22 maggio 2014

Chieti - Una pseudo boscaglia nel centro storico in città

Può capitare, ma non è una regola, che in pieno centro storico, all’interno dell’ex Convento di Santa Maria in San Pietro ed ex Caserma “ Adelchi Pierantoni”, già Distretto Militare, ci sia una pseudo boscaglia. Succede a Chieti. Questo edificio è stato ceduto al comune, da parte del demanio militare da tantissimi anni. L’edificio si trova nello storico quartiere trivigliano a Santa Maria ed ospita decine di associazioni. Le associazioni con i soldi propri hanno manutentato i locali che loro occupano, l’amministrazione ha un ritorno economico, l’affitto. All’interno di questo edificio esiste un terreno che potrebbe essere utilizzato, ma per il pericolo di crollo di alcuni locali ormai senza tetto, meglio non addentrarsi. Questo terreno è diventato una boscaglia non accessibile, per un degrado ambientale e gravita su dei condomini. Le persone che si affacciano vedono questo stato di abbandono pericoloso per l’igiene, focolaio di insetti, topi, certamente qualche serpe, speriamo non pericoloso. I gatti che avevano scelto questo posto come loro residenza, lo hanno abbandonato, perché anche per loro c’è la difficoltà a muoversi.


Con difficoltà, districandomi fra ortiche, arbusti, avvallamento del terreno, rifiuti, con molta attenzione, sono riuscito a scattare alcune foto... Ci sono anche due bei esemplari di ippocastano che avrebbero bisogno di una potatura, guai abbatterli. Gli anni volano, ma niente è cambiato anzi peggiora mensilmente. Un COMUNICATO STAMPA del 24 settembre 2008 ha relazionato su una riunione con gli Assessori Walter De Cesare e Mirta Sciocchetti ed i rappresentanti del FAI e dell’Archeoclub, Marco Pretaroli e Gregorio Di Luzio, dove si decise di non cambiare la destinazione d’uso dell’unico polmone verde del quartiere, perché si voleva estendere il parcheggio sulla superficie che lo copre. L‘idea era quella di realizzare un giardino pensile pubblico attrezzato per il ripristino dell’area verde abbattuta, dove esisteva un orto con diverse specie di alberi, per la costruzione del parcheggio auto di 250 posti. Il progettista del parcheggio aveva previsto una scalinata che avrebbe dovuto fare arrivare i cittadini a questo giardino, partendo dal parcheggio. Purtroppo 



non ha pensato che anche i disabili hanno lo stesso diritto, quindi ci deve essere anche un ascensore, ma non c’è. La scalinata termina in un casotto che si affaccia su questa superficie. Ora la porta è aperta…, sono entrato, ma il fetore e la sporcizia mi hanno fatto rinunciare a perlustrare. Chi deve pensare a bonificare questo terreno? Certamente no i cittadini che pagano le tasse, ora molto lievitate. L’amministrazione comunale risponde con, il solito “piagnisteo” che… non ci sono soldi, eppure basterebbe far lavorare i dipendenti del comune che hanno mezzi, sono preparati, non affogano di lavoro. I dirigenti lo devono programmare il lavoro, perché è nella loro mansione. Quindi non esistono scusanti, non bisogna più “asciugarsi gli occhi” per il troppo pianto!Devo arrendermi? Sono dieci anni che cerco di sensibilizzare le varie amministrazioni che si sono avvicendate a governare la città, con segnalazioni anche all’ufficio di igiene che dopo sopralluogo ha invitato loro ad intervenire per bonificare il terreno, ma senza successo, (Prot. N. 1625 del 25 maggio 2004 - Prot.1534 del 22 maggio 2006).Qualcuno mi ha suggerito questa soluzione. Però voglio ancora provare a far ragionare gli amministratori compressi dalla burocrazia! Vediamo…

Scritto da Luciano Pellegrini
Le foto al link: Caserma Pierantoni

3 commenti:

  1. non posso che augurarti, caro Luciano, che tu riesca a ottenere qualcosa con la tua battaglia.Ti segnalo che ci sono altri luoghi in città nelle stesse condizioni o quasi; ne ho visto uno dietro la Biblioteca alla ex casa dello studente... anche lì un pò di pulizia non farebbe male.

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  2. Lo scopo delle amministrazioni è fare il meno possibile. Non solo per evitare di lavorare, che il lavoro stanca e tanto sono pagati uguale che lavorino o che non lavorino ma anche per schivare tutte le grane che derivano da fare una qualsiasi cosa contro una burocrazia barocca e auto-referente. E' tutto un sistema progettato apposta per fallire. Quindi la tua è una lotta contro i mulini a vento. Benvenuto nel club.

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  3. In Via Delle Acacie, la signora Paola residente nelle case popolari comunali, segnala la presenza di lussureggianti erbacce nei pressi della sua abitazione... chissà quante altre persone per non segnalare si armano di falcetto e zappa e bonifica il tutto.In alcuni comuni, per rispondere a Lorenzo, ci si serve di pecore per "tagliare" l'erba, solo che poi c'è il problema delle palline di letame che rimamngono in giro.

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