03 gennaio 2012

EPPUR SI MUOVE... L'AQUILA!


Qualche cosa si muove all'Aquila.... La basilica di San Bernardino da Siena riconosciuta come uno dei più grandi monumenti abruzzesi che il terremoto del 6 aprile del 2009 ne ha gravemente danneggiato l'abside ed il campanile, è uno dei tre cantieri di restauro avviato nel centro storico . Gli altri due cantieri sono la chiesa di San Biagio d’Amiternum e l'oratorio di San Giuseppe dei Minimi, il cui restauro è stato adottato dal povero e generoso Kazakistan. La ditta ICIET Engineering srl specializzata nel restauro e alla conservazione del patrimonio monumentale, sta restaurando la basilica che fino al terremoto custodiva le spoglie mortali di San Bernardino da Siena. Il campanile ha riportato il crollo totale della copertura e di tre dei quattro lati della cella campanaria, danneggiando gravemente tutta la zona sottostante, mentre la cupola presentava un quadro di screpolature di rilevante entità con lesioni passanti fino alla finestra del tamburo ed oltre. In seguito al terremoto del 1703 l'interno della basilica realizzato con tre navate ed a croce latina, della lunghezza di circa cento metri, venne completamente ricostruito in stile barocco. Nel 1724 Ferdinando Mosca di Pescocostanzo AQ realizzò lo splendido soffitto in legno che venne dipinto da Girolamo Cenatiempo. Quest'ultimo è anche l'autore degli affreschi nella cappella che ospita il mausoleo. Nel 1773 Donato Rocco di Ciccio realizzò l'altare maggiore.

San Bernardino, nato a Massa Marittima l'8 settembre 1380 e morto all'Aquila il 20 maggio 1944 è molto venerato in città. Fu un predicatore appartenente all' Ordine dei Frati Minori. Nel 1444, pur essendo molto malato, su invito del vescovo Amico Agnifili, si recò a L'Aquila, anche per tentare di riconciliare due fazioni che in città si affrontavano apertamente e qui morì il 20 Maggio. Si racconta che la bara continuò a gocciolare sangue fino a quando le due fazioni non si furono riappacificate.

La Sovrintendenza ai beni culturali ha deciso di aprire alle visite questa basilica. Su appuntamento, chiunque può salire sulle impalcature e assistere ai restauri. Originale è stata l'esperienza di arrivare al soffitto a circa 25 metri dal suolo con un montacarichi, azionato da una addetta. Mentre salivi affacciandoti vedevi sotto di te l'interno della basilica rimpicciolirsi e impacchettata dai tubi. Entrati nel locale dove diversi addetti stanno restaurando i dipinti è stata una bella emozione vederli così vicini, quasi toccarli e godere della loro bellezza. Questa basilica è molto amata e venerata dagli aquilani anche per un altro motivo. Da questa basilica escono i simboli della processione del venerdì santo accompagnate dalle struggenti note del 50 salmo biblico, una supplica composta da Davide in esilio a Dio per chiedergli la misericordia per la debolezza dell'uomo E' un canto di dolore composto da un musicista teatino e maestro di cappella Saverio Selecchy. Terminata la visita sono entrato in un bar. Mi ha fatto riflettere una riflessione fatta dal giovane barista con il quale mi sono intrattenuto a scambiare alcune impressioni. A cosa serve, mi ha chiesto, ristrutturare le chiese con un impegno finanziario non indifferente, quando non esiste più un tessuto sociale che può utilizzarlo come luogo di culto o di passatempo? Vero! Un'altra cosa che ho notato in questo bar, piccolo ma situato nel centro storico e nonostante con qualche “ acciacco” da terremoto, è uno dei pochi aperti, la promozione di ciò che offre. Il bar è frequentato da giovani e la loro scelta si indirizza su bevande abbastanza alcoliche: la Tequila-il Mojito – l'amarissimo Assenzio dal sapore di anice. Liquori ad alta gradazione alcolica il cui costo non è proprio da studente...3 euro...6 mila lire! Nel frattempo la città è sempre più invasa dalle vetture. I mezzi di trasporto pubblico sono semivuoti. Dove andranno tutte queste vetture con una sola persona? Ho chiesto alla gente che incontravo se era vero quello che vedevo. La risposta è stata affermativa e giustificata dal fatto che gli aquilani abitando nei MAP o nelle C.A.S.E. non avendo ancora il problema di pagare le tasse ed altro, con i soldi che risparmiano preferiscono acquistare vetture nuove e gironzolare per la città per passare il tempo. Il sindaco Cialente ed il governatore Chiodi a fine anno 2011 sono andati a Roma a chiedere soldi al presidente del consiglio Monti per la ricostruzione, 190 milioni circa, ma ne hanno ottenuti solo 30, con la proroga di tutti i contratti di lavoro e la copertura delle spese dell’emergenza per tre mesi. Come al mercato delle vacche si sta barattando la cifra e si spera che possa arrivare a 50 milioni Sempre per tenere sveglia la cittadinanza e le istituzioni c'è lo smaltimento delle macerie che è a rischio. La cava utilizzata è quella della ex Teges situata in località Pontignone, vicino a Paganica. C'è una pronuncia del TAR che potrebbe bloccare la procedura su ricorso della ditta che gestiva il sito. Quindi altro problema non di poco conto per far restare ferma la città. Ma circolano voci di popolo” vox populi...” su misteriose agenzie immobiliari pronte ad acquistare case. Verranno abbattute quelle terremotate e ricostruite?Ci sarà speculazione? Fra pochi mesi si voterà per l'elezione del sindaco. Aspettiamo di conoscere i contendenti e cosa proporranno. Sarà la volta buona affinché qualcosa si muova?

Scritto da:Luciano Pellegrini

Le foto su questo link
https://picasaweb.google.com/110720412816253523394/SanBernardinoDaSiena#

8 commenti:

  1. io mi sono fatto un'opinione su questo sindaco che passa tutto il suo tempo a lamentarsi in TV invece che ad organizzare e sollecitare i lavori. Ha perso tantissimo tempo senza riuscire, quando c'erano, a spendere i soldi che gli erano stati dati per la ristrutturazione. Mancanza di progetti e di serietà nell'effettuare i lavori. Credo che il "vento" buono sia ormai passato purtroppo e adesso, con questo governo "sparagnino" sarà sempre più difficile sbloccare i soldi...

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  2. Ricotruire tale e quale una città medievale demolita da un terremoto NON HA SENSO. Piuttosto che l'Aquila allora perché non ricostruiamo il Colosseo?

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  3. quì purtroppo i soldi sono stati stanziati (il governo precedente ha dato un tetto a tutti)solo che gli amministratori locali non riescono a portarli a casa per una miriadi di inciampi (incapacità, momento di crisi, mafia che cerca di entrare per gestire gli appalti e fottersi tutto o parte del malloppo) e le ricostruzioni non arrivano e se arrivano arrivano col contagocce. Qualcuno aveva detto che un conto e' restaurare vecchi monumenti e un conto dare alloggio ai terremotati... in costi nel primo caso si decupkicano

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  4. @Lorenzo

    ricostruire il Colosseo sarà compito di Della Valle nei prossimi anni e se lo si sfrutterà come si fa oggi con L'arena di Verona(sono stato su a Dicembre) utilizzandola non solo per fini turistici (6 euro per un ingresso... eravamo in tre!)ma anche come vero e proprio anfiteatro, ricavandone dei bei soldi che reinvestiti sul manufatto lo rendono attuale, moderno e frequentato.C'è da dire che Verona è un'altra Italia e i veronesi riescono a venderti di tutto, senza che tu ti possa lamentare e peccato che non riescono a imbottigliare lo loro aria e a fartela pagare...

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  5. Il presidente del Consiglio dei ministri, Mario Monti, non ha ancora firmato l’ordinanza che sblocca i fondi destinati all’emergenza. Trenta milioni di euro, che per i prossimi tre mesi garantiranno la copertura delle spese legate al dopo sisma e permetteranno di rinnovare i contratti degli 88 lavoratori precari in servizio al Comune dell’Aquila, nei centri del cratere sismico, nella Provincia e dei dipendenti di Abruzzo Engineering. Personale assunto dopo il sisma e dislocato negli uffici della ricostruzione e dell’assistenza alla popolazione per smaltire pratiche e gestire la macchina burocratica del post terremoto. La firma dell’ordinanza, al centro della riunione svoltasi il 28 dicembre tra il premier Monti, Gianni Chiodi e Massimo Cialente, era attesa per la giornata di ieri, nonostante fosse già stata annunciata per la fine dell’anno appena concluso. Ma da Roma nessuna notizia e i fondi (già in cassa perché stanziati in base alla legge sul terremoto) rimangono in naftalina. E ieri alcuni lavoratori non si sono recati al lavoro, anche perché in assenza di un rinnovo sono senza copertura assicurativa. Alla Sge (Struttura di gestione dell’emergenza) invece il personale precario si è presentato regolarmente. Della nuova ordinanza non si conosce nemmeno la bozza, ma circolano indiscrezioni sui provvedimenti.

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  6. Mi piacerebbe sapere cosa ci ricaviamo dalla ricostruzione di L'Aquila. Io vedo solo una quantità insensata di soldi spesi per ripristinare degli edifici che sarebbe meglio sostituire con altri più moderni e funzionali. Sopratutto in considerazione della zona sismica.
    E anche qui, siamo sempre dibattuti tra fare scempio dell'Italia quando conviene e poi lamentarci delle bellezze e dell'arte che non vengono mantenute, sempre quando conviene.

    L'Italia museo è una idea simpatica ma non ci possiamo fare vivere 60 milioni di persone. Potrebbe funzionare se fossimo 4 o 5 milioni.

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  7. Ciao Nonno Enio e buona serata. Per fortuna, o forse perché i "romani" sapevano costruire, il Colosso sta ancora in piedi da solo e non c'è bisogno di "ricostruirlo"! Va bene così com'è, soprattutto a noi romani!

    Scusa, Lorenzo, se allora NON HA SENSO ricostruire una città medievale come l'Aquila (dove, aggiungo io, è venuta giù anche la parte "moderna"), applichiamo lo stesso criterio per la Basilica di San Bernardino da Siena e tutti gli altri monumenti abruzzesi, soprattutto chiese, venuti giù?

    E veniamo a questo tuo bel post. Credo che la miglior riflessione l'abbia fatta quel giovane barista che citi. La salvezza de l'Aquila, non passa solo attraverso la ricostruzione di alcune chiese, seppur necessaria perché simbolo della cultura di quella città. Andrebbe ricostruito un tessuto sociale, smembrato e disperso in decine di quartieri satellite, autentici deserti di socialità. Purtroppo, abbiamo amministratori che sono degli autentici incapaci, ad ogni livello. La conseguenza è ovvia e l'hai toccata con mano: giovani che fanno ricorso ai superalcolici e gente che "gira a vuoto", su macchinine acquistate da poco (magari, quella che avevano era stata distrutta dal terremoto però!!).

    Ed anche altre, nel prossimo futuro: la città si svuoterà dei suoi abitanti storici, molti venderanno quel poco che è rimasto in piedi ad agenzie che già da tempo sono in attesa come gli avvoltoi sul cadavere e poi... via alla speculazione edilizia!!

    Tempo fa, scrissi a proposito dell'Aquila che è "... come il Paese intero..." Una società allo sfascio, grazie ai politici che ci ritroviamo!

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  8. L'inchiesta della procura antimafia dell'Aquila sulle infiltrazioni delle cosche calabresi negli appalti per la ricostruzione lascia presupporre uno scenario più complesso di quello che inizialmente si poteva ipotizzare dopo gli arresti di quattro persone per concorso esterno in associazione mafiosa. Infatti ora spuntano una decina di sospettati. Si tratta, ed è questo l'aspetto inquietante, per lo più di aquilani e di abruzzesi di altre province i cui nomi compaiono nelle informative che gli investigatori hanno fornito di recente ai magistrati.

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