08 luglio 2019

I migranti sono un problema solo italiano ?


Ci risiamo. Si è appena chiuso il caso «Sea Watch», con tutto lo strascico di polemiche e carte bollate. Ed eccone un altro, quello del veliero Alex. Più o meno il copione è lo stesso: la nave di una organizzazione umanitaria che soccorre e salva migranti in mare, la prua che si dirige verso un porto italiano, il ministro dell’Interno che chiude gli scali e, infine, l’equipaggio che se ne infischia e approda lo stesso. Con tutte le conseguenze e il rumore mediatico del caso. C’è da giurarci: casi come questi ne vedremo ancora. Anzi: fino ad oggi l’escalation degli sbarchi vietati e del pugno di ferro contro le Ong non ha prodotto nuove vittime innocenti. Ma sarebbe sbagliato affidarsi alla nostra buona stella, sperando che non ci siano incidenti. O, in mancanza di meglio, limitarsi ad aprire i porti e fare finta di nulla. È vero che il problema dei migranti è stato affrontato, dal Viminale, a muso duro. Ma l’ultimo sondaggio fotografa una realtà che non lascia dubbi: il 60% degli italiani è schierato sulla linea della fermezza. Matteo Salvini ha fiutato gli umori e le preoccupazioni dell’opinione pubblica prima e meglio degli altri politici. Ora, però, la strategia dei porti chiusi o/e delle frontiere blindate dalle muraglie rischia di essere insufficiente. Per i 46 migranti bloccati ieri sul molo di Lampedusa, ce ne sono almeno il doppio che entrano ogni giorno dal confine orientale, senza che nessuno se ne occupi. Nessuno può dimenticare come la questione sia stata mal gestita, negli ultimi anni, da tutti i governi che si sono avvicendati alla guida del Paese. Per non parlare, poi, dell’Unione europea che si è semplicemente limitata a voltare lo sguardo da un’altra parte, lasciando all’Italia un’emergenza che non poteva affrontare da sola. Salvini, da questo punto di vista, ha mostrato di saper affrontare il problema di petto, battendosi contro l’immigrazione clandestina sul filo della legalità. Non possiamo, però, rassegnarci ad un braccio di ferro quotidiano ed estenuante fra l’Italia e le navi delle Ong. Nell’ultima settimana è nata l’Europa targata Macron-Merkel, con due donne sulle poltrone più importanti e una Commissione nuova di zecca. Ha un’occasione unica per voltare pagina: convochi una riunione del Consiglio europeo per superare il trattato di Dublino e affrontare- con una strategia di sistema e strutturale- l’emergenza migranti. Solo così potrà dimostrare a tutti, Salvini compreso, di aver superato la lunga stagione dell’incapacità, delle divisioni e degli egoismi.

2 commenti:

  1. Perché continuiamo a raccontarci tutte queste balle?

    Non sono "organizzazioni umanitarie", si tratta di gente che spende milioni che potrebbero essere spesi per soccorrere i poveri e i malati ovunque nel mondo, PER PORTARE AVANTI UN LORO PROGRAMMA.

    Il programma consiste nella abolizione degli Stati nazionali, lungo due direttive, la linea demografica, creando il famoso "meticciato" e la linea istituzionale, svuotando di significato i Parlamenti, i Governi e i sistemi legali. Non a caso in questi giorni perfino certi magistrati affermano che le leggi dello Stato devono essere "interpretate" e comunque subordinate al "contesto internazionale".

    I "migranti" non sono naufraghi, c'è una organizzazione che si occupa di portarli la dove possono essere trasbordati su navi civili e militari. Le ONG sono parte di questa organizzazione, insieme ai centralini che smistano le finte "chiamate di soccorso", a salire fino a certi ambienti "semi-ufficiali" della UE e dell'ONU.

    I "migranti" arrivano in quel modo non perché sono "disperati", infatti gli costa DI PIU pagare i trafficanti che un biglietto aereo.

    Arrivano in quel modo perché parliamo di IMMIGRAZIONE ILLEGALE, cioè queste persone non hanno i documenti e i titoli per introdursi e risiedere in Italia e in Europa.

    Quindi, torniamo a bomba, le ONG non salvano i naufraghi, dimostrano che l'immigrazione illegale nei fatti DEVE essere legalizzata. Che poi è il succo del famoso "Global Compact", un trattato internazionale che sanciva proprio questo, cioè che muoversi attraverso gli Stati è un "diritto umano", quindi bisognava cancellare tutte le normative che subordinano l'ingresso e la permanenza alla concessione di un PERMESSO (vedi, permesso di soggiorno).

    Infine, la ragione per cui gli Italiani non vogliono gli immigrati è che sono AFRICANI e ASIATICI, quindi sono ESTRANEI e nella maggior parte dei casi sono destinati a vivere di espedienti, andando a intaccare i precari equilibri della vita degli Italiani più svantaggiati. Infatti è chiaro che un milionario che abita nei palazzi del centro ci vede solo del "simpatico colore" nel "migrante", lo guarda da lontano. Non gli capita, come alla vecchina in periferia o alla commessa che torna di notte con i mezzi pubblici, di trovarselo addosso.

    L'Europa non solo non è interessata alla faccenda, ancora, lo scopo dell'Europa è la dissoluzione degli Stati. Ricordo sempre a tutti, che o non l'hanno mai saputo o l'hanno dimenticato, che l'Italia aveva già ratificato la Costituzione europea e poi ha ratificato il Trattato di Lisbona. Perfino l'Euro è stato adottato col preciso scopo di dissolvere gli Stati nazionali.

    Sul pistolotto delle "delle divisioni e degli egoismi", mi viene il vomito per quanto è falso, ipocrita e anche palesemente irrazionale.

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  2. E' tutta corpa de chi governa. Ma IO dico, c'avete i navigator, c'avete le navi sequestrate ai parolai delle ong, immatricolatele a panama e caricate questi mortidifame negri e andate a sbarcarli in francia, olanda, germania, russia, vediamo se se li prendono

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