11 marzo 2017

Chieti - Se l’Italia cade a pezzi

Mi è crollato il mondo, pardon, il ponte addosso. Se la notizia non fosse drammatica per la povera coppia di marito e moglie uccisi e i tre operai feriti, il disastro avvenuto in piena autostrada nelle Marche dovrebbe ormai cambiare il nostro modo di dire. Perché non da ieri, quando l’improvviso e imprevisto crollo del cavalcavia all’altezza di Camerano (Ancona) ha travolto l’automobile della coppia che da lì transitava, schiacciandola, e ferito tre lavoratori romeni del cantiere all’opera, può accadere di morire sull’asfalto. Di morire, però, non per colpa di un incidente stradale. Ad Emidio Diomede e Antonella Viviani, i sessantenni sepolti dentro la loro macchina per il cedimento della struttura che ha tagliato l’autostrada in due, è successo qualcosa di analogo al crollo di un altro ponte sotto il peso di un Tir, lo scorso ottobre, sulla Milano-Lecco. Anche allora provocando la morte dell’ignaro conducente dell’auto di passaggio e il ferimento di quattro persone. E anche allora risuonarono le polemiche di oggi: com’è possibile? Come può accadere di morire in autostrada perché un ponte ti crolla addosso?

@nonnoenio

10 commenti:

  1. Cara Enio, queste notizie, ci fanno capire che la sicurezza da noi in Italia è molto lontana!!!
    Ciao e buon fine settimana caro amico con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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    1. grazie per la tua visita Tommaso che come sai è sempre gradita in questo blog

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  2. poi ce lo spiegheranno...
    a prima vista, visto che lo stavano sollevando per infilarci sotto delle travi d'acciaio (per allungarlo) sembra che i martinetti sulla sinistra della foto abbiano collassato ed il troncone è sgattaiolato via cadendo a terra, ma senza rompersi

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    1. dirannno che è stata una fatalità o che è dovuto ad errore umano, ma chi consolerà i parenti delle due vittime ?

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  3. L'Italia nel 2017 invece di essere nel futuro che immaginavano i bisnonni, con le città volanti e cose del genere, sta decadendo verso il Terzo Mondo.

    Come scrivevo nel mio blog, i dati rilevanti non sono gli incidenti anche tragici, sono il consumo di bitume che si riduce perché le amministrazioni competenti non fanno più manutenzione delle strade.
    Vai al pronto soccorso e ti dicono che non ci sono camici o lenzuola.

    Insomma, dai, basta guardarsi attorno, senza ingoiare la propaganda con cui ci martellano gli "organi di (in)formazione".

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    1. hai ragione Lorenzo, vedessi come sono ridotti i viadotti della mia città, passandoci sotto si vedono chiaramente i ferri arrugginiti che escono a vista da un cemento scrostato e di pessima qualità. Oggi la migistratura tenta di colpire questi furbetti che appropiandosi di soldi pubblici non fa più i lavori come andrebbero fatti utilizzando materiali scadenti. Questi signori proliferano da noi perchè vengono consiferati dei FURBI. Un signore della mia città ha fotografato questi FERRI arrugginiti e ki ha mandati al giornale IL CENTRO, al Sindaco, alla Prefettura e li ha messi su Facebook ma nessuno ha detto be! I ferri sono ancora li i viadotti pure fino a quando non succede qualcosa di grave

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  4. Sono in attesa di sapere cosa accerterà la magistratura inquirente. Nel frattempo, non posso non aver notato che un'impresa rumena stava facendo quei lavori di ampliamento del cavalcavia. Prevenuto verso i rumeni? No, però mi auguro che avessero le capacità e le conoscenze tecniche necessarie per svolgere quel lavoro e che l'appalto non sia stato affidato, come al solito, solamente per "offerta al ribasso". Non posso non aver notato che un operazione comunque delicata come il sollevamento del cavalcavia, sia stata fatta in pieno giorno e senza aver bloccato, anche momentaneamente, il traffico automobilistico. Chi si è preso la responsabilità di un'operazione del genere? Ha ceduto un martinetto! Ma non si doveva e poteva prevedere un possibile inconveniente in una fase così delicata come quella? Non si doveva pensare all'incolumità pubblica, prima di affrontare un'operazione come quella?

    Infine, se la manutenzione delle nostre strade è quella che è sotto gli occhi di tutti noi, in futuro bisognerà fare gli scongiuri ogni volta che si passerà in macchina sotto ad un cavalcavia, ponte pedonale o galleria che, potenzialmente, ci potrebbero crollare in testa!

    Ciao Enio

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    1. Carlo tu sei in attesa di sapere cosa dirà la magistratura, ma sei sicuro che ce lo faranno sapere ? Qundo c'è di mezzo lo Stato o organo dello stato questi processi durano anche 10 anni e poi.... magari prescrivono

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  5. Qui c'é un ponte (il viadotto della superstrada) che è stato ristretto di carreggiata e con il transito vietato ai veicoli che superano le 19 tonnellate; tutto questo dopo il terremoto del 30 ottobre. Tutti ci chiediamo fino a quando durerà questa situazione perchè se c'è un problema serio, un possibile rischio per la popolazione non è possibile che perduri in eterno questa misura "cautelativa". L' Italia è anche questa: le situazioni emergenziali diventano la quotidianità

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    1. ps tra l'altro quel ponte era già stato "attenzionato" dopo il sisma di otto anni fa!

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