22 maggio 2011

Chieti - Squilli e maleducazione


Oggi, durante la messa delle ore 9.30, squilla un cellulare. È pensabile che per una dimenticanza sia rimasto acceso e di sicuro verrà spento. Non è così, lo squillo si ripete. Forse questa persona per sue necessità deve essere raggiungibile in ogni momento ma ignora che c'è la possibilità di renderlo «silenzioso». Finalmente al terzo squillo esce dalla chiesa. Non passa molto che un altro cellulare suona. Ancora una dimenticanza o un'emergenza? Durante l'offertorio, si arriva al massimo della maleducazione, ennesimo squillo di cellulare e questa volta c'è pure la risposta vocale. Ora, premetto che non è mia intenzione fare del moralismo, ma penso che il rispetto per il luogo in cui ci si trova sia doveroso e non sarà certo un'ora di «pausa» dal cellulare a farci perdere il contatto con il nostro mondo. Purtroppo la maleducazione imperante si è estesa dappertutto, anche in chiesa. Ormai è una costante quella del cellulare che squilla a messa, al momento della consacrazione, e perfino nei funerali, quando i parenti affranti sono accasciati sul congiunto scomparso. Purtroppo il rispetto dell'altro è diventato un optional anche nelle piccole cose. E così appare di alcuna importanza se si lascia suonare il cellulare mentre la sala è tutta in silenzio a gustarsi un concerto di archi e di violini, o se si risponde al telefono mentre la persona che si ha davanti ti sta parlando. Il riguardo verso chi si ha accanto, l'attenzione per l'altro, si rivela nelle piccole cose, non soltanto nei grandi gesti d'altruismo. Essere incuranti se il proprio telefonino disturba e infastidisce, è segno di grande maleducazione e totale disprezzo per l'altro.


10 commenti:

  1. Non è moralismo, è che alla maleducazione evidentemente non c'è limite. Per altro lo squillo del cellulare indica quanta stima si abbia della dimensione del Sacro.

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  2. @Sara

    io oltre alla mala educazione attribuisco l'eccessivo uso del cellulare a uno stato di solitudine dell'individuo in questo mondo che ci costringe a fare tutto in fretta che neanche certi momenti di intimità riescono a sfuggigli. Spesso ho notato sotto l'ombrellone, quando le persone dovrebbero rilassarsi perchè sono in vacanza, appena arrivano al mattino, la prima cosa che fanno è chiamare qualcuno per poter comunicare... il cellulare elimina quelli che Moravia, paragonandoli a cocci di bottiglia disseminati sulla sommita' del muro, chiamava pregiudizi.

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  3. Dalle mie parti i preti abbandonano il pulpito se accade durante la predica.

    Buona settimana e un bacio!

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  4. E' proprio così, purtroppo la maleducazione dilaga e se si dice qualcosa ci si sente rispondere "io faccio quel caz.. che mi pare". Che tristezza però ...

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  5. Veramente il telefonino è diventato una piaga! Da utile strumento è scaduto a rompiscatole perenne! Io cerco sempre di essere attento agli altri e certamente quando entro in chiesa o anche a teatro lo spengo. In automobile,poi non rispondo mai. Ma come si faceva fino a pochi anni fa? Eppure i propri affari si riusciva a condurli a termine anche allora... Certamente, basterebbe un po' di buona educazione e tutto si risolverebbe

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  6. La maleducazione imperante si è estesa dappertutto..sacrosante parole purtroppo. Vivo in una casa con due appartamenti. I miei vicini hanno un cane e per fargli fare i bisogni aprono la porta di casa che da sul giroscale (comune) e lo fanno uscire...fumano e i mozziconi li gettano in mezzo al cortile (comune)...le scale (comuni) non le puliscono da 15 anni...il portone (comune) di casa è sempre spalancato....ecc. ecc. Prova a dirgli qualcosa che si incavolano loro. Fuori di casa sembrano i signori del Borgo! Anche questi sono i personaggi che rispecchiano la nostra società.

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  7. Secondo me si sommano due cause:
    1. la gente mediamente è stupida e ignorante.
    2. viviamo nell'era del "bambino", nel senso che dalla nascita alla morte si vive secondo il "io io io" dei bambini piccoli.
    Questo produce un adulto che non ha gli strumenti per capire e che è totalmente concentrato su se stesso.

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  8. e poi cosa ci sarà mai sempre di così importante e urgente da dirsi ? molti appena alzati telefonano o messaggiano e poi sul pullman, alla cassa dei supermercati, per strada, facendo acquisti, mangiando,
    guidando (!!!?), appena hanno 10 minuti di tempo libero e così via.

    Ma quando i due interlocutori si incontrano avranno poi qualcosa da dirsi o avranno esaurito gli argomenti e si guarderanno come
    due sconosciuti ?

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  9. Quell'aggeggio "infernale" l'ho sempre schifato ma per ordine di mio figlio che me l'ha anche acquistato - per ovvi motivi di salute - lo devo portare in tasca quando esco da casa.
    Fortunatamente le mie nipoti c'hanno messo una specie di silenziatore che vibra, ma tanto quando lo fa non lo percepisco e quindi sto tranquillo.

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  10. è buffo e molto triste: avere un celluare è ormai indispensabile, essere educati ormai un optional.
    Un saluto

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