09 gennaio 2012

Chieti - La Zampogna Funky

Mercoledì 4 gennaio, alle ore 19, all'auditorium delle Crocelle, si è effettuato il Concerto della Zampognorchestra di Chieti . La "Zampognorchestra" è formata da quattro musicisti: GIUSEPPE "SPEDINO" MOFFA, ALDO IEZZA, ANTONELLO DI MATTEO, CHRISTIAN PANICHELLA e nasce dalla voglia di sfruttare al massimo le sonorità della zampogna, uno strumento molto limitato melodicamente e armonicamente, ma nello stesso tempo senza eguali. Incuriosito ho partecipato al concerto per rendermi conto del repertorio che veniva proposto suonato dalle zampogne e ciaramelle. Alla fine del concerto sono rimasto... direi... confuso, perplesso perché la musica proposta è stata per me trasgressiva. Non ho da criticare i validissimi musicisti e professionisti che hanno offerto tutta la loro competenza e conoscenza degli strumenti, ma utilizzarli nella musica : classica – funky (originale n.d.r.) - leggera, mi ha lasciato pensieroso. La novità trasgressiva di questi semplici e nobili strumenti probabilmente deve essere digerita, trovandoci in un sistema di un pacifico e laborioso equilibrio fra tradizione e innovazione. L'auditorium delle Crocelle non l'ho mai visto così pieno, c'era un pubblico da stadio che ha applaudito i musicisti calorosamente ad ogni esecuzione. Per verificare se il mio “imbambolimento” era isolato, ho parlato con alcuni amici della altra associazione di zampognari, ACCADEMIA dei TRANSUMANTI degli ABRUZZI – ( Ac.T.A.) ) e la loro risposta non poteva che coincidere con la mia e con altre persone che frequentano concerti musicali nella città, ed anche loro sono rimasti disorientati dall'evento. E' una novità giovanile che può non essere accettata, ma parliamo brevemente della ciaramella e la zampogna. La ciaramella o pipita o oboe popolare è uno strumento musicale popolare. Diretto antenato dell'oboe, mantiene la sua forma più antica; è costruito in un unico pezzo dalla linea molto semplice, con cameratura fortemente conica ed una grossa campana che gli dà un suono molto aspro e potente, quasi da tromba. Raramente è suonata come strumento solista. Generalmente si suona assieme alla zampogna. La zampogna è uno strumento a fiato di origine pastorale ed ha poche possibilità armoniche e melodiche. La zampogna è l'unico strumento che suona in modo naturale, non c'è ferro o plastica... Si pensa che sia nata dall'accostamento di due ciaramelle alle quali nell'età dell'Impero Romano è stato aggiunta una riserva d'aria tramite un otre. Successivamente, nel Medioevo, saranno aggiunti i bordoni - (meccanismo che permette l'emissione di suoni gravi continui di accompagnamento n.d.r.). La melodia armoniosa è caratterizzata dal suono simultaneo di due canne a note fisse, che fungono da bordone, e di due canne che modulano il suono assumendo la funzione di “chanter”-(cantare che diffonde il suono n.d.r.) Non vorrei propormi come un sentimentale che non accetta le novità e la tecnologia. Questi strumenti ricordano la mia e nostra infanzia , il loro suono melodioso, calmo, riposante, avvincente, rilassante, e la presenza degli zampognari nella città annunciava il Natale e quindi il Presepe e la Natività. Nel presepe, vicino alla capanna, c'è sempre la statua dello zampognaro, ma anche nei tanti presepi viventi non manca questa figura. Voglio soffermarmi su questa strofa della poesia Le Ciaramelle di Giovanni Pascoli

suono di chiesa, suono di chiostro,
suono di casa, suono di culla,
suono di mamma, suono del nostro
dolce e passato pianger di nulla.

Giovanni Pascoli, famoso poeta, con queste quattro rime alternate, ha descritto l'umanità... con il suono! Come posso accettare la dolcezza e sonorità della zampogna e ciaramella con lo stridulo e graffiante suono imposto a questi strumenti con l'emissione di note sofferenti ed aggressive che ho ascoltato in questo concerto? L'anno scorso pubblicai un articolo sulla Competizione nella Musica dopo aver assistito ad un incontro al salotto Culturale Semprevivo dal titolo: La Zampogna: strumento antico o contemporaneo?" In quella occasione fu presentata anche la zampogna digitale. Anche in quella occasione rimasi perplesso nel vedere questo “oggettino” che pur diffondendo il suono della zampogna non aveva l' immagine dello strumento.

Scritto da:Luciano Pellegrini

08 gennaio 2012

Chieti - Meglio la dieta o il movimento

Non sò proprio cosa si potrebbe fare nel caso di questo signore appisolato su questa sediolina azzurra, ma per quelli che vogliono rientrare nel loro peso forma dopo le recenti abbuffate si. Durante queste festività non solo mangiamo cibi spazzatura e ricchi di grassi, ma ci muoviamo poco. Molta gente fa davvero poco di movimento. Giusto mangiare frutta e verdura di stagione, la pasta, magari 70 grammi invece di 100, alternare carne bianchi al pesce, qualche volta formaggio. Secondo gli esperti durante queste feste siamo ingrassati in media di due chili, con un totale di 14.000 calorie accumulate durante pranzi e cenoni. Tra i propositi per il nuovo anno, per molti, c'è quello di smaltirli. La Befana solitamente è lo spartiacque tra gli eccessi delle vacanze e il rientro alla normalità. Considerato che quest'anno c'è di mezzo anche il weekend il regime restrittivo per molti partirà da domani.Ma questi sono i soliti consigli. La verità è che la gente dovrebbe muoversi di più, soprattutto i ragazzini che anche a scuola fanno poco e niente. Lo sappiamo tutti che a Natale e Capodanno si esagera un po', ma se poi si va a fare una sciata, una corsa o una camminata gli eccessi si bruciano. Certo che se si persevera la situazione è diversa. Ci vuole l'intelligenza di mettersi in testa di cambiare stile di vita. Prima cosa da fare per buttare giù peso è muoversi, facendo una regolare attività fisica di almeno trenta minuti al giorno. Con il freddo, anche se si è coperti, si ha un calo di peso maggiore, in quanto il nostro corpo brucia di più e quindi i risultati si vedono prima.

07 gennaio 2012

Chieti - L'acqua è poca e la papera non galleggia...

Il 6 Gennaio si è effettuato la 17 edizione della rappresentazione del presepe vivente a Chieti gestito dall'associazione culturale Teate Nostra. Sino alla conferenza stampa di mercoledì 4 gennaio era in forse l'edizione per questo anno con la motivazione che: i minori finanziamenti da parte dell'amministrazione comunale non garantivano la partecipazione dei figuranti per le scene. Non farlo significava annullare un evento che ha sempre attirato migliaia di persone, specialmente i turisti che hanno potuto godere delle bellezze del centro storico della nostra città. Lo spirito di volontariato, di attaccamento alla tradizione , di servizio devono essere la forza alla facile conclusione del... NON FACCIAMO NIENTE, ventilato dai “volontari non convinti”. Purtroppo questa voce girava per le vie della città e sembra che qualche consigliere ha alimentato questa protesta. La proposta dell'assessore al turismo Russo di creare da subito una sinergia fra le associazioni culturali cittadine, (ce ne sono sessanta quelle iscritte alla consulta delle associazioni, troppe... ndr), per non arrivare all'ultimo giorno senza che ci siano idee chiare per gli eventi più significativi della città, non la condivido appieno. Grave non aver coinvolto l'associazione dei disabili ”diritti diretti” nella realizzazione del percorso. Le vie, gli scalini, sono stati un ostacolo, la protezione civile ha assicurato a loro l'aiuto!? E' impensabile gestire gli eventi come è stato fatto sino ad oggi. Non può essere solo una associazione di volontari che organizza il: presepe-l'infiorata-il carnevale-le sfilate medioevali-incontri culturali. Cari amministratori se volete che a Chieti questi eventi di prestigio seguitino ad esistere dovete pensare ad un professionista che gestisce i volontari. Non è detto che il professionista pretenda “ lo stipendio...”! Si può trovare una persona onesta che conosce il suo mestiere e per la sua città lo fa gratuitamente. Si risolverebbero tanti problemi ad iniziare dagli sponsor. A tal proposito, da fastidio che i bar, le pizzerie, le gelaterie, i ristoranti fanno affari d'oro grazie a queste manifestazioni per la moltitudine di persone che arrivano in città e consumano e quindi spendono, e non versano un centesimo per aiutare le poche finanze pubbliche per la realizzazione. Non parliamo delle altre categorie di commercianti che non accendono neanche le luci alle vetrine. Nel quartiere di Santa Maria, in via degli Agostiniani, un solo negozio aperto. Anche con la liberalizzazione per l'apertura dei negozi, solo qualche negozio aperto in Corso Marrucino. Chissà cosa ne pensano Confcommercio - Confartigianato - Confesercenti? In questa edizione per i motivi su esposti del “ dimagrimento delle finanze”, è stata eliminata la scena di Erode con le odalische, i re magi, i soldati e le danzatrici del ventre nella ex pescheria . Questa scena aveva un costo di un paio di migliaia di euro per l'affitto degli abiti dei soldati, delle odalische e le danzatrici. L'idea è quella di confezionare in proprio questi abiti in quanto resterebbero in giacenza per il patrimonio culturale della città. Acquistare la materia prima avrà un costo che verrebbe presto ammortizzato! Un' altra scena che è stata abolita è quella dell'accampamento romano con cavalli pecore ed altri animali. Un ridimensionamento anche per gli antichi mestieri, solo alcuni ma nel complesso con diecimila euro stanziati e con cinquemila in prestito dalle finanze del 2012, quindi con 15 mila euro invece dei 27 mila euro dell'anno scorso, si è realizzato ugualmente il presepe. E' un bel risparmio che può essere ancora ridotto con opportune risoluzioni. Per gli amanti della storia voglio ricordare che la prima edizione del presepe vivente è costato un milione... 500 euro di oggi! Conosciamo nei successivi anni, (sedici n.d.r.) le vicissitudini con l'entrata dell'euro, la svalutazione, altri problemi..., ma, quindici mila euro di oggi... 30 milioni di lire, in 17 anni, penso che sia, cari amministratori, da correre ai ripari. Nel frattempo, mentre visitavo le scene del presepe, ho voluto fare una somma iniziando dall'ingresso che non ha nessuna spesa dove c'erano un paio di soci dell'associazione Teate Nostra sino agli zampognari. In totale sono venti scene organizzate da associazioni di volontari con abiti semplici e calcolando la frutta, la verdura, la farina, l'olio, il lievito, il vino, le pecore, l'asino ed altro, pur facendo lievitare il risultato finale della somma in eccesso, non sono riuscito ad arrivare a 15mila euro...! Ecco la figura del professionista a cosa servirebbe! Brutta immagine proposta alle persone e lo ritengo strumentale, è stata la raccolta dei soldi all'ingresso, fatta dai soci di Teate Nostra e a Largo Cremonesi nella scena della pizza fritta. In conclusione non sono mancati i panini offerti dalla Confartigianato e la porchetta offerti da Ginoble. Questo dimostra che se si bussa qualcosa si ottiene...!

Scritto da: Luciano Pellegrini

04 gennaio 2012

Auto di lusso dichiarando redditi da fame


Io per due volte mi sono trovato, mio malgrado, davanti alla ricchezza degli altri; la prima quando in viaggio di nozze nel 1971 mi sono recato a vedere la gente che frequentava il casinò di Montecarlo e la seconda quando ospite di un mio carissimo amico, di ritorno da una bella sciata sul Monte Cristallo, ci siamo fermati a Cortina per mangiarci qualcosa prima di rimetterci in macchina per tornare a casa. In questi posti, frequentati da persone che non hanno nessun problema per campare anzi ostentano la loro ricchezza in faccia al "popolino" che magari si trova lì per passare una giornata diversa da poter raccontare, ieri sono arrivati gli ispettori del fisco per controllare, annotare ed eventualmente sanzionare. Quì a Cortina, sono state controllate le dichiarazioni dei proprietari di 251 auto di lusso, di grossa cilindrata e su 133 intestate a persone fisiche, «42 appartengono a cittadini che fanno fatica a "sbarcare il lunario", avendo dichiarato 30.000 euro lordi di reddito». Questo lo comunica l'Agenzia delle Entrate del Veneto. Inoltre gli incassi degli esercizi commerciali della località turistica (alberghi, bar, ristoranti, gioiellerie, boutique, farmacie, saloni di bellezza), nel giorno dei controlli fiscali, «sono lievitati rispetto sia al giorno precedente sia allo stesso periodo del 2010: i ristoranti hanno registrato incrementi negli incassi fino al 300% rispetto allo stesso giorno dello scorso anno, i commercianti di beni di lusso fino al 400% rispetto allo stesso giorno dell'anno prima».Questi vivono su un'altra dimenzione e si fanno un "baffo" delle tasse e del governo Monti, questi pare che di soldi ne hanno da buttare....

enio

Chieti - Corale della Cintura

Il 22 Dicembre alle ore 19 nella Chiesa di Sant’Agostino a Chieti, il gruppo musicale Fairy Consort, che propone musica rinascimentale e medioevale e la Confraternita Corale della Cintura, hanno eseguito un concerto per festeggiare il 25° anniversario di attività del suddetto coro polifonico teatino. Un quarto di secolo, 5 lustri. Il 1986 è la data in cui sotto la direzione del maestro Giuseppe Pezzulo il coro è stato creato. Successivamente la direzione del coro è stata presa in consegna dai maestri Luca Dragani, Fabio d'Orazio e dal 2008 da Christian Starinieri.
Il coro negli anni è migliorato nella parte tecnica e vocale, nella intonazione e partecipa attivamente sia a rassegne canore che attività concertistiche in Italia ed all'estero. I risultati sono lusinghieri e ricompensano l'impegno sia del maestro che dei coristi. La Corale della Cintura anima regolarmente le funzioni religiose nella Parrocchia dove risiede. Ampio è Il repertorio della corale e comprende brani di Polifonia Sacra e Profana, il Gregoriano, il Barocco, Canti Popolari e Negro Spirituals, in aggiunta ai grandi compositori del Rinascimento. Questa ricorrenza, 25 anni, ha creato l'occasione di esibirsi insieme al Fairy Consort proponendo un bel repertorio. Come brano finale, tutti insieme, il coro, i solisti del Fairy Consort e il complesso hanno eseguito per il numeroso pubblico presente una corale della cantata BWV 140 di J.S.Bach Wacher auf, ruft uns die Stimme ed a dirigere ha preso la bacchetta Luca Dragani come nel 1987. Probabilmente un po' di commozione non lasciata trapelare ha coinvolto Luca Dragani, ma alla fine gli applausi ed il bis hanno confermato la riuscita della bella serata.

Scritto da: Luciano Pellegrini

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03 gennaio 2012

EPPUR SI MUOVE... L'AQUILA!


Qualche cosa si muove all'Aquila.... La basilica di San Bernardino da Siena riconosciuta come uno dei più grandi monumenti abruzzesi che il terremoto del 6 aprile del 2009 ne ha gravemente danneggiato l'abside ed il campanile, è uno dei tre cantieri di restauro avviato nel centro storico . Gli altri due cantieri sono la chiesa di San Biagio d’Amiternum e l'oratorio di San Giuseppe dei Minimi, il cui restauro è stato adottato dal povero e generoso Kazakistan. La ditta ICIET Engineering srl specializzata nel restauro e alla conservazione del patrimonio monumentale, sta restaurando la basilica che fino al terremoto custodiva le spoglie mortali di San Bernardino da Siena. Il campanile ha riportato il crollo totale della copertura e di tre dei quattro lati della cella campanaria, danneggiando gravemente tutta la zona sottostante, mentre la cupola presentava un quadro di screpolature di rilevante entità con lesioni passanti fino alla finestra del tamburo ed oltre. In seguito al terremoto del 1703 l'interno della basilica realizzato con tre navate ed a croce latina, della lunghezza di circa cento metri, venne completamente ricostruito in stile barocco. Nel 1724 Ferdinando Mosca di Pescocostanzo AQ realizzò lo splendido soffitto in legno che venne dipinto da Girolamo Cenatiempo. Quest'ultimo è anche l'autore degli affreschi nella cappella che ospita il mausoleo. Nel 1773 Donato Rocco di Ciccio realizzò l'altare maggiore.

San Bernardino, nato a Massa Marittima l'8 settembre 1380 e morto all'Aquila il 20 maggio 1944 è molto venerato in città. Fu un predicatore appartenente all' Ordine dei Frati Minori. Nel 1444, pur essendo molto malato, su invito del vescovo Amico Agnifili, si recò a L'Aquila, anche per tentare di riconciliare due fazioni che in città si affrontavano apertamente e qui morì il 20 Maggio. Si racconta che la bara continuò a gocciolare sangue fino a quando le due fazioni non si furono riappacificate.

La Sovrintendenza ai beni culturali ha deciso di aprire alle visite questa basilica. Su appuntamento, chiunque può salire sulle impalcature e assistere ai restauri. Originale è stata l'esperienza di arrivare al soffitto a circa 25 metri dal suolo con un montacarichi, azionato da una addetta. Mentre salivi affacciandoti vedevi sotto di te l'interno della basilica rimpicciolirsi e impacchettata dai tubi. Entrati nel locale dove diversi addetti stanno restaurando i dipinti è stata una bella emozione vederli così vicini, quasi toccarli e godere della loro bellezza. Questa basilica è molto amata e venerata dagli aquilani anche per un altro motivo. Da questa basilica escono i simboli della processione del venerdì santo accompagnate dalle struggenti note del 50 salmo biblico, una supplica composta da Davide in esilio a Dio per chiedergli la misericordia per la debolezza dell'uomo E' un canto di dolore composto da un musicista teatino e maestro di cappella Saverio Selecchy. Terminata la visita sono entrato in un bar. Mi ha fatto riflettere una riflessione fatta dal giovane barista con il quale mi sono intrattenuto a scambiare alcune impressioni. A cosa serve, mi ha chiesto, ristrutturare le chiese con un impegno finanziario non indifferente, quando non esiste più un tessuto sociale che può utilizzarlo come luogo di culto o di passatempo? Vero! Un'altra cosa che ho notato in questo bar, piccolo ma situato nel centro storico e nonostante con qualche “ acciacco” da terremoto, è uno dei pochi aperti, la promozione di ciò che offre. Il bar è frequentato da giovani e la loro scelta si indirizza su bevande abbastanza alcoliche: la Tequila-il Mojito – l'amarissimo Assenzio dal sapore di anice. Liquori ad alta gradazione alcolica il cui costo non è proprio da studente...3 euro...6 mila lire! Nel frattempo la città è sempre più invasa dalle vetture. I mezzi di trasporto pubblico sono semivuoti. Dove andranno tutte queste vetture con una sola persona? Ho chiesto alla gente che incontravo se era vero quello che vedevo. La risposta è stata affermativa e giustificata dal fatto che gli aquilani abitando nei MAP o nelle C.A.S.E. non avendo ancora il problema di pagare le tasse ed altro, con i soldi che risparmiano preferiscono acquistare vetture nuove e gironzolare per la città per passare il tempo. Il sindaco Cialente ed il governatore Chiodi a fine anno 2011 sono andati a Roma a chiedere soldi al presidente del consiglio Monti per la ricostruzione, 190 milioni circa, ma ne hanno ottenuti solo 30, con la proroga di tutti i contratti di lavoro e la copertura delle spese dell’emergenza per tre mesi. Come al mercato delle vacche si sta barattando la cifra e si spera che possa arrivare a 50 milioni Sempre per tenere sveglia la cittadinanza e le istituzioni c'è lo smaltimento delle macerie che è a rischio. La cava utilizzata è quella della ex Teges situata in località Pontignone, vicino a Paganica. C'è una pronuncia del TAR che potrebbe bloccare la procedura su ricorso della ditta che gestiva il sito. Quindi altro problema non di poco conto per far restare ferma la città. Ma circolano voci di popolo” vox populi...” su misteriose agenzie immobiliari pronte ad acquistare case. Verranno abbattute quelle terremotate e ricostruite?Ci sarà speculazione? Fra pochi mesi si voterà per l'elezione del sindaco. Aspettiamo di conoscere i contendenti e cosa proporranno. Sarà la volta buona affinché qualcosa si muova?

Scritto da:Luciano Pellegrini

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29 dicembre 2011

Chieti - Le Lenticchie


Quest'anno, come al solito, una portata del cenone di fine anno sarà base di cotechino e lenticchie. Andando a comperare questi legumi, pensate che oltre il 90% dei circa 10 milioni di chili di lenticchie che saranno consumate sono prodotte all'estero. È quanto emerge da un'analisi della Coldiretti in occasione delle feste di fine anno, secondo cui in Italia sono state prodotte 1,56 milioni di chili su 1.948 ettari di terreno. Una quantità limitata che fa persino temere l'estinzione in Italia di uno dei legumi più antichi dovuto alla pressione delle importazioni a basso costo e di ridotta qualità. L'Italia ha importato in un anno oltre 32 milioni di chili di lenticchie secche che provengono, spesso all'insaputa dei consumatori, principalmente da Canada, Stati Uniti, Cina e Turchia. Il mio consiglio pertanto è di consumare italiano e di servirsi delle lenticchie prodotte nella nostra bregione abruzzese perchè sono, come è risaputo di altissima qualità. Per garantirsi un prodotto italiano al 100%, consiglio di scegliere le lenticchie inserite nell'elenco delle specialità tradizionali censite dalle Regioni, come: S.Stefano di Sessanio (Abruzzo), Colfiorito (Umbria), Valle agricola (Campania), Onano, Rascino e Ventotene (Lazio), Molisane (Molise), Villalba, Ustica e Pantelleria (Sicilia) o quelle Igp di Castelluccio di Norcia.

nonno enio

23 dicembre 2011

Buon Natale e Felice Anno Nuovo da Chieti


A te che di qui passi per caso e ti soffermi un pò con noi, a te che qui hai trovato una parola d'amicizia e anche a te che dietro la tua timidezza ti nascondi... Buon Natale.Buon Natale. A te che ancora sai ridere, o piangere o inseguire una speranza. A te che poco è stato dato o a te che tutto hai ricevuto. A te che il futuro fa sempre più paura e a te che invece il futuro lo vedi sempre rosa... Buon Natale. E che sia davvero un buon Natale per tutti.

nonno enio

BUONE FESTE DALL'ALPINISMO GIOVANILE DI CHIETI

L'Alpinismo Giovanile promuove e svolge le attività del CAI, (Club Alpino Italiano) con i bambini e i ragazzi dagli otto ai diciassette anni ed è una delle sue attività istituzionali. L'attività di alpinismo giovanile si concretizza nell'organizzazione di escursioni in montagna e corsi specifici per i ragazzi, impostati su vari livelli di difficoltà. Il loro scopo è quello di formare i giovani, aiutarli nella loro crescita umana e fargli vivere esperienze emozionanti e divertenti, mantenendo sempre il massimo livello di sicurezza. Vivere la montagna in modo gioioso e soprattutto in sicurezza è la proposta dell'Alpinismo Giovanile del CAI che ritiene l'ambiente montano il più idoneo per realizzare esperienze formative che aiutino i ragazzi a crescere sotto il profilo tecnico, culturale, umano, spirituale, alpinistico.

Nella sezione CAI Majella di Chieti,è presente un gruppo di 25 giovani coordinati da un alpinista esperto e titolato del CAI, Luigi Massimo. Il lavoro e la responsabilità sono notevoli perché si opera in un ambiente diverso dalla città, la montagna. Questi ragazzi hanno sperimentato la montagna in inverno con sci da fondo e racchette; d'estate affrontando le ferrate su roccia; in primavera ed autunno godendo della flora e della fauna. Ho sperimentato in alcune uscite fatte con i ragazzi, la soddisfazione di stare insieme a loro. Sul sentiero, mentre cammini, lo sguardo è rivolto sempre avanti, verso la vetta e se la salita è ripida devi fermarti ogni tanto per un respiro.
Ti giri... e vedi dietro di te i giovani che seguono la guida e rispettano l'adulto. Capire che dietro c'è il ricambio e la “continuità” generazionale, è una gioia immensa. Questi giovani sono il futuro.
Il CAI ha questa ricchezza che la può vantare solo una associazione che annovera 320mila iscritti!

Quindi, al termine dell'anno, la cosa più naturale è stato di incontrarsi alla sede del CAI e mentre le diapositive delle attività svolte durante l'anno venivano proiettate, i giovani ed i genitori hanno festeggiato il Natale in un clima di familiarità ed amicizia. C'era gioia da parte di questi giovani ed alla fine ci siamo scambiati gli auguri.

Ad maiora, (verso cose più grandi ndr), cari giovani e buone feste!

Scritto da: Luciano Pellegrini

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22 dicembre 2011

Chieti - UNA MADRE E IL CIELO D'IRLANDA


È stato presentato il 17 dicembre 2011 al Circolo degli Amici di Chieti, per iniziativa dell’Associazione “Noi del G.B.Vico”, il libro “Latte, chiodo e arcobaleno - Racconti dal disagio”, (NoReply, 2011, pp.156, Euro 10,00), scritto in occasione dei 20 anni di attività dell’associazione di volontariato Archè che, con 4 sedi in Italia, assiste bambini sieropositivi e affetti da disagio psichico. Il calore e la condivisione portano avanti il progetto. Gli autori - Elena Mearini, Fosco Corlianò, Marco Dotti, Agnese Pellegrini - hanno reso in forma narrativa le storie(vere) di alcuni bambini assistiti dall’Associazione. A Chieti, la presentazione si è svolta nei locali del Circolo degli Amici a Palazzo Ricciardone-De Sanctis, per la regia del presidente pro-tempore Giampiero Perrotti, con la collaborazione del direttivo e in particolare di Paolo Ciammaichella, presidente onorario, e Mario D’Alessandro moderatore. Sono intervenute le autrici Elena Mearini e AgnesePellegrini. Il ricavato della vendita del libro sarà devoluto interamente ad Archè, per i progetti di assistenza a favore delle mamme sole con bambini.

Il libro si apre con un passo del messaggio del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, indirizzato ai partecipanti alla Quinta Conferenza Nazionale del Volontariato, tenuta a Napoli il 13 aprile 2007, e ha una prefazione di Luca Doninelli, scrittore conosciuto in tutta Italia per i suoi libri sulla storia e le tradizioni di Milano. “Latte, chiodo e arcobaleno” è un libro che racconta la purezza dei bambini (simboleggiata dal latte), i loro conflitti e i problemi che sono costretti a vivere (il chiodo), ma anche la speranza (l’arcobaleno) di una vita migliore. È proprio con questo obiettivo che l’associazione, nata nel 1991 a Milano, grazie all'iniziativa di padre Giuseppe Bettoni, è impegnata con oltre 200 volontari (Milano, Roma, Firenze, San Benedetto del Tronto) con i progetti di sostegno domiciliare e ospedaliero ai bambini sieropositivi o con disagio psichico e alle loro famiglie; accoglienza in casa famiglia per mamme e bambini; prevenzione dell'HIV e animazione sociale con gli adolescenti; affido; scolarizzazione degli orfani dell'AIDS in Zambia e in Eritrea e prevenzione dell'HIV in Kenya.

“Il cielo d’Irlanda” è il titolo del racconto di Elena Mearini che, con una scrittura realistica e inedita, racconta la storia di Elsa e di suo figlio Primo, costretto a camminare con le stampelle, perché sieropositivo come lei, nato da un rapporto con Vincenzo, “boia di Sorrento”, emarginato e violento. Il racconto si sviluppa nell’alternarsi della narrazione di Elsa e quella di Primo; lei, la madre, che ci fa conoscere il suo calvario; lui, il figlio, che conta il tempo a giri di “lancette lunga e corta” che ci trasmette le impressioni di chi affronta la vita scoprendola dolorosa e piena di difficoltà come quella di essere “senza un padre” e che si crea un mondo proprio immaginando che il suo papà sia Spider Man, suo eroe del cuore. Primo ha affrontato la malattia sostenuto dalla musica, ascoltando “ Il cielo d'Irlanda”.

Invece, “Una madre” di Agnese Pellegrini prende spunto dalla storia di una bambina seguita da Archè, morta a 3 anni e mezzo per una malattia rara, e della sua famiglia, che ha vissuto il disagio della piccola sperimentando la sofferenza e l’emarginazione di cui sono vittima le persone colpite da malattie rare. Nato da storie vere, questo romanzo corale narra il coraggio di esistenze al limite. Più di una docufiction, (combinazione cinematografica di documentari e finzione ndr), Latte, chiodo e arcobaleno è il percorso di persone capaci di vincere il disagio e raccontare il dolore, la lotta, la speranza di una vita (con)dannata. Dopo mesi di interviste in collaborazione con l’associazione Arché gli autori hanno saputo, senza ipocrite finzioni, creare un libro ricco di umanità. L’ umanità che nasce dall’ascoltare in silenzio: l’umanità di chi deve credere nella bellezza della vita. Nonostante tutto.

Scritto da: Luciano Pellegrini

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