15 gennaio 2018

Avete sentita la penultima di Renzi ? Il caso riguarda il Canone Rai, che rinasce ogni volta dalle sue ceneri. E la polemica tiene banco anche stavolta. A lanciare il sasso è stato Matteo Renzi. Liberare gli italiani da una delle tasse più odiate, il canone della Tv pubblica? Bene, benissimo. Tanto più che ormai, nelle nostre case le nuove tecnologie digitali hanno mandato in soffitta il monopolio Rai. Quello che stupisce è che a firmare la proposta sia il segretario dello stesso partito che un anno fa ha deciso di far pagare il canone nelle bollette elettriche, con l'obiettivo di combattere l'evasione e dare una mano consistente ai dissestati bilanci dell'azienda. Un giro di boa per lo meno sospetto, non solo perché avviene in piena campagna elettorale. Ma anche perché rincorre quello che è stato uno dei cavalli di battaglia delle forze di opposizione al governo Renzi, a partire dai Cinque Stelle. Il problema però, non è solo politico. Cancellare il canone senza inserire questa operazione in una riforma organica del sistema televisivo, rischia di proporre un rimedio peggiore del male. In primo luogo non viene detto in che maniera le risorse generate dal canone potrebbero essere sostituite. L'unica alternativa credibile, al momento, è quella di spalmarlo sulla fiscalità generale, determinando un aumento delle imposte in un Paese dove perfino un incremento di pochi centesimi sulle buste per la spesa ha scatenato un delirio di proteste. Senza i fondi del canone, del resto, l'azienda sarebbe costretta a una drastica cura dimagrante o a rivedere i bilanci. Tagliando non solo gli stipendi, ma anche quei piani di investimenti necessari per affrontare un mercato sempre più agguerrito. In secondo luogo, se davvero si vuole abolire il canone, occorrerebbe avere il coraggio di vendere la Rai ai privati, lasciandola vivere solo con i proventi del mercato. Una strada annunciata ma mai percorsa da tutti i governi degli ultimi venti anni. Con queste premesse, la proposta del Pd non solo rischia di cadere nel vuoto ma può alimentare nuove derive populistiche. Anche perché è irrealistico pensare che in piena competizione elettorale i partiti a caccia di voti possano rinunciare alle passerelle mediatiche offerte dalla Tv di Stato. La verità è che ci sono temi troppo delicati per essere buttati nel tritacarne della campagna elettorale, mentre, per una volta, bisognerebbe abbandonare la strada delle facili promesse elettorali e imboccare quella degli impegni credibili. 


9 commenti:

  1. avrebbe fatto meglio a ricordare al suo immaginifico elettorato che siccome nel 1995 il bobbolo thajathano si pagò un referendum in cui stabilì che la rai andava venduta tutta ed essendo lui "il rottamatore" avrebbe senz'altro esaudito il desiderio cosa mai fatta dai suoi colleghi caporioni né da tutti coloro posti a guardia del rispetto del sacro scritto, il migliore al mondo

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  2. carissimo amico tu non hai una ragione ma ne hai 1000 di ragioni, noi italioti ci facciamo mettere i piedi in testa da questa branca di deficienti che ci è toccato come politici e per di più diversi di loro MAI eletti

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  3. La triste conclusione di quanto avviene e che ogni qual volta sussista una crisi o avviene un problema di qualsiasi tipo nelle aziende, siamo sempre noi a pagare, e il reddito mensile diventa sempre più misero....Buon 2018, caro Enio e un saluto, silvia

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  4. Come scritto sopra, va abolita la RAI come "servizio pubblico". Questo risolverebbe il problema del canone.
    Ma non si può abolire la RAI perché è un altro dei tanti "postodilavorifici" con cui i partiti distribuiscono vitalizi agli amici e ai clienti.

    Riguardo la fiscalità generale, farei presente che UN TERZO dei 270 miliardi spesi per le pensioni viene dalla fiscalità generale, anche se Governo e Parlamento fanno di tutto per nasconderlo.

    Vi sottopongo questo articolo che vi spiega come funzionano le cose e perché.

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  5. Sono d'accordo gia non ne posso più delle campagna elettorale che parlassero di cose concrete sarebbe meglio

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    1. vedi Carmine, loro stanno giocando a chi le spara più grosse, così facendo invoglieranno un mucchio di gente a non andare a votare e questo sarà un bel "disastro".

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