzo

    Lorenzo mi dici come può questa gente al governo salvare l’Italia? Tenterà invece, nell’unico modo confacente alla sua natura politica e di classe, di Salvare il capitalismo. Monti, come Berlusconi, è un attento costruttore della sua immagine. I proletari non si facciano ingannare: si scrive “Salvare l’Italia!”, ma si legge “Salvare il capitalismo!”. Si scrive “governo tecnico”, ma dopo vent’anni di degrado della politica, si legge “il più politico dei governi borghesi”. Sono sottili operazioni pubblicitarie che sostituiscono i vecchi spot berlusconidi che non funzionano più del contratto con gli italiani, del “meno tasse per Totti”, del “milione di posti di lavoro”. Al bunga bunga subentrano l’aplomb e lo style montiano, ma il risultato è esattamente lo stesso. I proletari non hanno avuto nessun vantaggio dai governi leghisti e berlusconidi e nessun vantaggio avranno da questo governo. Berlusconi sguazzava indolente nella fanghiglia e nelle nicchie di parassitismo create dall’ondata lunga della deregulation reaganiana. Monti rappresenta la dittatura diretta del capitalismo finanziario. Il pagliaccio si ritira dietro il tendone, orfano degli amici Mubarak e Gheddafi che tutto sommato hanno fatto una fine peggiore, perché ha esaurito il suo compito (i suoi padroni, statene certi, non si dimenticheranno dei suoi buoni servigi). Scende in pista il domatore del grande circo globale con la sua frusta a nove code....

    RispondiElimina
  25. @Carlo

    In questi ultimi mesi si è scatenato un attacco senza precedenti al salario.I provvedimenti assunti rientrano in una logica precisa: trasferire quote crescenti di salario ai profitti, accumulare grandi quantità di risorse finanziare in poche mani, le solite, per gettarle nell’arengo della speculazione internazionale e nella grande guerra, per il momento solo economica, che si combatte a livello globale.


    @Lorenzo

    Buona parte della manovra finanziaria grava sulle pensioni e sulla prima casa. Allora ti domando: cosa sono le pensioni? Pe me non sono altro che salario differito, cioè una parte del salario che, sotto forma di contributi previdenziali, i lavoratori affidano in custodia e gestione allo stato per poterne usufruire una volta usciti dal mercato del lavoro. Lo stato è in deficit, ma la gestione dei fondi pensionistici non lo è affatto, né tanto meno contribuisce ad aggravare il debito pubblico. Anzi è esattamente vero il contrario.

    La popolazione italiana invecchia rapidamente e i pensionati rappresentano una quota crescente del mercato dei consumi. Senza contare che le pensioni dei genitori rappresentano l’unico sostegno alle giovani generazioni prive di lavoro e di prospettive per il futuro. Colpendo le pensioni si colpisce l’unico vero meccanismo di welfare presente nel sistema Italia, si restringe la base dei consumi e si distrugge la funzione di ammortizzatore sociale della famiglia. In poche parole, s’innesca un circolo vizioso che vuol dire meno consumi, meno mercato, meno occupazione, meno base imponibile, meno “crescita”. Risultato: più deficit pubblico.

    RispondiElimina
  26. LORENZO, perdona questo povero comunistello senza punti di riferimento. Hai ragione, mi ero dimenticato degli Ufo! Si, ci sono. Guardati allo specchio, li vedrai riflessi!

    Dimmi, sapientone, sai qualcosa anche della composizione del Gruppo Bildemberg, di cosa discutono e cosa decidono? Dai, aiutami così mi tolgo dalla testa queste stupide fobie complottiste.

    Come al solito, quando non hai più argomenti da proporre per argomentare le panzane che scrivi, ti limiti ad offendere la persona.

    Ci stai propinando aria fritta da una settimana con l'art. 18 e vuoi farci credere che quello che sta accadendo a milioni di lavoratori e pensionati è inevitabile. Vai cianciando che le "lotte" devono essere altre ma non si capisce quali sono, salvo poi definirci tutti dei coglioni se ci ribelliamo a questo stato di cose.

    Vai cianciando di massimi sistemi e dinamiche mondiali e, poi, ti sembra assurdo ciò che è scritto nei libri di storia. Ah, dimenticavo... la storia la fai tu!!

    Sbrachi i maroni continuamente con la spesa "tutta colpa" di pensionati e lavoratori statali e te ne po fregà de meno se, poi, gli unici massacrati da questi signori che ci vogliono salvare, sono i pensionati e i dipendenti, compresi quelli pubblici, mentre il resto d'Italia fotte e ruba a più non posso!

    Cocco, pensa te a diventare adulto e non ti preoccupare degli altri! Soprattutto, fai una robusta cura di modestia perché se all'inizio puoi risultare "folcloristico", alla lunga risulti nauseante.

    RispondiElimina
  27. "Lorenzo mi dici come può questa gente al governo salvare l’Italia?"
    Non può, continuo a ripeterlo.

    "Tenterà invece, nell’unico modo confacente alla sua natura politica e di classe, di Salvare il capitalismo."
    Secondo me tenterà solo di tirare avanti.
    Il "capitalismo" non ha bisogno di essere salvato, si salva da solo. In questi anni il centro di gravità si sta spostando verso i "paesi emergenti", tipo Cina e India. Mano a mano che noi decadiamo, loro si accrescono. Ma è tutto "capitalismo", non esiste un sistema alternativo.

    "Monti, come Berlusconi, è un attento costruttore della sua immagine."
    Non ne ha bisogno.
    Lo ripeto per l'ennesima volta, Monti non ha bisogno del consenso perché non è stato eletto e i poteri che rappresenta ci tengono per le palle con altri sistemi.

    “il più politico dei governi borghesi”.
    Sei sempre in tempo a rispolverare la rivoluzione e ad instaurare le dittatura del proletariato. Però avvertimi prima, cosi mi levo di mezzo e assisto allo spettacolo da una certa distanza.

    "Buona parte della manovra finanziaria grava sulle pensioni e sulla prima casa."
    La manovra finanziaria prende soldi OVUNQUE ne può trovare. Tu hai maggiore visibilità sulle pensioni e la prima casa perché è dove ti fa più male.

    "Allora ti domando: cosa sono le pensioni?"
    In teoria sarebbero un investimento.
    Tu accantoni parte del salario e quando smetti di lavorare il denaro accantonato ti viene restituito sotto forma di vitalizio.

    "Lo stato è in deficit, ma la gestione dei fondi pensionistici non lo è affatto"
    Falso. Secondo te, tanto per fare un esempio, come fanno a pagare le pensioni di tutti gli impiegati pubblici che sono andati in pensione a 40-45 anni (col metodo retributivo, ovviamente?)

    Sarebbe tanto facile indicare per ogni pensionato l'ammontare della somma accantonata e fargli decidere se ritirarla tutta, magari rinunciando agli interessi, oppure dirgli che "cedola" gli viene staccata ogni mese.

    Invece fino ad oggi la pensione era come tu hai detto un "salario differito" che non aveva nessun legame con l'accantonamento. Sempre perché era necessario dare una pensione A TUTTI indifferentemente.

    Sei comunque libero di suggerire a Monti un metodo per "creare dal nulla" i contanti per pagare ogni mese gli stipendi e le pensioni.

    Perché il punto che non ti è chiaro è che lo Stato è in bancarotta.

    Il motivo per cui c'è stata la recente crisi del "debito sovrano" è che gli investitori non si fidano più a comprare i Titoli di Stato dei Paesi come l'Italia che hanno un debito sproporzionato rispetto al PIL. Anche in funzione del fatto che il debito continua a crescere più rapidamente del PIL. Se lo Stato non riesce a collocare i Titoli, si trova sprovvisto della liquidità per fare fronte alle spese.

    RispondiElimina
  28. @Nonno-Enio:
    Un'ultima cosa.
    In ogni busta paga sono indicate le trattenute. In teoria le trattenute nella TUA busta paga dovrebbero consistere nelle tasse sottese ai servizi che TI vengono erogati dallo Stato e dall'accantonamento per la TUA pensione.

    Invece no.
    Le trattenute vengono incamerate e spese TUTTE per qualsiasi possibile motivo, per esempio per tenere in funzione i traghetti da/per le isole che sono gestiti da un'altra azienda pubblica stra-fallita in attesa di "privatizzazione - dismissione".

    Non solo, siccome le tue trattenute non bastano a pagare le spese correnti, lo Stato firma a nome tuo delle cambiali (i Titoli di Stato) per cui stai anche accumulando un debito senza saperne nulla.

    Questo balletto è andato avanti per DECENNI, tutte le trattenute in busta paga sono state spese per i motivi più disparati, niente è stato accantonato e anzi, sono state firmate sempre più cambiali a nome tuo.

    Ora, una mente razionale ragionerebbe secondo tre linee:
    - chiudere il più velocemente possibile il rubinetto della Spesa
    - andare a vedere dove sono state spese le trattenute
    - perfezionare un "piano di rientro" dal debito

    Invece, siccome milioni di Italiani hanno la coda di paglia (perché erano e sono dalla parte di chi prende e non da quella di chi da) e altri milioni hanno il cervello di un bambino (vedi sopra), si fanno tanti bei voli pindarici sul "capitalismo", la "borghesia", il "proletariato", i "complotti", eccetera, qualsiasi cosa tranne che fare semplicemente i conti su quello che entra e quello che esce.

    Da cui, quello che ci succede è quello che ci meritiamo. La "democrazia", che ti da il diritto di partecipare, non ti garantisce anche di avere la cultura, l'intelligenza e l'integrità morale necessarie.

    RispondiElimina
  29. bla bla bla bla bla bla bla......

    Enio, lascia perdere! Le tue risposte le trovi in una manovra "salva Italia" che si è tradotta in regali alle banche e solamente altri due provvedimenti: 1) spostare l'età pensionabile a 66-67 anni, la più alta d'Europa; 2) inventare o aumentare una serie di imposte e balzelli, tra cui l'imu che, però, paghi tu ma non il Vaticano e neanche le fondazioni bancarie. Imu che, tra le altre cose, stroncherà la vita a migliaia di aziende che ancora resistevano perché la pressione fiscale, per loro, è aumentata come per noi.

    Le risposte le trovi nello sbandierato "decreto liberalizzazioni" che, alla fine, si è tradotto in un nulla di fatto. Nemmeno le "province" hanno abolito anzi! Non sarai più tu a votare i tuoi rappresentanti provinciali ma i consiglieri comunali.

    Le risposte le trovi in una "patrimoniale" seria che non è stata fatta e perfino la sbandierata nuova tassazione all'1,5% sui capitali scudati e rientrati al 5% (mentre tu sei tassato quasi al 50% dei tuoi redditi) non avrà alcun seguito, perché hanno sbagliato il decreto (lo ha affermato il Governo e non i soliti comunistelli).

    Chiediti se più o meno 500mila baby pensionati e pensionati di anzianità circolanti in Italia (lo dice l'Inps e non i soliti comunistelli e, per la precisione, sono 531.752), possano creare questo gran danno alla nostra spesa pubblica con la loro pensione di circa 1500 euro lordi. Chiediti se andare in pensione a 60 anni sia quest'ingiustizia insopportabile. Chiediti perché hanno fatto una riforma del sistema pensionistico senza la copertura finanziaria adeguata (lo ha detto la Ragioneria Generale dello Stato e non i soliti comunistelli) e perché si sono scordati quasi 350mila lavoratori esodati. Chiediti se 7 milioni in tutto di dipendenti pubblici possano costituire "dissesto" per il nostro bilancio.

    Chiediti se modificare l'articolo 18 come vuol fare la ministra che piange, può creare nuovi posti di lavoro. C'è un blocco di lavoratori, diciamo A, che è tutelato e, come dicono alcuni, privilegiato. Poi, c'è un blocco di individui B, giovani e soprattutto donne, che difficilmente entra nel mondo del lavoro o lavora sfruttato e senza tutele. Se togliamo le tutele ad A, perché B dovrebbe trovare lavoro? Forse, possiamo licenziare più facilmente A e sostituirlo con B? E di A, che ne facciamo? Ed i nuovi posti di lavoro, quali sarebbero?

    Chiediti perché se il problema è "pagare ogni mese gli stipendi e le pensioni" non si fa una bella legge anticorruzione, soprattutto per frenare quell'ingordigia quotidiana dei partiti, vedi il nuovo scandalo della Lega nord oppure le mani della criminalità sugli appalti pubblici. Perché non si reintroduce il penale nel "falso in bilancio". Perché non hanno adeguato da subito il sistema pensionistico dei parlamentari come hanno fatto con il nostro. Perché non hanno tagliato alcuna delle loro "spese". Perché, se veramente stiamo crollando, non imponiamo alla Svizzera di dirci quali conti italiani sono nascosti nelle sue banche? Perché continuiamo ad elargire soldi allo Stato Vaticano? Perché continuiamo a foraggiare missioni militari all'estero che ci restituiscono solo morti?

    Ricorda, poi, a chi pontifica, che in Italia non esistono solamente le pensioni lavorative ma vengono erogate anche quelle sociali, di invalidità e di reversibilità. Aboliamo pure quelle?

    Magari, scoprirai che vogliono toglierci la dignità e, pertanto, è necessaria quella rivoluzione che "qualcuno" dichiara di voler guardare da lontano! Tipico dell'italiota!

    Il resto, Enio, è bla bla bla bla bla rumoroso e incomprensibile!

    RispondiElimina