26 agosto 2016

Chieti - Il terremoto

Ormai ogni 5 anni ce ne dobbiamo cuccare uno.  E' risaputo che non sono prevedibili e possono capitare dovunque, ma è invece certo il fatto che in Italia ogni qualvolta avviene una scossa sismica si finisce per contare morti e feriti e assistere alle solite gare di solidarietà per scavare per tirare fuori qualcuno ancora vivo. Il perché è presto detto: in un territorio come il nostro, classificato ad alta sismicità, non vi sono mai stati seri piani per la messa in sicurezza delle abitazioni. Anzi, al contrario c’è chi per decenni ha speculato sulle disgrazie della gente. Il Governo precedente alla fine aveva stanziato un miliardo per affrontare il rischio sismico. Un’inezia pensando alla valanga di miliardi, solo in quest’ultimo periodo, che è stato dirottato in salvataggi bancari o nel ripianare i conti in rosso di enti ed amministrazioni. Inoltre, ai danni di una politica che non ha saputo pianificare ne spendere con giudizio sul fronte della messa in sicurezza del territorio, si sono sommate le mafie nazionali e locali che hanno fatto il resto saccheggiando i fondi in arrivo da Roma. Questa volta Renzi ha promesso da subito sgravi, sostegni, trasparenza e tempi rapidi. Speriamo ci sia questo cambio di passo. Per ora abbiamo assistito al solito codazzo di onorevoli che, con la lacrimuccia in favore di telecamera, si sono stretti commossi alle popolazioni colpite. A fronte di una politica che deve ancora dar dimostrazione di essere cambiata, c’è fortunatamente però un’altra Italia che il suo esame lo ha superato a pieni volti. Da questo sisma esce infatti commovente la grande fotografia della solidarietà collettiva nei confronti degli abitanti dei paesi colpiti. La corsa a donare fondi, sangue e mani con cui scavare è un grande spiraglio di sereno in questa tempesta di morte. Italiani brava gente non c'è che dire politici andatevene via tutti perchè di voi, a prescindere dal vostro colore politico, c'è sempre meno bisogno o almeno, per favore,  statevene a Roma.

 

12 commenti:

  1. Enio, non si possono "sistemare" le case vecchie per renderle antisismiche. Secondo quanti soldi vuoi spendere, si possono rendere un po' più solide e nessuno ti può garantire quanto solide.

    Quando tu compri una casa vecchia in una zona a rischio sismico, implicitamente accetti il rischio che ti crolli addosso se viene il terremoto.

    Se non ti va bene, devi comprare una casa nuova, costruita in partenza per resistere ai terremoti (nella ipotesi che sia costruita bene, ovviamente).

    Se vogliamo dire che gli Italiani non hanno i soldi per cambiare casa, allora bisogna ripartire con un mega-piano di edilizia "popolare", come si è fatto al tempo del boom.

    Ma come puoi vedere adesso le priorità sono altre, i matrimoni gay, gli immigrati, i bonus cultura, eccetera.

    Inoltre, diventa difficile fare qualsiasi cosa se pensiamo che lo Stato è praticamente fallito.

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  2. In Italia avverranno dei terremoti ben più forti di quello che ha colpito il centro Italia lo scorso 24 agosto (magnitudo 6.0) e dei precedenti sismi di San Giuliano e L’Aquila (magnitudo momento di 6.0 e 6.3). Ne è sicuro il sismologo Antonio Piersanti dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.Quindi prepariamoci fra qualche anno a piangere altre vittime. La cosa che fa specie e che i nostri politici fanno tante chiacchiere e pochi fatti. I soldi stanziati dopo il terremoto di Aquila perchè non sono stati investiti? L'Italia è un paese fragile e gli italiani prima di adesso neanche sospettavano di essere seduti su una "polveriera" che li può spazzare via da un momento all'altro. Andrebbero riviste tante cose.

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    1. Nonno ma a chi la racconti la favola degli Italiani che "non sapevano"?

      Come ho scritto nel mio blog, alla mia età ho già visto più di dieci terremoti con decine o centinaia di morti.

      Anche il più scemo degli Italiani ormai lo sa che i terremoti avvengono e avvengono di frequente.

      Gli Italiani sanno ma fanno finta di non sapere, come per qualsiasi cosa. La ragione è che sono meschini, tutti presi dai loro piccoli guai e piccoli interessi. Collettivamente gli Italiani si limitano a farsi portare in giro dai capoccioni di turno.

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    2. Stamattina su Radio Radicale sentivo un tizio con accendo centro-sudista che faceva il solito pippone sulla "ricostruzione" e sul "patrimonio culturale".

      Non è questione di non sapere, è questione di essere INADEGUATI. Siamo un popolo di Pulcinella e di dottori Azzeccagarbugli.

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    3. il problema è caro Lorenzo che se io sò che in quella zona c'è un altissimo rischio TERREMOTO non mi compero una casa, magari vecchia e ci vado a fare le ferie tutti gli anni con i miei famigliari, perchè oltre a non fare un ottimo investimento, buttando via i miei soldi sarei anche PAZZO da legare. Questo è quello che è successo ad Amatrice. E poi diciamocelo, ci vuole una gran bella dosa di fortuna a non trovarsi nel luogo sbagliato nel momento sbagliato. Ieri ho visto i tre sindaci con la fascia tricolore accompagnare Mattarella, ecco loro hanno avato culo se erani ad accompagnarlo.

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    4. Non è cosi. L'italiano medio passa la vita cercando di fregare il prossimo, il vicino di casa, il cognato, il datore di lavoro, lo Stato, chiunque.

      Comprare la casa (ammesso che poi non sia ereditata) nel paesino "storico" è una speculazione, la compri a due lire, la risistemi e poi o ci vai in vacanza o provi ad affittarla a qualcuno che ci va in vacanza.

      Si, il terremoto. Ma può capitare li oppure a 300km di distanza, quindi nel corso della tua vita l'acquisto e la vendita della casa può rivelarsi un affare.

      Quello che non si può dire, a meno di non premettere "sono un povero scemo" è di non sapere che una casa fatta di ciottoli, costruita cent'anni fa, si sbriciola al primo movimento.

      Dai su, basta con queste commedie di non vedo non sento non parlo come le tre proverbiali scimmiette. Se non fosse che purtroppo ci sono di mezzo dei morti, sarebbe solo da distribuire calci in culo a tutti.

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  3. Siamo un grande Paese anche per popoli vicini o lontani, ma tutti amici. Possiamo essere orgogliosi di noi stessi, e dobbiamo dircelo, perché anche nel modo di vivere un lutto nazionale si rivela la grandezza delle persone. Ma adesso si apre il dopo. Adesso la politica, che per una volta ha evitato polemiche e strumentalizzazioni, ha il dovere di far seguire i fatti alle parole espresse. «Non vi lasceremo soli», hanno detto Mattarella e Renzi.
    «Ricostruiremo dov’era e com’era», hanno assicurato in tanti, archiviando l’idea di spostare i residenti dalle loro radici verso anonime «città nuove». Governo e opposizioni concordano sulla necessità che l’Italia preservi il suo incanto universale, e protegga i suoi cittadini, investendo nella prevenzione, anziché affidandosi solo allo Stato e ai volontari a catastrofe avvenuta. Ecco, la civiltà di un Paese si misura anche sulla capacità della sua gente e dei suoi amministratori di saper guardare lontano. Gli italiani hanno dimostrato di che pasta e di che cuore sono fatti. Ora tocca alla classe dirigente nazionale e locale: mettano al sicuro la nostra Italia.

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    1. Dopo che le più alte cariche dello stato hanno fatto passerella per il prossimo referendum, quando bastava in rappresentanza solo il Presidente della Repubblica, i poveri cittadini terremotati purtroppo credo che forse passeranno il loro Natale nelle tende al freddo:film purtroppo già visto non sono mica dei clandestini.

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    2. Mamma mia che raccolta di luoghi comuni privi di senso, triti e ritriti.

      Non capisco perché c'è gente che dorme in macchina e deve andare alla Caritas per mangiare una volta al giorno, a Milano, non a Timbuctu, eppure di quelli importa sega. Cosi come non importa delle migliaia che bivaccano nelle stazioni e nei giardini a cacano per le strade.

      Da quello non si vede la civiltà di una Nazione.

      Sulle fandonie collegate al terremoto ho già detto.

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  4. A parole siamo tutti bravi coperti ed allineati, sincronizzati nel segno della croce e rivolti a Dio affinchè accolga nelle sue braccia i fratelli sfortunati, ma qundo poi si passa ai fatti ecco apparire come d'incanto la carta bollata, la spendig review, il timbro del comune, della provincia, della regione, dello stato, dell'EU del commissario della ricostruzione e della procura di turno...cosa resterà della ricostruzione ai poveri malcapitati se non le solite briciole? Fatti salvi, naturalmente, tutti coloro che fanno parte del suddetto circolo vizioso!

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    1. concordo caro Paolo, nessuno mi toglie dalla testa che le facce di Renzi Boldrini Mattarella e uomo vestito di bianco siano solo delle maschere. Per il resto sarebbe cosa troppo saggia e giusta da mettere in pratica quindi difficilmente succederà... senza contare che purtroppo tutta l'Italia dovrebbe avere le stesse possibilita senza aspettare altri morti. Purtroppo le case per il governo servono solo come bancomat per poter pagare proprio la casta e ospitare i clandestini ....

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  5. Interventi tutti interessanti, quello che manca o per lo meno mancava è la consapevolezze che l'Italia è un paese di terremoti, bisogna imparare a costruire in modo diverso, purtroppo non si può ricostruire tutto da zero, però per le zone più a rischio si può in via precauzionale costruire e gestire in modo diverso il territorio, purtroppo non si riesce perchè prevalgono sempre interessi di parte e la sicurezza viene sempre messa da parte.
    Al mio paese dopo il terremoto hanno ricostruito le case ma con bene placito del comune hanno diciamo alleggerito i progetti sulla sicurezza e realizzando il progetto solo in parte, al prossimo terremoto che succedera?

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