23 aprile 2012

Beppe, antipolitico o comico di successo ?

In questo clima di sfascio totale della politica italiana, dove tutti i partiti sono in caduta libera di consensi, e segreterie e comitati centrali si muovono come formiche impazzite in un formicaio ormai andato distrutto, è facile immaginare che i primi a giovarsene siano i movimenti dell'anti-tutto, del grida-di più. Il Cinque Stelle di Beppe Grillo è il capofila, seguito dai vari «movimenti per la gente» come quello del patron del Palermo Zamparini, ma pure le urla apocalittiche e sconclusionate dei Di Pietro di turno, che raccoglie firme ad ogni pie sospinto o le incitazioni alla rivoluzione dei duri e puri alla Landini, con tanto di intellettuali da salotto a tener bordone. Dopo vent'anni di populismo televisiv-peronista,di burlesque ed escort mozzafiato prestate alla politica, il ricorso all'emergenza di un governo di tecnici per scongiurare la bancarotta sembrava aver insegnato agli italiani che la politica dei descamisados non portava da nessuna parte, e chi si presenta per abbattare «Roma ladrona» spesso è più ladrone degli altri e ai costumi romani fa in fretta ad adattarsi, trovandosi comodamente a proprio agio. L'ultima di Grillo è l'impegno ad uscire dall'euro e a non pagare più il debito pubblico, dimenticandosi che sarebbe la rovina dei risparmiatori italiani e il fallimento dello Stato, che non potrebbe pagare più pensioni e stipendi pubblici. Ma tant'è, chi più la spara grossa in questo momento, più raccoglie battimani. Compreso il sindacato che chiama a raccolta per lo sciopero generale, quando tutti gli scioperi generali degli ultimi anni hanno dimostrato di non aver cambiato una virgola della crisi in atto, e mai come oggi l'economia e i lavoratori hanno bisogno di produrre e garantire reddito per tenere in piedi la baracca.Io sono convinto che non si cambia l'Italia con la bacchetta magica, né con le promesse e i giochi pirotecnici. Chi ci ha ingannati per vent'anni con burlesque e effetti speciali, ha dimostrato il tragico vuoto che sta dietro all'irresponsabilità. Non è con altra irresponsabilità, di destra o di sinistra, che si può costruire qualcosa di duraturo per il futuro. Se oggi si andasse a votare, sei elettori su dieci non saprebbero chi scegliere. Perchè metà dell'elettorato, oltre il 50%, si dichiara schifata dei partiti e pronta a disertare le urne in caso di elezione. La rabbia e la disillusione nei confronti della classe politica attuale cresce di giorno in giorno, e va detto che gli stessi partiti fanno di tutto per allargare il fossato fra il Paese e gli eletti, fra i rappresentanti delle istituzioni e la vita quotidiana della gente. Continuano imperterriti nella difesa ad oltranza di privilegi, corporativismi, insultanti giustificazioni di comportamenti e stili di vita che non sono altro che latrocini e dilapidazione di risorse pubbliche.C'è solo d'augurarsi che andando a votare gli italiani si rendano conto che dopo vent'anni di populismo e demagogia, imboccare di nuovo la via dell'irresponsabilità politica significherebbe la fine del Paese, annullando la fatica e i sacrifici che lavoratori e pensionati si sono assunti sulle proprie spalle per dare una svolta all'Italia.

nonnoenio

35 commenti:

  1. Distiguerei tra "antipolitica" e "antipolitico" perche è questo che sta facendo Grillo. Grillo non cè l'ha con la politica ma con i politici, Sono questi i ladri legalizzati dalle loro stesse leggi. Grillo è un comico che dice, spesso troppo spesso, la verità sbugiardano i "politici". Paragonare questo movimento alla lega (partito da bar) o a Berlusconi (partito di plastica) è pura DISINFORMAZIONE. Non mi piace grillo, non mi piacciono i suoi modi di fare, l'accusare tutto e tutti, ma mi piace il M5S e il suo programma, che è assolutamente PRAGMATICO e condivisibile in molti punti. Basta andarselo a leggere su internet (quanti partiti pubblicano il loro programma?!)

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  2. "Beppe, antipolitico o comico di successo ?"

    Nessuna delle due cose. Il termine corretto, come ho già detto, è demagogo. E' una figura antichissima, non l'abbiamo inventata adesso. Cito Wikipedia:
    "Lo storico Tucidide definiva "demagoghi" (capi popolo) tutti gli Ateniesi che, in seguito alla morte per peste di Pericle nel 429 a.C., cercavano di prendere il suo posto ingannando e seducendo l'assemblea popolare ateniese, tramite false promesse ed istigazione contro gli avversari politici."

    "... o le incitazioni alla rivoluzione dei duri e puri alla Landini"
    Non hanno niente di puro. Anche qui, non l'ho detto io, per credere alla rivoluzione proletaria bisogna essere rimasti bloccati nella adolescenza oppure in malafede.

    "L'ultima di Grillo è l'impegno ad uscire dall'euro e a non pagare più il debito pubblico, dimenticandosi che sarebbe la rovina dei risparmiatori italiani e il fallimento dello Stato, che non potrebbe pagare più pensioni e stipendi pubblici."
    Non se lo dimentica. Lo ignora di proposito perché altrimenti dovrebbe dire che se lo Stato è in bancarotta è perché paga stipendi pubblici e pensioni. Che è una cosa che non si può dire perché metterebbe sulle spalle dei pensionati e dei dipendenti pubblici (in senso lato) la responsabilità del fallimento.

    Invece Grillo e molti altri hanno interesse a trovare un "capro espiatorio" e qualsiasi proposta che svicoli sul nodo delle responsabilità. In questo modo gli Italiani si sentono "mondati" dei loro peccati.

    "Compreso il sindacato"
    Altra gente che campa sulle spalle dei "lavoratori" e qualcosa deve pur inventarsi per darsi una giustificazione. Nello stesso tempo deve distogliere l'attenzione dal fatto che il sindacato è corresponsabile dell'inceppamento della economia.

    "Chi ci ha ingannati per vent'anni con burlesque e effetti speciali"
    Ecco l'ennesima sparata auto-assolutoria.
    Chi ci ha ingannati.
    Io ho smesso di votare nella prima metà degli anni '90 proprio perché le cose che diciamo adesso erano già ovvie e risapute allora. Compreso il "burlesque".
    Solo che faceva comodo a tutti fare finta di nulla. E adesso tutti a fare la parte degli "ingannati". Ipocrisia tutta italiana.

    "... fanno di tutto per allargare il fossato fra il Paese e gli eletti, fra i rappresentanti delle istituzioni e la vita quotidiana della gente."
    Balle.
    Chi lavora in RAI sa benissimo a chi deve il suo posto, chi sono i suoi referenti. Idem per chi lavora nei giornali. Idem per chi lavora nelle Regioni. Eccetera.

    "annullando la fatica e i sacrifici che lavoratori e pensionati si sono assunti sulle proprie spalle per dare una svolta all'Italia."
    Ed ecco altra sparata demagogica. I "lavoratori e pensionati", che sono la causa della bancarotta, improvvisamente diventano eroi perché si assumono sulle spalle i "sacrifici".
    E con questo chiudiamo il cerchio e torniamo al punto di partenza.
    Da cui si evince che in Italia siamo bloccati in un loop da cui non riusciamo ad uscire perché non vogliamo o non possiamo ammettere i nostri sbagli.

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  3. Ciao Enio. Condivido il commento di Paolo che, giustamente, ricorda che le "parole" hanno un significato e che, conseguentemente, "antipolitica" significa una cosa mentre "antipolitico" ne significa un'altra. E' bene non confondere i tue termini come, invece, stanno facendo, intenzionalmente, i nostri politicanti ed i media. Purtroppo, mi sembra anche di capire che sono riusciti nell'intento di "confondere" e, quindi, si taccia con facilità Grillo di "antipolitica"!!

    Sul resto, sono perfettamente cosciente che se quello vissuto è un "sistema" ritenuto unico e idoneo a garantire un tenore di vita dignitoso, difficilmente se ne potranno immaginare altri.

    D'altronde, rappresentanti autorevoli del Fmi, della Bce e delle maggiori banche mondiali ci dicono già da tempo che uscire da questo "sistema" è catastrofico! Perché non credergli?

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  4. Siamo già alla fine della politica e forse dei partiti politici di oggi. Forse vedremo un nuovo inizio grazie alle prediche di Grillo che ci ullustra e ci rende partecipi con i suoi comizi show di questi giorni, in decine di piazze italiane, dove si voterà presto, sull'irresponsabilità che da vent'anni guida la nostra nazione.Qualche gruppo politico ha già mangiato la foglia e tenta di riciclarsi sotto altro nome, Casini docet,ha azzerato il suo partito fino a che le elezioni non si siano concluse, lui nel trasformismo non lo batte bessuno, il PDL di Berlusconi lo seguirà a ruota, si vogliono rifare una verginità e Alfano spara tutte le sue cazzate dai vari TG dicendoci che la famiglia italiana è tartassata fino all'inverosimile e solo adesso grida basta con le tasse come se bastasse gridare per far migliorare le cose e quindi la nostra situazione.Si è accorto anche lui che la nuova IMU è una tassa sulla proprietà che penalizza fortemente i possessori di prima casa, acquistata faticosamente pagando per 25 anni mutui spaventosamente al rialzo. Questi e altri politici hanno perso tutta la loro credibilità anche se promettono di autofinanziarsi, rinunciando ai rimborsi, senza toccare un soldo agli italiani. A quello, purtroppo, ci pensa Montiche ci sta dissanguando perbenino. Basta, grida Grillo, ai contributi inutili ai giornaletti, autofinanziarsi se non vendi chiudi è inutile stare aperti.Ormai anche giornaletti senza senso di un semplice foglio, beccano contributi, che servono a qualcuno solo per pubblicarlo, con notizie inutili o di partito che non arriveranno mai alla gente.Siamo stufi di chiacchere, ognuno da oggi in poi dovrà cavarsela da solo.

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  5. E quindi? Dovremmo rivotare coloro che oggi sono in caduta libera perchè si sono arricchiti con i rimborsi aumentati del 400%? Coloro che da decenni promettono e poi non mantengono o non possono mantenere quello che hanno promesso e con cui suno stati eletti (un milioni di posti di lavoro o niente più ICI sulla prima casa)? Scusate, ma tra scegliere (e legittimare) chi può rubare ancora e di più anche in un periodo come questo di forte recessione, e dare un voto di protesta non votando o votando per quelli che chiamate populisti, preferisco nettamente la seconda scelta. Gabbato sì, fesso no.

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  6. Avete ragione, dobbiamo lottare con tutte le forze contro l’antipolitica. Dobbiamo affidarci ai partiti odierni dove per fortuna non c’è un solo personaggio come De Gasperi o Berlinguer, ma un nutrito gruppo di "grandissimi statisti" che sono riusciti a far diventare l’Italia un grande paese. Mi riferisco, in particolare, a Berlusconi, Bossi,D’Alema, Veltroni, Rutelli, Bossi,Brambilla, Santanchè..... Sono sicuro che gli italiani snobberanno Grillo e riconsegneranno il potere ai nostri grandi statisti.

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  7. Questo quì fa paura e riempie sempre le piazze che corrono ad ascoltarlo. Sabato sera a Cremona, nuovo Grillo-show: «Noi non siamo il 'partito del no» «Non siamo di destra nè di sinistra. Non siamo il terzo o quarto partito ma il primo movimento di cittadini d'Italia». Beppe Grillo ha infiammato le duemila persone che hanno assistito al suo comizio-spettacolo in piazza del Duomo a Crema, dove si voterà per il rinnovo del consiglio comunale. Grillo è intervenuto a sostegno di Alessandro Boldi, candidato sindaco; Tra provocazioni, battute çomiche insuIti, Grillo ha impostato il suo discorso sulla,discontinuità con gli attuali modi di far politca e con gli uomini che la rappresentano."La rottura con un passato e un presente da dimenticare è con Cinque Stelle" ha detto. Tra i bersagli del comico, il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola: «Si definiva verde, adesso è al vertice di SeI e autorizza la costruzione di inceneritori che inquinano». Grillo ha sbeffeggiato i politici di ogni colore e ha attaccato Equitalia e le banche, la chiesa cattolica e il governo. Per un'ora ha raccolto applausi. scroscianti e urla di consenso, ha firmato autografi e stretto mani. «Definiscono i grillini il partito del no, che si oppone a tutto, invece abbiamo un programma consultabile sul sito dove facciamò proposte ben precise» dice.

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  8. Anche quelli della lega sono impauriti dal fenomeno Grillo e oltre a cercare di fare pulizia come dicono loro (chissà poi perchè non cacciano Bossi e il figlio dal partito solo Cristo lo sa!), intanto hanno lasciato fuori un altro esponente della lega (te lo raccomando proprio come elemento) Borghezio che resta senza tessera. Per anni, sto cialtrone, rischiando la sua incolumità fisica (una sera di ritorno da un comizio hanno cercato di gettarlo dal finestrino di un treno, ma si erano scordati che sugli intercity oggi non si aprono più) è stato mandato avanti come ariete, a promettere «calci in culo agli imam» e a fare il «lavoro sporco» di prima linea del razzismo. Ora che la Lega Nord sceglie il volto, più impiegatizio di Maroni, l'onorevole Borghezio viene messo fuori. Lui non ci sta: «È una vergogna. Sospendono un vecchio militante come me solo perchè mi sono permesso di chiedere. trasparenza sulle carte amministrative e chiarezza sulle nomine di sottogoverno, nelle quali, grazie a Dio, non ho mai voluto mettere il naso» ha dichiarato in merito all'annuncio da parte del responsabile organizzativo piemontese di non rilasciargli più la tessera del partito. «Spero vivamente - aggiunge Borghezio - che l'azione di pulizia nella Lega non si fermi al Ticino». La Lega torinese, però, ha fatto sapere che Borghezio è sospeso già dal 2011 perché non paga i debiti che ha con il movimento».

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  9. Hanno appena trasmesso un servizio di Striscia la Notizia in cui i dipendenti di una ASL timbravano due o tre cartellini per colleghi assenti. Staffelli poi intervista il direttore che dice "si, ci sono stati episodi di assenteismo una decina di anni fa". Buffoni.

    E salutai alla Camusso.

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  10. Il populismo dei partiti foraggiati dallo stato coi soldi di tutti ha prodotto:
    - un debito italiano di duemila miliardi di euro,
    - il fallimento dello stato e della democrazia,
    - il fallimento dei partiti,
    - il fallimento della nostra economia.
    Adesso vi spaventa un Grillo parlante che dice solo quello che ormai tutti vedono? cioè che il re è nudo?

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  11. Come si può dire che Grillo sia demagogico? Come e perché la crisi stesse arrivando l'abbiamo saputo proprio dal suo blog ed in largo anticipo e non da chi ci governava ne da chi stava all'opposizione troppo impegnato a demonizzare lo psiconano. Come si può dire che il programma del movimento M5S sia populista? Il programma è semplicemente comprensibile a tutti, ma forse è proprio questo che spaventa le sinistre? Guardatevi cosa sta succedendo in Francia il malcontento dilaga e premia schieramenti che fino a ieri erano impensabili... la detsra estrema e la sinistra estrema che fanno incetta di voti e hanno riportato a votare migliaia di assenteisti, quelli che si lavano le mani quando c'è da decidere (andare a votare) salvo poi mettersi a lla finestra e criticare chi credeva, andandoci, di fare il suo dovere...

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  12. "Come si può dire che Grillo sia demagogico?"
    Semplice. Il demagogo non ti dice mai "te sei un coglione" ma dice sempre "loro sono ladri", implicando che te e lui siete esempi di virtù e che le vostre eventuali disgrazie dipendono dalle malefatte altrui.

    Se te hai saputo che la crisi stava arrivando dal blog di Grillo si vede che sei un coglione da fantascienza.

    Per quanto riguarda il "programma" si vede che non ci ricordiamo più i "programmi" precedenti, da quelli dell'autobus "L' Italia che noi vogliamo" di Prodi al Milione di Posti di Lavoro e il "Contratto con gli Italiani" di Silvio.

    Ribadisco il concetto del coglione.

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  13. Non credo in Grillo (comico geniale), ma alcune cose che lui dice come: " non più di due mandati consecutivi a qualsiasi livello, comunale - provinciale - regionale - parlamentare", taglierebbero fuori quasi tutti i vecchi politici. Dovrebbero tornare a lavorare! Ma non in posti inventati per loro o incarichi mascherati con false società. Se qualcuno ci riesce, io lo voto!!

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  14. Una delle analisi più superficiali e questa di demagogica che io abbia mai letto. Rispetto il parere di chiunque! Comunque ribadisco il concetto Grillo o non Grillo se si presentassero con il loro programma ( http://www.beppegrillo.it/iniziative/movimentocinquestelle/Programma-Mov... ) io non avrei problemi a votarli. Peggio dell'attuale schifo sarebbe difficile fare e mi sembra che lamaggior parte delle loro proposte sia concreta e urgente. Poi se il massimo della fantasia è definirlo populista o demagogico beh si cambi mestiere

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  15. http://www.beppegrillo.it/2012/04/programma_a_5_stelle/index.html

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  16. Demetrio, per questa volta ti perdono.

    Pensaci un attimo: vietare QUALSIASI mandato è impossibile perché toglierebbe di fatto alla persona i suoi diritti civili. Infatti il diritto di candidarsi va di pari passo col diritto di votare.

    Ovviamente possiamo eliminare la democrazia rappresentativa e sostituirla con la democrazia diretta, quando bisogna prendere una decisione si fa un bel sondaggio su Internet. E' una idea che io potrei avere avuto intorno ai 12 anni.

    Inoltre, il politico di professione, tipo un Dalema, vive benissimo anche senza avere cariche pubbliche, semplicemente come dirigente del suo partito. E se messi alle strette, possono benissimo trovare incarichi amministrativi, tipo direttore di una Agenzia.

    Chiudo dicendo che esiste anche l'istituto del "Senatore a vita", per esempio il nostro attuale Presidente del Consiglio, pur non essendo politico di professione, e pur non essendo mai stato nemmeno eletto, è appena diventato Senatore.

    La carica di Senatore in origine era sempre vitalizia e dipendeva dallo status sociale. In sostanza eri senatore in quanto "pater familias", capo di una "gens", cioè di una famiglia aristocratica. Corrisponde alla Camera dei Lord inglese. La carica di Deputato in origine invece era elettiva e serviva a fornire i rappresentanti della classe media, artigiani, commercianti, banchieri (quelli che non si erano comprati un titolo nobiliare). Corrisponde alla Camera dei Comuni inglese, dove per "comuni" si intende "gente qualsiasi".
    Le due Camere del Parlamento dovevano essere il potere che controbilanciasse quello del Re. In America al posto del Re hanno il Presidente, eletto direttamente e con elezioni separate rispetto ai parlamentari.

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  17. Teatino-doc, io invece il tuo parere non lo rispetto affatto.

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  18. ... Scusa, Enio, ma non si era convenuto di limitare gli interventi ad argomentazioni relative al post e, soprattutto, di non trascendete sull'offesa personale che non porta da nessuna parte???

    No, perché io sto seguendo con particolare interesse la discussione anche se non intervengo. Noto con piacere alcune riflessioni e con molto meno piacere altre. Sarei anche disponibile ad intervenire... però, vedo che c'è sempre chi ama apostrofare il prossimo con definizioni alquanto discutibili!!

    Quindi, prima di intervenire vorrei sapere se "quella" regola non è più valida così posso tacciare di "coglioneria fantascientifica" il solito saputone, come fa lui con gli altri.

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  19. Ottimo questo post. Purtroppo non sembra ci sia possibilità di venirci a capo di questo vuoto di politica e di serietà.

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  20. Eh beh, allora scriviamo 100 commenti TUTTI UGUALI a macchinetta, della serie "lottiamo contro i politici" e "facciamo noi le leggi, noi il popolo della Rete", farciti di corbellerie assurde come il fatto che apprendiamo delle crisi dal blog di Grillo.

    A riprova, per l'ennesima volta, che la Rete di perse non attribuisce a nessuno la saggezza e anzi, funziona al contrario, un megafono per gente che non ha niente (di sensato) da dire.

    Da cui il "programma" spacciato come la nuova edizione delle Tavole della Legge e che invece è una raccolta di banalità infantili e un po' najone stile "viva la fica".

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  21. @Kylie

    vedi Kylie, io credo che questo vuoto politico si possa risolvere solo modificando l'attuale legge elettorale, ripristinando le preferenze, in questo e quel partito, in modo che ognuno sappia almeno chi votare, nel senso che almeno uno da la sua preferenza a qualcuno che "conosce" a differenza di come capita adesso che nella maggior parte in Parlamento siedono persone sconosciute ai più. E in questo sono daccordo con Grillo quando afferma che: I leader politici italiani? «non sono "grandi leader", ma dementi, dei dilettanti allo sbaraglio. Solo quelli che stanno in ginocchio li vedono giganteschi, basta alzarsi per vedere che sono piccoli». Cosi' Beppe Grillo in un'intervista al settimanale diretto da Signorini.
    Mi è bastato stare a sentire oggi il discorso di Berlusconi, su SKY TG24 per rendermene conto, questi si copiano l'uno l'altro, cambiano nome ai partiti (il nome PDL non gli da suff. garanzie di incisività) si ripreparano a votare a ottobre (per nostra fortuna) così potremo avere ancora una possibilità per spazzarli via. Questi non cambiano mai, ricominciano già a litigare come niente fosse accaduto e l'Italia fosse ormai fuori dalla crisi.

    @carlo

    ...come ti dissi non censuro nessuno, mi affido sempre alla buona fede e poi non sta me dire o non dire cosa scrivere e come argomentarlo, gli altri giudicheranno gli scritti e se vorranno risponderanno altrimenti amen. Certo che i pareri su Grillo sono tanti e variegati, c'è solo d'augurarsi che in sede di votazione ognuno sappia cosa fare e sopratutto chi votare.

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  22. @Carlo
    Lorenzo afferma che lui non va a votare da tanto tempo perchè a sentir lui questo "esercizio" è perfettamente inutile in Italia.

    Io invece che ho sempre considerato ogni chiamata al voto un preciso dovere civico e ho partecipato alle consultazioni sia referendarie che politiche. Non mi convinse a rimanere a casa, tanto tempo fa, il politico Craxi. Non mi convinse a fare altrettanto, anni dopo, il cardinale Ruini; non mi convincono, oggi, quei politici, che suggeriscono più o meno apertamente questo o quel partito, tradendo un indicibile imbarazzo, di fronte ad un governo tecnico succedutosi ad un altro ritenuto, a ragione o a torto, dai più "ad personam". Anzitutto, è proprio la delicatissima situazione nazionale, che dovrebbe piuttosto indurre ad impegnarsi, anziché ad estraniarsi, sopratutto in queste amministrative, rispetto al ruolo istituzionale, che compete ad ogni elettrice e ad ogni elettore: ciascuna e ciascuno di noi è parte del popolo sovrano. Il voto, ogni voto, è la espressione palese di tale sovranità. È, appunto, un dovere prima ancora che un diritto. E, anche se lo intendessimo solo come un diritto, il voto ci è stato consegnato come strumento di democrazia universale da una vicenda di resistenza popolare alla dittatura e alla guerra: il rinunciare ad esercitarlo per motivi futili appare, ad una coscienza libera, quantomeno inopportuno e ingeneroso.

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  23. Enio Ciao. Io non credo che definire Teatino-Doc un "coglione di fantascienza" per quello che ha affermato sia esprimere un'opinione sugli argomenti e le riflessioni lasciate da un tuo ospite ma una definizione della persona che c'è dietro. Peraltro, considerato che il LORENZO della situazione, dimostra sempre poca capacità di esprimenre "buona fede" ma molta presunzione del suo punto di vista e considerato che non offre alcuna changes agli interlocutori chiunque essi siano, trattandoli per bambini che ancora credono alla cicogna... perdonerai se, personalmente, sono uso trattare questa gente a zoccolate sui denti, virtualmente e anche realmente quando mi capitano a tiro.

    Anche io sono convinto che la chiamata al voto sia un "dovere civico" da non tralasciare, qualunque sia il momento politico che viviamo. Anzi, considero quelli che fanno "ragionamenti" alla Lorenzo, qualunquisti capaci solamente di criticare e mai di "fare". E contesto anche il fatto che non andare a votare sia "un voto" contro. No, non andare a votare significa solo farsi i fatti propri. Il "voto contro" è andare al seggio per votare e annullare la scheda, come ho fatto io tante volte. La scheda nulla è un voto (contro)! Non votare, invece, è andare al mare, ai monti o, semplicemente, fottersene.

    Come, personalmente, considero "dovere civico" partecipare attivamente al governo della cosa pubblica e non limitarmi, come fanno in troppi, a "delegare" e poi fottersene. Per esempio, manifestando quando c'è da dimostrare contrarietà per le decisioni di chi governa.

    Lo so, adesso arriva Lorenzo a dire che gli scioperi sono inutili. E' vero! Sono inutili perché la maggioranza del popolo, la maggioranza dei lavoratori, la maggioranza di coloro che si lamentano, alla fine se ne fottono di "partecipare" e si limitano a subire.

    Infatti, altro esercizio di molti è il "lamento"... seguito dal nulla. Scendiamo in 10-15milioni in piazza e poi vediamo se uno sciopero è inutile!!

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  24. Ed ora, Enio, se permetti alcune risposte a LORENZO.

    Se avessi seguito il blog di Grillo come fanno in tanti (milioni) sapresti che lo stesso parlava di questo momento in "tempi non sospetti", anticipando gli eventi che, oggi, sono diventati realtà. Quindi, non è assurdo affermare che la "crisi" la conoscevamo perché l'ha detta Grillo. Più semplicemente, lui affermava alcune cose molto prima che si avverassero e la gente ha riflettuto.

    Critichi tanto la "rete" e coloro che ne esaltano le potenzialità come strumento di governo del Paese, affermando che la stessa è solo un megafono per gente che non ha niente da dire di sensato.

    Bene, mi spieghi allora che differenza c'è con il "voto" espresso in una cabina elettorale dove entra la stessa gente che non ha nulla di sensato da esprimere con la croce che mette su una scheda elettorale?

    Dimmi un po... ma qual'è il tuo modello di società perfetta?

    Sul "programma" del M5S raccolta di banalità infantili.... potresti spiegare punto per punto dove stanno le banalità? Ti puzza tanto vivere in un ambiente sano, te ed i tuoi figli se ce li hai? Ti fa tanto schifo pensare di usare meno la macchina ed avere a disposizione mezzi pubblici sufficienti e diffusi? Ti sembra assurdo pensare di produrre meno rifiuti e inquinare di meno? Ti sembra utopia volere una scuola pubblica più qualificante?

    Dicci, dove sono le banalità in quel programma di 15 pagine?

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  25. ... ancora e sempre per colui che "sa tutto". Non è vero che non è possibile "vietare QUALSIASI mandato perché toglierebbe di fatto alla persona i suoi diritti civili."

    Se fai una legge elettorale che stabilisce modalità e tempi nei quali svolgere il tuo "diritto civile" non compi alcun atto incostituzionale ma lo REGOLAMENTI.

    Hanno approvato una legge elettorale che, di fatto, ci toglieva ogni possibilità di scegliere il candidato al Parlamento (porcellum) e nessuno ha gridato IMPOSSIBILE nonostante la limitazione a te imposta. Ne stanno facendo un'altra che, sostanzialmente, non cambia il rapporto tra elettore ed eletto e nessuno ha gridato IMPOSSIBILE nonostante perseguano nel limitare la tua scelta.

    Mi spieghi perché non è possibile stabilire, per legge, che ti candidi se sei incensurato e dopo due mandati te ne torni a lavorare?

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  26. ...ancora e sempre per colui che dispensa "complimenti" ai suoi interlocutori.

    Hai un concetto della "Demagogia" tutto tuo. Copio e incollo da wikipedia, fonte da cui tu attingi spesso:

    "Demagogia è un termine di origine greca (composto di demos, "popolo", e agein, "trascinare") che indica un comportamento politico che attraverso false promesse vicine ai desideri del popolo mira ad accaparrarsi il suo favore...."

    Sottolineo "FALSE PROMESSE".

    Quindi, non solo non è il significato cui tu attribuisci l'atteggiamento di Grillo nei confronti dei suoi interlocutori ma questo dimostra che non è neanche un "Demagogo".

    Infatti, chi può negare che la promessa di ridurre i loro stipendi, i consiglieri del M5S non l'abbiano mantenuta?

    Chi può negare che la promessa di non ricevere finanziamenti elettorali, il M5S non l'abbia mantenuta?

    Chi può negare che la promessa di coinvolgere la cittadinanza nelle riunioni del consiglio comunale o regionale in cui ci sono consiglieri del M5S oppure di coinvolgere la stessa attraverso la rete non l'abbiano mantenute?

    Tu, per caso... che neanche ti preoccupi di votare?

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  27. ... e per stasera, caro Enio, credo di aver lasciato qualcosa di "modesto" su cui riflettere! Mi vado a preparare la cena e ti auguro un buon 25 aprile di "Liberazione".... che qua a Roma, vorrebbero festeggiare i fascisti di Salò e l'Aledanno sindaco!! Altra gente da prendere a zoccolate in bocca!!

    Ciao e buona serata a te.

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  28. "Il voto, ogni voto, è la espressione palese di tale sovranità. È, appunto, un dovere prima ancora che un diritto.
    [bla bla]
    resistenza popolare alla dittatura"

    Enio, una cosa che deprime dell'Italia è che la stragrande maggior parte delle cose che ci diciamo l'un l'altro SONO FALSE.

    Non solo gli Italiani sono stati ben contenti della "Rivoluzione Fascista" che per la prima parte del ventennio li ha effettivamente tirati fuori dalla preistoria ma non hanno risentito minimamente della diminuzione delle libertà che ne derivarono. Era una Italia monarchica e feudale dove i diritti civili erano esercitati da una elite. Fu solo con la guerra che gli Italiani cominciarono sul serio a diventare insofferenti verso il Fascismo e la "Resistenza" divenne effettiva solo dopo l'8 Settembre.

    La Resistenza aveva sostanzialmente due anime, quella dei partigiani "autonomi" e quella dei partigiani comunisti, che erano maggioritari. I partigiani comunisti non volevano affatto sostituire il regime fascista con un regime democratico ma piuttosto approfittare del momento per abbattere lo Stato borghese e instaurare un regime comunista copia conforme e tributario dell'Unione Sovietica. Tanto è vero che alla fine delle ostilità, dopo che ebbero consumato tutte le loro vendette, regolamenti di conti e epurazioni, quando il Partito Comunista Italiano ricevette da Stalin l'ordine di assecondare l'occupazione alleata, molti partigiani non deposero le armi ma le nascosero ritenendo che si dovesse solo rimandare l'inevitabile presa di potere e instaurazione della "dittatura del proletariato".

    La "democrazia" per come la conosciamo oggi ci è stata portata dagli Americani ed è stata mantenuta NONOSTANTE i partigiani e il Partito Comunista, essendo per fortuna l'Italia dalla parte "fortunata" dell'Europa che era emersa dagli accordi presi alla conferenza di Yalta.

    Veniamo a noi: ci sono tre modi per esprimere "democraticamente" il proprio dissenso rispetto ai partiti/movimenti in essere.
    - fondare un partito/movimento alternativo
    - votare un partito/movimento alternativo
    - non votare
    Siccome io non ho voglia e non sono capace di fondare un partito e siccome non esiste un partito alternativo che mi rappresenti, non mi rimane altro che non votare. Infatti non recandomi al seggio vengo registrato come "non votante", cosa che esprime palesamente il mio dissenso. L'alternativa della scheda nulla non è sufficiente perché il mio voto sarebbe comunque contato e questo esprimerebbe il mio "sostegno generale" allo status quo.

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  29. Riguardo a Grillo:
    Solo i bambini e gli idioti hanno bisogno di una figura di riferimento che gli spieghi il mondo e le cose della vita. Che li accompagni mano nella mano ad attraversare la strada.

    Adesso leggo che Grillo da "faro del proletariato" è diventato anche una figura profetica, che anticipa sul suo blog i cataclismi. Dalle profezie Maya alle profezie di Grillo. Tra un po' gli porteranno i bimbi e gli infermi cosicché Grillo gli imponga le mani e li benedica col suo potere taumaturgico.

    Riderei se vivessi all'estero.
    Siccome vivo qui e mi do dell'imbecille ogni giorno per questo, la cosa invece mi infastidisce e mi spaventa, perché dimostra che gli Italiani o ci sono o ci fanno e cioè o mentalmente (e culturalmente) non sono usciti dall'infanzia oppure sono in malafede.

    Ma Grillo è solo l'ennesimo esempio in ordine di tempo.

    Riguardo la "falsità", non sta in Grillo, sta negli Italiani. Grillo si limita alla maieutica, cioè a portare a galla quello che c'è negli Italiani. E negli Italiani c'è quello che ho detto sopra, cioè:
    - infantilismo
    - malafede
    L'infantilismo è di quelli che non hanno i mezzi e le conoscenze per interpretare la realtà coi propri mezzi, capacità di pensiero autonomi, quindi hanno bisogno che gli venga fornita una "immagine" da qualcun altro, per poi ripeterla. Nel caso di Grillo trattasi della fantasia di sostituire la democrazia parlamentare con una democrazia diretta fondata sulla connessione ad Internet.
    La malafede consiste nel fatto che gli Italiani hanno la percezione, più o meno consapevole, di essere i responsabili dei disastri che capitano alla Nazione. Ma gli fa più comodo recitare la parte dei casti e puri, innocenti, volenterosi e virtuosi ma traditi ed ingannati da un "nemico esterno" che nottetempo "ruba" e cospira per mettere in atto piani malvagi.

    Sono sicuro che ci sono dotte spiegazioni sociologiche e psicologiche per il modo di essere degli Italiani e quindi in questo momento del "grillismo", cosi come per gli altri eventi del passato. Ma non è il mio campo e poi a me bastano i fatti evidenti.

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  30. Oh, qualora non fosse chiaro, io penso del "grillismo" meno peggio di quanto pensi del "marxismo-leninismo". Se non altro Grillo propone processi sommari ma fino ad oggi non ha ancora ordinato nessuna fucilazione o deportazione di massa.

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  31. @ LORENZO

    Sul M5S e Grillo dimostri solamente una "non conoscenza" dei fatti. Per tua disgrazia, ciò che affermi è smentito da un blog, dai post che vi sono pubblicati in ordine di tempo e da quello che, nella realtà, e accaduto nel tempo sia attraverso ciò che ha diffuso Grillo, sia attraverso quello che fanno i Meetup (costituiti da gente comune) e, infine, attraverso l'attività politica di coloro che sono rappresentanti delle liste civiche M5S. Il resto, le tue, sono chiacchiere senza costrutto.

    Sul fatto che persone che confidano in una "figura di riferimento" possano essere considerate "bambini o idioti" da accompagnare per mano... dimostri solamente e ancora una volta una gran presunzione nelle tue convinzioni.

    Se io vengo nel blog di Enio, penso che dallo stesso possa ricevere stimoli di riflessione. Pertanto, lo posso considerare una "figura di riferimento" per gli stimoli a riflettere che è capace di trasmettere. Questo, non mi fa sentire nè bambino nè idiota da essere accompagnato per mano!

    Sul fatto di esprimere "democraticamente" il proprio dissenso rispetto ai partiti/movimenti, continui a sbagliare nel considerare il "non andare a votare" una dichiarazione di voto e questo, per tua disgrazia visto che critichi sempre il "popolo" italiano, è tipico di quella parte degli italiani abituati a fregarsene di tutto e di tutti e tanto bravi ad anteporre al "dovere", gli interessi privati.

    L'esercizio del voto, in termini giuridici è un diritto-dovere e, come tale, va esercitato, soprattutto per quanto riguarda il carattere di "dovere". Conseguentemente, andare a votare e annullare la scheda, significa esprimere quel dissenso di cui tu parli verso lo "status quo", esercitando il tuo diritto ad esprimere dissenso ed il tuo impegno ad espletare un dovere.

    Non andare a votare, invece, significa non ottemperare ad un dovere, andarsene al mare, ai monti, a fare la scampagnata perché è una bella giornata, fottersene perché tanto ci pensano gli altri o, più semplicemente, fottersene perché l'importante è pensare al proprio orticello.

    Comunque capisco che, come molti italiani usano fare, un dovere si può eludere facilmente... basta inventarsi la scusa plausibile. La tua, è appena passabile ma peccatto si vada a confondere con le scuse dei menefreghisti, dei qualunquisti e di quelli che stanno solamente a guardare, da te tanto avversati.

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  32. Prima di fare le Nazioni bisogna fare i Popoli. Se l'Italia è una fogna a cielo aperto è perché dentro ci sono gli Italiani.

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  33. I Dalema, Bossi, Veltroni e Berluschini sono quelli che ci hanno portato allo sfascio e non vogliono abbandonare, e pretendono sempre più privilegi. Non sarà certo Grillo la medicina, ma è necessaria una nostra ribellione. Andiamo in tanti a votare almeno cambiamo queste facce. Ancora dovete capire che Grillo non si candida, serve solo a promuovere liste di semplici cittadini, concreti, onesti, terra terra. Gente che RINUNCIA A QUALUNQUE FORMA DI RIMBORSO ELETTORALE, perché in tempi di crisi è ora di dare il BUON ESEMPIO. E' tempo di LISTE CIVICHE. Continuare a bollare sta roba come "antipolitica" è pura e semplice miopia.

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  34. Infatti pensare di cambiare le cose andando a votare non è antipolitica, è solo una minchiata.

    Infatti il problema attuale dell'Italia, come ho scritto sopra, non sono i "politici", che è l'idea dei bambini.

    Il problema dell'Italia sono gli Italiani. In particolare i MILIONI di Italiani che hanno vissuto a spese dello Stato per decenni e che determinano insieme la Spesa Pubblica sproporzionata alla ricchezza prodotta e di conseguenza l'indebitamento.

    Cambiare "le facce" non cambia nulla rispetto al meccanismo sopra descritto. Quello che cambierà l'Italia sarà il fallimento e i successivi tagli alla spesa che saremo costretti a fare. Purtroppo nel mentre andremo vicini per l'ennesima volta alla guerra civile. Chissà se tireremo in piedi un'altra dittatura o ci limiteremo a un po' di ammazzamenti.

    Il termine "politica" significa "l'amministrazione dello Stato", quindi finché esiste lo Stato, bisogna amministrarlo e esiste la "politica".

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  35. Non so se è più comico Grillo con le sue sparate populiste o Napolitano che continua, come un disco rotto, con la solita tiritera invocando la crescita. Ma quale crescita, siamo con le pezze sul c..o mentre lui vive nello sfarzo più del re Sole.
    Dia il buon esempio dando un taglio alle spese della sua corte. E' mai possibile che per fare un boccone ad un ultraottantenne ci voglia un'equipe di cuochi? Roba ma matti....

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