22 maggio 2014

Chieti - Una storia cellularizzata dei nostri giorni

Al tavolo di un bar ci sono quattro ragazze. Non parlano tra loro, sono tutte silenziosamente ricurve sul proprio cellulare e digitano compulsivamente sulla tastiera. Probabilmente si stanno chiedendo l'amicizia. Un tempo i grandi pittori dipingevano contadinelle ricurve sui campi, e il titolo del quadro era qualcosa tipo «scene di raccolta nei campi» oggi, ritraendo le ragazze ricurve sul cellulare, il titolo sarebbe «scene di ricarica di telefonini». Penso ai pittori orientalisti dell'ottocento e i loro «ritratti di terre lontane» che davanti a queste ragazze cellularizzate diventerebbero «ritratti di persone lontane». A pittorica conferma che per essere lontani non serve essere lontani. Dopo un po' il cameriere ha chiesto loro se prendevano qualcosa da bere, naturalmente non a voce, poiché le quattro non alzavano gli occhi dal telefono, è dovuto entrare in Facebook e taggare la domanda in modo giovane «kosa bvte?». Qualche ora più tardi, dopo il terzo spritz, le quattro hanno iniziato a conversare. Non tra di loro, ma con chiunque in quel momento si trovava davanti a uno smart phone. Una ha fotografato i bicchieri di spritz vuoti e ha postato la foto su Facebook, l'altra ha taggato la prima che fotografava i bicchieri vuoti e ci ha aggiunto «mi piace», l'altra con WhatsApp ha mandato la foto dell'amica mentre fotografava l'altra amica che stava fotografando i bicchieri vuoti, e ci ha scritto «ke figata!». La quarta, per dimostrare che si stava divertendo ancora di più, si è fatta una foto con la bocca spalancata e la lingua di fuori tipo cane con tanta sete (con doveroso piercing sulla lingua), e poi ha mostrato la foto (tonsille incluse) a chiunque fosse on line in quel momento. Davvero una figata. I nuovi telefoni si chiamano «smart phone», ma nelle istruzioni dovrebbero spiegare che l'intelligenza (smart) del telefono (phone) non è sostitutiva dell'intelligenza di chi lo usa.
nonnoenio

10 commenti:

  1. Tempo fa in treno, andavo da Milano a Verona, ho visto una scenetta esilarante ( ma anche triste). Un ragazzo e una ragazza sedevano l'uno di fronte all'altra e "conversavano" inviandosi messaggini. Nessun scambio vocale, solo virtuale. Sarà questo il "progresso" che ci aspetta?

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    1. ...e le più anziane fanno la stessa cosa con " watsap ", tutte! incollati al cellulare!Una mia nipote in viaggio premio perchè era stata promossa, venutami a trovare e portata a visitare le bellezze della mia città, musei, cattedrale e quant'altro, moi seguiva dappresso, mentre io spiegavo... non sentendola interloquire, dopo una mezz'ora le ho chiesto se l'avevo interessata e lei candidamente mi ha risposto: "zio sto giocando in Internet con un ammico della Sardegna e non ho seguito molto bene"... l'ho riportata a casa e lì è stata al computer due giorni e due notti filati e mia moglie doveva chiamarla dalla veranda per farla venire in cucina per mangiare... per non disturbare la sua privacy

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    2. Meglio che non ti dica cosa ci si fa con la webcam

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  2. Ciao Enio.
    Effettivamente oggi ci sono queste scene un po`ovunque, mi hai fatto ricordare di quand'ero piccina ed i miei genitori mi regalavano qualcosa di automatico, ero felicissima di avere un oggetto capace di muoversi solo, ne ero terribilmente affascinata, ci giocavo e rigiocavo per giorni. Ecco penso che lo possiamo confrontare con quello che ci hai raccontato, ma alla fine che fine ha fatto quel giocattolo, neanche me lo ricordo.
    Artisticamente parlando, non credo che si vorrebbe ricordare e riprodurre certe scene. Anche se forse qualcuno lo ha già fatto con l'arte fotografica.
    Nuova forma di espressione dovuta proprio agli smartphone.
    Ti saluto, baci.

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  3. Non è drammatico e non è una novità.

    Si chiama "conformismo" e significa che la gente cerca approvazione dei suoi pari conformandosi a determinati modelli che sono in voga in quel momento.

    Anticamente tutti portavano l'eskimo, i capelli lunghi, il tascapane di juta (buono per i libri e per le molotov), tutti partecipavano a qualche collettivo studentesco o gruppo politico, eccetera.

    Alla fine lo scopo è sempre uno solo, essere "alla moda", riscuotere approvazione, sembrare "fighi" (da cui ogni cosa è una "figata") e quindi avere "successo", cioè attirare l'attenzione delle persone del sesso opposto.

    Poi se uno ha talento, usando il "successo sociale" si può ottenere anche il successo professionale, che a sua volta alimenta il "successo sociale" in una spirale. Infatti quelli che anticamente erano i "capi" dei collettivi e dei movimenti sono poi diventati direttore di giornale, rettori di università, amministratore delegato di banche e fondazioni, eccetera.

    Oggi come oggi invece ci trovarsi in piazza con l'eskimo e lo striscione che inneggia a Mao o nello scantinato a fare andare il ciclostile, ci si "incontra" tramite i "social network" che poi sono dei servizi chiusi veicolati tramite Internet. Per conformarsi ai modelli ed ottenere approvazione bisogna essere presenti all'interno di quei servizi e bisogna usarli nel modo convenzionale.

    La verità è evidente e anche semplice: contrariamente a quanto ci piace pensare, non siamo tutti pittori, poeti, musicisti, scienziati. Per la maggior parte siamo dei cialtroni mediocri e è già tanto se riusciamo a vivacchiare onestamente. Quindi la gente non ha nulla di memorabile da dire, non ha mondi da esplorare, non ha opere d'arte da completare. Non gli rimane altro che comportarsi in maniera stereotipata e conformista, puntando alle piccole e magari meschine soddisfazioni che ne derivano.

    Gli smartphone sono strumenti pensati per essere più semplici da adoperare di un PC e appunto non ti chiedono implicitamente di fare chissa cosa.

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  4. urca, t'è sfuggito il fatto che è passata di là una ex ministra abbronzata che j'ha buttato 'na banana sotto ar tavolino e tutte e quattro se so' lanciate a raccoglierla. La più fortunata poi se l'è sbucciata e magnata mentre le altre 3 la riprennevano cor cellulare

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    1. Fosse solo quello. DI solito capita che, quando uno sfortunato finisce sotto un autobus, la folla attorno si affolli a riprendere il video dei dettagli macabri.

      Ma ancora, non è diverso dalle comari che sferruzzavano guardando le ghigliottine in azione.

      People are people.

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    2. Certo il cellulare è diventato un accessorio indispensabile per la vita frenetica ed anche per eventuali problemi, salute, pericolo, avvertimenti vari, e poi si è sempre raggiungibili, rete permettendo, fra poco sarà l'accessorio con cui faremo tutto, da : accendere il TV ad aprire il garage e, l'acqua per la doccia, un apparecchio più utile del cellulare, non si poteva inventare! Ieri l'impiegata postale mi offriva una sim delle poste, ricaricabile come un bancomat, che mi avrebbe permesso di usare il cellulare per pagare...

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    3. Attenzione che esiste l'altro lato della medaglia. La scheda telefonica e lo smartphone ti consentono di fare tante operazioni e nello stesso tempo consentono ai fornitori dei servizi di tracciare qualsiasi cosa tu faccia, dai tuoi movimenti ai tuoi acquisti.

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  5. Ci sono telefonini più costosi di un capolavoro del Rinascimento!

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