06 novembre 2013

Chieti - Nessuna riduzione sulle spese militari in Italia


 Nel Giorno dell'Unità nazionale e delle Forze armate, il presidente della Repubblica rivolge un monito a chi auspica un disimpegno dei militari italiani dai vari teatri operativi «fuori area» e a chi chiede il taglio dei costi degli armamenti, per destinare altrove le risorse: «non possiamo indulgere a semplicismi e propagandismi che circolano in materia di spesa militare e di dotazioni indispensabili per le nostre forze armate», che in un mondo sempre più «complesso» e esposto a «rischi e minacce», «svolgono un ruolo di crescente importanza per il futuro del Paese», afferma Napolitano... La memoria dei "vecchietti" è sempre rivolta al passato , loro non hanno futuro... L'Italia ha l 'innata capacita di cacciarsi nei casini e non ricavarne nulla anzi spesso è solita perderci alla grande a cominciare dalla guerra in Abissinia con la PRIMA ACCISA RIMASTA ancora oggi e poi guerre perse un po deppertutto in Grecia Albania e poi Libia cacciati dalla sera alla mattina e poi le vicende attuali di Libia - Egitto ci mancava solo la Siria e magari CON un accisa in piu. Ma facciamola finita e cerchiamo di diventare un paese serio. L'unica guerra che l'italia potrebbe e dovrebbe fare è quella seria alle mafie, al lavoro nero, alle sciatterie, alle inefficienze e alle ruberie colossali dentro lo Stato stesso, ma se ne guardano bene e i motivi sono ovvi essendo lo Stato di fatto, occupato da loro, il primo a dissanguarci con nuove tasse.

nonnoenio

7 commenti:

  1. E della moltitudine di militari eccedenti pargheggiati a non fare nulla in attea della pensione ( piena) che ne dice se poi si raschia il barile in cerca di qualche miserabile miliardo per non sforare i conti?

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  2. E' ora che l'EUROPA faccia un corpo militare per gli interventi fuori area di competenza.
    Questo per non caricare eccessivamente il bilancio dei singoli stati, soprattutto quello dell'Italia che ormai è vicino al collasso.Rispetto per Napolitano ma smettiamola di dire che sono missioni di pace. Mandiamoci i pacifisti e i volontari allora, non i militari.

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  3. Concordo pienamente con le tue parole.

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  4. L'unica cosa per cui valga la pena invadere questo disgraziato Paese è rappresentata da quello che si mangia nelle trattorie. Quelle giuste. Ma per ottenere ció basta qualche decina di euro. Perchè invaderci dunque?? A che caxxo servono i nostri soldati? Per giustificare le pensioni dei generali?

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  5. la differenza tra il cittadino ed il suddito, in svizzera ogni cittadino custodisce un'arma da usare per la difesa del territorio in itaja il suddito affida ai propri caporioni la sua difesa

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  6. sono d'accordo, le nostre missioni costano tantissimo le pagano tutti i cittadini ma con dei risultati non interessanti, una spesa che sul bilancio dello stato inizia a costare troppo meglio chiudere

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  7. Fracaz, la differenza è un'altra.
    In Svizzera il cittadino abile dopo il servizio di leva rimane iscritto nella riserva e quindi custodisce il necessario per potere essere rapidamente mobilitato.

    In Italia il servizio di leva è stato sospeso perché le Forze Armate non servono più alla difesa dei confini della Patria, anzi, sono incaricate di andare a prendere gli stranieri e sbarcarli nei nostri porti. Servono a dare un lavoro (e seguente pensione) a qualche centinaia di migliaia di meridionali ed eventualmente a partecipare come comprimari a qualche spedizione punitiva/coloniale organizzata dagli USA, altrimenti detta "missione di pace".

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