04 ottobre 2010

La pedana non c'è più!


Una pala meccanica ha finalmente rimosso, alla Villa Comunale, la piattaforma sottostante la statua di Giovanni Chiarini, utilizzata d'estate per le manifestazioni musicali, che è stata tempo addietro, al centro di animate polemiche e discussioni anche sui blog cittadini. Lo smantellamento del ripiano in cemento è stato effettuato a totale carico di Aceto, attuale gestore della Casina dei Tigli. Tutto era nato due anni fa quando Aceto, a sentir lui, avrebbe "riqualificato", con una spesa di circa 10 mila euro la statua di Chiarini e lo spazio adiacente con una pedana in cemento, utilizzata per gli spettacoli estivi della Casina oltre che per altre le manifestazioni. La struttura, divenuta ormai fissa, è stata da sempre osteggiata da tutti, finchè non è arrivata l'ordinanza che ne ha imposto la rimozione. Era patetico vedere la statua del Chiarini ingabbiata con delle assi di legno (per nasconderla alla vista) durante queste manifestazioni che si sarebbero potute tenere alla Villa in altro luogo, lasciando intatto il monumento.

3 commenti:

  1. adesso bisogna stare attenti ai ragazzi con lo spray che hanno già diverse volte imbrattato il monumento. Alla villa ce ne sono parecchi e quasi tutti scarabocchiati con frasi demenziali.

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  2. Luciano Pellegrini4 ottobre 2010 16:44

    E così , a furor di popolo e confermando la data, il gestore della Casina dei Tigli ha rimosso la piattaforma di cemento alla statua di Giovanni Chiarini. La bella giornata mi ha incuriosito e sono andato a vedere il nuovo stato. Mentre mi avvicino, sento una voce che mi era familiare e che mi chiama:Luciano! Luciano! Amico Luciano! Era Giovanni Chiarini.



    D. Come va?

    R. Finalmente hanno tolto la pedana. Prima mi avevano ingabbiato e ti ho raccontato quello che mi combinavano. Ero diventato una latrina oltre a soffrire perché non vedevo più nessuno.

    D. Poi, sempre per l’interesse dei cittadini, hai potuto vedere i bambini e le persone in faccia.

    R. Si potevo vedere le persone, i bambini, le varie manifestazioni.

    D. Poi hanno realizzato la pedana

    R. Purtroppo. Non riuscivo più a riposare. Orchestre, balli, rumori sino a notte fonda.

    D. Purtroppo vedo ancora la parabola.

    R. E’ vero. Pensavo che la togliessero perché accuso ancora vertigini e malesseri. Saranno le onde, come le chiamate voi, elettromagnetiche. Ma mi pongo nuovamente la domanda. Come farà a vedere i programmi con una parabola a terra!

    D. Quindi è tutto risolto

    R. Macchè. Se ti ricordi mi avevano dipinto gli occhi e chissà se resterò in questo posto. Voci dicono che vogliono spostarmi eppure io mi sono dato da fare per il paese e Chieti. Sono morto a 30 anni, molto giovane in Africa.

    Ero stato scelto per la spedizione ai laghi equatoriali organizzata dalla Società Geografica Italiana. Ma provato dagli stenti e dalla malaria sono morto il 5 ottobre del 1879. Prima di morire tra le braccia del mio amico Antonio Cecchi, gli ho detto :

    « Mio caro, riferisci alla Società Geografica Italiana che io muoio sulla breccia per fare il mio dovere; che mi dispiace, più che morire, non poterlo compiere fino all’ultimo, fino ai Laghi Equatoriali, dove la nostra spedizione doveva giungere. Saluta tutti i signori della Società, e non dimenticare di baciare per me la povera mamma mia » .

    Speriamo che resto qua, mi sono abituato.

    D. Hai ragione, avrai letto che ti hanno cambiato cognome.

    R. Che vergogna! Un giornalista, io lo chiamerei con un altro nome, ma potrei offendere la categoria benemerita che fa un duro lavoro.

    Tutte le giornate, al caldo o al freddo, stanno rinchiusi in un chiosco.

    Ebbene, questa persona, mi ha chiamato Giovanni Pantini (Mercoledì 29 Settembre 2010-Il Messaggero).

    Purtroppo i giornalisti stanno perdendo molti punti. Hanno ribattezzato Piazza G.B.Vico, piazza Salotto, su un articolo per l’artista Marco Lodola.

    Hanno denominato la recente Piazza San Giustino in Piazza Vittorio per il parcheggio.

    D. Oltre me ci sono stati altri cittadini che si sono interessati di te.

    R. Sì.Un consigliere comunale che si chiama Bucci ed un simpaticone che voleva fare il sindaco, Tetè.

    Però con te ho instaurato una certa confidenza e per questo ogni tanto desidero scambiare quattro chiacchiere.

    D. Ti auguro buone giornate e ti assicuro che vigilerò, caro amico.

    R. Grazie e quando passi, vieni a guardarmi.



    Luciano Pellegrini

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  3. Chiarini
    Nacque a Chieti il 29 gennaio 1849 e morì a Ghera il 5 ottobre 1879. Scelto per partecipare alla spedizione nei laghi equatoriali organizzata dalla Società Geografica Italiana sotto la guida di Orazio Antinori, l'esploratore teatino giunse in Africa, nella regione etiopica dello Scioa, nell'agosto del 1876, per poi proseguire, dal maggio 1878, verso meridione. Un viaggio portato avanti tra mille difficoltà, anche per l'ostilità dei capi locali. Uno di essi, la regina di Ghera, li trattenne e fu in questa terra che Chiarini si spense. Ciò accadde dopo uno sfortunato tentativo di tornare nello Scioa per chiedere aiuto, concluso con l'assalto di un gruppo di indigeni che lo ferirono ad un fianco con una lancia costringendolo a tornare sui suoi passi. La sua sorte commosse l'opinione pubblica nazionale ed ebbe non poco peso nel determinare una maggiore spinta colonialista della politica estera italiana.Il corpo venne recuperato nel 1884 da Augusto Franzoj e traslato con tutti gli onori a Chieti dove venne sepolto, nel cimitero monumentale.

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