18 aprile 2016

Chieti - Fallito il referendum sulle trivelle


Il fallimento del referendum  lascia inalterato quanto deciso dal governo con la Legge di Stabilità. I giacimenti esistenti possono andare avanti, senza limiti. Ma non è un via libera a nuove trivellazioni in mare. Archiviato il referendum sulle trivelle, con il 31,19% dei voti, la norma che regola le attività di ricerca ed estrazione di gas e petrolio in maree non viene abrogata.Tutto resta come prima. Vediamo, dunque, cosa accade ora. Il fallimento del quesito referendario riguarda solo gli impianti esistenti, entro 12 miglia dalla costa. Le piattaforme esistenti (già autorizzate) possono proseguire la loro attività, estraendo gas e petrolio senza limiti di tempo, oltre la scadenza iniziale prevista dalle concessioni e cancellata dalla norma voluta dal governo con la legge di Stabilità. Possono inoltre andare avanti tutte le attività di ricerca di idrocarburi già autorizzate. Uno degli obiettivi del referendum era rimettere un limite temporale ai giacimenti, nella speranza che, una volta scadute, le concessioni non venissero rinnovate. Ma con il fallimento del quorum le attività possono andare avanti per tutta la "durata di vita utile del giacimento". Io avrei preferito che vincesse il SI e che si sviluppasserro le energie rinnovabili, preferibilmente il fotovoltaico proveniente dal sole, che è la fonte di energia più pulita che io conosca. Basti pensare che Einstein ricevette il premio Nobel nel 1921 per la spiegazione dell’effetto fotoelettrico, fenomeno per cui una lastra metallica conduttrice colpita dalla luce produce elettricità. Oggi il progresso tecnologico consente di produrre celle con materiali capaci di catturare circa il 15% della radiazione solare, una efficienza già molto superiore a qualsiasi altro sistema indiretto oggi utilizzato. Questa forma di energia viene più precisamente chiamata "fotovoltaica", per distinguerla dal solare "termico", forma pure interessante che consente di sfruttare la radiazione solare per scaldare acqua o, opportunamente concentrata con specchi, per far espandere dei gas che fanno ruotare turbine e dinamo. Il fotovoltaico è decisamente più versatile e universale. La corrente elettrica si raccoglie direttamente dai morsetti delle celle nei luoghi di fruizione, senza parti meccaniche in rotazione, senza emissione di gas-serra, senza radiazioni nocive, con manutenzione pressoché nulla. Oggigiorno questo discorso si traduce nella possibilità che un tetto coperto di celle, di una casa di medie dimensioni, fornisce facilmente i 3 kw (circa 1 kw ogni 10 m2) di cui attualmente godiamo con l’allaccio alla rete.

@nonnoenio

19 commenti:

  1. Non è che è fallito il REFERENDUM, sono gli ITALIANI che sono FALLITI!!! non andando a votare come al solito

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  2. Gli italiani, in maggioranza gente "furba", con la scarsa partecipazione al referendum e quindi la conseguente sconfitta dei sì, ha escluso ogni opportuno e doveroso controllo sulle concessioni alle imprese trans-nazionali che si occupano delle estrazioni, con impianti molto vicini alla costa. Con ciò, dando più possibilità al "giovin signore" di pavoneggiarsi più di prima, con le parole roboanti che è abituato a usare. Alcuni faranno la solita tiritera sule spese fatte: a costoro non interessa la democrazia diretta né importano gli sprechi inutili e continui di questo governo in altri settori. Complimenti.

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  3. Questo post è una sequenza di cose più o meno false e scollegate tra di loro.

    - Il referendum NON era sulle trivelle ma solo per abrogare una frase contenuta in un comma della normativa vigente.

    - Il referendum non implica nessun "indirizzo" o "obbligo" nei confronti del Governo o del Parlamento, se vincono i SI succede solo che torna in essere la normativa precedente a quella abrogata. Il giorno dopo può succedere qualsiasi cosa.

    - Nel discorso del fotovoltaico si usa lo stesso trucco del discorso sul nucleare, cioè si occultano certi costi. Nel caso del nucleare si calcola solo il costo di costruzione e di gestione della centrale, omettendo i costi dello smaltimento e della bonifica. Nel caso del fotovoltaico si omettono i costi della fabbricazione, installazione e smaltimento, oltre il fatto che, essendo la produzione discontinua, bisogna comunque duplicare con centrali convenzionali CHE NON SI POSSONO SPEGNERE (con l'eccezione dell'idroelettrico), da cui spreco invece che risparmio perché si aggiunge invece di sottrarre.

    - io trovo particolarmente ilare che si buttino via soldi in un referendum assolutamente inutile ma che non si considerino cose di tutti i giorni. Per esempio, esiste una normativa per la raccolta e smaltimento dei rifiuti RAEE, cioè apparecchi elettronici. Tale normativa prevede che siano i venditori a ritirare l'usato. Provate un po' a presentarvi ad un centro commerciale con una TV e dire che la devono ritirare al momento dell'acquisto di quella nuova. Vi ridono in faccia. Consideriamo poi quante batterie e circuiti stampati finiscono nei rifiuti indifferenziati, considerando che ormai qualsiasi cosa ha dentro una batteria e una scheda.

    Eccetera.

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  4. In tutto ciò la cosa più vergognosa è la campagna per il non voto da parte di figure istituzionali

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    1. Facendo disinformazione qualcuno ha fatto circolare la tesi in base alla quale con il fallimento del referendum ci sarebbe stato un via libera senza condizioni alle trivelle, sia in mare che nella terra ferma. Ma non è vero. Il quesito referendario, infatti, faceva riferimento solo alle concessioni già esistenti in mare, nell'Adiatico, nello Ionio e nel Canale di Sicilia. Le piattaforme autorizzate possono andare avanti. Sono vietate, invece, le nuove concessioni entro 12 miglia dalla costa, così come nelle aree marine e costiere protette. Il divieto esisteva già e non è mai stato messo in discussione dal referendum. Nessun cambiamento anche per la possibilità di realizzare nuove piattaforme oltre il limite delle 12 miglia marine. Solo alcune regioni (Veneto, Emilia-Romagna, Marche, Abruzzo, Molise, Calabria e Sicilia) avranno piattaforme a 12 miglia dalla costa.

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    2. Alle concessioni vecchie di 50 anni.

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  5. Credo che la poca affluenza alle urne, denoti superficialità da parte degli italiani, che poi si lamentano in continuazione per i disagi del paese...
    Un caro saluto, Enio,silvia

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    1. Concordo cara Silvia. In totale le piattaforme esistenti oggi in Italia sono 131, novanta delle quali entro le 12 miglia. Le concessioni in mare sono invece sessantanove: 44 sono state quelle oggetto del referendum. Trentanove di esse estraggono gas, 4 petrolio e solo una sia gas che petrolio.

      Una volta le concessioni per gas e petrolio duravano 30 anni e potevano essere prorogate per più volte (inizialmente 10 anni, poi 5). La Legge di Stabilità 2016 ha cancellato i limiti temporali: ora un giacimento può restare operativo senza limiti. Il referendum ha tentato di cancellare questa situazione, ma gli italiani hanno deciso di far restare le cose così come deciso da governo e parlamento.

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  6. Per il PD i voti, pochi o tanti, non contano: è da Novembre 2011 che ci hanno dimostrato che non sanno che farsene. Pero lasciatemi dire che un 70 % circa di cittadini sono dei perfetti ca777ni perchè il loro non-voto ha dimostrato al PD quanto sia alto il menefreghismo dei cittadini col risultato che chi adesso deride il referendum avrà ancora meno scrupoli. Per questo ho definito ca777ni quelli che non hanno votato e non credo proprio che sia un'offesa anzi, quasi quasi è un complimento.

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  7. l'italiano è il popolo più strano della terra, riesce a farsi male da solo,piange,si compiange,paga le folli tasse e recrimina, maledice la politica, si augura una rivoluzione che faccia quello che lo stesso dimostra di non saper fare e poi? Poi nel momento un cui deve tirar fuori le palle, si nasconde, dice di non credere a nulla, accampa scuse puerili e rinuncia a dimostrare quello per cui predica e si angustia. Un popolo miserevole !

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  8. Non c'è stata molto sensibilità intorno a questo referendum, credo che molti non hanno capito e non sono andati a votare

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    1. Purtroppo si è spostata la questione del referendum sul piano personale, dando spazio a Renzi di trarne vantaggio. Una cosa importante però, al di là del quorum, è quell'85% che ha detto SI che, per la legge dei grandi numeri, dovrebbe far fare qualche riflessione su come la pensano gli italiani a riguardo. Come, ahimè, emerge anche il fatto che l'italiano medio pensi di demandare a qualcun altro di fare qualcosa per cambiare e che intanto non cambia nulla, secondo aspetto questo, che i nostri politicanti sfruttano benissimo.

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  9. il bobbolo comincia a prendere cognizione del proprio status e si risparmia perdite di tempo e poi mo' avevano cominciato a dargli lo zuccherino degli 80 e lui si rifiuta di fare il suo dovere aggratiss

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    1. Pifferaio Magico20 aprile 2016 14:47

      Ho quasi 50 anni e sono stato licenziato da un governo regionale di centro sinistra e come me altre centinaia di persone. L'economia al sud è inesistente se non fosse per gli impiegati pubblici che mantengono quel misero commercio locale (per lo più cinese). Gli ospedali sono al collasso e la P.A. non funziona. Molte medicine, visite e analisi si pagano e la gente deve emigrare per curarsi. Dopo l'esito del referendum che doveva essere un tracollo per il governo invece ne esce vincitore, si rafforza e sicuramente vincerà anche le prossime elezioni. Gli italiani sono un popolo di vacche da latte buono per essere spremuto con tasse e da macello privato anche di una vita PD-dini, semi-islamici, disgraziati nel corpo e nell'anima e senza pensione. Forse in futuro anche senza casa visto che la nostra la daranno agli immigrati. Auguri!

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  10. Ma chissenefrega del referendum... ma vuoi mettere una bella giornata passata a fare una fila chilometrica per andare al mare ad abbronzare le chiappe chiare o per entrare in un nuovo centro commerciale e poi farsi un'altra fila di ore per mangiare alette fritte di pollo, allevato in batteria nel Regno Unito e alimentato con merda chimica proveniente dalla Cina?

    Ma un dio per questo popolo di lobotomizzati esiste: 3 torrenti, a Genova, sono diventati merda di petrolio che, per giunta, ha raggiunto anche il mare!

    Il problema è che in questa merda non ci affogano solo i lobotomizzati del chissenefrega del referendum o quei soloni che disquisiscono di smaltimenti, costi e accendi e spegni . Ci finiamo anche noi coglioni che a votare ci siamo andati e vorremmo lasciare un mondo migliore per le generazioni che verranno!

    Ciao Enio, buona giornata.

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    1. Credo che gli antirenziani siano anche di più di quelli espressi con un Si nel referendum. Io non sono certo un renziano e ritenevo a ragione questo referendum utile e pertanto ho votato SI. Vedo invece interpretazioni troppo semplicistiche ds3egli esiti elettorali. Purtroppo in questo Paese, si pensa sempre che le cose si facciano a dispetto di qualcuno o di qualcosa e non in base a ciò che si ritiene giusto. L'unica lettura di questo referendum è quella di rilevare l'esistenza di un partito masochista, dei no-questo, no-quello e degli astensionisti ad oltranza sommati ai tanti menefrechisti e condito dai fancazzisti.

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  11. La vera sconfitta è la finta democrazia! Lo sconfitto è il parlamento e le istituzioni. Disertanto le urne elettorali il Popolo Italiano ha dimostrato di non credere negli strumenti costituzionali e repubblicani. Ora mandate le cartelle di equitalia ai firmatari del referendum per pagare le spese!

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  12. E comunque comandano e continuano a comandare i petrolieri che fanno soldi a palate.

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  13. Peccato che non si sia ancora capito che votare comporta un proprio impegno politico o ecologico che possa essere. Sono convinto che le imprese petrolifere spingeranno il più a lungo possibile la "durata di vita". Ciao Enio, come al solito ottengo notizie dall'Italia grazie al tuo blog. Un amichevole abbraccio.

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