11 ottobre 2010

Collaboriamo con l'ambiente


Sul quotidiano Il Centro, di oggi lunedì 11 ottobre, un articolo che forse doveva essere uno scoop: TRAFFICO CAOS, TROPPE MULTE INUTILI, speriamo che sproni le persone ad altre riflessioni. Chi l’ha scritto ha dovuto farlo in quanto stipendiato da questa testata che ama dare certe informazioni inutili per la città e in special modo per le collettività che si sono equiparate ad usi moderni nel rispettare l’ambiente. Il segretario nazionale e regionale dei consumatori, Acai-Consab, Lorenzo Cesarone che dalla foto sembra essere abbastanza giovane, ha convocato niente poco di meno che, una riunione con gli amministratori della città. Vorrei chiedergli dove risiede, se a Chieti o in altra città, e in questa città come è organizzato il traffico veicolare. Desidererei conoscere cosa insegna ai figli sull'ambiente il clima. Dovrebbe essere a conoscenza segretario, che chi reclama, sono pochi cittadini che non avendo niente da fare usano la vettura per andare a spasso. Se non l’ha fatto, legga cosa si è deciso di fare al quartiere Santa Maria. Significativo il residente che per ritirare una ricetta, usa la vettura, pur risiedendo a pochi metri dallo studio medico. Ma ci sono casi in cui anche per fare la pipi, per il caffé al bar, per acquistare il giornale, per non fare pochi metri, usano questo mezzo. Queste persone vorrebbero circolare come vogliono, parcheggiare anche in decima fila, far valere, come stanno facendo caro segretario, i loro diritti. Per lei quali sarebbero i doveri? Me li elenchi! Caro segretario accetti la mia proposta. Ci fermiamo una mattina in un posto e vediamo quante vetture sono occupate da più di una persona. Ci sono città e paesi europei ed extra europei dove si stanno organizzando vetture che trasportano più persone che fanno servizio nello stesso ambiente o in itinere. A Chieti ed altri posti, ciò non è possibile. Lo sa che quasi tutte le città sono sorte duemila e più anni fa? Esistevano i cavalli e le abitazioni sono state realizzate per le loro esigenze. Con il trascorrere degli anni, piano piano, il pianeta si è meccanizzato sino ad arrivare a possedere in una famiglia mediamente due vetture. Lei quante ne possiede? Se abita in un nuovo quartiere è fortunato perché con le nuove leggi abitative hanno dovuto realizzare i posti macchina. Ma se abitasse in centro, quale palazzo le risulta che ha i garage? Per motivi idrogeologici saprà anche che non sempre è possibile scavare. Quindi nelle nostre città antiche già si è fatto molto per trovare dei posti macchina. Perché non insegna ai suoi rumoreggianti amici di usare i mezzi pubblici o di andare a piedi? Lei come raggiunge il posto di lavoro in provincia, e dove parcheggia? Se dovesse utilizzare la vettura occupata solo da lei, incominci a dare il buon esempio, da domani. A piedi o mezzi pubblici. Il pianto dei commercianti è falso, (vedi Rione Santa Maria). I posti macchina servono prima a loro per parcheggiare. Le risulta che ci sono persone che vanno a fare la spesa in altri quartieri? Lei lo fa? Per la “spesa grossa” presso i centri commerciali, giustamente si usa la vettura, perché il carrello è pieno. Quindi dica ai commercianti che i residenti del quartiere vanno a comprare solo articoli giornalieri, il pane, la frutta, la carne, le sigarette…. Se queste persone vanno contro la legge, perché si meraviglia che c’è qualcuno che la fa rispettare? Secondo lei una multa in divieto di sosta è inutile? Si rende conto di quello che ha affermato? La scusa dei mezzi pubblici che non ci sono è un’altra balla. Sarà a conoscenza degli orari verso Pescara, (la cito perché è quella con maggiori passeggeri), e dei servizi pubblici in città. Certamente si deve migliorare per alcuni quartieri e per il servizio notturno e festivo. La manutenzione delle strade come avviene in tutto il mondo bisogna farla. Per un periodo tutti soffriranno. Ma se ci fosse collaborazione ed educazione da parte degli automobilisti, si potrebbe vivere meglio. C’è la vettura che blocca il traffico, la vettura che non ti fa andare a piedi perché loro hanno la precedenza… Lo sa che per sbloccare il traffico pedonale spesso devo fare una forzatura mettendomi in mezzo alla strada, lei lo giustifica? Allora cosa va a chiedere agli amministratori, di realizzare i parcheggi, dove? Ce l’ha una idea da suggerire, ma si informi prima di fare brutte figure! Lo sa perché, si era creato in quel giorno il blocco del traffico? Perché una vettura di un autorizzato con tessera di invalidità, ( sarà vero?), residente nel quartiere Santa Maria, aveva parcheggiato in modo da bloccare il traffico. Dopo circa un’ora è tornato e con indifferenza ha spostato la vettura. Se lei avesse avuto urgenza di transitare perché c’era l’urgenza di trasportare in ospedale un suo parente per un malessere, come avrebbe reagito verso questa persona? Forse l’avrebbe preso a calci, e non sbagliava. Allora, visto che è giovane e vivrà più a lungo di altri e specialmente se deve educare i figli, inizi a collaborare con l’ambiente.



Luciano Pellegrini

Manname un SMS


Ah che vita ragazzi! Ci alziamo la mattina di corsa, andiamo in ufficio di corsa poi torniamo a casa di corsa, mangiamo di corsa per tornare in ufficio di corsa per poi uscire di corsa e fare, finalmente, qualcosa che ci rilassa, magari andare in palestra a correre. Sperando sempre di non incappare in qualche contrattempo tipo il figlio che prima di uscire ti dice: «Papi mi dai un bacino?». «Ehm.. come un bacino? Ma se ti ho appena comprato la play station! Senti dai, adesso non ho tempo.. ti mando un sms dopo dall'ufficio». Perché questa vita frenetica ci porta a non comunicare più. A Milano se non fosse per qualche tamponamento al semaforo, le persone non comunicherebbero mai. Abbiamo imparato a relazionarci con le macchine e abbiamo dimenticato come si parla tra di noi. I nostri ragazzi ormai comunicano solo via sms. Se a un quindicenne dici una frase che supera i 160 caratteri, non ti capisce. A metà frase - sugli 80 caratteri circa - comincia a lampeggiare. Li vedi, questi ragazzini, fuori dal bar accartocciati sui loro telefonini che se li confrontano. Il mio è piccolo, il mio è ancora più piccolo, quello del mio fidanzato è il più piccolo di tutti! (in questo c'è stato un regresso rispetto ai miei tempi). Mi dispiace, ma per fortuna che il mio è un "modello" vecchio ed è "grande" a sufficienza a sentire mia moglie... Oppure riprendono tutto quello che gli succede intorno. A dire il vero il videofonino lo uso spesso anch'io, è utile; puoi fare numeri a caso finché non ti rispondono. O puoi fare numeri a caso finché non ti risponde, magari, una bella gnocca nuda. lo l'altro giorno ho telefonato finché non mi ha risposto una bella gnocca nuda e insaponata che era mezz'ora che cercava di capire come si spegne la telecamera del suo telefonoino. Ma la cosa più fastidiosa sono quelli'che mandano sms anche per dire delle cose importanti... Capisco un sms per dire «ti penso», «ti voglio bene», «togliti che arriva l'autobus»... ma c'è gente che manda sms anche per dire cose che avrebbero bisogno di una riunione di governo. «Ciao - faccina sorridente - ieri sera la nonna è morta - faccina triste - richiamami». Ma fai una telefonata, che ti costa?

09 ottobre 2010

La vita si allunga - Più non autosufficienti

Viviamo sempre di più e questa è una notizia buona. La conseguenza è però che aumentano sempre più le persone che hanno bisogno di essere aiutate nell'ultimo periodo della loro esistenza. Secondo i dati, le persone con indennità di accompagnamento, perché incapaci di deambulare, senza accompagnatore o che necessitano di assistenza continua sono parecchie. Di queste i non deambulanti sono la minima parte, contro la stragrande maggioranza rappresentata da coloro che sono incapaci di compiere autonomamente gli atti di vita quotidiana, come farsi il bagno o andare a fare la spesa. Dietro ognuno di questi casi si nasconde spesso una situazione familiare che si modifica e si plasma sulle nuove esigenze dell'invalido. Solo una minima parte dei non autosufficienti, infatti, è ospite in case di riposo o strutture protette. Parecchi vivno a domicilio e ovviamente nell'assistenza sono spesso coinvolte più famiglie nonché badanti e servizi domiciliari. Situazioni che sono bombe a orologeria non solo per l'anziano o l'invalido, ma anche per chi vi ruota attorno. La situazione della non autosufficienza «è una tra le sfide maggiori che attendono i professionisti della salute e sulla quale bisogna investire non solo in termini gestionali ma anche formativi». Conoscendo la frammentarietà del nostro sistema di sicurezza sociale, le oggettive difficoltà delle famiglie a garantire la continuità assistenziale, lo scarso sviluppo di una filiera assistenziale capace di collegare flessibilmente il domicilio alla residenzialità, la rigidità delle organizzazioni poco inclini a modulare i loro raggi d'intervento forgiandoli sui bisogni delle persone, il forte divario tra quanto allocato ai servizi domiciliari e quanto destinato alla residenzialità, c'è oggi una reale difficoltà di integrare i due mondi professionali (il sociale e la sanità) che sono ancora molto distanti.



Tra i non autosufficienti le femmine sono per numero decisamente più degli uomini e le anziane ultra 65enni sono la maggioranza tanto che la maggior parte di esse rientra nella fascia di età tra gli 80 e i 90 anni. Che a pesare sul bisogno spesso continuo di assistenza sia l'età lo dimostra il fatto che tra gli ultra 90 enni, oltre il 50%, sono titolari del diritto ad avere l'invalidità di accompagnamento e che la percentuale scende al 17,72% nella fascia di età 80-89 anni e al 4,46% in quella 70-79 anni. Ma quali sono le patologie che portano gli anziani a non riuscire più a vivere da soli? La disabilità mentale rappresentano il problema principale nel 41,04% dei casi. Seguono le disabilità riferite a limitazioni dei movimenti articolari (18,54%), le disabilità intellettive (13,83%), le disabilità riferite agli organi di senso (9,37%). Questa la fotografia del mondo della non autosufficienza. La realtà attuale. Ma in futuro? Che la popolazione della nostra Italia stia invecchiando e che in generale sia più che «vecchia» che altrove non è una novità. Alla speranza di vivere più a lungo si associa l'incremento delle patologie cronico degenerative, la prima causa di morte registrata in tutti i paesi industrializzati. Si devrebbe spingere su qualche pedale, sopratutto su quello dell'offerta di servizi (assistenza domiciliare, in primis). Altra questione su cui porre l'attenzione dovrebbe essere che «il bisogno della persona non autosufficiente e il sostegno alla sua famiglia devono essere punti centrali di strategia dell'intervento. Strategia che richiedeerà di essere sviluppata con una rete flessibile di servizi capace di ridurre il gap tra il domicilio e la residenzialità». Infine richiamerei le strutture sanitarie alla «responsabilità professionale» sottolineando come la questione sarà una delle più importanti sfide alla quale ogni organizzazione sarà chiamata a dare risposte.

05 ottobre 2010

Nobel a Edwards - L' ira del Vaticano



A 32 anni dalla nascita della prima bambina in provetta, le ricerche sulla fecondazione artificiale sono state premiate oggi con il Nobel per la Medicina. Unico vincitore è il biologo ed embriologo britannico Robert Edwards, 85 anni e oggi professore emerito dell'università di Cambridge, che nel 1978 ha fatto nascere Louise Brown, la prima figlia della provetta. Un risultato che probabilmente non avrebbe potuto raggiungere senza la collaborazione del ginecologo Patrick Streptoe, morto nel 1988. Forse il Nobel, oggi, lo avrebbe vinto anche lui, ma il più prestigioso dei riconoscimenti scientifici non viene assegnato postumo. La vera vincitrice è comunque la fecondazione in vitro (Fiv), la tecnica grazie alla quale dal 1978 ad oggi sono nati circa 4 milioni di bambini e che ha rappresentato una via per trattare la sterilità, ossia una condizione che secondo le stime più recenti colpisce una coppia su 10 in tutto il mondo. L'idea della tecnica è venuta ad Edwards molto presto, subito dopo gli studi di biologia, negli Stati Uniti, e il dottorato in embriologia, in Scozia. Fin dagli anni '50 ha considerato la fecondazione artificiale una strada possibile per combattere la sterilita' e da allora ha dedicato tutta la sua carriera scientifica e medica al raggiungimento di questo obiettivo. Dopo i primi successi che hanno portato alla fecondazione degli ovociti umani in provetta, il 25 luglio 1978 la nascita di Louise Brown ha segnato il coronamento della carriera di Edwards. La fecondazione artificiale ha continuato ad essere l'obiettivo principale delle ricerche di Edwards, che ha continuato a lavorare per perfezionare la tecnica e, molto spesso, a difenderla dalle numerose polemiche che ha spesso sollevato.

04 ottobre 2010

I Talami dall'Abruzzo in Lombardia


I Talami di Orsogna (Chieti) promuovono il turismo religioso abruzzese in Lombardia. Per la prima volta tutti e sette i carri sono usciti dal paese e hanno partecipato da... co-protagonisti alla Festa patronale della Madonna del Rosario, a Cesano Boscone, in provincia di Milano, alla presenza di migliaia di persone. I quadri biblici viventi, ispirati a scene del Vecchio e Nuovo Testamento, hanno sfilato in occasione della giornata conclusiva della festa. Da Orsogna è partito per la località lombarda un gruppo di 70
persone, in gran parte attori che hanno interpretato le scene sui Talami. L'Abruzzo, cui è stata dedicata la manifestazione di quest'anno, è stato rappresentato anche dal Miracolo Eucaristico di Lanciano, presente l'arcivescovo Carlo Ghidelli. «Insieme ai Talami - spiega il sindaco di Orsogna, Alessandro D'Alessandro - abbiamo portato a Cesano Boscone i nostri prodotti tipici, nonché il peperoncino di Filetto, i confetti di Sulmona, lo zafferano e altre prelibatezze della nostra regione. Voglio ringraziare il sindaco di Cesano Boscone, Vincenzo D'Avanzo, il presidente del Comitato Feste, Salvatore Intino, il presidente dell'Associazione Abruzzese e Molisana, Angelo Dell'Appennino, i quali ci hanno invitati e ci hanno ospitati, facendo in modo che questa complessa operazione (soprattutto per il trasporto e l'allestimento dei carri) non gravasse minimamente sulle casse del Comune di Orsogna. Devo ringraziare - aggiunge D'Alessandro - anche tutti coloro che hanno contribuito a far conoscere le nostre tradizioni a decine di migliaia di persone, come l'Associazione culturale Talami Orsogna, il Gruppo Alpini Orsogna, e i miei colleghi amministratori comunali che hanno partecipato a curare la spedizione, Nicola Pinto, Luciano Di Rado, Marco Di Pompo, e tutti gli altri volontari».

La pedana non c'è più!


Una pala meccanica ha finalmente rimosso, alla Villa Comunale, la piattaforma sottostante la statua di Giovanni Chiarini, utilizzata d'estate per le manifestazioni musicali, che è stata tempo addietro, al centro di animate polemiche e discussioni anche sui blog cittadini. Lo smantellamento del ripiano in cemento è stato effettuato a totale carico di Aceto, attuale gestore della Casina dei Tigli. Tutto era nato due anni fa quando Aceto, a sentir lui, avrebbe "riqualificato", con una spesa di circa 10 mila euro la statua di Chiarini e lo spazio adiacente con una pedana in cemento, utilizzata per gli spettacoli estivi della Casina oltre che per altre le manifestazioni. La struttura, divenuta ormai fissa, è stata da sempre osteggiata da tutti, finchè non è arrivata l'ordinanza che ne ha imposto la rimozione. Era patetico vedere la statua del Chiarini ingabbiata con delle assi di legno (per nasconderla alla vista) durante queste manifestazioni che si sarebbero potute tenere alla Villa in altro luogo, lasciando intatto il monumento.

03 ottobre 2010


Venerdì 1 ottobre, ore 19, presso l’Auditorium Sant’Agostino, (… ex Chiesa di San Pietro, non si sa in quale epoca e perché, è stata trasferita in una zona diversa, quella del Rione Trivigliano- Santa Maria, dove ora sorge il teatro… leggere il mio articolo), è stato convocato dall'Amministrazione Comunale , un incontro su: “Valorizzazione del Quartiere Santa Maria”, per coinvolgere i cittadini su alcuni problemi del nostro quartiere e come questa amministrazione li vuole affrontare. Il traffico è il problema principale.Hanno Partecipato il sindaco-vice sindaco-assessore al demanio-assessore ai lavori pubblici-assessore alla Ecologia ed Ambiente- il consigliere Bucci con delega al centro storicio della città e la comandante dei vigili urbani. Presenti alcuni rappresentanti di associazioni ospitati nella ex caserma Pierantoni e quasi tutti i commercianti. Intervenuti anche una rappresentanza del comitato di quartiere Santa Maria. Il parroco don Michelangelo, ha schematizzato la storia attuale del quartiere che è popolata da 2826 persone residenti.


La comunità è costituita soprattutto da anziani, i quali sentono ancora di più la necessità di poter camminare , specialmente se hanno problemi. Ogni persona, siano adulti o bambini, hanno il diritto di spostarsi a piedi in sicurezza, di respirare aria non inquinata, ed anche le mamme, di passeggiare con il carrozzino. Il geometra Festa del settore lavori pubblici del comune di Chieti, ha mostrato un “quadro” su come potrebbe essere il quartiere senza macchine. Sembra una foto del fine ottocento, inizio novecento, prima dell’invasione di moto e vetture. L’idea è quella di realizzare negozi con tavolini, fiorerie, passeggio, ed io personalmente proporrei anche un piano bar. Ma sono iniziati subito i mormorii da parte dei commercianti, piangendosi addosso. Fortunatamente i residenti, sensibili, hanno mostrato la loro compattezza nella decisione di eliminare il traffico automobilistico; soluzione per altro sperimentata in tantissime città del resto del mondo. Ciò che ci si prefigge è la qualità della vita, contrariamente ai commercianti dove ha valore la eguaglianza:
VETTURE= SOLDI! Niente di più errato!

Non riescono a capire che per prima cosa devono catturare le persone con l’educazione, la gentilezza, i prezzi, quello che offrono, l’estetica del negozio. Se le persone camminano a piedi, attratti ed attirati dalle vetrine, si fermano e se trovano convenienza acquistano. Ma questo processo si innesca solo se le persone hanno la opportunità di vedere e non essere “arronzati” dalle vetture. Oggi si cammina uno dietro l’altro non potendo parlare e raccomandandosi l’anima se si arriva sani a casa. Ma cari commercianti, le vetture parcheggiate tutto il giorno davanti ai negozi di chi sono? O dei residenti comodi o vostre! Considerato che nella zona non si può realizzare nessun tipo di parcheggio per la conformazione geologica del terreno, bisogna sfruttare quelli esistenti. Si può raggiungere il quartiere in pochi minuti. Potete lasciare benissimo la vettura a casa e/o venire al negozio a piedi utilizzando i mezzi pubblici che transitano sia per via S. Olivieri che per Via Arniense. Inoltre, quello che per loro è difficile da capire, è che le persone che frequentano i loro negozi siamo solo e solo noi del quartiere. Vorrei vedere quante persone di Filippone, di Santa Barbara,della Madonna del Freddo, del Tricalle, della Madonna degli Angeli, della Colonnetta, ecc, decidono di prendere la vettura, venire a Santa Maria e acquistare, qualsiasi tipo di prodotti, a meno che non ci siano promozioni particolari o decidiate di regalare la roba. Io ed altri non prendiamo di conseguenza la macchina per andare a fare la spesa negli altri quartieri. Pochi giorni fa al civico, 6 di via degli Agostiniani, il traffico si è bloccato perché una vettura parcheggiata male, rendeva difficile il passaggio ad un mezzo commerciale. Con tanta buona pazienza, ho aiutato l’autista a transitare.

Si fa rientrare il deflettore della vettura, stessa operazione al mezzo, un millimetro a destra, un millimetro a sinistra, ... il mezzo se ne va ed il traffico scorre. Il proprietario della vettura, noto commerciante del quartiere, esce dal portone con una ricetta, sale sulla macchina e se ne va. Questo commerciante, abita a pochi metri dall’ambulatorio. Mi sono permesso di rimproverarlo! Quello che ha dato fastidio è un rappresentante del comitato di quartiere che ha espresso l’idea di eliminare la ZTL, di fare i parcheggi. Dove? Di usare il piano superiore del parcheggio Pierantoni per le vetture, dimenticando un comunicato stampa discusso il 24 settembre 2008.

ARGOMENTO: Il parcheggio nell’ex convento-caserma Pierantoni.



Si è tenuto ieri presso il Comune di Chieti l’incontro tra gli Assessori Valter De Cesare e Mirta Sciocchetti ed i rappresentanti del FAI e dell’Archeoclub, Marco Pretaroli e Gregorio Di Luzio. Il tema della riunione riguardava l’osservazione presentata dalle due associazioni in merito alla variante al Piano dei Servizi che prevede la trasformazione da verde pubblico attrezzato a parcheggio, dell’antico orto murato dell’ex convento-caserma Pierantoni.(leggi articolo allegato). Nella discussione, è uscito fuori il problema dei topi, come se fosse un questione di oggi. Mi sono attivato anche per risolvere questo problema . Sembra che anche l’attuale amministrazione in alcune zone è già intervenuta. I commercianti hanno fatto una giusta richiesta. Quella di poter permettere ai clienti il parcheggio alla Pierantoni, per un tempo limitato ed a costo zero. Si è a conoscenza che questo parcheggio è solo per abbonati, ma se fosse vigilato, si potrebbe consentire l’uso anche ad altre persone. Si è toccato anche l’argomento sulla importanza per la città della ex caserma ed ex convento Adelco Pierantoni. Sono più di due lustri, ( 10 anni ndr), che mi impegno per valorizzare questa struttura, ma senza ottenere risultati concreti. A conclusione dell’incontro, devo fare un apprezzamento a tutti i partecipanti che hanno saputo esporre le loro opinioni in modo civile ed educato e, insieme al sindaco si è anche addivenuti ad una soluzione accettata dalla maggioranza. Quello di iniziare a regolamentare il traffico per poi arrivare alla riqualificazione del territorio, da subito. Per poter lavorare meglio, il sindaco ha consigliato di creare un rappresentante dei commercianti, dei residenti, delle associazioni, così da riunirsi per poter parlare meglio a nome di tutti.



Luciano Pellegrini

02 ottobre 2010

Oggi festa dei nonni


Oggi 2 ottobre 2010

FESTA DEI NONNI

Napolitano: "Meritano gratitudine"

Abruzzo, Pil in forte calo


Abruzzo, Pil in forte calo e cittadini molto più poveri. La Cgil:"Cambiare la politica regionale"

“E’ davvero un calo pesante quello che si è registrato nella ricchezza prodotta in Abruzzo e che l’Istat ha reso noto nel suo ultimo rapporto. Mi riferisco in particolare al fatto che il Pil abruzzese, ovvero la ricchezza che la regione ha prodotto in un anno, ha registrato una diminuzione molto forte, pari al 6,9% nel periodo che va dal 2008 al 2009. Detto con parole più semplici, vuol dire che in un anno la ricchezza prodotta dalle aziende e dai cittadini abruzzesi si è ridotta di oltre un miliardo di euro, scendendo da 28,9 miliardi a 27,7 miliardi. Un brutto calo che ha colpito tutti i settori economici (costruzioni, industria, servizi e agricoltura), con un forte contraccolpo nei servizi e senza che il settore edilizio - sostanzialmente fermo - abbia potuto beneficiare dei lavori promessi e mai partiti di quello che avrebbe dovuto essere un grande cantiere: la ricostruzione dell’Aquila. Un problema, o un’opportunità, che non si può tener distinto dall’oggi e dal domani della regione e che peserà sul futuro dell’intero Abruzzo. D’altra parte non posso non notare che con i ritmi attuali della ripresina o del rimbalzo dell’economia annunciati dal governo ci vorranno soltanto 45 anni per tornare ai livelli del 2008, figurarsi quanti altri ne servirebbero per riprendere a crescere! Ciò che gli abruzzesi pagano non sono soltanto i problemi nazionali e internazionali ma anche il fallimento delle politiche liberistiche che negli ultimi dieci anni le giunte regionali di centrodestra hanno voluto perseguire. Se vogliamo rinascere va cambiata rotta, vanno riprogrammate le spese, le priorità politiche e le scelte di governo. Fatto è che l’ultimo scandalo che ha travolto la giunta abruzzese ha indebolito ulteriormente la fiducia dei cittadini nella politica, aumentandone la disillusione e il distacco. Se Chiodi e la sua maggioranza vogliono davvero risollevare l’Abruzzo è arrivato il momento di cambiare dalle fondamenta la politica regionale, ai tagli e alla razionalizzazione della spesa vanno affiancate scelte coraggiose e un confronto che non può essere di facciata ma che deve coinvolgere tutti gli attori sociali e lo stesso consiglio regionale, a partire dal prossimo Documento di programmazione economica e finanziaria. Al governo Berlusconi inoltre va chiesto di finirla con il balletto delle cifre, con i finanziamenti promessi e mai arrivati, con i soldi che restano sulla carta e non finiscono mai nelle casse degli enti locali: ci dicano quanto abbiamo di certo da spendere per cambiare il destino di questa regione”.

Il segretario regionale della Cgil Abruzzo
Gianni Di Cesare

01 ottobre 2010

Telecamere & Video Sorveglianza


Il consigliere del PD Renato Di Salvatore ha preso una cantonata.

L’Assessore al Verde Pubblico ed alla Raccolta dei Rifiuti Urbani, Alessandro Bevilacqua, sarà perché giovane o arguto o perché partecipa ai consigli comunali o perché è fornito di una ottima banca dati, non dimentica le cose.

Ebbene alla critica di Di Salvatore per l’installazione dell’impianto di video sorveglianza per debellare il fenomeno della formazione di discariche abusive croniche a cielo aperto, gli ha rammentato la lettera della ex ditta TEMA , quando il centro sinistra governava. Fa parte della natura umana pavoneggiarsi, autolodarsi e per questo ho risposto ad una sua nota sui primi 150 giorni di gestione. Ma ora risolviamo questa situazione che è talmente grottesca, ridicola ed ironica che le Iene dovrebbero intervenire.

Merito a Di Salvatore, però, che ha dato la notizia.

A febbraio 2010, poco prima delle elezioni comunali, la TEMA ha inviato la suddetta lettera, nella quale avvisava di aver predisposto delle TELECAMERE FINTE per cercare di reprimere gli abusi degli scarichi abusivi. Queste telecamere avranno avuto un costo, ma Bevilacqua e company che erano all'opposizione, hanno fatto qualche cosa ? Ma oggi, facciamo lo scaricabarile? E’ colpa tua o troviamo la soluzione ? Mi meraviglio come abbia potuto accettare questa idea l’ex assessore all'ecologia Bassam el Zohbi, sempre corretto e dalla parte dei cittadini! Queste telecamere che dovrebbero reprimere, ma senza fili sono inutili, potrebbero essere restituite alla ditta che le ha vendute ed installare “una scatola di cartone con il vetro”. Tanto il risultato è lo stesso. Ma ci rendiamo conto del meschino dove siamo caduti? Confesso che non sono a conoscenza delle zone interessate: Via dei Mille –Via Montello – Valle Para- Via A.Fieramosca, ma chi vuole scaricare, si fa intimorire da queste caxxxte di telecamere non funzionanti? E’ una presa per il culo degli ex amministratori, ma anche nuovi nei confronti nostri, cittadini contribuenti.



Luciano Pellegrini